“La faccia tosta non ha limiti. La vergogna un sentimento sconosciuto. Le manovre lobbistiche (ma forse non si può neanche parlare di lobby, perché il senatore Lotito è proprio un eletto di Forza Italia!) fanno ripartire la contraerea sulla stretta al 'decretocrescita' sui calciatori. Il Partito Democratico sarà in prima fila a opporsi a questo ennesimo sgradevole tentativo di privilegiare i privilegiati, di alimentare un meccanismo che ha già certificato il fallimento della governance del calcio e l’azzeramento dei calciatori italiani nei settori giovanili. La proposta di 'Noi Moderati' di dare la mancia ai 'poveri', non merita commenti”. Così il deputato democratico, responsabile sport del Pd, Mauro Berruto, interviene a proposito dell’emendamento presentato dal gruppo di Forza Italia al decreto mille proroghe.
“Sospendere gli aumenti ed eliminare prima possibile il casello autostradale tra San Pietro in Palazzi e Rosignano,nin provincia di Livorno”: è quanto chiedono in appositi emendamenti presentati al Milleproroghe i deputati del Pd Marco Simiani, capogruppo del Pd in Commissione Ambiente lavori pubblici di Montecitorio, ed Emiliano Fossi, segretario dem della Toscana.
“Se Sat continuerà a gestire le tratte a pedaggio, come riporta il decreto, almeno fino al 2028 è opportuno chiarire che quel balzello per tre miseri chilometri di strada vada tolto immediatamente. È una richiesta che arriva con determinazione da quelle comunità, un'istanza politica che il Pd sta portando avanti con forza attraverso i suoi amministratori ed esponenti locali e che, a parole, sembra sostenuta anche dai parlamentari della destra. Vediamo cosa dirà il governo e Salvini e soprattutto come voteranno l’emendamento i deputati di maggioranza”, concludono.
Ho chiesto ai ministri Giorgetti e Abodi chiarimenti sugli effetti che l’applicazione del nuovo decreto sulla fiscalità approvato a fine dicembre avrà sul mondo del calcio. La misura in vigore fino a poche settimane fa intendeva favorire il rientro in Italia dei professionisti sportivi disponendo una detassazione della metà del loro compenso sportivo, a condizione che l’atleta avesse almeno 20 anni di età, che avesse trascorso i precedenti due anni all’estero e che godesse di un compenso sportivo superiore al milione di euro, conosciuto come Decreto Crescita. Ciò determinava una maggior attrattività delle società nei confronti di soggetti altrimenti non ingaggiabili, nonché la produzione di risorse da destinare ai settori giovanili, temi sui quali si è acceso un dibattito su posizioni diverse sia nel mondo sportivo che politico. Con l'entrata quindi in vigore del decreto attuativo della delega fiscale si è abolito questo regime introdotto nel 2020, stabilendo però contestualmente la detassazione Irpef del 50% per 5 anni, fino a 600.000€, dei redditi di coloro che trasferiscono la residenza in Italia. Il nuovo decreto detta una disciplina generale che sembrerebbe applicabile anche ai professionisti sportivi, perché non è chiaro come debba intendersi per elevata qualificazione o specializzazione. Per questo ho presentato un’interrogazione ai ministri dell’Economia e dello Sport per capire se il nuovo regime fiscale per gli impatriati sia riferito anche ai professionisti sportivi e quale sia la corretta interpretazione del requisito della condizione di elevata qualificazione o specializzazione. Se questa possibilità fosse confermata, in questa nuova formulazione, si produrrebbe un vero danno al nostro movimento sportivo giovanile dei vivai.
Lo dichiara il deputato democratico, Andrea Rossi.
“Per colpa di questa destra pavida e succube delle multinazionali i territori continueranno con il rischio di essere sfruttati e deturpati dalle imprese energetiche in cerca di risorse. E’ stato infatti respinto il mio emendamento al Decreto Energia che avrebbe consentito alle Regioni di avere l’ultima parola sulla scelta delle aree idonee alla ricerca ed allo sfruttamento della geotermia, così come disposto dalla Corte Costituzionale. La maggioranza, che aveva presentato un emendamento identico al mio, non solo lo ha ritirato vigliaccamente poco prima del voto ma si è piegata al diktat del Governo Meloni ed ha espresso parere negativo”. Così il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera su quanto accaduto oggi nella discussione del provvedimento.
