21/11/2024 - 14:54

“La Rai, facendo seguito al Piano industriale approvato il 30 giugno 2024 si è fatta parte attiva nel realizzare una Direzione in cui far confluire tutte le risorse nazionali dell’Area Registi, creando quindi la struttura del "Polo regia". L’intento era quello di promuovere le risorse disponibili interne, Evitando di dover ricorrere a risorse esterne che avrebbero comportato ulteriori costi per l’azienda.
Apprendiamo invece che non solo la Rai sta continuando ad assumere figure esterne, in particolare registi, ma la cosa che rende piuttosto perplessi è che La Rai starebbe trasferendo formalmente i registi di area editoriale presso la Produzione TV, quindi con un modus operandi del tutto arbitrario, senza alcun confronto, penalizzando profili professionali fondamentali per l’azienda e continuando a fare contratti ad esterni.
Chiediamo quindi di bloccare immediatamente questo polo regia e di aprire un tavolo serio di confronto con le organizzazioni sindacali per avviare un processo condiviso di riorganizzazione aziendale senza penalizzare le figure interne”. Lo dichiarano i componenti PD in commissione di vigilanza sulla Rai.

20/11/2024 - 10:35

Aventino della maggioranza fatto gravissimo

"La maggioranza per la terza volta consecutiva non si presenta in aula nella Vigilanza a votare il parere per il presidente della Rai. E' la prima volta che accade una cosa del genere. Assistiamo non ad un Aventino, ma ad un Colle Oppio della maggioranza dove sostanzialmente si blocca la Vigilanza per obbligare qualcuno della minoranza a votare la presidenza designata dalla maggioranza. Ma bisogna dire che la legge prevede un quorum per eleggere la presidenza. E' un fatto gravissimo, chiediamo ai Presidenti di Camera e Senato di intervenire. L'Aventino dell'opposizione è un fatto politico, ma l'Aventino della maggioranza segnala il blocco dell'istituzione parlamentare, perché non ci fanno fare nemmeno le audizioni. Per quello che ci riguarda è una situazione davvero grave e chiediamo di far intervenire il presidente della Camera e il presidente del Senato perché riteniamo che la situazione è insostenibile per la commissione di Vigilanza sulla Rai, ma soprattutto per la Rai stessa. La maggioranza dopo aver occupato la Rai e dopo aver fatto della Rai Tele Meloni adesso la vuole far fallire". Lo ha detto intervenendo in Aula in apertura di seduta Stefano Graziano, capogruppo Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai.

12/11/2024 - 14:43

“Questa mattina siamo scesi in piazza accanto ai giornalisti Rai che hanno manifestato per un giusto contratto. Sosteniamo la loro battaglia contro la precarietà che deve essere al più presto eliminata. La lotta alla precarietà riguarda tutti noi, riguarda la libertà delle persone. A maggior ragione nella TV del servizio pubblico che tutti abbiano un giusto trattamento”. Lo dichiara Stefano Graziano capogruppo pd commissione di vigilanza sulla rai che questa mattina ha aderito allo sciopero dei giornalisti rai per un giusto contratto.

06/11/2024 - 17:44

Da TeleMeloni continue interferenze che affossano servizio pubblico

“Gasparri che fa il controcanto al Presidente della Repubblica supera davvero il limite. Ma del resto non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire: le interferenze del governo Meloni sulla Rai sono sotto gli occhi di tutti. Scalette stravolte, servizi televisivi cancellati, voci libere imbavagliate, conduttori allontanati, spoils system, tg censurati e usati per scopi personali, programmi cuciti su misura. L’elenco di interferenze di TeleMeloni è lungo e Gasparri fa finta di non vedere solo per vergogna visto che questa modalità sta affossando la Rai di cui ormai si parla solo per il calo degli ascolti” così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai che ringraziano il Presidente della Repubblica “per l’alto contenuto del messaggio inviato sui temi del servizio pubblico”.

04/11/2024 - 15:08

Così come già richiesto nella scorsa settimana dal Pd e dalle altre opposizioni, ribadiamo l’urgenza di convocare entro questa settimana l’ufficio di presidenza della Commissione di Vigilanza Rai per procedere ad una nuova votazione per il parere sul presidente della Rai. Siamo preoccupati per la totale mancanza di responsabilità dimostrata da questa maggioranza e dal governo che sono in totale confusione e bloccano di fatto il servizio pubblico. A questo punto si convochi con urgenza l’ufficio di presidenza oppure dichiarino l’impossibilità di procedere.
Così la deputata Ouidad Bakkali, componente del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai.

