A pochi giorni dall'arresto di Messina Denaro, da toscano avrei voluto votare la commissione d'inchiesta sui fenomeni mafiosi per onorare Caterina e Nadia, due bambine di 50 giorni e 9 anni, che persero la vita nella strage di via dei Georgofili a Firenze. Doveva essere una giornata di unità e determinazione che onorava il ricordo di tutte le vittime di mafia. Purtroppo Donzelli, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, ha usato il suo intervento per infangare i parlamentari del Partito democratico associandoli a mafia e terrorismo solo per aver fatto visita in carcere a un detenuto. Una cosa che attiene alle prerogative parlamentari e al ruolo che il mandato costituzionale ci consegna. Una cosa aberrante e vergognosa a cui il Parlamento mai aveva assistito prima. Non contento ha rivelato informazioni sensibili, raccolte non si sa come, mettendo a rischio la sicurezza nazionale. E’ inaccettabile come è inaccettabile il silenzio di Giorgia Meloni.
Lo ha detto il deputato del PD Marco Furfaro, intervenendo in Aula.
Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd
Ma il diritto del parlamentare di entrare nel carcere secondo Donzelli dovrebbe servire a cosa? A incontrare la polizia penitenziaria, che fa il suo dovere nonostante la scarsa attenzione del suo governo?
Ricordo che i parlamentari non possono entrare in altre sedi militari o civili a visitare i corpi dello stato se non per invito.
Quindi Donzelli non conosce il motivo per cui i Parlamentari possono entrare liberamente nel carcere in uno stato di diritto che non butta via la chiave come forse a lui piacerebbe.
Volete vedere quello che non c’è, terrapiattisti, no vax, negazionismi dell’Olocausto e ora scambiate un dovere e un diritto del parlamentare per una presa di campo.
La differenza tra noi e voi è tra umanità e disumanità, lo si vede dal trattamento che fate ai naufraghi del mediterraneo, alle citofonate minacciose in campagna elettorale o alle manifestazioni su cui chiudete gli occhi nel giorno della memoria.
“L’intervento di Donzelli è stato disdicevole ma rientra nei canoni di un individuo che ha fatto la fortuna politica esclusivamente gettando fango, accusando ingiustamente ed offendendo per anni gli avversari che considera soltanto nemici. Quello che è oggi necessario è appurare se queste parole siano state dettate da qualcuno sopra di lui per sviare l’attenzione sulla gestione disastrosa del governo sul caso Cospito o semplicemente le farneticanti esternazioni di chi ha scambiato il Parlamento per un talk show”. Lo dichiara il deputato del Pd Marco Simiani.
"Essere insultati da Fratelli d'Italia e accostati a chi difende terroristi e mafiosi, anche questo è accaduto alla Camera questa mattina durante la discussione della Commissione Antimafia. Giovanni Donzelli ha accostato i parlamentari del Pd a dei supporter di mafia e terrorismo perché hanno visitato Alfredo Cospito in carcere. Abbiamo chiesto le sue scuse. Negare i fatti, negare di avere offeso è arroganza e protervia: è prefascismo".
Così Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze della Camera.
“Donzelli, coordinatore del partito della premier Meloni, usa le parole in Parlamento come un manganello, accostando il Pd ai terroristi e ai mafiosi. Un analfabeta istituzionale, che scambia l'Aula per un comizio di piazza, offendendo il Parlamento e la comunità democratica”. Lo scrive su Twitter Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera.
La notizia che Alfredo Cospito sia stato trasferito dal carcere Bancali di Sassari a quello di Opera è una buona notizia. Potrà essere seguito con maggiore adeguatezza dal punto di vista sanitario.
Ora spetta al ministro Nordio affrontare con responsabilità anche il secondo aspetto. Verificare se permangono le condizioni del regime di 41bis per un detenuto che è stato condannato all’ergastolo ostativo per un crimine che non ha provocato alcun ferito. E’ una decisione da assumere con solerzia applicando le norme che già ci sono. Già dal Cdm di questa sera si può arrivare ad una definitiva scelta. Recedere dal regime 41bis non significa dare ragione a chi in queste ore si sta macchiando, in giro per l’Italia, di reati che vanno avversati e condannati.
Avere fermezza non pregiudichi il fatto che regole e garanzie costituzionali siano applicate a tutti, senza farsi condizionare da alcunché.
