26/10/2025 - 14:40

“Siamo profondamente preoccupati e condanniamo fermamente l’attacco al Liceo Leonardo Da Vinci. Atti come questi non si devono più ripetere. Vedere porte divelte e svastiche sui muri di una scuola fa male: è un attacco alla democrazia e alla libertà in un luogo che invece dovrebbe essere di dialogo e incontro, dove si formano i giovani. Chiediamo che venga fatta chiarezza al più presto”, cos’ i parlamentari liguri del Pd Lorenzo Basso, Valentina Ghio, Alberto Pandolfo, Luca Pastorino.

 

25/10/2025 - 12:57

“Mentre la sottosegretaria Borgonzoni si fa bella con i numeri del Piano Cinema e Immagini per la Scuola, la realtà è che la manovra del governo Meloni mette in discussione l’intero sistema del cinema e dell’audiovisivo italiano. Altro che festa: con tagli complessivi superiori al mezzo miliardo di euro, il Governo rende incerti perfino i progetti per le scuole di cui oggi la stessa Borgonzoni si vanta. Progetti che, a causa di un comma inserito nella Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri e trasmessa alle Camere, non avranno più garanzia di finanziamento stabile”, lo dice Matteo Orfini, deputato democratico e componente della Commissione Cultura della Camera.
“Ai tagli al Fondo per il Cinema — spiega Orfini — che perderà 150 milioni nel 2026 e altri 200 milioni dal 2027, si aggiungono i tagli lineari e la decisione drammatica annunciata ieri dalla sottosegretaria di ridurre il tax credit dal 40% al 30%.
Scelte che colpiranno duramente le produzioni italiane e allontaneranno quelle internazionali, con effetti pesanti sull’occupazione e sull’intera filiera.”
“Borgonzoni prenda atto della realtà — conclude Orfini —: non c’è nulla da festeggiare. Il governo di cui fa parte sta affossando il cinema italiano.”

21/10/2025 - 17:01

Dopo una prima giornata ricca di spunti e di dialogo, mercoledì 22 ottobre proseguono gli Stati Generali sulla Salute e la Sicurezza sul Lavoro, organizzati dalla Commissione d’inchiesta parlamentare sulle condizioni di lavoro della Camera dei Deputati presieduta dall’onorevole Chiara Gribaudo, in collaborazione con la Presidenza della Camera dei Deputati.

L’appuntamento è alle 9.30 a Montecitorio, nella Sala della Lupa, dove si terrà il panel sulla formazione e sugli infortuni nell’ambito scolastico, con un saluto della Vicepresidente della Camera dei Deputati Anna Ascani e un intervento introduttivo di Patrizia Marrocco, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta. Gli interventi saranno di Nunzia Catalfo (INAIL), Alessia Rosolen (assessora al Lavoro della Regione Friuli-Venezia Giulia), Mariaelena Dentesano e Dino Parelli che presenteranno la Carta di Lorenzo, Chiara Marciani (Assessora alle Politiche Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli) che racconterà Percorsi Sicuri. Educazione alla salute e sicurezza sul lavoro nei percorsi di formazione scuola-lavoro, Marco Ferro (fondatore Mindful safety), Raffaella Briani (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione), Massimiliano Sonno (Formedil).

Alle 11.30 si prosegue parlando di tecnologie nell’ambito della salute e la sicurezza sul lavoro, con un intervento introduttivo di Marco Cerreto (Deputato componente della Commissione parlamentare di inchiesta), con la presentazione del progetto Start da parte di Vincenzo Cangemi, Melania Talarico e Patrizia Agnello, con Stefano De La Torre (Safety on Chain Srl), Matteo Vellone (Antea Studio Srl), Giovanni Maria Riccio (Università di Salerno). Nel pomeriggio, dalle 14.30, si discute di Intelligenza Artificiale con uno studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che analizza le pratiche più virtuose adottate dalle imprese italiane in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con Tiziano Treu e Michele Faioli, mentre a seguire ci saranno tre tavoli su patente a crediti e il nuovo accordo stato-Regioni sulla formazione, logistica e benessere mentale.

