“Cosa pensa la maggioranza di destra che sta governando il Paese della sospensione della ratifica dell’accordo sui dazi tra l’Unione Europea e Stati Uniti in risposta alle scelte del presidente Donald Trump? Il ministro Tajani è favorevole come il Ppe ha annunciato di fare al Parlamento europeo? O la linea è quella di Fdi che lo ritiene un errore? Non è serio liquidare quanto sta accadendo con un problema di comprensione, come ha fatto Meloni, fingendo di non capire che Trump rappresenta una minaccia. Servivano parole chiare che non sono arrivate: ‘la Groenlandia non si tocca’, e di fronte a quanto sta accadendo non basta limitarsi a dire che non si condivide. Abbiamo trasformato la politica estera dell'Italia in una attesa di capire quello che dice Trump. Il governo italiano invece di mediare obbedisce, la sua accondiscendenza ha portato a dazi che sono un danno. Ma c’è un fatto nuovo: c’è un pezzo di Europa che per la prima volta vuole reagire e le forze politiche hanno il dovere di dire da che parte stanno. L’Italia invece di stare in prima linea invita a chinare il capo e questo è il contrario del patriottismo, è vassallaggio contro i nostri interessi nazionali”.
Così il deputato dem, Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, intervenendo in Aula per chiedere che Giorgia Meloni svolga comunicazioni alla Camera e al Senato prima del Consiglio straordinario Ue di giovedì.
“La decisione dell’Europarlamento di sospendere l’accordo commerciale sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti rappresenta un segnale importante di unità, autonomia e difesa degli interessi strategici europei. Non si può dialogare sotto minacce, né accettare ricatti che colpiscono l’economia europea e mettono in discussione i principi fondamentali del diritto internazionale”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato e capogruppo del Partito Democratico in Commissione Politiche UE della Camera.
“Le aggressioni dell’amministrazione Trump all’integrità territoriale della Groenlandia e l’annuncio di nuovi dazi contro alcuni Stati europei impongono una risposta ferma e coesa. L’Europa deve parlare con una sola voce e respingere ogni tentativo di intimidazione che mira a sgretolare il progetto comunitario, danneggiando lavoratori, imprese e filiere produttive”.
“Per questo rinnoviamo la richiesta alla presidente del Consiglio Meloni di venire in Parlamento e rendere comunicazioni in vista del prossimo Consiglio straordinario così da chiarire quale sia la posizione dell’Italia. Non è più tollerabile il silenzio o peggio ancora la totale subalternità del Governo di fronte a scelte di Trump che colpiscono direttamente il nostro Paese e l’Unione europea”.
“L’Italia deve stare senza ambiguità dalla parte dell’Europa, della difesa del diritto internazionale, del multilateralismo e di un’economia aperta ma fondata sul rispetto reciproco. Su questi temi servono chiarezza e coerenza”, conclude De Luca.
"Il ricatto di Trump a colpi di dazi per ottenere la proprietà della Groenlandia, è inaccettabile e non può essere assecondato perché costituirebbe un precedente pericolosissimo, oltre a rappresentare una minaccia alla sovranità della Groenlandia e della Danimarca. Se passasse la linea di Trump, vorrebbe dire che qualunque altra potenza economica e militare che volesse annettere territori altrui, avrebbe via libera. A partire dalla Russia con l'Ucraina, dalla Cina con Taiwan o da Israele con Gaza e la Cisgiordania.
La patetica lettera inviata al premier norvegese a proposito del Nobel per la pace, materia su cui per altro Jonas Gahr Støre non ha alcuna competenza, non è che la manifestazione di un ego smisurato, in preda al delirio di onnipotenza. Ma è anche un alibi che Trump sta usando per sentirsi legittimato nel suo piano scellerato di annessione della Groenlandia e di controllo del Venezuela.
Davanti a questo scenario, le destre italiane sono totalmente succubi al volere del presidente Usa e mettono in pericolo il popolo italiano, la tenuta dell'Ue e perfino della Nato. Altro che patriottismo e atlantismo: questo è puro servilismo.
