23/04/2026 - 10:56

“Una buona notizia per il nostro territorio. La questura di Modena sarà elevata in fascia A al pari delle grandi città del nostro Paese. Il governo, infatti, ha accolto integralmente un ordine del giorno che ho presentato come primo firmatario, insieme alla collega Guerra, al decreto Sicurezza sul quale ha aggiunto la sua firma la deputata Dondi di Fdl. Finalmente dopo tre anni di rinvii, titubanze e bocciature di emendamenti e ordini del giorno che ho presentato su molti provvedimenti, tra i quali la Legge di bilancio, l’obiettivo è stato raggiunto. La nuova classificazione consentirà alla questura di avere organici, risorse e mezzi aggiuntivi per rispondere alle esigenze di sicurezza di famiglie ed imprese.

C’è da percorrere ora l’ultimo miglio e far sì che il governo trasformi rapidamente l’impegno in atti conseguenti. Seguiremo passo dopo passo l’evolversi della situazione per evitare lungaggini burocratiche e ulteriori ritardi. Una cosa è certa però. Non si potrà tornare più indietro”.

Così il deputato dem, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.

 

22/04/2026 - 13:20

La verifica della copertura finanziaria di un provvedimento è un passaggio sostanziale e fondamentale per l’equilibrio di bilancio e il rispetto della Costituzione. Il parere “favorevole” al Decreto Sicurezza espresso dalla Commissione Bilancio mostra evidenti dubbi sulla quantificazione degli oneri e sulla copertura economica di alcune norme e dunque in contrasto all’articolo 81 della Costituzione.

Per questo i capigruppo di opposizione hanno chiesto un incontro al Presidente Fontana per chiarire le fonti di finanziamento del decreto, per una riflessione sul ruolo della Commissione e sulla qualità del processo legislativo sotto il profilo finanziario.

Di seguito il testo della lettera.

Onorevole Presidente,

con la presente intendiamo sottoporre alla Sua attenzione una questione di particolare rilievo istituzionale concernente il ruolo e le funzioni della Commissione bilancio, con specifico riferimento all’esercizio delle prerogative connesse alla verifica del rispetto dell’articolo 81 della Costituzione.

Nel corso dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di sicurezza (A.C. 2886), sono emerse criticità significative sotto il profilo della quantificazione degli oneri e della relativa copertura finanziaria di alcune disposizioni – in particolare degli articoli 19, 20, 21 e 24 – che incidono su istituti suscettibili di produrre effetti finanziari rilevanti.

In particolare, il ricorso a formulazioni generiche, quali il riferimento alle “facoltà assunzionali previste a legislazione vigente”, non appare idoneo a soddisfare il requisito costituzionale della previa quantificazione degli oneri, né a garantire una effettiva dimostrazione della copertura. A fronte di puntuali richieste di chiarimento formulate in sede consultiva dalla Commissione bilancio, il Governo non ha fornito elementi informativi idonei a consentire una verifica compiuta degli effetti finanziari delle norme.

Nonostante tali carenze istruttorie, la Commissione bilancio ha espresso parere favorevole sul provvedimento. Tale circostanza pone un problema di ordine generale, attinente al corretto esercizio della funzione di garanzia che la Commissione è chiamata a svolgere nell’ambito del procedimento legislativo.

Come è noto, la verifica della copertura finanziaria non costituisce un adempimento meramente formale, ma rappresenta un presidio essenziale a tutela dell’equilibrio di bilancio e della conformità delle leggi ai principi costituzionali. In tale prospettiva, la mancanza di una puntuale quantificazione degli oneri rischia di determinare uno scostamento tra il piano formale delle dichiarazioni di neutralità finanziaria e quello sostanziale degli effetti reali delle disposizioni.

Alla luce di quanto sopra, si ritiene opportuno avviare una riflessione condivisa sul ruolo effettivo della Commissione bilancio e sulle modalità con cui essa esercita le proprie funzioni istruttorie e di garanzia, al fine di assicurare il pieno rispetto delle prerogative parlamentari e dei vincoli costituzionali.