 

18/10/2025 - 15:43

"Sarà pure uno dei più duraturi, ma quello Meloni è un governo che pensa solo a sopravvivere. Ne è la riprova la legge di bilancio, una manovra dove non c’è crescita, non ci sono investimenti ma solo e ancora tagli ai servizi essenziali che sono poi anche diritti: sanità, scuola, lavoro. Non possiamo accettare che che non ci siano risposte per le famiglie, per le imprese, per i giovani. Ieri la premier è fuggita dalla conferenza stampa, oggi attacca la segretaria del Pd, ma non potrà fuggire per sempre davanti ai problemi del paese". Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

17/10/2025 - 15:46

“Le parole del Ministro Nordio sull’educazione sessuale sono gravi e fuori dalla realtà. Dire che debba essere insegnata solo in famiglia e non a scuola significa ignorare un bisogno educativo essenziale per la crescita consapevole e sicura dei nostri ragazzi. Quello di maggioranza e governo è un passo indietro per tutto il Paese. L’educazione sessuale è prevenzione, rispetto, consapevolezza. Toglierla dalle scuole significa lasciare un vuoto, culturale e normativo, che mette l’Italia indietro rispetto alla maggior parte dei paesi europei, dove da moltissimi anni è già obbligatorio l’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole”. Così in una nota Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.

17/10/2025 - 15:43

“Nordio riesce ancora una volta a banalizzare un tema cruciale. Dire che “l’educazione sessuale si fa in famiglia” è solo un modo per lavarsene le mani.

Vorrei ricordare al ministro Nordio, che afferma amenità del genere, che le due comunità educanti piu importanti nella vita dei ragazzi, la scuola e la famiglia, non possono essere scisse ma devono lavorare strettamente connesse e di pari passo.

Da ministro della Giustizia dovrebbe sapere che la prevenzione della violenza di genere inizia proprio dall’educazione, quella vera, fatta di rispetto, empatia e consapevolezza, non di slogan. E che l’educazione si fa a scuola già dai primi anni, e non solo in famiglia.

La sua dichiarazione è grave non solo per quello che dice, ma per ciò che rivela, cioè un’inquietante distanza dalla realtà sociale del Paese e un disprezzo per il ruolo della scuola come spazio di crescita collettiva. Nordio dovrebbe preoccuparsi dei dati dei femminicidi, che dovrebbe conoscere bene e che lo dovrebbero spingere a utilizzare il proprio ruolo istituzionale per aggredire un fenomeno ancora tropo diffuso”. Così in una nota la deputata del Pd, Patrizia Prestipino, nonché docente nelle scuole superiori.

“Ho vissuto personalmente tutte le problematiche affettive di molti studenti - aggiunge Prestipino - che siamo riusciti ad affrontare solo grazie al costante dialogo fra la scuola e le famiglie. L’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole è importantissimo. Ci auguriamo che il governo ne tenga conto”.

 

17/10/2025 - 11:41

“Il gruppo del Partito democratico in Commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio e violenza di genere ha scritto una lettera alla presidente della Commissione Martina Semenzato, per chiedere l’audizione urgente dei ministri Valditara e Roccella, per riferire sulla cancellazione dei percorsi di educazione antiviolenza nelle scuole dopo l’approvazione dell’emendamento della Lega alla Camera.

 

“Questa modifica normativa - si legge nel testo della lettera - qualora fosse confermata nel voto assembleare della Camera, introdurrebbe un gravissimo ostacolo ai percorsi educativi che rappresentano il principale strumento di contrasto al fenomeno della violenza contro le donne e ai femminicidi”.

 

Ecco il testo della lettera inviato dalla Capogruppo democratica in Commissione Femminicidio, Sara Ferrari.

 

“Egregia Presidente,

in considerazione di quanto accaduto nei giorni scorsi in commissione istruzione alla Camera dei Deputati, con l’approvazione di un emendamento della deputata Latini al ddl Valditara, con il quale si introduce di fatto il divieto di svolgere “attività didattiche e progettuali, nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità” non solo nella scuola primaria ma anche nella secondaria di primo grado, sono a chiederla a nome del gruppo del Partito Demicratico una convocazione plenaria della commissione con una audizione urgente del ministro Valditara e della ministra Roccella. Questa modifica normativa, qualora fosse confermata nel voto assembleare della Camera, introdurrebbe un gravissimo ostacolo ai percorsi educativi che rappresentano il principale strumento di contrasto al fenomeno della violenza contro le donne e ai femminicidi. Nelle numerosissime audizioni che la Commissione Femminicidio ha potuto compiere in questi due anni di lavoro, infatti ci è sempre stata rappresentata, da qualsiasi associazione, da soggetti pubblici e privati, dalle categorie economiche, da singoli specialisti e specialiste e professionisti che a vario titolo hanno a che fare col fenomeno della violenza maschile sulle donne, la necessità di promuovere e rendere strutturale all’interno dei luoghi formativi ed educativi, in primis nella scuola, l’educazione all’affettività e alla sessualità, alle relazioni corrette e rispettose, alla parità, al superamento degli stereotipi di genere, ai pregiudizi, alle discriminazioni, come azione primaria di contrasto a questa terribile piaga sociale.