“Purtroppo sugli interventi destinati alla ricerca geotermica rimane un vuoto normativo che rischia di deturpare il territorio e mortificare le sue peculiarità e gli autonomi indirizzi di sviluppo. Le Regioni sono infatti costrette a rilasciare permessi, spesso notevolmente impattanti su paesaggio, risorse naturali e aree agricole di pregio, anche in luoghi non idonei a sostenere questo tipo di operazioni”: conclude Marco Simiani.
"Il gioco che sta facendo il governo sul fondo per combattere i disturbi del comportamento alimentare è davvero vergognoso. Oggi durante il Question time in Parlamento abbiamo chiesto di ripristinare il fondo e di aprire finalmente la procedura di riconoscimento autonomo dei DCA all’interno dei LEA. La risposta del Ministro è stata un interminabile giro di parole, a tratti incomprensibile e fuori contesto. Quello che abbiamo capito è che a valle delle mobilitazioni che ci sono state da parte delle associazioni, delle famiglie dei pazienti e dell’opposizione, quanto meno si è trovato un piccolo budget di 10 milioni per dare una parte di copertura al fondo che era stato completamente definanziato. In Italia sono circa 4 milioni le persone in cura per anoressia, bulimia e binge eating e ci sono circa 4.000 decessi all’anno. Persone che muoiono non perché vittime di una malattia terminale, ma per mancanza di cure. Cure che verrebbero assicurate se venisse attuata la legge del 2021 e si facesse un semplice decreto attuativo, che il governo si rifiuta di fare. Per questo, le parole del ministro ci lasciano ancora una volta l’amaro in bocca perché i 10 milioni non bastano per curare i 4 milioni di malati. Il Ministro di fatto blocca l’unica strada da percorrere ovvero quella di inserire i DCA in un capitolo autonomo dei LEA, con budget specifico e assicurare obbligo di cura in tutte le regioni. Per questo venerdì parteciperemo alla mobilitazione nazionale del movimento lilla, delle associazioni, degli studenti. Saremo in piazza con chi chiede di applicare una legge sui LEA che garantirebbe cure e dignità. Quella legge dello Stato che voi vi rifiutate di applicare, tradendo le speranze di milioni di persone".
Così i dem Marco Furfaro e Rachele Scarpa che sono intervenuti oggi al question time alla Camera.
“Il governo Meloni, amico del mondo agricolo, mette le mani in tasca agli agricoltori. Abbiamo pensato che attraverso il nuovo decreto si correggesse quanto di negativo previsto dalla Legge di Bilancio, invece non c’è traccia nelle proposte di governo e maggioranza. Ci saranno però i nostri emendamenti a ricordarlo”.
Lo dichiarano i deputati dem Silvio Lai, della commissione Bilancio della Camera, che sta affrontando il decreto Milleproroghe, e Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
“La Legge di Bilancio 2024 del governo Meloni - spiegano - ha messo le mani in tasca al mondo agricolo perché, nel silenzio della maggioranza, ha modificato lo status dell’agricoltore che da anni non viene più considerato solo un’impresa di produzione o un imprenditore come gli altri, perché si è guardato con l’attenzione necessaria chi presidia il territorio, previene le catastrofi, contribuisce alla salute ambientale e alimentare, custodisce tradizioni e bellezza. A partire da gennaio 2024 il governo, non prorogando le norme precedenti, ha di fatto abolito l’esenzione Irpef per il settore agricolo, disponendo che le rendite catastali dei terreni tornino a essere imponibili, rivalutate del 70% per quanto riguarda il reddito agrario e dell’80% per il reddito dominicale, ed escludendo dalle agevolazioni del reddito agricolo quello proveniente da canoni delle rinnovabili che non saranno più agevolati. Non solo, il governo ha cancellato l’esenzione contributiva di due anni per gli imprenditori agricoli di età inferiore ai 40 anni, che aveva consentito l’avvio del cambio generazionale e ha reso obbligatorio che l’agricoltore si paghi un’assicurazione contro gli eventi catastrofici. Nella Legge di Bilancio precedente, la copertura per l’esenzione Irpef era di 250 milioni di euro all’anno, mentre erano 60 milioni la copertura per l’esenzione contributiva per circa 10mila giovani agricoltori under 40, in tutto 310 milioni oltre ai nuovi costi di assicurazioni e bollette che graveranno sulle tasche degli agricoltori. In cambio di questo - concludono Lai e Vaccari - il governo Meloni ha introdotto il premio per il ‘maestro della cucina nel mondo’ del costo di 2000 euro per la medaglia che sarà oggi anno attribuita al vincitore e ha avviato il piano Mattei che prevede l’avvio di attività agricole in Africa per la produzione di biocarburanti per conto di Eni. Non male come scambio”.