Pertanto, Le chiediamo di voler valutare l’opportunità di un incontro con la Presidenza della Camera, cui possano partecipare i Presidenti dei gruppi parlamentari, finalizzato ad approfondire le questioni sopra richiamate e ad individuare possibili linee di indirizzo volte a rafforzare la qualità del procedimento legislativo sotto il profilo finanziario.

Confidando nella Sua sensibilità istituzionale sul tema, restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro.

 

 

22/04/2026 - 13:12

“Sul decreto sicurezza il Governo costruisce una narrazione che non regge ai numeri. Le nuove assunzioni nelle forze dell’ordine, così come sono previste, non rafforzano davvero la presenza sul territorio: sono coperte a parità di risorse e riducono il potenziale operativo complessivo”. Lo dichiara il deputato Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.

“Lo segnalano chiaramente i rilievi del Servizio Bilancio: si interviene sulla composizione degli organici aumentando i costi medi, ma senza incrementare le capacità assunzionali e le risorse necessarie a coprirle. In più si apre al rischio di contenziosi interni per disparità di trattamento che il Governo non ha chiarito in commissione bilancio. Il risultato è semplice: meno unità operative disponibili”.
“Questo riguarda tutto il comparto sicurezza – prosegue Lai – e smonta la narrazione del Governo: non siamo di fronte a un rafforzamento, ma a un’operazione che rischia di restare solo sulla carta”.
“È un decreto costruito senza una strategia, corretto in corsa dalla stessa maggioranza. Si moltiplicano norme e reati, ma non si rafforza lo Stato dove serve”.
“La sicurezza non si costruisce con operazioni cosmetiche, ma con scelte coerenti e strutturali che qui non si vedono”.

 

22/04/2026 - 13:01

"Il rallentamento ulteriore del PIL italiano già al lumicino, che verrà messo nero su bianco nel Dfp, conferma l'Italia fanalino di coda nel confronto con i più importanti paesi europei. Dati che evidenziano l'ennesimo fallimento del Governo Meloni: dalle riforme istituzionali alle politiche economiche. Un indebolimento continuo del nostro paese, sostenuto solo dal Pnrr ereditato dai governi precedenti, che arriva quindi con più affanno a cercare le risposte al caro prezzi e alla perdita del potere d’acquisto che attanagliano famiglie e imprese: una legislatura sprecata insomma. Cadenzata  da  una autocelebrazione fuori luogo che ora presenta il conto al paese”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

22/04/2026 - 12:10

“Il governo Meloni ha fatto perdere tempo al Paese e agli italiani: un tempo che altrove non è stato perso e che i nostri principali competitor stanno usando per correre più avanti. I numeri sull’andamento economico confermano il fallimento della ricetta dell’esecutivo e consegnano un dato inequivocabile: il bilancio della legislatura è definitivo ed è fallimentare sia da un punto di vista istituzionale che economico e sociale”. Lo afferma Chiara Braga capogruppo del Pd alla Camera.

“Sul piano economico l’esecutivo non ha salvaguardato il potere d’acquisto né varato politiche efficaci per rilanciare la produzione industriale. Le criticità sui conti pubblici dimostrano che senza PNRR il Paese sarebbe in recessione. Inoltre, le misure adottate in questi anni di legislatura hanno avuto effetti recessivi, rallentando la crescita sostenuta dal PNRR, che resta l’unica leva di sostegno della nostra economia”.

“Il quadro è quello di un esecutivo depotenziato – aggiunge Braga –: la presidente del Consiglio incapace di reagire alla batosta referendaria; il ministro della Giustizia fuori gioco; il ministro degli Esteri che ha marginalizzato l’Italia nei principali tavoli internazionali; il ministro dell’Interno sfiduciato in parlamento dalla stessa premier per le risposte inefficaci sulla sicurezza; e il ministro dell’Economia ora chiamato a chiarire come intervenire sui conti, dopo un impianto fondato sull’uscita dalla procedura di infrazione. C’è da essere molto preoccupati: il bilancio politico della legislatura – conclude Chiara Braga – è chiuso e certifica il fallimento dell’azione di governo su tutta la linea”.