31/10/2024 - 18:29

Un altro clamoroso insuccesso targato Telemeloni

"Governo e maggioranza battano un colpo e la smettano di far finta di ignorare la perdita di credibilità e il drammatico calo degli ascolti del servizio pubblico. La chiusura anticipata del programma Se mi lasci non vale, condotto da Luca Barbareschi, è l’ennesimo flop di Telemeloni. In sede di vigilanza chiederemo conto di quanto è costato questo altro clamoroso insuccesso. Tra costi e penali legati alle chiusure, la Rai sta erodendo irresponsabilmente il canone pagato dai cittadini," dichiarano i parlamentari del Partito Democratico della commissione di vigilanza Rai.

30/10/2024 - 11:44

Pd chiede convocazione urgente vigilanza per completare iter nomina

"Maggioranza ancora in confusione sulla Rai: nessun passo avanti sulla procedura di nomina della Presidenza. È inaccettabile che il servizio pubblico sia, nei fatti, bloccato,” dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai, che, questa mattina, ha formalmente richiesto alla Presidente Floridia di “convocare con urgenza l'ufficio di presidenza della vigilanza per includere nell'ordine del giorno il completamento dell'iter istituzionale di nomina della governance Rai”." Non era mai accaduto, che a un mese dall’insediamento del nuovo CdA, non fosse ancora stato votato il Presidente di garanzia. Siamo davanti a un atteggiamento irresponsabile e di totale disprezzo verso le regole e verso i cittadini che pagano il canone e che hanno diritto a un servizio pubblico indipendente e trasparente," conclude Graziano.

25/10/2024 - 10:43

Non bastava la rivendicazione del militante di Fratelli d’Italia Corsini ad Atreju.
Si è aggiunto pure l’epiteto da camerata “infame” riservato a un giornalista libero come Corrado Formigli a cui va la nostra totale solidarietà.
Ha disonorato più volte l’immagine della Rai e coi suoi programmi di approfondimento sta inanellando una serie di fallimenti clamorosi.
Siamo ogni oltre limite accettabile, un dirigente del servizio pubblico non può comportarsi così.
La Rai sollevi dal suo incarico Corsini e si scusi con Formigli e la redazione di Piazza Pulita.

Così in una nota i componenti Pd della Commissione Vigilanza Rai

24/10/2024 - 16:58

 "Le 'apprensioni' del cda Rai sugli effetti della manovra sono lacrime di coccodrillo. La verità è che sono talmente appiattiti sulla maggioranza da non avere avuto il coraggio e la forza di far sentire la propria voce quando il governo stava costruendo una manovra che non investe nel futuro del servizio pubblico, che rende vane le tante promesse di assunzioni e stabilizzazioni e che, con lo stop al canone, graverà sui conti delle famiglie italiane", afferma in una nota il capogruppo democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano che sottolinea: "è da più di un anno che denunciamo come l’assenza di certezza sulle risorse, il mancato investimento in programmi di qualità e una politicizzazione mai vista stiano avendo gravi effetti in termini di ascolti. Ci auguriamo che, invece di definirci delle cassandre, l’azienda prenda atto del fatto che il governo, con Telemeloni, sta affossando il servizio pubblico televisivo".

24/10/2024 - 15:11

“Chiediamo alla Rai di spiegare quali siano le ragioni ostative che non stanno consentendo la messa in onda della trasmissione Il Posto Giusto e quale sia la data prevista dalla Rai per la sua effettiva messa in onda”. Così i componenti del Gruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai in un’interrogazione all’ad Giampaolo Rossi.
“Il Posto Giusto è un format televisivo Rai, ormai decennale, di informazione e approfondimento sui temi del mondo del lavoro, sulle opportunità, la formazione e l’andamento dell’occupazione, che ha sempre registrato un ottimo gradimento da parte del pubblico testimoniato dagli ascolti. Con la soppressione nel 2023 di Anpal che era il soggetto firmatario della convenzione con la Rai, il soggetto sottoscrittore della convenzione è divenuto direttamente il ministero del Lavoro. Nella scorsa stagione televisiva proprio a causa di questo cambio di responsabilità la trasmissione non è andata in onda. La convenzione risulta essere stata firmata da parte del ministero del Lavoro nel mese di luglio 2024 tant’è che la trasmissione è stata inserita nell’ambito del palinsesto dei programmi Rai. La data prevista di messa in onda per la stagione in corso sarebbe quella del 17 novembre 2024, come da annuncio di palinsesto. Ad oggi, però, tale data non risulta possibile in quanto la convenzione non sarebbe stata controfirmata dall’ad Rai ed è quindi legittima la preoccupazione da parte delle figure professionali impegnate nel format, a causa di questa incertezza che li mortifica lavorativamente”.