La responsabilità pubblica che ci siamo assunte e assunti nel partecipare e condividere spesso all’unanimità il lavoro di questa commissione, richiede oggi che non ignoriamo quanto grave possa essere il danno che deriverebbe a studenti e studentesse se non solo non dessimo seguito a quella richiesta di promozione di educazione, ma addirittura venisse frenato quello che oggi a macchia di leopardo viene fatto nelle scuole del nostro Paese su base volontaria. Riteniamo dunque indispensabile e urgente che il ministro all’istruzione e la ministra alle pari opportunità riferiscano alla commissione di indagine su femminicidio e violenza, come intendano agire per scongiurare il rischio di questo danno non solo per le giovani generazioni, ma anche per garantire l’efficacia delle azioni di prevenzione, fondamentali per il contrasto alla violenza e il cui studio e ricerca rappresentano parte essenziale del mandato della nostra commissione”.

 

17/10/2025 - 10:35

“Nonostante i ripetuti femminicidi di giovani ragazze, nonostante gli appelli delle famiglie contro una cultura ancora retrograda che minimizza la violenza di genere e il maschilismo insito nella società, la maggioranza di Governo ha scritto una delle pagine più buie della recente storia scolastica italiana. Con un emendamento al disegno di legge Valditara, approvato in Commissione Cultura alla Camera, si vietano tutte le attività legate all’educazione sessuale e affettiva anche nelle scuole medie, estendendo un divieto già previsto per l’infanzia e la primaria.
Una scelta che rischia di rendere impossibili le tante attività che già si realizzano nelle scuole ”. Così Irene Manzi, responsabile Scuola del Partito Democratico, critica duramente l’operato della maggioranza in un editoriale  su l’Unità.
“Non si tratta solo di una forzatura ideologica: è un attacco diretto all’autonomia scolastica, alla libertà di insegnamento e, soprattutto, al diritto delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi a ricevere un’educazione completa, inclusiva, capace di fornire strumenti per affrontare con consapevolezza e rispetto le relazioni umane.
Oggi, mentre servirebbero più formazione e consapevolezza per contrastare la violenza di genere, si imbocca con determinazione e con incredibile furore ideologico, la strada opposta: quella della censura e del silenzio. Si toglie alle scuole uno degli strumenti più importanti per educare al rispetto, al consenso, alla parità, all’empatia, alla relazione sessuale. E lo si fa proprio nella fascia d’età, quella tra gli 11 e i 14 anni, in cui si cominciano a formare l’identità personale e le prime relazioni affettive e sociali. Una fascia di età che, come dimostrano ricerche e fatti di cronaca, è al centro di una crisi profonda contro cui si fa fatica a trovare risposte adeguate”, prosegue Manzi.
“Non abbiamo alternative. Dobbiamo intervenire sulle ragioni della violenza e prosciugarne le fonti che sono culturali.
Per questo continueremo a daremo battaglia in Aula per non far passare questa scelta vergognosa sotto silenzio. Per una scuola che sia luogo di educazione libera, laica, civile. Perché dove si censura la conoscenza, si alimenta l’ignoranza. E dove manca l’educazione, cresce la violenza”, conclude Manzi.

