05/03/2026 - 12:55

“La destra al governo e il ministro Lollobrigida in particolare hanno finalmente gettato la maschera sull’Agenzia Agea. Dopo averne decantato le lodi per l’efficienza, la tempestività nei pagamenti alle aziende agricole, puntualmente smentiti dalle Regioni, dopo averne stravolto l’organizzazione in barba ai regolamenti (inglobando un’azienda privata che forniva prima servizi e creato all’interno un clima di intimidazione), ora con il Ddl Coltivitalia ci troviamo di fronte ad un vero e proprio scandalo. Con tre emendamenti del relatore vengono trasferiti ad Agea 40 milioni di euro in tre anni sottraendoli a comparti in crisi come quello delle carni e quello del settore olivicolo. Inoltre, viene assegnata ad Agea la percentuale fissa del 2 per cento su tutte le risorse stanziate dal ministero dell’agricoltura in cambio di una generica assistenza che Agea dovrebbe già garantire per legge. ‘Un posto di lavoro sotto l’ombrello di Agea’, quindi, non si nega a nessuno come si sottolinea anche in una recente inchiesta di Fanpage. La ‘migliore gioventù’ della destra, già ex di qualcosa o figlio o amico di qualcuno, ora ha un posto stabile nell’Agenzia che in realtà dovrebbe vigilare sulla stessa Agea”.

 

Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato dem della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari.

“Per le coperture finanziare durature nel tempo - aggiunge - ci pensano invece gli emendamenti ad hoc che vengono presentati dalla destra in Parlamento su provvedimenti che dovrebbero occuparsi di questioni più importanti, come sostenere il comparto agricolo in alcuni settori che a causa delle problematiche energetiche e ai mutamenti climatici vivono momenti di gravi difficoltà. Ci batteremo perché questo trasferimento immotivato ed esagerato non venga approvato perché le risorse debbono andare agli agricoltori e non a ripianare eventuali deficit dell’agenzia o peggio ancora per coprire gli stipendi di nuovi funzionari assunti o che verranno assunti. Come Gruppo Pd abbiamo presentato subemendamenti abrogativi e subemendamenti finalizzati a destinare le risorse all’occupazione giovanile, per combattere le frodi in agricole, per supportare le imprese dai danni meteoclimatici, per contrastare la diffusione della peste suina africana ed altre forme di fitopatie, per l’innovazione e per dare piena attuazione ai progetti in corso del Pnrr. Questa - conclude - sarebbe la vera funzione di Agea non quella di essere un ufficio di collocamento per il principale partito della maggioranza di governo”.

 

03/03/2026 - 16:54

“La Commissione europea ha indicato come esempio positivo la scelta della Spagna di introdurre il limite di 30 km/h in ambito urbano su gran parte della viabilità cittadina e quello che abbiamo visto negli ordini del giorno ha dimostrato che è bastato togliere la parola ‘Città 30’ in un ordine del giorno sulle indicazioni della commissione europea per le ‘Città 30’, per avere un voto favorevole del governo e l’approvazione di quest’Aula. Le ‘Città 30’ non sono una bandiera ideologica, non sono un complotto internazionale contro Meloni e Salvini. Sono la nuova frontiera della civiltà stradale, la misura di sicurezza urbana riconosciuta a livello europeo per proteggere pedoni, ciclisti, bambini, anziani. E tutti siamo pedoni, quando non siamo alla guida, non dimentichiamolo mai. Proteggerli non serve a difendere altri, ma a difendere tutte e tutti. Su questo punto si è toccato in passato il punto più basso nel confronto politico, abbiamo visto addirittura manifestazioni contro il coraggio dei Sindaci che si battono per difendere le vite dei propri cittadini. E io vorrei che invece il Parlamento li ringraziasse tutti a prescindere dal colore della propria maggioranza: a Olbia come a Treviso, a Bologna come a Roma, Milano, Napoli, Torino in tutte le città dobbiamo dire grazie a tutti i sindaci che con coraggio stanno scegliendo di seguire le indicazioni europee per salvare vite. Dovrebbero essere aiutati, non ostacolati dal Ministero. Se non vi piace il nome potete cambiarlo, ma non potete cambiare la sostanza delle cose”.

 

Così Andrea Casu, deputato Pd e vice presidente della commissione Trasporti, intervenendo in dichiarazione di voto dopo l’approvazione del suo Odg che impegna il governo “a seguire e recepire nell’ambito delle politiche nazionali di sicurezza stradale le indicazioni e le raccomandazioni formulate a livello europeo nella relazione del 16 febbraio 2026”.

 

03/03/2026 - 10:54

“Quasi un italiano su due non vota più. Non è solo un problema statistico, ma il segnale di una crisi del sistema di rappresentanza”.

Così il segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, intervenendo nella Sala della Lupa di Montecitorio alla tavola rotonda “Astensionismo. Il non voto è un problema per la democrazia”, promossa dallo stesso Vaccari in occasione della presentazione del Rapporto Ipsos-Lega Coop FragilItalia 2025/2026.
“Un’astensione elevata - ha detto il deputato democratico - altera la rappresentatività delle istituzioni e può metterne in discussione la legittimità sostanziale, soprattutto quando colpisce in modo selettivo giovani e fasce sociali più fragili”.
Vaccari ha evidenziato inoltre come “non si tratta di semplice disinteresse, ma di una frattura nel rapporto di fiducia”, richiamando la necessità di interventi concreti. “Per invertire la tendenza - ha aggiunto - non basta un appello al dovere di voto. Servono trasparenza, responsabilità e strumenti che rendano la politica più credibile e verificabile. Se metà del corpo elettorale si chiama fuori - ha concluso - il problema è della politica. Dobbiamo ricostruire il legame tra cittadini e istituzioni e restituire significato alla rappresentanza”.
Le possibili soluzioni indicate da Vaccari vanno dagli
interventi strutturali per rafforzare trasparenza e rendicontazione del mandato elettivo alla lotta alle disuguaglianze economiche e sociali come priorità democratica, dalla
regolamentazione e trasparenza degli algoritmi delle piattaforme digitali alla creazione di luoghi permanenti di partecipazione nei territori, alle misure per ridurre i costi e le barriere all’accesso al voto, soprattutto per studenti e lavoratori fuori sede.
Al convegno partecipano: la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga; Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia; Anna Finocchiaro, presidente della Fondazione Italiadecide; Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera; Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria; Valentina Pazè, docente di Filosofia politica all’Università di Torino; Serena Sorrentino, presidente della commissione per il Programma fondamentale della Cgil; Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo. Coordina i lavori la giornalista e scrittrice, Flavia Perina.

 

 

02/03/2026 - 09:53

Si svolgerà domani, martedì 3 marzo alle ore 10.00, nella Sala della Lupa della Camera dei deputati, la tavola rotonda sul tema: “Astensionismo. Il non voto è un problema per la democrazia”. Nell’occasione sarà presentato il rapporto Ipsos-Lega Coop FragilItalia “Astensionismo”.
Il saluto ai lavori sarà dato dal segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, deputato democratico e promotore dell'iniziativa. Partecipano: Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia; Anna Finocchiaro, presidente della Fondazione Italiadecide; Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera; Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria; Valentina Pazè, docente di Filosofia politica presso l’Università di Torino; Serena Sorrentino, presidente della commissione per il Programma fondamentale della Cgil; Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo. Conclude: Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. Coordina: la giornalista e scrittrice, Flavia Perina.
Il rapporto Ipsos-Lega Coop FragilItalia indaga gli aspetti che influiscono sull’astensione e sulle possibilità di invertire la tendenza.
Per accreditarsi scrivere a: segreteria.vaccari@camera.it.

25/02/2026 - 18:28

“Anna Arnaudo, mezzofondista e già campionessa italiana dei 5.000 e 10.000 metri, atleta del CUS Torino, da tempo combatte una battaglia che ha dell'incredibile. Per una legge del 1932 atlete e atleti con diabete, come lei stessa, non possono avere accesso ai gruppi sportivi militari. Ho presentato un ordine del giorno al decreto 'milleproroghe' sul tema, chiedendo che questa discriminazione sia superata, tanto più che oggi i gruppi sportivi militari accolgono, giustamente, anche gli atleti con disabilità. Il mio ordine del giorno sarebbe stato accolto “come raccomandazione”, davvero troppo poco. Ho ricordato all'aula che 18 delle 30 medaglie olimpiche di Milano-Cortina provengono dai gruppi sportivi militare e che è letteralmente antistorico che una legge di quasi 100 anni fa, non permette ad atlete e atleti come Anna (e a tanti adolescenti di talento) di poter immaginare un futuro nello sport. Proprio oggi quando atleti con diabete come Alex Zverev, tennista n.4 al mondo, l'intero team ciclistico Novo Nordisk, la pallavolista della nazionale Alice Degradi gareggiano al massimo livello assoluto. Il Governo, dopo un po' di riflessioni, ha proposto una riformulazione al mio ordine del giorno, che ho accettato aprendo a tutta l'aula la possibilità di sottoscriverlo. E, per una volta, si è verificato un fatto piacevolmente anomalo che spero sia il miglior viatico per la soluzione della vicenda: la sottoscrizione unanime del mio ordine del giorno da parte di tutti i gruppi parlamentari, sia di opposizione che di maggioranza. Ora mi rivolgo direttamente al Ministro Crosetto, affinché il ministero della Difesa possa ora trovare la soluzione e rimuovere finalmente questa discriminazione."
Così il responsabile nazionale sport, il deputato democratico Mauro Berruto.

25/02/2026 - 15:33

“La mobilitazione del personale Istat sui temi della valorizzazione professionale, delle progressioni di carriera e della stabilizzazione dei precari, è giusta e va sostenuta. La politica non può girarsi dall’altra parte. Non si possono celebrare i cento anni dalla fondazione dell’Istat senza dare allo stesso tempo risposte ai lavoratori riuniti in assemblea. Abbiamo già presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, proprio per chiedergli quali misure urgenti intenda adottare per ricondurre la gestione organizzativa del personale dell’Istat entro i termini di un reale ed effettivo riconoscimento delle professionalità, per adeguare le retribuzioni agli analoghi enti di ricerca nazionali ed esteri e per ottenere l’utilizzo integrale delle vigenti graduatorie. Per tutte queste ragioni domani parteciperò all’assemblea dei lavoratori per sostenerne l’iniziativa”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

25/02/2026 - 12:31

Il pluralismo dell’informazione è presidio fondamentale della democrazia. Difendere il lavoro delle giornaliste e dei giornalisti significa garantire alle cittadine e ai cittadini il diritto a fonti libere, corrette e indipendenti. Siamo al fianco della redazione della Stampa in questo difficile passaggio: la qualità del dibattito pubblico dipende anche dalle condizioni in cui si esercita il giornalismo. La libertà di stampa non è un privilegio di categoria, ma un bene comune da tutelare con determinazione.
Per questo Il Partito Democratico sostiene le lavoratrici e i lavoratori, vigilerà sulla trattativa e rinnova la convocazione del gruppo Gedi in Commissione Cultura come peraltro chiesto da tempo.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

24/02/2026 - 14:30

“Vorrei esprimere piena solidarietà e vicinanza all’arcivescovo di Palermo Lorefice, oggetto di attacchi violenti sui social per aver espresso il suo pensiero, nell’esercizio del suo ministero.
Sono parole piene di umanità, quelle di don Corrado Lorefice, che denunciano la strage di migranti che si consuma nel Mediterraneo, l’indifferenza di chi avrebbe la responsabilità politica, in Italia e in Europa, di fermare questa sistematica omissione di soccorso verso i naufraghi.
Uomini di Chiesa come Lorefice, testimoni quotidiani del Vangelo, non hanno certo bisogno di difensori politici. Ma è dovere di tutti noi difendere la libertà di chi richiama le istituzioni al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da ogni forma di intimidazione e violenza” così il deputato democratico, componente della commissione Antimafia Peppe Provenzano.

23/02/2026 - 09:38

"La destra italiana da tre anni conduce una battaglia senza quartiere contro il Green Deal europeo, ripetendo ossessivamente che 'per colpa dell'Europa il nostro continente affonda'. Ma la realtà dei fatti è più testarda degli slogan: le norme del pacchetto Fit for 55 sono state negoziate, finalizzate e sottoscritte tra fine 2022 e tutto il 2023 proprio dal governo Meloni. E senza fondi comuni europei l'Italia non reggerà la competizione globale”. Lo scrive in un articolo pubblicato sul sito della Fondazione Demo il deputato del Partito Democratico Enzo Amendola.

"La scelta di un modello economico ecosostenibile fu lanciata all'unanimità nel 2019, prima del Covid, da tutte le famiglie politiche europee – ricorda l’esponente dem – e fu ribadita nel 2020 con il Next Generation EU, che destinò una fetta consistente dei 750 miliardi alla transizione ecologica. Il pacchetto Fit for 55 arrivò sulla scrivania del governo Draghi ma venne ereditato e ratificato dalla compagine Meloni. Quando sentite urlare contro il Green Deal, ricordate che quelle norme le hanno firmate loro. L'unico caso di dissenso italiano riguardò il regolamento sui veicoli con motore endotermico, dove la posizione negoziale dell'Italia portò a una rimodulazione delle tempistiche. Ma su altri dossier cruciali, come l'ETS (sistema di scambio delle quote di emissione) su cui Meloni si scaglia oggi, il governo ha ratificato tutto nel 2023. È l'ennesimo ribaltamento della verità per fini propagandistici".

Nel merito, Amendola rivendica posizioni critiche già espresse: "La necessità di un'economia ecosostenibile non può essere messa in discussione. Saremmo come sonnambuli dinanzi al cambiamento climatico. Il limite del pacchetto non sta nelle finalità, come sostiene la destra, ma nella mancanza di risorse economiche per sostenere la trasformazione manifatturiera e agricola. Qui emerge la contraddizione ideologica del governo Meloni – prosegue – da un lato invoca la 'neutralità tecnologica' per rallentare il Green Deal, dall'altro si oppone a qualsiasi strumento europeo, come i bond comuni, per finanziare ricerca e sviluppo. Il sovranismo euroscettico alla fine danneggia l'interesse nazionale italiano".

Amendola richiama le indicazioni del Report Draghi sulla competitività: "Il nostro sistema economico ha bisogno di fondi comuni per beni comuni europei: ricerca applicata, revamping industriali, infrastrutture energetiche. Un paese come l'Italia con crescita sotto l'1% e i fondi del PNRR in esaurimento nel 2026 non può reggere da solo la competizione globale.
La Sinistra europea non deve recedere sulla visione di un modello economico rispettoso del limite ambientale – conclude Amendola – Solo un salto nell'integrazione europea, con strumenti e beni comuni definiti, può garantire tenuta sociale e sviluppo ecosostenibile. Dobbiamo unire ambiente e crescita, dimostrando che nella comunità di destino europea abbiamo la forza per reggere la competizione globale".

 

21/02/2026 - 11:49

“Quella della Corte Suprema americana sui dazi è una decisione importante. Perché innanzitutto conferma la validità delle democrazie liberali come sistema che garantisce l’equilibrio dei poteri. E questo spero possa essere una lezione per tutti. Inoltre è una decisione che cancella la leva principale della politica protezionista trumpiana e riconduce il tema della gestione degli squilibri della bilancia commerciale americana all’alveo del confronto e del negoziato e non a quello della protervia degli atti unilaterali. Con buona pace dei sovranisti europei e italiani che si erano subito piegati a tale logica, pericolosa per i nostri interessi economici e commerciali”.

 

20/02/2026 - 19:20

La decisione della Corte Suprema statunitense, che ha richiamato l’amministrazione al rispetto della Costituzione, conferma un principio fondamentale: nessun leader è al di sopra delle regole. Le misure commerciali volute da Trump sono illegittime.
Ora è il momento della chiarezza. Giorgia Meloni intende continuare a giustificare scelte che penalizzano le nostre imprese e mettono a rischio posti di lavoro, oppure vuole finalmente tutelare l’interesse nazionale? Nel video di stasera chiederà alle toghe rosse della Corte suprema di presentarsi alle elezioni?

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati

 

20/02/2026 - 17:41

"Ora che anche la Corte suprema statunitense, inclusi tre giudici conservatori, ha bocciato i dazi, Meloni pensa di alzare, finalmente, la testa per mettere un argine agli arbitri e ai ricatti di Trump? Dov'è il suo patriottismo? Dov'è il suo ruolo di pontiera? Non è ancora chiaro, ma secondo alcuni la sentenza potrebbe anche far scattare la restituzione di tutti i dazi incassati illegittimamente dagli Usa. Sarebbe una doppia sconfitta per Trump.
Italia e Ue si sono piegate al volere della Casa Bianca spacciando come una vittoria il 15 per cento: questa è l'occasione per dire chiaramente che i dazi imposti con la minaccia sono sbagliati e vanno ritirati. Altro che "un'opportunità" come ha detto il vicepremier Salvini". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

20/02/2026 - 17:29

“La bocciatura da parte della Corte suprema dei dazi arbitrari adottati da Trump rappresenta una buona notizia per l’economia globale e per il rispetto delle regole democratiche. Le guerre commerciali non tutelano imprese e lavoratori. I dazi imposti per logiche ideologiche o di convenienza politica hanno prodotto solo incertezza e danni alle aziende europee e italiane”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Politiche dell’Unione europea alla Camera.
“È grave che in passato esponenti della maggioranza e del Governo italiano abbiano sostenuto che quei dazi potessero addirittura favorire il nostro sistema produttivo, così come l'atteggiamento del Governo Meloni improntato a una preoccupante sudditanza politica e culturale verso un’impostazione sbagliata e dannosa. La sentenza della Corte Suprema USA ribadisce un principio fondamentale: i poteri straordinari non possono essere usati per aggirare o forzare le norme alterando gli equilibri commerciali globali. È una lezione che vale anche per l’Italia. Bisogna difendere il multilateralismo, rafforzare l’Unione europea e tutelare concretamente le nostre imprese esportatrici, che pagano il prezzo più alto delle scelte protezionistiche. La realtà è che il protezionismo indebolisce le filiere, aumenta i costi e penalizza l’export, che per l’Italia è vitale”.
“Serve sostenere una linea europea unita e autorevole, capace di difendere il mercato unico e rilanciare il dialogo commerciale con gli Stati Uniti su basi eque e nel rispetto delle regole. Meno propaganda, più responsabilità istituzionale”, conclude De Luca.

 

 

18/02/2026 - 16:00

“C'è venuto il dubbio che il ministro Ciriani stesse rispondendo a nome della Capo di Gabinetto Bartolozzi invece che a nome del ministro Nordio. La lettera con cui la Bartolozzi ha chiesto al presidente del Anm di rendere noti eventuali finanziamenti ricevuti da privati cittadini al Comitato per il No al Referendum è del tutto irrituale perché il capo di gabinetto dovrebbe sapere che tale richiesta non può essere inoltrata in quanto contraria alla legge. Perché un'analoga lettera non è stata inoltrata anche al comitato per il Sì dove ci sono sia magistrati in carica, sia membri del Csm?” Lo dichiara la deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani in replica al ministro Ciriani nel Question Time alla Camera.

“Nella lettera – sottolinea la parlamentare dem - si chiede anche di sapere quanto versato. Dopo la schedatura dei professori di sinistra, il governo vuole anche la schedatura di chi vota no al Referendum”. “È una vera intimidazione attraverso la creazione di una lista di proscrizione dei magistrati e dei cittadini. Ma i cittadini italiani ci tengono alla loro Costituzione, perché è stata il loro ombrello sotto il quale si sono riparati per 80 anni e la difenderanno votando No”, conclude Serracchiani.

 

18/02/2026 - 16:00

“È l'ora di dire basta a pressioni e intimidazioni del ministro Nordio sul voto al prossimo Referendum costituzionale. Il Comitato del No ha il sacrosanto diritto di raccogliere fondi per la campagna referendaria e i cittadini italiani hanno il diritto di investire risorse e impegno nelle ragioni del No per difendere la Costituzione scritta dai padri costituenti anziché quella scritta da Nordio e Delmastro”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Giustizia, Federico Gianassi durante il Question Time con il ministro Ciriani in merito alla lettera della Capo di Gabinetto del ministro Nordio, Giusy Bartolozzi con cui ha invitato il presidente dell’ANM alla pubblicazione dei finanziamenti al Comitato del No al Referendum.

 

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