02/07/2025 - 12:49

Servono poteri speciali per presidenti di Regione

“Sul tema delle alluvioni, il punto è non 'se' ma 'quando' accadrà di nuovo. Il cambiamento climatico travolge il pianeta, ma questo governo non se ne accorge e non dà risposte. Per le alluvioni in Romagna, l'esecutivo provó a dire che la responsabilità era della Regione e dei comuni. Poi ciò che successe e sta succedendo in tutta Europa, purtroppo ha evidenzato che il cambiamento climatico produrrà ancora danni soprattutto per i territori fragili che, per loro natura, sono sotto il livello del mare o in ambiti idrografici morfologicamente vulnerabili. L'intervento statale non può fermarsi alla sola emergenza tamponata con le nomina governativa di commissari nelle regioni, spesso come una clava politica per attaccare i territori. Quando si parla di calamità come le alluvioni c'è il tema delle risorse necessarie, dell'impianto normativo e della governance per i ristori e il pronto intervento nell'emergenza e la pianificazione. Chi è sul territorio, i presidenti di Regione, devono avere la responsabilità, ma anche gli strumenti per agire e rispondere”. Lo dice il deputato Pd, Andrea Gnassi, intervenendo in Aula sul decreto eventi alluvionali.
“Ci ricordiamo – continua il parlamentare - i cittadini romagnoli nel fango a rimboccarsi le maniche mentre la politica del governo arrancava nelle polemiche e il ministro Musumeci da Roma alimentava le difficoltà dando colpe ai comuni e alle regioni del centrosinistra". ”Sono necessarie misure e leggi che diano strumenti e poteri speciali ai presidenti di Regione e questo per far sì che la responsabilità di agire a cui sono chiamati, possa avere gli strumenti perché possa essere esercitata. Bisogna dare ai presidenti di Regione la possibilità di avvalersi, come per i Commissari, di soggetti tecnici competenti a supporto delle decisioni importanti, sia di emergenza sia di pianificazione. I commissari passano i presidenti restano sul campo. Il resto, è davvero inutile, a parte la propaganda che un governo non dovrebbe fare, almeno sulla prevenzione delle calamità  governativa”, conclude Gnassi.

 

02/07/2025 - 12:35

“Nordio fa un altro scivolone istituzionale trascinando il Presidente della Repubblica in una polemica politica per difendere un decreto del Governo che ha scritto lui stesso, e questo è profondamente scorretto. Occorre una gran malafede anche solo per citare il Presidente in relazione a valutazioni tecniche non gradite formulate dall’Ufficio del Massimario della Cassazione. Il primo a doversi preoccupare di eventuali rilievi di incostituzionalità è proprio il Ministro”. La deputata e responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani replica al ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito all'intervento del Massimario della Cassazione sul decreto Sicurezza.

“Il dato è che ancora una volta – aggiunge Serracchiani - Nordio attacca la magistratura, in modo scomposto e allarmante, confermando un’impostazione ideologica che vuole delegittimare il ruolo della magistratura e a piegare la giustizia agli interessi della maggioranza”.

“Tecnicamente dilettantistica e moralmente riprovevole la banalizzazione del sovraffollamento carcerario che – sottolinea la deputata dem – a un anno dal decreto Carceri continua a peggiorare nello strumentale disinteresse del Governo e tra le chiacchiere del Guardasigilli”.

 

02/07/2025 - 12:20

“Non ci sorprende affatto che anche l’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione sollevi seri dubbi di legittimità costituzionale sul decreto Sicurezza voluto dal governo Meloni. È quanto da tempo sosteniamo e che, con coerenza, ribadiscono costituzionalisti, penalisti, le Camere penali e ora l’autorevole Ufficio del massimario della Corte di Cassazione”.
 Lo dichiara la deputata Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico.

“È singolare – prosegue l’esponente dem – che il presidente del Consiglio e il ministro Nordio si dicano stupiti o addirittura increduli di fronte a questi rilievi. Al contrario, ci saremmo aspettati maggiore rispetto per i principi costituzionali da parte di chi ha la responsabilità di aver scritto il provvedimento, visto che si tratta di un testo del governo. Il ministro Nordio, magistrato per quarant’anni, invece di liquidare con sarcasmo il parere della Cassazione, dovrebbe preoccuparsi del livello sempre più basso di qualità normativa raggiunto dal suo governo. Il decreto Sicurezza non fa sicurezza. Introduce misure che nulla hanno a che fare con la tutela dei cittadini e molto con la propaganda. Si passa da un panpopulismo emozionale a un vero e proprio sadismo penale: carcere per donne incinta e bambini, la pena per la resistenza passiva, la repressione del dissenso civile e pacifico. Si colpiscono lavoratori in presidio come accaduto a Bologna, smentendo le promesse fatte in Aula da esponenti della stessa maggioranza”.