“Non è questa la strada per una vera riforma della Giustizia e del sistema penale. Proponete un nuovo reato a settimana, avete superato ogni record in questo delirio panpenalista, e continuate ad ignorare i problemi che si ripetono ciclicamente nei penitenziari. Approvate nuovi reati senza interrogarvi sulla finalità della pena e con il Decreto Caivano il governo ha smantellato la giustizia minorile, inasprendo le pene e smantellando le pene alternative, e abbandonando a sé stessi i detenuti con disagio neuro psichiatrico. Nordio aveva annunciato un fantomatico Piano carceri, ma sembra aver fatto la fine del Piano Mattei. Con 50mila posti disponibili abbiamo oltre 60mila persone recluse, con un tasso di crescita del 120%. Dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane si sono già registrati quattro suicidi. La situazione è drammatica. Per costruire un nuovo carcere servono 25 milioni di euro e tra i 5 e 10 anni di tempo e servirebbero 44 nuovi istituti. Ma allora di cosa parliamo? La detenzione in carcere, oggi, a queste condizioni, rischia di perdere la sua funzione rieducativa. Rischia di perdere umanità. Non possiamo continuare a girarci dall’altra parte”.
Così la deputata dem della commissione Giustizia, Michela Di Biase, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del Guardasigilli Carlo Nordio sullo stato della Giustizia.
“Il lavoro parlamentare - ha aggiunto - si è ridotto a qualche legge correttiva e ad una serie di proposte preoccupanti come il Ddl in discussione al Senato o come le scelte sulla prescrizione che rischiano al Paese di far perdere una parte delle risorse assegnate con il Pnrr. Si è scelta la direzione sbagliata. Si pensi all’abolizione dell’abuso d’ufficio, che rischia di aprire un nuovo conflitto tra il nostro Paese e l’Ue, o alle drammatiche scelte operate dal governo nella Finanziaria con tagli da un miliardo di euro sul triennio. C’è bisogno di attivarsi subito - ha concluso - poiché sul carcere è calato il silenzio e ci troviamo in una fase di trionfo del populismo penale”.
“Ho presentato un’interrogazione al Ministro per lo sport Andrea Abodi, poiché il decreto che ha dato piena attuazione alla riforma del lavoro sportivo prevedeva (entro il 31 dicembre 2023) l’istituzione, presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Osservatorio nazionale sul lavoro sportivo, al fine di favorire la conoscenza, migliorare l’attuazione e raccogliere e analizzare le problematicità della riforma.
Il termine indicato è ampiamente trascorso e dell'Osservatorio nazionale non c’è traccia. Chiedo al Ministro Abodi di uscire dal suo reiterato silenzio e dare al Parlamento e alle migliaia di società sportive qualche risposta su questo tema: quando verrà istituito questo tavolo di osservazione previsto dal decreto? Come e da chi sarà composto?” Così il deputato democratico, responsabile sport del Pd, Mauro Berruto.
“Ho depositato un'interrogazione rivolta al ministro per lo Sport, Andrea Abodi, invitandolo a precisare se e in che tempi intende emanare l'atteso decreto che elenca tutte le ulteriori mansioni riguardanti i lavoratori sportivi, senza il quale restano tagliate fuori dall'inquadramento agevolato tutte le figure da sempre presenti in ogni associazione e società sportiva e indispensabili per il corretto svolgimento delle discipline sportive. In assenza del provvedimento si vanifica l'articolo 25 del Dlgs 36/2021, il quale prevede che il ministro dello Sport, sentito il ministro del Lavoro, approvi con decreto l'elenco delle mansioni necessarie per lo svolgimento dell'attività sportiva”.
