Weidmann rimasto indietro, si occupi della Germania e lasci stare l’Italia
"In Europa c’era l’impegno a completare l’Unione bancaria con il sistema europeo di garanzia sui depositi e ritengo si debba proseguire su questa strada. Di fronte alle emergenze che l’Ue sta affrontando c’è chi ritiene una priorità fissare dei limiti ai debiti sovrani acquistabili dalle banche. Questo non ci convince. Pensiamo si debba ragionare su una politica economica condivisa, diversa da quella tutta basata sull’austerità, perché riteniamo che solo così possa tornare la crescita e di riflesso anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee. Concentrarsi su altro, in questo momento, è un modo per buttare la palla fuori dal campo". E' quanto affermato dal presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo nel corso di un'intervista al quotidiano online 'Eunews'.
Quanto alla proposta avanzata dal presidente della Bundesbank Jens Weidmann relativamente all'istituzione di un'autorità indipendente che controlli i bilanci nazionali al posto della Commissione: "Sarebbe utile che il governatore della Banca centrale tedesca si occupasse un po’ più delle questioni del suo Paese e lasciasse stare il nostro. In questi anni abbiamo fatto riforme straordinarie, che sono poi la base del riconoscimento che ci è stato dato dall’Ue in termini di flessibilità, ma anche di credibilità. Prima eravamo un Paese che doveva fare i compiti, adesso avanziamo proposte. Forse il governatore della Bundesbank è rimasto a un paio d’anni fa e si è perso tutto quello che abbiamo realizzato. Riforme che consentono al Paese di guardare al futuro con molta più fiducia. Vogliamo proseguire su questa strada attraverso le proposte che il governo ha presentato all’Europa, inclusa la flessibilità per i Paesi che se la meritano, per aver fatto riforme e tenuto i conti in ordine, e ne hanno bisogno per consolidare la crescita economica. In prospettiva bisognerà convincere tutti gli Stati Ue che la flessibilità va riconosciuta anche per i cofinanziamenti nazionali ai progetti europei e per le spese per investimenti".