16/10/2025 - 14:29

«Mentre il ministro Valditara è concentrato su riforme ideologiche e oscurantiste, in Italia esiste una grande emergenza scolastica. Il 90% degli edifici scolastici è privo delle certificazioni di sicurezza obbligatorie, soprattutto al Sud e nelle zone sismiche.
Oggi l’Istat ci segnala un ulteriore problema che aggrava i costi per le famiglie: i rincari dei materiali scolastici sono aumentati del 6,1% e quelli dei libri del 2,4%. Tutto questo avviene in assenza di interventi da parte del governo, come emerge dalla legge di bilancio. Nonostante Valditara avesse promesso misure sul caro libri già a settembre, nella manovra non se ne trova traccia. Chiediamo un piano concreto di investimenti massicci sulla sicurezza delle scuole e sgravi economici per le famiglie, oltre a una scuola che promuova il progresso, non il regresso.»
Lo dichiara in una nota la capogruppo democratica in Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi che conclude dicendo “il caro  libri è una vera emergenza ma in manovra no c’è traccia, Valditara si svegli”

 

16/10/2025 - 14:11

“Nel giorno dell’ennesimo femminicidio, con una giovane uccisa con venticinque coltellate, la Lega pensa bene di cancellare quei pochi percorsi di educazione sessuale esistenti nelle scuole medie del nostro Paese. È una scelta dannosa e profondamente irresponsabile”. Lo dichiara la deputata Sara Ferrari, capogruppo del Partito Democratico nella commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio.

“Abbiamo bisogno di andare nella direzione opposta. L’Italia – spiega l’esponente dem - è uno dei soli sette Paesi europei a non avere l’educazione sessuale obbligatoria a scuola. È un vuoto che pesa, perché occorre aiutare le ragazze e i ragazzi a costruire relazioni corrette e rispettose, a superare stereotipi e pregiudizi che troppo spesso sono all’origine della violenza di genere. La scuola pubblica ha una responsabilità fondamentale: non possiamo lasciare i giovani soli, a formarsi un’idea delle relazioni e della sessualità esclusivamente attraverso il web. Serve un impegno serio e strutturale, non passi indietro dettati da ideologia".

“Chiediamo al governo – conclude Ferrari – di modificare il provvedimento in discussione e cancellare questa vergogna. Contrastare la violenza contro le donne significa partire dall’educazione e dal rispetto, non dall’oscurantismo”.

 

16/10/2025 - 12:08

"Nel giorno in cui un’altra donna, Pamela, è stata uccisa, questo Governo ha scelto di togliere l’educazione sessuale dalle scuole. È una decisione grave e miope, che va nella direzione opposta rispetto a ciò che servirebbe davvero per prevenire la violenza di genere».
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, commentando l’emendamento approvato in Commissione Cultura alla Camera al disegno di legge sul consenso informato, che vieta di affrontare i temi della sessualità nelle scuole secondarie di primo grado e limita tali percorsi nelle superiori al solo consenso dei genitori.
«Una legge sul femminicidio non basta se non si affronta il problema in modo complessivo – prosegue Di Biase –. Il contrasto alla violenza maschile contro le donne non passa solo dalle misure penali: è prima di tutto una questione culturale ed educativa. Serve educare al rispetto, al consenso, all’affettività sana fin dall’età più giovane. Togliere l’educazione sessuale dalle scuole significa togliere ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze gli strumenti per capire, per proteggersi e per costruire relazioni libere e paritarie».

«Chiediamo di tornare indietro su questa norma sbagliata – conclude la deputata dem – e di impegnarsi invece a introdurre percorsi obbligatori di educazione alla sessualità. Solo partendo dalla scuola possiamo davvero cambiare le cose».

 

 

14/10/2025 - 15:41

 “La politica non è solo contabilità e algebra, è capacità di leggere i tempi e costruire visioni nuove. In Toscana abbiamo scelto di allargare l’alleanza non per convenienza, ma per rispondere ai bisogni reali delle persone”.

Così il deputato Dem e segretario Pd della Toscana, Emiliano Fossi, intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai 3.

“Siamo la Toscana che crede nella sanità pubblica, nella scuola gratuita e accessibile, nel lavoro giusto, nei diritti civili e nella tutela del territorio. Una Toscana che fa leggi sul fine vita, sul contrasto all'overturism, sui consorzi pubblici industriali e che mette al centro diritti, uguaglianza e dignità. Questo è il modello alternativo alla destra ed è il segnale politico che vogliamo dare anche al resto del paese”: conclude.