Così il deputato e responsabile nazionale Sport del Pd, Mauro Berruto “E' paradossale - aggiunge - che i regolamenti delle federazioni sportive impongano la presenza di ruoli tecnici e operativi e che una norma disponga la riconducibilità di tali ruoli al lavoro sportivo agevolato (introdotto dalla Riforma dello Sport), ma che non sia possibile inquadrare le persone preposte a tali mansioni poiché manca ancora il decreto a quasi sette mesi dall’entrata in vigore della Riforma”.
“Il merito non scade ma la coerenza di Giorgia Meloni sì e oggi 12 gennaio 2024 tocca il punto più basso con la assurda gestione del concorso unico funzionari amministrativi. All’opposizione era in prima linea per gli scorrimenti, oggi da Premier lascia scadere una graduatoria che sbatte fuori oltre 14 mila giovani idonei che possono tamponare subito le gravissime carenze della Pubblica Amministrazione. Continueremo a batterci in ogni sede, a partire dal decreto Milleproroghe, contro questa palese ingiustizia”.
Lo scrive sui social Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“C’è il far west nei cieli italiani. A luglio il governo aveva promesso la risoluzione di tutti i problemi legati al caro voli grazie al decreto Asset. Ebbene, siamo a gennaio 2024, succede di tutto e di più ma un dato sembra ineluttabile nonostante le promesse – da mercante – da parte del governo di centrodestra: i prezzi dei biglietti continuano ad essere esorbitanti, soprattutto per le tratte da e per la Sicilia. E secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa alcune compagnie low-cost, nel 2024, ridurranno di 2 milioni i posti nei voli interni, in particolare per le regioni del Meridione, Sicilia, Sardegna e Calabria incluse”. Così il segretario regionale del PD Sicilia e capogruppo PD in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo che sull’argomento ha presentato una interrogazione urgente dal ministro dei Trasporti e delle infrastrutture.
“A poco serve la rassicurazione di Ryanair che – prosegue Barbagallo – annuncia un aumento dei voli del 10 per cento. Noi vogliamo sapere cosa intenda fare concretamente il governo per mettere fine a questo inutile balletto che danneggia l’economia della Sicilia e che impedisce ai siciliani di avere la possibilità di spostarsi senza dissanguarsi. E ancora una volta dobbiamo prendere atto dell’assoluta pochezza del governatore della Regione Siciliana che ha promesso ‘sconti’ che non sono serviti assolutamente a nulla”.
“Il Piano Mattei non esiste nei contenuti e nella sostanza: è una scatola vuota. Ma oggi il governo chiede al Parlamento di votare un decreto, l’ennesimo: per quale urgenza? Il decreto non fa altro che istituire una cabina di regia, a Palazzo Chigi, con personale e uffici, per un costo di 3 milioni di euro, con l’obbiettivo di gestire un piano che non esiste. Non abbiamo visto né i progetti, né un piano finanziario, né gli obbiettivi semplicemente perché non ci sono. E contemporaneamente, mentre parlano di piano Mattei come sostegno ai paesi africani, tagliano i fondi per la cooperazione allo sviluppo. Paesi europei come Germania, Svezia, Lussemburgo, sono già arrivati all’obiettivo dello 0.7% del reddito nazionale lordo previsto dall’agenda 2030 delle Nazioni Unite e, invece, la maggioranza taglia più di 40 milioni e rimane ferma allo 0.32%.
Tutto un bluff il Piano Mattei, propaganda e inutile spreco di risorse, come nello stile di questo governo”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo, a margine del suo intervento alla Camera.
“Il ministro per lo Sport e per i giovani, Andrea Abodi, come intende procedere e con quali tempi nell’approvazione del regolamento per il riparto dei diritti televisivi, in merito alla percentuale del 5% relativo al minutaggio dei giovani? Darà seguito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa, e confermerà con precisi atti normativi che queste corrispondano effettivamente all’orientamento politico del Governo, fatte successivamente al superamento del Decreto Crescita?"
Sono le domande contenute nell’interrogazione rivolta al ministro, Andrea Abodi, a prima firma del deputato democratico, Andrea Rossi e del collega Mauro Berruto, responsabile Sport del Pd.