Così il deputato del Pd Silvio Lai.
"Un governo non dovrebbe alimentare scontri e violenze ma sopirle. Sul caso Cospito la destra e Palazzo Chigi tentano di scaricare sugli altri le responsabilità che sono proprie e al tempo stesso devono aver messo a tacere il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il quale, per competenza, dovrebbe occuparsene. Ma si sa il garantismo del ministro Nordio è a fasi alterne e viene evocato solo quando è utile a sostenere determinati interessi. Di contro servirebbe affrontare una emergenza che è sotto gli occhi di tutti. C’è un detenuto che sta male e sta rischiando di perdere la vita e vi è una evoluzione criminale che va condannata e fermata non solo evocando una pelosa fermezza. Alfredo Cospito va subito trasferito in una struttura in grado di dare adeguata assistenza sanitaria. Il carcere Bancali di Sassari non può farlo per carenze di servizi e di personale. Al tempo stesso il ministro Nordio può decidere, avendone la potestà, sulla richiesta di revoca del regime di 41bis valutando se per i reati commessi e i comportamenti del detenuto l’ergastolo ostativo è una pena congrua ed imprescindibile.
Ciò che non può fare il ministro Nordio, se non costretto da Palazzo Chigi e dai suoi alleati, è rifugiarsi nel silenzio perché le attuali criticità potrebbero non essere più controllabili. Ed allora se ne assumerebbe per intero la responsabilità". Lo dichiara il deputato dem Silvio Lai.
"Le intimidazioni degli anarchici al direttore del Tirreno ed al sindaco di Castelfiorentino, a cui va tutta la mia solidarietà, sono l'ultimo atto di una serie di minacce e di azioni terroristiche a livello nazionale ed internazionale che non vanno sottovalutate. È necessario che il governo intervenga per garantire la sicurezza delle persone coinvolte". Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani.
"Non si può assistere inerti al crollo delle condizioni psicofisiche di Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41bis nel carcere Bancali di Sassari. Prima il digiuno ad oltranza che lo ha significativamente debilitato per il fortissimo calo ponderale, poi la caduta rovinosa con la frattura del naso ed il rischio di edema cerebrale. Chi deve prendere decisioni le allontana. La Corte di Cassazione fissa l'udienza sul ricorso inerente il 41bis quando ormai la situazione potrebbe essere precipitata. Il ministro Nordio, interpellato con interrogazioni e con una lettera di qualche giorno fa sottoscritta insieme alla presidente del gruppo Pd Debora Serracchiani, non dà cenno di riscontro. Proprio lui che si fregia di essere un garantista. Non si tratta ovviamente di giudicare le colpe di Alfredo Cospito, quelle rimangono, ma di verificare se il regime di 41bis sia congruo per quel detenuto e per la sua condanna non ha provocato né feriti e tantomeno morti. C'è pure da verificare se il carcere di Bancali, in grave carenza di personale e con una logistica non all'altezza, possa ospitare un detenuto che presenta complessità e criticità.
Insomma, al garantista ministro Nordio chiediamo di affrontare il problema e di battere un colpo se c’è.”
Lo dichiara il deputato democratico Silvio Lai
Una delegazione di parlamentari del Partito democratico oggi, giovedì 12 gennaio, nell’ambito di una visita in Sardegna si recherà nel carcere di Sassari in seguito all’appello pubblicato da un folto gruppo di giuristi e intellettuali per costatare concretamente le condizioni di Alfredo Cospito, lì detenuto.
La visita è prevista alle 11 circa e faranno parte della delegazione la capogruppo alla Camera Debora Serracchiani, i deputati Andrea Orlando e Silvio Lai e il senatore Walter Verini.
Una delegazione di parlamentari del Partito democratico domani, giovedì 12 gennaio, nell’ambito di una visita in Sardegna si recherà nel carcere di Sassari in seguito all’appello pubblicato da un folto gruppo di giuristi e intellettuali per costatare concretamente le condizioni di Alfredo Cospito, lì detenuto.
La visita è prevista alle 11 circa e faranno parte della delegazione la capogruppo alla Camera Debora Serracchiani, i deputati Andrea Orlando e Silvio Lai, la vice presidente del Senato Anna Rossomando e il senatore Walter Verini.
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