 

21/04/2026 - 13:43

“Ci appelliamo al presidente della Camera per ripristinare la funzione di garanzia che deve essere svolta dalla commissione Bilancio. Dove oggi è stato dato parere favorevole a un provvedimento, il decreto sicurezza, che prevede oneri non quantificati né dalla relazione tecnica bollinata dalla Ragioneria né nelle risposte fornite dal governo. Oneri non quantificati non possono ovviamente essere dichiarati coperti. Non vi è quindi rispetto del'articolo 81 della Costituzione. Un altro modo per calpestare la Costituzione”. Lo ha detto intervenendo in aula Maria Cecilia Guerra capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

21/04/2026 - 12:11

“La relazione tecnica di verifica delle quantificazioni, predisposta dalla Commissione Bilancio della Camera, solleva interrogativi seri e circostanziati sulle coperture finanziarie di diversi articoli del decreto sicurezza. A tali criticità il Governo, nel corso dell’esame di oggi in Commissione, non è stato in grado di fornire risposte adeguate.

Siamo di fronte a una situazione grave: il provvedimento rischia di approdare in Aula con questioni di legittimità costituzionale ancora aperte e, al tempo stesso, con coperture finanziarie incerte. Una condizione che non è accettabile per un atto di tale rilevanza.

Chiediamo al Governo, di consentire al Parlamento di svolgere pienamente il proprio ruolo, permettendo un approfondimento serio e trasparente su quanto sta emergendo. Il quadro finanziario attuale è incerto e non garantisce un percorso in Aula ordinato e chiaro.

Siamo di fronte a un decreto che presenta troppi aspetti critici e confusi, sul quale il Governo sta tentando un’accelerazione ingiustificata, probabilmente per nascondere la sciatteria con cui il provvedimento è stato esaminato al Senato, per responsabilità del Governo stesso”.

Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio alla Camera, commentando i contenuti della nota tecnica di verifica delle quantificazioni finanziarie redatta dal Servizio Bilancio e dal Servizio Commissioni della Camera dei deputati.

 

20/04/2026 - 12:01

Lettera al Presidente per convocare commissioni.  

 

E’ in corso un tentativo da parte della maggioranza di indebolimento del procedimento legislativo che sempre più rischia di compromettere la capacità dell’Assemblea di deliberare in modo pienamente informato, anche su aspetti sensibili come diritti fondamentali e profili costituzionali.

È quanto denuncia una lettera al Presidente Fontana contro la decisione di non convocare le commissioni per i pareri sul Decreto Sicurezza inviata da Chiara Braga e Luana Zanella, capigruppo del Pd e di Avs alla Camera dei Deputati.

Di seguito il testo della lettera.

Egregio Presidente, Roma, 20 aprile 2026 Al Presidente della Camera dei deputati On. Lorenzo FONTANA SEDE con la presente si intende sottoporre alla Sua attenzione una questione di particolare rilievo concernente le modalità di esame del disegno di legge A.C. 2886, recante la conversione del decreto-legge in materia di sicurezza. Come è noto, il corretto svolgimento del procedimento legislativo, anche con riferimento ai disegni di legge di conversione dei decreti-legge, presuppone il pieno coinvolgimento delle Commissioni parlamentari competenti, sia in sede referente sia in sede consultiva, al fine di garantire una valutazione approfondita, sistematica e tecnicamente adeguata dei contenuti normativi. Nel caso di specie, il provvedimento è stato assegnato in sede consultiva alle Commissioni III (Affari esteri), IV (Difesa), V Bilancio e Tesoro), VI (Finanze), ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, VII (Cultura), IX (Trasporti), XI (Lavoro), XII (Affari sociali), XIV (Politiche dell'Unione europea). Tuttavia, allo stato, risultano convocate per l'espressione del prescritto parere unicamente le Commissioni III (Affari esteri) e V (Bilancio e Tesoro), mentre le ulteriori Commissioni assegnatarie non risultano poste nelle condizioni di esercitare le proprie prerogative. È ben noto come nella prassi parlamentare non manchino precedenti di provvedimenti pervenuti all'esame dell'Assemblea in assenza dei pareri delle Commissioni in sede consultiva. Tuttavia, nel caso in esame, tale circostanza si inserisce in un quadro procedurale già compromesso, alla luce delle modalità con cui il decreto-legge è stato esaminato nel precedente ramo del Parlamento e della inaccettabile ristrettezza dei tempi disponibili presso la Camera. In tale contesto, la mancata attivazione della sede consultiva determinerebbe un ulteriore vulnus al corretto procedimento legislativo, incidendo in modo rilevante sulla pienezza del coinvolgimento delle Commissioni competenti, sulla qualità complessiva dell'istruttoria parlamentare e sulla possibilità per l'Assemblea di deliberare su un testo adeguatamente istruito sotto tutti i profili rilevanti, inclusi quelli costituzionali, ordinamentali, finanziari e di tutela dei diritti fondamentali. Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede pertanto che la Presidenza voglia valutare l'opportunità di assumere le necessarie iniziative affinché tutte le Commissioni competenti in sede consultiva siano tempestivamente convocate e possano esprimere i rispettivi pareri sul disegno di legge A.C. 2886, in coerenza con le finalità di garanzia e di qualità della legislazione sottese al sistema delineato dal Regolamento della Camera. Confidando nella Sua attenzione al rispetto delle prerogative parlamentari e delle garanzie procedurali, si porgono distinti saluti.