Nell’interrogazione, in particolare, si fa riferimento alla “mancata emanazione da parte della Presidenza del consiglio dei regolamenti relativi alla definizione di criteri rispetto al parametro di tempo di gioco dei giovani. Un impianto normativo che deriva dall’introduzione della Legge Melandri e successivamente dalla Legge di Bilancio 2018, dove l’allora ministro dello Sport, Luca Lotti, potenziava il peso del tempo di gioco dei giovani compresi tra i quindici e i ventitré anni formati nei settori giovanili italiani quale parametro da considerare nel calcolo del concetto di ‘radicamento sociale’. Con lo scopo principale, appunto, di incentivare le società sportive ad utilizzare maggiormente e per più tempo i giovani talenti. Il governo - conclude Andrea Rossi - ha ora l’occasione per dimostrarsi veramente e non a parole dalla parte delle società che investono nei giovani calciatori”.
Interrogazione a Urso, incontro previsto per fine mese deve essere risolutivo
Una interrogazione al Mimit e un appello al Governo da parte del Pd perché i conti su Eurallumina non tornano. “L’incontro del 14 dicembre al Ministero con azienda e sindacati, pur confermando la CIG per i lavoratori ha rinviato a fine gennaio l’appuntamento con le soluzioni che però non appaiono certe all’orizzonte”, affermano i parlamentari sardi del PD Silvio Lai, primo firmatario dell’interrogazione alla Camera, e Marco Meloni al Senato.
“Per quanto riguarda la CIG, ad oggi non è ancora stato emanato il provvedimento di ripartizione delle risorse fra le regioni e il decreto del ministero del Lavoro per evitare ritardi nell’erogazione ai lavoratori, per ciò che riguarda il blocco azionario dell’azienda, il Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) non ha ancora rivisto la sua decisione nonostante la vendita del 21,37% delle azioni della proprietà effettuata a ottobre, e sul versante del gas, dal ministero non giungono notizie che riportino una soluzione alle problematiche.
“Eurallumina - proseguono i Dem nella interrogazione firmata anche da Andrea Casu e Stefano Vaccari - senza la revoca del provvedimento e senza nuove modalità di approvvigionamento energetico, non può procedere con il progetto di ripartenza dell’impianto e con il relativo investimento da 300 milioni di euro, in una condizione di incertezza sul futuro aziendale che causa persino difficoltà di trovare società per la redazione dei progetti operativi dell’impianto oltreché causare continue richieste di spiegazioni dai fornitori sulla posizione attuale della Società.”
“Per questo - scrivono i Dem - serve un colpo di reni da parte del Governo e del ministro Urso, non si può arrivare al buio al prossimo appuntamento: occorrono le risposte concrete sulla CIG e sul gas e occorre che il CSF prenda una decisione sul blocco delle azioni che rendono l’operatività aziendale limitata alla ordinaria amministrazione. Eurallumina non è una azienda qualunque e soprattutto il Sulcis non è un territorio qualunque, sul quale non porre attenzioni speciali e il nostro appello al Governo è per un’azione rapida e concreta, non si può aspettare ancora senza certezze.”
“Con il decreto Milleproroghe il Governo, per fare cassa, continua a puntare sul gioco d’azzardo e rinnova, anche per il 2024, la possibilità di giocate suppletive infrasettimanali al Lotto e al Superenalotto. Con gli ulteriori introiti sarà incrementato il Fondo per le emergenze nazionali, tra le quali la recente alluvione dell’Emilia Romagna. Una scelta sbagliata, perché non si esprime solidarietà a popolazioni colpite dalle grandi calamità puntando sulla sofferenza di migliaia di cittadini che cadranno non solo nella rete della ludopatia e che, come attestano le cronache, rischiano di cadere nelle mani dell’usura e delle attività criminali”.
Lo dichiara il deputato democratico, Stefano Vaccari, dell’Ufficio di Presidenza della Camera.
“Facendo nuovamente ricorso ad un aumento dell’offerta di gioco - aggiunge - si rafforzano di fatto le abitudini dei giocatori, soprattutto quelli più fragili. Per questo insieme ai colleghi del Pd Gnassi, Pagano, Simiani, Merola, Rossi, Bakkali, con un’apposita interrogazione, ho chiesto al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, se intenda continuare a fare affidamento sulle entrate fiscali derivanti dal gioco pubblico d'azzardo per incrementare il Fondo per le emergenze nazionali; se è in grado di fornire una relazione puntuale e aggiornata relativa alla ripartizione del Fondo per l’anno 2023; e se, al fine di razionalizzarne l’impiego e quindi l’efficienza del Fondo stesso, quali criteri e quali modalità di ripartizione intende adottare per l’anno 2024”.