“La denuncia del presidente Mattarella sulla drammatica condizione degli istituti penitenziari – conclude Serracchiani – impone al governo un cambio di passo che finora è mancato. Il decreto
Carcere, tanto sbandierato, si è rivelato inutile. Le carceri italiane restano sovraffollate, le condizioni di vita e di lavoro sono intollerabili. I suicidi tra detenuti e agenti sono un segnale drammatico. Il Partito Democratico continuerà a vigilare, a presentare interrogazioni, a ispezionare gli istituti e a chiedere soluzioni concrete. Il ministro Nordio si svegli”.

 

02/07/2025 - 11:44

Mentre le comunità locali continuano a farsi carico dei bisogni dei territori, il Governo Meloni impone nuovi tagli che rischiano di compromettere la tenuta sociale e istituzionale del Paese.

È questo il senso dell’iniziativa promossa dall’On. Nadia Romeo, parlamentare del Partito Democratico, e dal Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani, che mercoledì 2 luglio, alle ore 16.00, terranno una conferenza stampa presso la sala stampa della Camera dei Deputati sul tema “Tagli senza precedenti: il futuro degli enti locali – Dal collasso della finanza locale alle proposte di rilancio dei Comuni”.

Accanto alla deputata Romeo e al portavoce del Coordinamento, Virgilio Caivano, interverranno Elena Maria Gubetti, sindaca di Cerveteri (Roma), Nicola Zanca, sindaco di Gaiba (Rovigo), e Alessandro Gisoldi, tra i promotori della proposta di legislazione differenziata per i piccoli Comuni.

Nel corso della conferenza verrà lanciato l’allarme sui tagli indiscriminati previsti dalla manovra finanziaria: oltre 3 miliardi di euro sottratti agli enti locali tra il 2025 e il 2029. Si tratta di misure che colpiscono in modo particolare i Comuni più piccoli, cancellando risorse vitali per garantire servizi essenziali, manutenzione delle opere pubbliche, interventi per le fasce più deboli e contrasto allo spopolamento.

Ma l’incontro non sarà solo occasione di denuncia. I promotori presenteranno anche proposte concrete per invertire la rotta: dalla riallocazione delle risorse inutilizzate del PNRR al rifinanziamento del Decreto Crescita, fino all’avvio di una nuova stagione legislativa per i piccoli Comuni, fondata su semplificazione, autonomia e responsabilità.

In particolare, la proposta di legislazione differenziata, elaborata dal Coordinamento, punta a riconoscere una cornice normativa più adatta alla realtà dei piccoli centri, per garantire loro strumenti specifici, risorse adeguate e maggiore capacità decisionale.

Per i Comuni italiani, e per l’Italia intera, non è più il tempo dei tagli, ma delle scelte coraggiose.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale ufficiale della Camera dei Deputati.

 

01/07/2025 - 19:47

Domani, nel corso del question time alla Camera, il gruppo parlamentare del Partito Democratico interrogherà il Ministro della Cultura Alessandro Giuli in merito ai criteri adottati dal Ministero per l’attribuzione dei fondi ai festival culturali. Al centro della questione, il decreto del Direttore generale Spettacolo (rep. n. 741 del 27 giugno), che regola l’ammissione al triennio 2025-2027 e all’annualità 2025 degli Organismi dell’ambito Multidisciplinare – Festival multidisciplinari e Prime Istanze triennali. Il provvedimento avrebbe escluso dai finanziamenti 29 festival storici, attivi da anni e sostenuti nei passati trienni (14 festival multidisciplinari, 8 festival di danza e 7 festival di teatro). Il PD denuncia un evidente problema di trasparenza. "Da quanto emerge – scrivono i dem - le Commissioni incaricate della valutazione non avrebbero basato il giudizio esclusivamente sulla qualità artistica, ma anche su parametri non previsti a quel livello della selezione. “Diversi membri delle commissioni – si legge nei verbali – avrebbero lamentato l’influenza di informazioni e parametri extra qualitativi”. Una scelta che rischia di avere conseguenze gravi: si stima la perdita di 50 mila di giornate lavorative, con un impatto diretto su artisti, tecnici e operatori – in particolare i più giovani – e un danno economico per tutto l’indotto legato ai festival. Per il gruppo del PD, questi tagli sono solo l’ultima manifestazione di una gestione confusa e opaca della politica culturale da parte del Ministero, e rivelano “una preoccupante situazione di continua prevaricazione istituzionale”. Il Partito Democratico chiederà domani al Ministro Giuli di chiarire i criteri adottati e di rispondere alle preoccupazioni di un intero settore. Sul tema, e in particolare su quanto sta accadendo al Festival di Santarcangelo di Romagna, è intervenuto oggi il deputato democratico Andrea Gnassi, che ha accusato il Governo di aver trasformato le commissioni del MiC da organi tecnici a "manganello politico", utilizzato per colpire chi non si allinea alle volontà dell’attuale gestione del Collegio Romano.

