Finalmente il Parlamento europeo prende posizione sull’etichettatura a semaforo, chiedendo alla Commissione europea di riconsiderare le basi scientifiche, l’utilità e la fattibilità di tale sistema. E’ la conferma di quanto sostenuto da tempo e con forza dall’Italia e cioè che l’informazione al consumatore deve essere basata sulla quantità di grassi, di zuccheri e di sali effettivamente consumata e non su quella genericamente contenuta nell’alimento. Prodotti “simbolo” del nostro Made in Italy sono parte integrante del c.d. dieta mediterranea e non possono essere presentati ai consumatori come potenzialmente pericolosi per la salute. Si tratta, quindi, di una vittoria importante dell’agroalimentare italiano in Europa, alla quale ne dovranno seguire di ulteriori; in primis, il riconoscimento obbligatorio in etichettatura dell’origine agricola del prodotto. In gioco è la visione del modello alimentare europeo e, su questo, l’Italia ha la propria eccellenza da far valere come esempio. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio.