• 12/10/2015

"La necessità di riformare profondamente l'Ue, soprattutto alla luce della gestione delle recenti emergenze, deve diventare l'obiettivo comune di tutti gli Stati membri se non vogliamo rinunciare allo spirito e all'essenza stessa dell'Unione. Come ha appena sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le politiche comunitarie non possono più essere affidate ad ambiti intergovernativi. Serve una riforma complessiva della governance in grado di rafforzare la democrazia delle istituzioni europee. El'Italia ha dimostrato di avere le carte in regola per assumere un ruolo di leadership in questo processo". Lo dichiara, in una nota, il presidente della Commissione Politiche Ue della Camera, Michele Bordo del Pd.

"Durante il semestre di presidenza italiana dell'Ue infatti, anche grazie al cantiere di riforme messo in piedi dal governo Renzi, - prosegue Bordo - il nostro Paese è riuscito a pretendere dall'Europa un cambio di passo che, di recente, si è concretizzato, ad esempio,in una nuova politica comunitariadell'immigrazione. Forte delle sue ultime conquiste dunque, l'Ue rinunci agli individualismi e agli egoismi nazionali in ambito politico ed economico, e continui su questa strada per assicurare ai cittadini un futuro di sicurezza e speranza".

"Condivido in pieno l'appello lanciato ieridal sottosegretario Gozi, e in piùoccasioni dalla presidente Boldrini, e auspico che il sessantesimo anniversario del Trattato di Roma nel 2017 sia l'occasione per rilanciare il processo di integrazione, recuperando lo spirito dei padri fondatori, ancheattraverso un nuovo assetto comunitario che ci consenta di lavorare finalmente per costruire gli Stati Uniti d'Europa" conclude Bordo.