27/06/2025 - 19:26

«La Corte di Cassazione ha confermato numerose criticità nel cosiddetto decreto sicurezza. Non c'erano i requisiti di “necessità e urgenza”, sono stati introdotti molti nuovi reati e si sono alzate le sanzioni in modo sproporzionato.

Tutte le persone audite nel corso dei lavori parlamentari – giuristi, magistrati, avvocati e altri esperti – avevano segnalato simili criticità, soprattutto per quanto riguarda norme che incidono direttamente su diritti fondamentali. Ma anche in questa occasione il Governo è rimasto sordo a ogni rilievo, respingendo tutte le nostre proposte di modifica e rifiutando qualsiasi confronto di merito» – così il deputato democratico Matteo Mauri, Responsabile Nazionale Sicurezza del Partito Democratico.

«Il decreto sicurezza, invece di garantire maggiore sicurezza, mette a rischio il nostro sistema di libertà e diritti.

È grave e preoccupante che le forze di governo usino la sicurezza come strumento di propaganda, anziché affrontarla seriamente.

E dopo poche settimane da questo sciagurato decreto il Governo ne sta già addirittura annunciando un altro.

È arrivato il momento di correggere gli errori commessi, non di farne altri. Questa continua rincorsa a dannose politiche securitarie deve finire immediatamente. L'Italia non può pagare le spese della continua rincorsa a chi fa peggio tra Meloni e Salvini», conclude Mauri.

 

27/06/2025 - 15:52

“Decreto Sicurezza un vero disastro. A certificarlo la Corte di Cassazione con la relazione dell'Ufficio del Massimario e del Ruolo, Servizio Penale. Cosa diranno ora Meloni e le destre Che è sempre colpa dei giudici politicizzati o che, come si dovrebbe, avvieranno una rigorosa riflessione per correggere le astruse e pericolose norme approvate? Non siamo in realtà così ottimisti poiché è ormai chiaro che le destre non vogliono governare ma comandare, su tutto e su tutti, anche annullando i poteri di equilibrio e di bilanciamento imposti dalla Costituzione. Ed allora continuano ad abusare della decretazione d'urgenza anche quando le circostante non lo consentirebbero, mettendo insieme argomenti tra loro eterogenei”.

Così il capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Severa - aggiunge - è la critica della Cassazione su questa metodologia ma anche nel merito sono molti i rilievi che attestano l'esuberanza legislativa del governo pronta a colpire il dissenso anche quello pacifico, ad aggravare le criticità nelle carceri, a superare il buon senso con l'allargamento dello spettro dei reati e delle pene.
Come se non bastasse il governo si inventa la misura proibizionista sulla canapa in spregio alle regole comunitarie e inventandosi una pericolosità inesistente. Mettono sul lastrico un intero comparto senza prevedere periodi transitori per consentire, attraverso sostegni economici dovuti, la riconversione delle imprese. Ed ora? Sorgeranno conflitti costituzionali e ci saranno vertenze nel Tribunali. Non se ne sentiva davvero il bisogno - conclude - ma ancora una volta in sede di governo si ragiona con la pancia e le manette anziché utilizzare testa e costituzione per rispondere agli interessi del Paese”.

 

27/06/2025 - 15:32

"La Cassazione, in una relazione diffusa in questi giorni, boccia punto per punto lo sciagurato "decreto sicurezza" voluto dal governo e dalla maggioranza. Tutte le criticità che noi avevamo denunciato sia in commissione sia in aula, sono ora evidenziate dall'autorevole parere della Cassazione. Il "decreto sicurezza" è un provvedimento liberticida che mina diritti fondamentali dei cittadini come la libertà di manifestare e di protestare. Per non parlare dell'art.31 che legittima la creazione e la direzione si organizzazioni terroristiche da parte di agenti dei servizi segreti.
Un provvedimento che niente ha a che fare con la sicurezza dei cittadini ma che punta alla repressione dei diritti e delle libertà fondamentali.
Davanti al parere della Cassazione, il governo non può restare indifferente: faccia un passo indietro e riconsideri tali norme". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