Chiara Braga, Luana Zanella 

 

14/04/2026 - 16:34

“Le nuove stime del Fondo Monetario Internazionale confermano un quadro che desta forte preoccupazione: la crescita dell’Italia si ferma allo 0,5% nel 2026 e nel 2027, collocandoci ancora una volta tra i paesi meno dinamici in Europa. Non siamo di fronte a un semplice rallentamento ciclico, ma al segnale di una fragilità strutturale che il governo continua a sottovalutare.

La situazione geopolitica, e specialmente la guerra nel Golfo scatenata da Trump e Netanyahu a partire dalla crisi in Medio Oriente, incidono su tutte le economie europee e rischia di portare, secondo le valutazioni del Fmi a una recessione globale. Tuttavia, il confronto fra il nostro e altri paesi è eloquente: anche in un contesto difficile, economie come quella spagnola mostrano una capacità di crescita ben più sostenuta. Questo significa che le differenze nelle politiche economiche contano, e molto.

Serve un cambio di passo netto. Occorre rilanciare gli investimenti pubblici e privati, rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, partendo dalla difesa dei salari e dal contrasto del fiscal drag, e sostenere il sistema produttivo con misure mirate alla transizione ecologica e digitale. È inoltre fondamentale non disperdere le risorse del PNRR, che rappresentano un’occasione irripetibile per modernizzare il Paese.

Come Partito Democratico continueremo a incalzare il Governo affinché metta al centro crescita, lavoro e coesione sociale, evitando scelte miopi che rischiano di aggravare ulteriormente il rallentamento in atto”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

 

14/04/2026 - 16:00

“Non possiamo che aderire anche noi dopo l’adesione del presidente Conte alla richiesta di informativa sulla fornitura di mascherine durante il Covid, che però a questo punto andrebbe chiesta davvero a tutto campo, e per esempio estesa alle Regioni. Nella fattispecie avrei grande curiosità di sapere perché sono stati spesi 8 milioni di euro per comprare delle mascherine in Regione Lombardia che non sono state minimamente utilizzate semplicemente perché del tutto inadeguate alle bisogna, classificate come pannolini, con un assessore al bilancio che le indossava per dimostrare che a qualcosa servivano creando anche qualche imbarazzo, grottesco e quasi comico, nonostante la tragedia di quel momento.

Ma il vero punto è cosa l’abbiamo istituita a fare una commissione d’inchiesta se, invece di aspettare una relazione finale, continuiamo a far uscire veline settimanali su presunti risultati dei lavori di commissione, strumentalizzati continuamente dalla maggioranza che tenta di darne una lettura completamente distorta. Tutto questo è irrispettoso delle migliaia di morti a causa del Covid e delle loro famiglie e molti dovrebbero vergognarsi delle dichiarazioni che rilasciano in quest’Aula e dovrebbero preoccuparsi di approfondire quanto è successo per evitare che tutto questo possa ricapitare in futuro”. Lo ha detto intervenendo in aula il deputato del PD Gian Antonio Girelli vicepresidente della commissione di inchiesta sul COVID.

 

10/04/2026 - 13:42

“La scelta del ministero della Cultura di non finanziare il docufilm dedicato a Giulio Regeni è stata  grave e con motivazioni purtroppo deboli e politiche , come sembrano confermare anche le dimissioni avvenute in questi giorni di Paolo Mereghetti, Massimo Galimberti e ieri di Ginella Vocca, componenti delle sottocommissioni Cinema del Mic. Abbiamo posto la questione anche in Aula, durante il question time, con un’interrogazione a prima firma della nostra segretaria Elly Schlein, per chiedere spiegazioni sulle valutazioni compiute dalla sottocommissione ministeriale  che appaiono  motivate più da intenti politici che da ragioni artistiche ”. Lo afferma Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura alla Camera.

“Il ministro – aggiunge l’esponente dem - ha preso le distanze dalle decisioni della commissione, ma il punto riguarda anche le modalità con cui queste commissioni vengono formate. In queste ore emergono notizie giornalistiche che collegano componenti delle commissioni a esponenti della maggioranza, del partito della Presidente del Consiglio Meloni e del ministro Giuli, delineando una vera e propria filiera interna ai processi di valutazione. Il caso del docufilm su Regeni è emblematico e dimostra come il metodo Giuli che vuole la politicizzazione delle commissioni, la riduzione delle risorse e un approccio egemonico rappresentino un mix micidiale per l’industria cinematografica. Un’industria che, giustamente, sta reagendo e alla quale va tutta la nostra solidarietà. La cultura e l’arte cinematografica devono restare libere dalla politica”.

“È un quadro – conclude Manzi - che conferma ancora una volta come questo governo sia più interessato all’occupazione di ruoli e cariche che a sostenere davvero la cultura e l’intero settore cinematografico, come purtroppo i tagli dell’ultima legge di bilancio sembrano confermare”.

 

09/04/2026 - 14:03

"Annuncio il voto contrario del Partito Democratico sulla fiducia a questo decreto Pnrr. Un voto contrario netto. E sia chiaro: non è un voto contro il Pnrr, è un voto contro il modo in cui questo governo lo ha gestito. Perché oggi possiamo dirlo senza tema di essere smentiti: il Pnrr, per come è stato condotto, è diventato in larga parte un'occasione perduta". Lo ha detto in Aula alla Camera Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio, intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto.

"Un'occasione perduta per il Mezzogiorno – ha proseguito l’esponente dem - che doveva ricevere il 40% delle risorse e che invece ha visto interventi insufficienti persino a evitare l'ampliamento dei divari. Un'occasione perduta per giovani e donne, indicati come priorità e poi tra i primi a essere sacrificati. Un'occasione perduta per rafforzare la pubblica amministrazione. Questo decreto non rilancia il Pnrr: ne gestisce la fase finale. È un decreto di fine corsa. Il suo cuore politico non è una visione degli investimenti, ma un 'salvare il salvabile'. State allungando la gestione, non completando il lavoro. Il decreto è un omnibus che contiene tutto, Pnrr, coesione, sanità, scuola, giustizia, trasporti, previdenza, industria e questo non è un caso: quando un decreto contiene tutto, significa che manca una linea politica chiara. Il risultato è sempre lo stesso: meno trasparenza, meno controllo parlamentare, più opacità”.

“E intanto – ha concluso Lai - scaricate sui territori il rischio dei fallimenti: Palazzo Chigi annuncia, i Comuni pagano. ANCI denuncia definanziamenti, i sindaci segnalano interventi sociali a rischio. Sulla sanità non governate, contabilizzate. Sulla politica industriale siete assenti: avete tolto 5 milioni al CNR già in sofferenza. E con l'articolo 30 vi riservate la gestione di oltre 1,5 miliardi accantonati, riallocati con un Dpcm senza criteri chiari, senza coinvolgimento del Parlamento, senza trasparenza. State costruendo un fondo significativo per fare politica di bilancio fuori da qualsiasi controllo parlamentare. Questo decreto segna un arretramento politico. Il Pnrr doveva lasciare un'eredità: una pubblica amministrazione più forte, riforme realmente attuate, una capacità stabile di governo dello sviluppo. Questo salto non c'è stato. Era un'occasione storica e non è stata pienamente utilizzata".

 

09/04/2026 - 11:42

“Una lettura autoglorificante sui tre anni e mezzo già passati che stridono con la realtà di un paese impoverito dai salari che non recuperano l'inflazione, dalla produzione industriale ferma da ornai tre anni, da una crescita asfittica sostenuta solo dal Pnrr ormai giunto ai titoli di coda.
Questa la narrazione della presidente Meloni oggi alla Camera. Accompagnata dal tentativo, sofferto, di inventarsi un programma di rilancio fatto di soli titoli.
E da una visione debole per soluzioni europee in quello che viene giustamente descritto come un quadro molto preoccupante, pur senza avere il coraggio di imputarne la primaria responsabilità a Trump e Netanyahu. La Meloni pensa all'allentamento del Patto di stabilità, che lascerebbe i paesi come il nostro, indebolito da un debito pubblico molto alto,  con armi spuntate,  senza avere invece il coraggio di abbandonare la politica sovranista di corto respiro che l'ha caratterizzata sino ad ora e impegnarsi davvero al rilancio di politiche comuni, sostenute da debito comune, come è stato nella pandemia il Next Geberation Eu”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo pd in commissione bilancio di Montecitorio a proposito dell’informativa della presidente del consiglio Meloni nell’aula della Camera.

08/04/2026 - 12:00

“A quattro anni dall’inizio della legislatura e ormai agli sgoccioli, Mollicone continua con un ritornello stanco, attribuendo ai governi precedenti responsabilità che sono invece tutte dell’attuale esecutivo. Un goffo tentativo di nascondere l’incapacità del governo di gestire il Ministero della Cultura.
Mai come con il governo Meloni la cultura è stata così politicizzata: piegata a logiche di parte, privata della sua autonomia, compressa negli spazi e colpita da tagli ripetuti in ogni manovra di bilancio, fino a essere utilizzata come un bancomat per finanziare misure estranee alle sue finalità.
Mollicone, insieme a Giuli, dovrebbe fare autocritica. L’acrimonia dimostrata verso un settore strategico come quello cinematografico ha prodotto un disastro, gettando un’intera industria nell’incertezza e nello stallo.
Prendano atto del fallimento e smettano di recriminare e scaricare responsabilità su altri, come stanno facendo adesso sul mancato finanziamento al docufilm su Regeni. La legislatura si chiude con un bilancio negativo sotto gli occhi di tutti, segnato anche dalle continue frizioni interne alla maggioranza e allo stesso partito di Meloni, come dimostrano queste uscite a poche ore dal question time”.
Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo PD in Commissione Cultura alla Camera.

04/04/2026 - 12:39

Non possiamo aspettarci molto dal viaggio della Meloni che vuole soprattutto allontanarsi dai problemi del paese. La situazione è preoccupante e ieri lo ha spiegato bene il ministro Giorgetti. Dopo una timida e tardiva presa di distanza, Meloni non dice fino in fondo la verità e cioè che la guerra Illegale scatenata da Trump e Nethaniau ha provocando problemi enormi anche ai cittadini italiani e la risposta è stata ben diversa da quella di altri paesi che hanno fatto scelte impegnative e straordinarie come la Spagna. Il governo, senza strategia, è intervenuto una prima volta per una necessità elettorale, poi con misure tampone che entrano in contraddizione con altre scelte come i tagli al Pnrr e a Transizione 5.0. In tutto questo ISTAT e Bankitalia segnalano una pressione fiscale senza precedenti e il mancato rientro dalla procedura d’infrazione che ci porterà anche quest’anno a una manovra di bilancio senza respiro. Servirebbe che il governo si occupasse davvero di questi problemi per fronteggiare una crisi che rischia di essere peggiore di quella del COVID e ricadere interamente su famiglie e imprese. E servirebbe un’alleanza europea che invece il nostro governo ha sempre contrastato stando dalla parte di chi minaccia l’Europa, da Trump a Orban.

Lo ha detto a Sky Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.

 

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