09/01/2026 - 15:39

“Benvenuta alla Presidente Meloni che oggi ci informa che il Governo è pronto a varare una legge contro il possesso dei coltelli, in particolare per i giovani. Peccato che da diversi mesi un disegno di legge del Pd, presentato da Deborah Serracchiani e Valter Verini abbia proprio l'obiettivo di rendere reato la vendita di coltelli e armi da taglio a minorenni. Ripartiamo da lì?” Così il deputato democratico Virginio Merola.

08/01/2026 - 17:26

“Lo studio dell’Università di Urbino conferma un fatto gravissimo: nel pieno delle elezioni europee del 2024 la politica democratica è stata silenziata sulle piattaforme Meta, mentre venivano contenuti estremisti, antieuropeisti e no-vax esplodevano. Non è una dinamica neutra, ma una distorsione che altera il confronto democratico e mette a rischio la qualità del dibattito pubblico”.

“Per questo è necessario andare avanti con la legge contro la manipolazione dell’informazione politica online: va discussa e approvata subito. E deve essere fatta piena chiarezza su quanto è accaduto. La democrazia non può essere ostaggio degli algoritmi”.

“Bene interrogazione parlamentare di Sandro Ruotolo alla Commissione europea su questa vicenda: è un atto importante di vigilanza democratica che rafforza una battaglia politica e istituzionale non più rinviabile”.

Lo dichiara Marco Furfaro, deputato Pd.

 

02/01/2026 - 11:09

“La mancata proroga degli sgravi fiscali per l’assunzione di donne e giovani nel Mezzogiorno è un altro regalo che la destra fa alla parte più debole del Paese. Lo hanno fatto sparire dal Milleproroghe e ora provano a recuperare con un emendamento in extremis. Non si capisce chi sia il responsabile di questo pasticcio che in ogni caso allungherà di molto i tempi per l’entrata in vigore della misura. Siamo alle solite: la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. Di fronte a tanta improvvisazione chiediamo alla ministra Calderone di venire a riferire in Commissione Lavoro. Il Parlamento deve essere informato”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

23/12/2025 - 12:40

“Governo apre alla speculazione su asset strategici”

L’approvazione in Consiglio dei Ministri della riforma dei porti a firma Salvini-Rixi è un atto che umilia le Autorità di Sistema Portuale (AdSP) e tradisce la logistica nazionale. Il ddl abbandona il collaudato modello Landlord Port per abbracciare un pesante e irrazionale intervento centralistico, unico nel panorama europeo. Si crea Porti d’Italia S.p.A. (PdI), un nuovo carrozzone burocratico, cui viene assegnata una concessione di 99 anni per realizzare investimenti, depauperando le AdSP di competenze, professionalità e, soprattutto, finanziamenti. Siamo di fronte a un’architettura normativa incoerente che, lungi dal velocizzare, moltiplica i livelli decisionali e dimostra una grave assenza di visione sui mutamenti dei mercati e della catena di approvvigionamento, non rispondendo ad alcuna esigenza del settore.
La debolezza tecnica e finanziaria del provvedimento è allarmante. La capitalizzazione di Porti d’Italia S.p.A. si basa sulla sottrazione di quote significative di canoni e sul rischioso utilizzo dell’avanzo di amministrazione delle AdSP, esponendo gli enti territoriali al rischio concreto di passivi e di dover comunque farsi carico di oneri essenziali come la protezione della costa. Questo schema contabile non solo è incerto, ma la sua superficialità è certificata da errori grossolani presenti nella stessa relazione tecnica, come quelli sugli organici. L’impostazione centralistica non ha riscontro nell'economia liberale e rientra solo nella tendenza del MIT a creare società per azioni gestite dalla politica, anziché rafforzare l'autonomia e la vocazione manageriale delle AdSP come richiesto dal mercato.
Come Partito Democratico contrasteremo con la massima fermezza in Parlamento questo ddl irrazionale e pericoloso. Il vero rischio di questa riforma è doppio: da un lato la paralisi burocratica, dall’altro l'apertura alla speculazione. Sebbene oggi sia pubblica, Porti d’Italia S.p.A. è destinata a operare sul mercato e a realizzare interventi con la probabile partecipazione di fondi privati, aprendo la strada a una inaccettabile privatizzazione strisciante e al controllo di asset strategici da parte di soggetti speculativi. La nostra battaglia sarà per restituire e ampliare le competenze e l'autonomia finanziaria delle AdSP, valorizzando il ruolo dei territori e respingendo la logica della creazione di poltrone e la gestione politica delle risorse a discapito dello sviluppo della portualità italiana.