 

 

08/10/2025 - 13:11

“Questo è un provvedimento che parla di palestre scolastiche e del loro utilizzo in orario extracurricolare, ma in realtà parla di un Paese che vuole liberare e far vivere i suoi spazi pubblici. Ci sono città e regioni dove questo problema non esiste, dove la collaborazione tra scuole, comuni e società sportive funziona, ma sono migliaia i casi dove dirigenti scolastici poco illuminati o procedure complesse rendono impossibile, spesso senza una reale motivazione, l’utilizzo delle palestre dopo l’orario scolastico”. Così il deputato e responsabile Sport del Pd, Mauro Berruto dopo l’approvazione all’unanimità della pdl sull’utilizzo degli impianti sportivi scolastici di cui è il primo firmatario.

“Tre sono i principali punti di cambiamento con il passato” sottolinea l’esponente dem. “1) Con questo provvedimento Comuni, Province, Città metropolitane tornano in pieno possesso della disponibilità dei loro beni. Non sarà più necessario il parere vincolante, spesso immotivato, del Consiglio d’Istituto o del dirigente scolastico, né quello del Consiglio scolastico provinciale. 2) Le società sportive potranno presentare progetti di riqualificazione e ammodernamento delle palestre scolastiche e, se l’ente locale ne riconoscerà l’utilità pubblica, le convenzioni con quelle società potranno essere gratuite e di durata non inferiore a cinque anni. 3) Le palestre scolastiche potranno restare aperte anche d’estate, nei periodi di chiusura della scuola accogliendo attività per i ragazzi, che in quel periodo liberi dall’impegno scolastico possono allenarsi di più, ma anche centri estivi o, per esempio, programmi di cultura del movimento per gli over 65”, conclude Berruto

 

07/10/2025 - 14:36

“Quella del collega Mauro Berruto per l’utilizzo degli impianti sportivi scolastici da parte delle associazioni e delle società sportive non è solo una proposta di buon senso: è una scelta politica chiara che mette al centro i bambini e le bambine in un’ottica di opportunità e giustizia sociale”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, durante il discorso alla Camera in sostegno della Pdl che vorrebbe aprire le palestre scolastiche anche in orario extrascolastico.

“Servono strutture disponibili per tutte e tutti - ha proseguito la deputata dem - In un momento storico in cui purtroppo le famiglie sono spesso in difficoltà economica questo è un modo per pensare realmente alle loro esigenze, promuovendo il lo sport come opportunità educativa, sociale, per la salute”.

“Questa proposta di legge offre una risposta concreta ai bisogni di chi fa fatica per i costi troppo elevati. Noi pensiamo che lo sport sia un diritto, non un lusso, e debba essere accessibile a tutte e tutti, anche nei piccoli comuni, nelle periferie, nei quartieri meno serviti. Il provvedimento discusso oggi incoraggia la corresponsabilità tra pubblico e privato sociale, mantenendo la centralità della scuola e la tutela della sua funzione educativa ed è, in fondo, un atto di fiducia: nei dirigenti scolastici, negli amministratori locali, nei volontari e nei dirigenti delle associazioni sportive, nelle famiglie e nei cittadini che riconoscono nello sport un valore educativo e civile” ha concluso Gribaudo.

 

04/10/2025 - 11:13

“La scelta della dirigente dell’Istituto Leonardo di Agrigento di sanzionare gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione a sostegno di Gaza e contro il genocidio del popolo palestinese, è lesiva del diritto costituzionale a manifestare e aderire a forme legittime e pacifiche di protesta.
Una scuola che reprime il dissenso e il diritto alla partecipazione contraddice il suo compito educativo. Invece di sanzionare, l’istituzione scolastica dovrebbe promuovere il dibattito critico, il confronto consapevole e il rispetto delle idee”. Così la deputata dem Giovanna Iacono, componente della commissione Cultura.

“Mi appello – conclude Iacono - al buon senso della dirigente scolastica, perché revochi la sanzione imposta e consenta il rientro libero degli studenti alle attività scolastiche.
Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro Valditara perché ci spieghi le ragioni di questa decisione e per sollecitare a un impegno futuro che impedisca misure repressive analoghe, riconoscendo la legittimità della partecipazione studentesca alle manifestazioni democratiche e pacifiche. Ribadisco il bisogno urgente di una cultura scolastica che valorizzi la partecipazione democratica, il pensiero critico e la responsabilità civica. Sarebbe un segno di una comunità scolastica matura e che non teme il dissenso”.

 

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