23/10/2024 - 13:38

"I dati riportati oggi dal Sole24 confermano il declino della Rai sotto il governo Meloni: mentre la televisione italiana registra in generale un aumento di ascolti, i telegiornali Rai, in particolare il TG1 e il TG2, sono in caduta libera. Dati che certificano in maniera inequivocabile il fallimento di TeleMeloni". A dirlo in una nota i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai. "I dati auditel relativi all'inizio della stagione 2024-25 mettono in risalto come i due telegiornali della televisione pubblica siano in forte calo, con perdite rispettivamente del 5% e del 9%. Mentre la TV italiana in generale cresce, la Rai perde terreno a favore di altri canali, come La7, che registra un aumento del 15%".

"La Rai, sotto la guida del governo Meloni, non riesce a rispondere alle esigenze informative dei cittadini, fallendo il suo ruolo di servizio pubblico. Nei contenuti in primis, con evidenti conseguenze sugli ascolti".

18/10/2024 - 11:30

"TeleMeloni è un disastro culturale, sociale ed economico per il Paese". Così i componenti democratici della commissione bicamerale di vigilanza Rai commentano il risultato disastroso del programma "L'Altra Italia", condotto da Antonino Monteleone, che ha registrato “ascolti mai visti prima nella storia della Rai. Con uno share dello 0,99% e appena 169.000 telespettatori in prima serata su Rai 2, il programma ha segnato il punto più basso mai toccato dalla rete, nonostante il conduttore sia legato a un contratto da oltre 300.000 euro”. Sottolineano i democratici che stigmatizzano  “lo stallo in cui la maggioranza ha gettato la Rai” e come “l’incapacità anche di chiudere la procedura di nomina della presidenza sia la conferma dell’uso tutto politico di quello che era il servizio pubblico televisivo".

16/10/2024 - 09:16

"La maggioranza continua a sabotare la Commissione di Vigilanza Rai disertando le sedute e bloccando l’iter istituzionale di nomina del presidente del CdA. È un atto irresponsabile e di totale disprezzo verso le regole e verso i cittadini che pagano il canone, ai quali la Rai dovrebbe garantire un servizio pubblico indipendente e trasparente", così in una nota Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Vigilanza che ha chiesto agli uffici della commissione di convocare subito un ufficio di presidenza per prendere atto che non ci sono le condizioni per completare la votazione sulla Presidenza Rai prevista per legge.

"È inaccettabile – prosegue il deputato dem – che, pur di sfuggire al confronto, la maggioranza scelga di paralizzare una delle principali istituzioni di controllo del nostro sistema radiotelevisivo. E senza il parere favorevole della commissione a maggioranza qualificata, previsto per legge, qualsiasi nomina resta inefficace. Ma anziché rispettare le regole, preferiscono bloccare tutto e compromettere il ruolo della Vigilanza".

"Questo atteggiamento irresponsabile – conclude – non solo mina la trasparenza e l’efficacia del servizio pubblico, ma rappresenta un attacco alla democrazia parlamentare. Non permetteremo che la Commissione diventi il campo di battaglia per giochi di potere e mercanteggiamenti: la Vigilanza è e deve restare indipendente, a tutela delle istituzioni e dei cittadini".

11/10/2024 - 13:14

“Stallo sulla presidenza Rai, la maggioranza non si presenta in vigilanza e blocca la regolare procedura di nomina del presidente del Cda che, per legge, diviene efficace solo dopo l'acquisizione del parere favorevole, espresso a maggioranza dei due terzi dalla  Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. La maggioranza non ha i numeri, è divisa sui nomi e conferma di essere allergica alle regole: è triste che questo avvenga proprio nel giorno in cui si celebrano in parlamento i 70 anni della tv e i 100 anni della radio i” così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai

09/10/2024 - 09:26

Allergica a ogni forma di controllo democratico, no al mercato dei voti

“Oggi si è verificato un fatto estremamente grave e senza precedenti: la maggioranza non si è presentata in Commissione di Vigilanza RAI, facendo venir meno il numero legale e bloccando così il funzionamento della commissione che avrebbe dovuto decidere l’iter per l'eventuale nomina della presidenza, che diviene efficace solo con il parere positivo dei due terzi dei componenti della Commissione stessa. Senza questo passaggio, qualsiasi nomina risulta incompleta e inefficace. Ecco perché, non avendo i numeri, la maggioranza vorrebbe adesso aprire il mercato dei voti: diciamo no a Rai Suq”. Così in una nota il capogruppo democratico in Commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano, che  stigmatizza il comportamento irresponsabile della maggioranza che è passata “dall’Aventino a metodi degni di Colle Oppio”. Mai prima d'ora - conclude - si era infatti assistito a una simile mancanza di responsabilità: la Vigilanza RAI deve poter  operare con trasparenza ed efficacia, garantendo il rispetto delle regole e delle istituzioni. Siamo in parlamento non in una sede di partito”.

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