Così il capogruppo PD in Commissione Trasporti della Camera Anthony Barbagallo.

 

22/12/2025 - 17:01

“La maggioranza riesuma il ddl 'caccia selvaggia' e con un ennesimo emendamento alla legge di bilancio, cambia ancora la legge 157 che tutela la fauna selvatica e regola l'attività venatoria. E lo fa a colpi di blitz e forzature, chinata com’è alle assurde richieste della lobby armiero-venatoria. Così si regalano biodiversità e natura alla caccia privata, consentendo alle aziende faunistico venatorie di operare a fini di lucro e trasformandole in un vero e proprio parco giochi per ricchi per sparare a piacimento, aziende per il divertimento di figli dei potenti come Trump jr, mentre le aree protette sono sempre più derubricate, lottizzate e sempre meno finanziate nonostante la loro prioritaria funzione di conservazione e tutela della biodiversità”. Così in una nota congiunta le deputate PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Questa legge di bilancio non solo dunque dimentica il lavoro, la salute, la scuola, l’ambiente ma sfregia anche le norme attuali a protezione della natura in nome di un imprecisato guadagno per pochi, ricchi e spregiudicati distruttori della biodiversità, che faranno profitto su un bene che appartiene a tutto il paese, la fauna selvatica” concludono Evi e Prestipino.

18/12/2025 - 16:06

“La cancellazione dell’articolo 30 del disegno di legge sulle piccole e medie imprese è una grande vittoria del Partito Democratico”. Così Alberto Pandolfo, deputato e capogruppo Pd in commissione Attività produttive, commenta lo stralcio della norma contestata sul settore moda. “È il risultato di una ferma opposizione portata avanti in commissione, con il supporto determinante del Gruppo Pd”.

“Quella norma – spiega il deputato Pd - creava di fatto uno scudo per le imprese capofila, cancellando le responsabilità lungo la filiera e favorendo subappalto incontrollato e caporalato. Parliamo di una filiera strategica per il nostro Paese, che va tutelata garantendo legalità e diritti. Il risultato è stato possibile anche grazie a una mobilitazione più ampia, non solo il Pd e le opposizioni, ma anche il sindacato, il mondo imprenditoriale sano e la società civile hanno espresso una contrarietà netta. C’è stata una forte pressione, appelli pubblici che hanno contribuito in modo decisivo a questo esito”.

“Si tratta – conclude Pandolfo - di un passo avanti, ma non del punto di arrivo. Cancellare l’articolo 30 non significa aver regolato il settore. Serve ancora un lavoro per costruire una normativa seria che garantisca controlli, trasparenza e tutela del lavoro. A questo confronto noi siamo pronti a dare il nostro contributo”.

 

17/12/2025 - 19:02

“Non voteremo la fiducia al governo perché non abbiamo avuto di fatto neanche la possibilità di esaminare questo decreto. Abbiamo subito una pratica di svuotamento del lavoro delle Camere e delle Commissioni. Non accetteremo mai di essere dei passacarte del governo Meloni che ha portato a 56 voti di fiducia in questa legislatura: un record storico. In questo decreto non c'è un euro aggiuntivo, solo soldi che vengono smobilizzati dall'Inail e che sono risorse dei lavoratori e degli imprenditori. Non abbiamo avuto un atteggiamento pregiudiziario nei vostri confronti. Abbiamo presentato pochi e selezionati emendamenti: l'obbligo della formazione in presenza; di misurare nei cantieri le presenze di tutti i lavoratori non soltanto quelli sotto contratto; il riconoscimento alle coppie di fatto; i benefici delle prestazioni dell'Inail quando il proprio coniuge perde la vita; il riconoscimento del danno biologico. Tutti respinti già al Senato e alla Camera stessa pantomima, cosa che ci ha costretto al ritiro degli emendamenti e a non votare il mandato al relatore”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo sulla fiducia posta dal governo al Dl Sicurezza lavoro.

“I dati dell'occupazione - ha aggiunto - occorre saperli leggere: cresce la precarietà e i contratti intermittenti. E’ l'Inail a dire che sui luoghi di lavoro si muore il doppio se sei precario. La destra aumenta l’età pensionabile e dà uno schiaffo a una generazione che ha fatto sacrifici per riscattare la laurea. Un'iniziativa inaccettabile - ha concluso - che contrasteremo con una opposizione durissima”.

