• 10/02/2015

“Il Piano europeo per gli investimenti è forse l’atto più importante dell’attuale fase del processo di integrazione europea. Può essere considerato come uno dei risultati più significativi ottenuti dal nostro governo durante il semestre di Presidenza dell’Ue. L’obiettivo che si vuole raggiungere è combinare la sostenibilità delle finanze pubbliche con il rilancio di crescita e occupazione. Il piano Juncker dunque segna, per la prima volta, un nuovo approccio dell’Europa tutta rigore e austerità alla quale ci siamo abituati in questi anni”. E’ quanto affermato in Commissione Politiche Europee della Camera dal presidente Michele Bordo, del Pd, relatore sul Piano Juncker.

“Il piano presenta anche delle criticità, come la dotazione finanziaria del fondo e la sua effettiva capacità di mobilitare i 315 miliardi di investimenti stimati. Tanto più che il compito di provvedere alla dotazione finanziaria del fondo sembrerebbe demandato interamente, e in via del tutto discrezionale, agli Stati membri, alle banche di promozione nazionale e ai privati. Inoltre, considerato sia l’alto rischio degli investimenti che l’incerta redditività, bisognerebbe capire fino a che punto può esserci l’interesse dei privati a effettuare conferimenti di risorse economiche nel fondo” ha detto Bordo.

“L’esame parlamentare del Piano è estremamente importante – ha aggiunto Bordo – perché può contribuire a verificare la validità del suo impianto e a migliorarne l’efficacia, in particolare in vista del negoziato sulla proposta di regolamento istitutiva del FEIS. Come ho avuto modo di dire più volte è nostro dovere, e interesse, iniziare a ‘contare’ davvero nella fase ascendente, cioè quando devono maturare le decisioni europee. Per questo, dopo l’indagine conoscitiva avviata dalla Commissione Bilancio, valuteremo la possibilità di apportare al piano Juncker correzioni e miglioramenti”.