27/06/2025 - 14:48

"Ancora una volta il Governo va a sbattere. E lo fa perché resta ideologicamente bloccato sulle proprie posizioni, incapace di aprirsi a un confronto serio e costruttivo: né con le opposizioni in Parlamento, né con il mondo del diritto e i giuristi, né con il terzo settore e l’associazionismo. Tutti soggetti che, durante i lavori parlamentari sul cosiddetto ‘decreto sicurezza’, avevano chiaramente segnalato le criticità di un provvedimento scritto male e pericoloso."
Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali della Camera, commentando la dura presa di posizione della Corte di Cassazione, che ha evidenziato con chiarezza le profonde falle del decreto, tanto nel metodo quanto nel merito.
"Il Governo ha prodotto norme sbagliate, inefficaci e potenzialmente dannose, che non migliorano affatto la sicurezza dei cittadini, ma al contrario comprimono diritti fondamentali e minano l’equilibrio del nostro ordinamento. La Cassazione – massimo organo della giustizia italiana – ha parlato con nettezza: il decreto presenta gravi profili di illegittimità, contraddizioni evidenti e almeno trenta osservazioni critiche, molte delle quali riguardano le norme ‘antidissenso’ pensate per limitare manifestazioni, cortei e proteste."
"Chiediamo che il Governo si assuma la responsabilità di questo disastro e riveda immediatamente un provvedimento che non regge sul piano giuridico. Si riapra in Parlamento una discussione vera, libera da logiche propagandistiche, per restituire al Paese leggi serie, giuste e coerenti con la nostra Costituzione."

26/06/2025 - 19:00

Sollevata questione di illegittimità costituzionale presso la Corte

“Il Tribunale di Torino ha sollevato questione di legittimità costituzionale sulla legge voluta dal ministro Tajani in materia di cittadinanza. Un passaggio giudiziario che conferma in pieno quanto abbiamo sostenuto con forza in Parlamento: quella norma è profondamente sbagliata, ingiusta e lesiva dei diritti fondamentali degli italiani nel mondo. Il tentativo del governo di restringere per via legislativa – e addirittura tramite decreto – il diritto alla cittadinanza ai discendenti degli italiani emigrati è un atto grave, che calpesta la storia e l’identità stessa del nostro Paese. L’Italia è una nazione costruita sulla migrazione. Dal 1876 a oggi, quasi 40 milioni di persone sono partite in cerca di futuro, portando con sé la lingua, la cultura e l’appartenenza italiana. Negare oggi il riconoscimento della cittadinanza ai figli e nipoti di quegli italiani significa recidere un legame storico e umano che ha reso l’Italia un Paese globale” così il vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Toni Ricciardi che rende noto che la Sezione specializzata in materia di Immigrazione del Tribunale di Torino ha accolto il ricorso che solleva la questione di legittimità costituzionale della nuova legge sull' Cittadinanza italiana che sarà adesso analizzato dalla Corte Costituzionale.

 

26/06/2025 - 16:03

“La risposta del governo al question time del Pd in cui abbiamo chiesto un intervento per decreto a sostegno dei lavoratori esposti ad alte temperature è stata deludente ed evasiva. Non c’è nessun impegno per garantire risorse aggiuntive per integrazioni salariali o cassa integrazione straordinaria in caso di stop alla produzione nelle ore più calde. Il governo ci ha comunicato che farà semplicemente dei tavoli con le parti sociali, ma al momento nessun intervento legislativo. Ci risiamo: come sul salario minimo ieri, come sulla riduzione dell’orario di lavoro oggi, il governo si disinteressa assolutamente del destino di chi lavora e manda la palla in tribuna. Chiediamo un’audizione in commissione Lavoro alla ministra Calderone. Ha il dovere di confrontarsi con il Parlamento perché l’emergenza caldo è una delle ragioni dell’insicurezza sui luoghi di lavoro e non può sfuggire alla necessità di risposte chiare”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

24/06/2025 - 14:33

“Con l’ennesimo colpo di mano, il Governo Meloni potrebbe tornare a colpire tutto l'asse adriatico, la realizzazione dell'Alta Velocità e il progetto del Corridoio Adriatico. L'esecutivo, infatti, usa i 5 miliardi del fondo stanziato per l'Alta Velocità come bancomat per altre opere rimandando sine die la realizzazione delle infrastrutture dell'asse adriatico. L’ultima bozza del decreto ‘Economia’ prevedrebbe un ulteriore definanziamento di 150 milioni di euro per realizzare l’Alta Velocità adriatica, 'scippati' anche per il completamento della diga foranea di Genova. Una decisione inaccettabile, che segue un altra sottrazione di 600 milioni già fatta dallo stesso esecutivo negli ultimi due anni. Goccia a goccia, si tolgono i soldi e non si fa partire l'opera”. Così in una nota i deputati Pd Andrea Gnassi, Ubaldo Pagano, Claudio Stefanazzi, Augusto Curti, Luciano D'Alfonso, Ouidad Bakkali, Debora Serracchiani, Nadia Romeo e Rachele Scarpa.

“Siamo di fronte a un disegno preciso - sottolineano i deputati dem - che mina alla radice ogni possibilità di riequilibrio infrastrutturale tra le aree del Paese. Il Corridoio Adriatico continua a essere il grande escluso della rete AV/AC italiana, con conseguenze gravissime per la mobilità, lo sviluppo economico e la coesione territoriale e per milioni di persone”. “Chiediamo al Governo di ritirare immediatamente questa norma e ripristinare tutte le risorse originariamente previste per il potenziamento infrastrutturale dell’Adriatico”, concludono i deputati Pd.

 

20/06/2025 - 14:40

“Il tema della giustizia tocca la carne viva dei nostri concittadini e le questioni collegate al carcere, in particolare, rappresentano l’emergenza delle emergenze. Come ha dimostrato la grave e inaudita vicenda avvenuta nell’istituto di Marassi di Genova, dove un giovane detenuto di 18 anni, incensurato, recluso per un reato minore, è stato violentato e torturato per due giorni senza che nessuno abbia visto nulla. Sul tema del carcere noi ci giochiamo un pezzo della nostra credibilità e della nostra civiltà. Speriamo che da questo fatto drammatico possa scaturire un moto di cambiamento per far sì che questi luoghi possano diventare dei luoghi di dignità dove vivere e lavorare. Abbiamo ripreso l’iniziativa degli Stati Generali sull’esecuzione della pena e il Pd presenterà un aggiornamento di quei lavori e una proposta di legge sull’esecuzione penale proprio come risposta a questa emergenza e alla deriva panpenalista di questa maggioranza che stiamo vivendo attraverso il sadismo penale dei suoi vari decreti, da Cutro a Caivano, fino al decreto Sicurezza”.

Così la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, intervenendo oggi al convegno “Giustizia secondo Costituzione”, che si è chiuso con la relazione della segretaria Schlein.

“E’ necessario porre sempre di più all’attenzione del Paese - ha aggiunto - i pericoli contenuti nella riforma costituzionale sulla separazione delle carriere portata blindata dal governo in Parlamento, un fatto senza precedenti nella nostra storia repubblicana. In realtà non si sta facendo una separazione delle carriere, ma delle magistrature, con addirittura il sorteggio per le nomine che fu Almirante a chiedere nel 1971. Noi riteniamo che su questi temi non si debba mai toccare la Costituzione. Si sta dividendo il Csm e quando si divide un potere e lo si tramuta in due mezzi poteri entrambi ne escono più indeboliti. Questo è un problema - ha concluso - non solo per i magistrati, ma anche per gli avvocati, per i cittadini e per un Paese che si definisce ancora fortemente democratico”.

 

20/06/2025 - 13:44

“Manifestano per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro ed ora rischiano dopo l'approvazione del decreto Sicurezza di essere denunciati perché a Bologna i metalmeccanici hanno imboccato la tangenziale bloccando il traffico. Assurdo che possa succedere ed assurdo che possano essere colpiti lavoratori che rivendicano certezza di diritto per il lavoro che svolgono. A questo si è arrivati con il governo Meloni che pur di tarpare le ali alla protesta e al dissenso ha fatto approvare norme liberticide e da stato di polizia. Piena solidarietà a quei lavoratori. Saremo al loro fianco nelle giuste battaglie che stanno portando avanti”.

Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.

 

19/06/2025 - 14:01

“Abbiamo depositato un question time urgente in commissione Lavoro per chiedere al governo di varare immediatamente un decreto Caldo per i lavoratori e le lavoratrici che in questi giorni sono sottoposti a temperature estreme. Parliamo di rider - che negli anni scorsi sono stati colpevolmente esclusi -, di lavoratori della logistica, della manifattura, dell’edilizia. Ma parliamo anche dell’agricoltura dove lavorare a 40 gradi è terribile e inaccettabile per un Paese civile. Il governo stanzi risorse per garantire il diritto a fermarsi. Lo faccia nel giorno in cui cade l’anniversario di Satnam Singh, morto di caporalato, abbandonato come un sacco di patate sul ciglio di una strada senza un braccio e in fin di vita. Era un bracciante: meritava di lavorare in condizioni dignitose come migliaia di suoi colleghi. Si agisca subito”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

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