Trump va contrastato e le sue spregiudicate e illegittime pretese arginate il più possibile senza cedere a ricatto, prepotenza e arbitrio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Esprimo la mia piena vicinanza al sindaco Aurelio Lo Fazio e all’amministrazione comunale di Anzio per il grave atto intimidatorio che ha portato al danneggiamento del campo sportivo Falasche, proprio dopo la conclusione dei lavori di messa in sicurezza”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“La struttura oggetto dei danneggiamenti – sottolinea Di Biase – era stata al centro dello scioglimento del Comune per condizionamenti della criminalità organizzata ed è richiamata nella relazione della Commissione d’accesso. Proprio la Commissione prefettizia aveva avviato l’iter per l’allontanamento degli occupanti abusivi e per il ripristino della piena legalità nella gestione dell’impianto e l'attuale amministrazione era in procinto di pubblicare un bando pubblico per la gestione, ripristinando i principi di trasparenza”.“Sto depositando un'interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi per fare piena luce sui fatti. È evidente – conclude – che l’azione di recupero della legalità e di restituzione dei beni pubblici alla collettività incontri resistenze e tentativi di intimidazione, che vanno respinti con fermezza e pieno sostegno”.
Le borse di tutta Europa sono in rosso. L’economia europea è sottoposta a scosse violente provocate dalle minacce americane. Eppure ancora una volta Meloni è tiepida con Trump nel tentativo di mediare. Una sudditanza inaccettabile. Dimostri di avere a cuore l’Europa e chieda che sia applicato lo strumento di risposta sui dazi e si colpiscano le multinazionali americane. Dalla Groenlandia al Venezuela, il futuro del mondo non può essere disegnato da chi vuole fare a pezzi il diritto internazionale.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Piena e totale solidarietà al procuratore Luca Tescaroli per la gravissima intimidazione subita a Fasano. Il ritrovamento di un proiettile davanti al Comune, poche ore prima della presentazione del suo libro sulle stragi mafiose del 1993, è un fatto gravissimo e inquietante”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“La scelta di Tescaroli di non rinunciare all’incontro pubblico e di confermare la presentazione del libro, nonostante la minaccia, è un messaggio chiaro e potente: lo Stato che non arretra, non si piega alle intimidazioni e continua la sua lotta”.
“Raccontare le stragi di mafia, fare luce sui legami criminali e portare avanti indagini complesse significa colpire interessi profondi. Per questo chi prova a intimidire deve sapere che troverà istituzioni unite e una solidarietà piena. Troverà persone pronte a fare quadrato attorno a chi subisce tentativi così vigliacchi di intimidazioni".
“Ora si faccia piena luce su quanto accaduto. Difendere chi difende la legalità è un dovere democratico”.
"Con profonda tristezza apprendo della scomparsa di Giancarlo Cauteruccio, maestro indiscusso della scena teatrale contemporanea italiana, regista, scenografo e attore di straordinaria visione. Cauteruccio lascia un segno indelebile nella cultura nazionale con la sua creatività audace e la fondazione della compagnia Krypton, realtà che ha profondamente innovato il linguaggio teatrale coniugando performance, arti visive e tecnologie". Lo dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd.
"Il suo contributo come direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci e la sua capacità di formare generazioni di interpreti resteranno un’eredità preziosa per tutto il mondo dello spettacolo. In questo momento di lutto mi unisco al dolore di familiari, amici e colleghi", conclude la dem.
“Tutta la mia solidarietà al Sindaco di Carlentini, in provincia di Siracusa, Giuseppe Stefio, che ha ricevuto una gravissima intimidazione, una busta con un proiettile e minacce dirette alla sua persona e ai suoi familiari. A Giuseppe Stefio vorrei dire che tutta la comunità del Partito Democratico è al suo fianco, certi che il suo impegno andrà avanti con coraggio e determinazione. È urgente che tutte le istituzioni si uniscano per fare chiarezza su quanto accaduto, il crimine, l’illegalità, la violenza e l’intimidazione non prevarranno”. Lo dichiara il Peppe Provenzano, membro della segreteria nazionale del Pd e componente della commissione Antimafia.
"Esprimo la mia piena solidarietà alla CGIL di Roma e Lazio e alla Camera del Lavoro di Civitavecchia Roma Nord Viterbo per il gravissimo atto intimidatorio avvenuto nella sede di Primavalle. Cinque colpi di arma da fuoco contro un sindacato rappresentano un fatto inquietante e inaccettabile, che colpisce non solo una organizzazione dei lavoratori ma i principi stessi della democrazia e della libertà di rappresentanza".
Lo dichiara la deputata del Pd Michela Di Biase, che aggiunge: "È indispensabile che venga fatta piena luce sull’accaduto e che i responsabili siano individuati al più presto. Di fronte a episodi di violenza e intimidazione non possono esserci ambiguità: le istituzioni devono reagire con fermezza e unità, a tutela dei diritti, del lavoro e della convivenza democratica".
"Voglio esprimere la piena solidarietà ai giornalisti de 'la Repubblica' per il furto di sei computer presso la redazione di Napoli. A loro va tutta la mia vicinanza e quella di tutto il Partito democratico. Siamo davanti ad un atto grave per la libertà di informazione e di stampa, pilastri della democrazia. Mi auguro che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che la giustizia possa seguire completamente il proprio corso”. Così in una nota il deputato e capogruppo PD in commissione di difesa di Montecitorio, Stefano Graziano.
La bocciatura, da parte del Governo e della maggioranza, del mio ordine del giorno alla legge di bilancio rappresenta una scelta grave e profondamente ingiusta nei confronti dei risparmiatori della Banca Popolare di Bari. Ancora una volta, circa 70.000 piccoli azionisti, in gran parte pugliesi, vengono esclusi da qualsiasi forma di ristoro pubblico nonostante abbiano subito la perdita dei risparmi di una vita.”
Così Marco Lacarra, deputato barese del Partito Democratico.
“Il Fondo indennizzo risparmiatori ha consentito allo Stato di intervenire a tutela di migliaia di cittadini colpiti da crisi bancarie analoghe. Non si comprende, dunque, perché ai risparmiatori della Popolare di Bari venga negato lo stesso diritto, sulla base di una distinzione meramente formale tra commissariamento e liquidazione, che non cambia in nulla il danno subito”.
“Con la manovra il Governo ha deciso di riaprire i termini del FIR per i beneficiari già previsti, escludendo ancora una volta chi è stato colpito dal dissesto della Popolare di Bari. Una scelta che certifica una disparità di trattamento intollerabile e alimenta l’idea di risparmiatori di serie A e di serie B, con una penalizzazione evidente a danno del Mezzogiorno”.
“Non chiediamo privilegi, ma equità e giustizia. Continuerò a battermi affinché agli azionisti e agli obbligazionisti della Popolare di Bari sia riconosciuto il diritto di accedere al FIR in condizioni di piena parità con tutti gli altri. Lo Stato non può continuare a voltare le spalle a migliaia di famiglie che attendono risposte da anni.”
“La Legge di Bilancio del Governo è una manovra che rinvia le risposte e non affronta le vere priorità del Paese.”
Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico.
“Mancano scelte strutturali sulla sanità pubblica e sulla prevenzione. Al di là degli annunci, non vi è un reale rafforzamento del Servizio sanitario nazionale: come evidenziato anche dalla Fondazione GIMBE, la spesa sanitaria cresce in valori assoluti ma continua a ridursi il suo peso sul PIL, segno di un progressivo definanziamento.”
“Non ci sono risorse adeguate per il trasporto pubblico locale, che è una leva fondamentale per la coesione sociale, per il diritto alla mobilità e per la transizione ambientale. Così come risultano deboli e frammentari gli interventi su ambiente e politiche climatiche.”
“Preoccupa inoltre l’assenza di un vero sostegno agli investimenti produttivi e all’innovazione: le imprese, in particolare le piccole e medie, non trovano in questa manovra strumenti capaci di accompagnare la crescita e affrontare le difficoltà economiche.”
“Completamente dimenticate sono le aree interne e la montagna, che avrebbero bisogno di politiche dedicate per contrastare spopolamento, isolamento e carenza di servizi. Una mancanza grave, che accentua i divari territoriali.”
“Sul fronte sociale, la manovra non offre risposte concrete alle famiglie, ai giovani e alle donne: non vi sono misure strutturali per la casa, per l’occupazione femminile e giovanile, né una visione chiara sul tema delle pensioni, su cui emergono peraltro evidenti divisioni all’interno della stessa maggioranza di Governo.”
“Il Governo ha accolto, seppur con una riformulazione, un nostro ordine del giorno sulla povertà alimentare: un segnale positivo, ma insufficiente se non inserito in una strategia complessiva che affronti lavoro povero, salari bassi e perdita di potere d’acquisto.”
“Questa Legge di Bilancio – conclude Girelli – manca di una visione di sviluppo equo e sostenibile. Servivano scelte coraggiose su sanità, lavoro, trasporti, ambiente e coesione territoriale. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché queste priorità tornino al centro dell’agenda politica.”
"Questa notte, durante l' esame della Legge di Bilancio alla Camera, il Governo ha accolto, come raccomandazione, un ODG, a mia firma, che chiede l' incremento delle risorse stanziate al Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l' umanità causate dalle forze del Terzo Reich in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Come noto il fondo fu istituito dal Governo Draghi, come un atto di giustizia storica e morale, verso quelle vittime ed i loro eredi. L' incremento del Fondo si rende indispensabile per risarcire effettivamente chi ne ha diritto, penso, a titolo di esempio, ai familiari delle vittime dell' eccidio di Marzabotto, il comune di cui sono stato Sindaco. Ora mi aspetto che il Governo corrisponda al più presto, con le opportune iniziative agli impegni dell' Ordine del Giorno". Così Andrea De Maria, deputato PD
“Il presidente La Russa insiste e per quello che dice e per come lo dice, si dimostra assolutamente inadeguato a ricoprire il ruolo di presidente del Senato e seconda carica dello Stato. Msi è la forma ‘normalizzata’ di una storia indegna e celebrarne la ricorrenza della sua fondazione ha un significato preciso: dare un senso ad una nostalgia che appartiene solo a quelli con il braccio destro teso e la mano aperta, che un senso in democrazia non l’ha mai avuto. E diciamo al presidente La Russa di lasciare stare il Pci e i suoi esponenti che dialogarono in una democrazia parlamentare contro la quale l’Msi si oppose, perché figli di chi gridava e continua a gridare ‘Presente’ ai raduni nostalgici. Noi staremo sempre dall’altra parte della storia, quella che ha sacrificato migliaia di combattenti alleati, partigiani e partigiane come i Fratelli Cervi di cui ricorre oggi l’82esimo anniversario dalla morte, giustiziati dai repubblichini fascisti. Lo dovrebbe fare anche La Russa ma non ha il coraggio di farlo perché reciderebbe le sue radici, anziché onorare chi ha sacrificato la vita per restituire al nostro popolo libertà, democrazia e dignità, quella libertà di dire le parole intollerabili che ha pronunciato da quando è presidente del Senato”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato democratico, Stefano Vaccari.
“Spiace che il Presidente del Senato Ignazio La Russa abbia perso un ottima occasione per ricordare in modo storicamente corretto le ragioni della fondazione del Movimento Sociale Italiano e la genesi del simbolo della fiamma tricolore. Non è vero, infatti, che i reduci di Salò guardavano avanti nel futuro - come affermato da La Russa - al punto che inizialmente venne respinta l’iscrizione al Msi a quei fascisti ‘che avevano tradito la Patria’ rompendo con Mussolini nel luglio del ‘43. La Russa, poi, dimentica che nel ‘46 sotto la fiamma tricolore era disegnato un trapezio allora identificato come la bara di Mussolini da cui si sprigionava, attraverso la fiamma, il messaggio eterno del fondatore del fascismo. Anche nel nome del partito, poi, l’aggettivo ‘Sociale’ richiamava l’esperienza della Repubblica Sociale Italiana. Dal Presidente del Senato di una Repubblica antifascista ci si attenderebbe ben altra postura democratica, assai differente da quella orgogliosamente nostalgica di un simbolo che storicamente rappresenta il ‘cordone ombelicale’ con il fascismo repubblichino di cui non c’è nulla di cui essere orgogliosi, anzi di cui ci dovrebbe vergognare pensando all’assistenza fornita dai militi della Rsi ai rastrellamenti e agli eccidi di migliaia di partigiani e civili da parte delle truppe d’occupazione nazifasciste. L’Italia democratica e antifascista si meriterebbe di ascoltare ben altre parole dalla seconda carica dello Stato”.
Così Federico Fornaro, dell’Ufficio di Presidenza del gruppo PD alla Camera dei Deputati.