 

17/12/2025 - 18:57

Dichiarazione on.li Christian Di Sanzo e Marco Furfaro, deputati Pd

“Dopo giorni di discussione in commissione Attività Produttive, è arrivata la cancellazione dello scudo penale per le filiera della moda - una vittoria importante del Partito Democratico e delle opposizioni; la cancellazione dell’articolo 30 dal ddl sulle Pmi è una vittoria soprattutto per territori come Prato, dove è prioritario evitare che il sistema dei subappalti nella moda produca un sistema di capolarato, di sfruttamento e violazioni dei diritti dei lavoratori». Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Christian Di Sanzo e Marco Furfaro commentando gli emendamenti del relatore che eliminano l’intero capo VI del provvedimento. «La norma voluta dalla maggioranza avrebbe rappresentato un vero e proprio colpo di spugna per le aziende committenti, consentendo di scaricare le responsabilità lungo la catena dei subappalti e di fatto normalizzando lo sfruttamento del lavoro. Dopo una lunga battaglia in Commissione Attività Produttive, il governo è stato costretto a tornare sui suoi passi. Tornare indietro su questo articolo significa riconoscere che lo sviluppo delle Pmi non può avvenire comprimendo diritti e tutele, né chiudendo gli occhi davanti a pratiche che danneggiano i lavoratori e le imprese sane», aggiungono Di Sanzo e Furfaro. «Continueremo a batterci – concludono – perché il Parlamento metta al centro legalità, trasparenza e qualità del lavoro, a partire da distretti strategici come quello pratese, che hanno bisogno di politiche industriali serie e di regole chiare, non di scorciatoie che premiano chi sfrutta».

 

17/12/2025 - 18:15

“La maggioranza è stata costretta a fare ciò che l’ostinazione del ministro Urso non aveva consentito: tornare sui propri passi e cancellare l’articolo 30 del ddl sulle Pmi, una norma che avrebbe favorito lo sfruttamento nei subappalti della moda”. Così i deputati democratici della Commissione Attività produttive della Camera, Alberto Pandolfo, Vinicio Peluffo, Simona Bonafè, Paola De Micheli, Christian Di Sanzo, Andrea Gnassi, commentano gli emendamenti del relatore al ddl Pmi che cancellano tutto il capo VI dall’articolo 26 al 30 del provvedimento. “È una nostra importante vittoria, una sfiducia di fatto per il ministro Urso. L’articolo 30 rappresentava un colpo di spugna per le aziende committenti che subappaltano a imprese che pagano i lavoratori sotto i minimi contrattuali e avrebbe di fatto legalizzato lo sfruttamento del lavoro”.

 

17/12/2025 - 15:40

“Abbiamo chiesto con forza lo stralcio dell’articolo 30 perché così com’è produce uno scudo per le imprese capofila del settore della moda e indebolisce i controlli lungo tutta la filiera”. Così il deputato Alberto Pandolfo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive, intervenendo sulla legge annuale sulle piccole e medie imprese.

“In questo modo – spiega l’esponente Pd - si favorisce un mancato controllo che può portare a casi di caporalato e sfruttamento del lavoro. È qualcosa che il Partito Democratico non può accettare. In commissione abbiamo chiesto lo stralcio dell’articolo. Serve attenzione reale alla filiera della moda, al lavoro e al sistema dei controlli. Non si può pensare di tutelare solo l’impresa capofila senza garantire verifiche sull’intera filiera. Una richiesta che non è stata accolta dall’esecutivo, che ha mostrato una chiusura netta”.

“La volontà della maggioranza non è chiara – conclude Pandolfo – ma è evidente che uno scudo di questo tipo non consente un controllo efficace su una filiera fondamentale per il Paese. Noi continueremo a lavorare su questo tema, perché il contrasto al caporalato e la legalità non sono negoziabili”.

 

16/12/2025 - 18:49

Cosa pensano Giuli e Nordio della Pdl Varchi?

“Che cosa pensano i ministri Giuli e a Nordio della proposta di legge della deputata Varchi? Una norma che, nascondendosi dietro il nobile obiettivo di contrastare comportamenti criminali, rischia in realtà di imporre un vero e proprio bavaglio alla cultura, come la stessa presentatrice ammette esplicitamente nella relazione introduttiva del provvedimento, dove si parla di colpire direttamente la produzione di film, serie, libri e canzoni. Opere come Gomorra, La Piovra, Suburra, C’era una volta in America, Il Padrino, Romanzo Criminale, Mare Fuori e molte altre sarebbero state impossibili da girare se questa legge fosse stata in vigore. Siamo di fronte a una follia legislativa che rischia di soffocare la libertà d’espressione e la creatività nel nostro Paese” Così i democratici Matteo Orfini e Debora Serracchiani commentano la proposta di legge della deputata di Fdi Varchi che prevede “Introduzione dell’articolo 416-bis.2 del codice penale in materia di apologia e istigazione relative a fatti, metodi, princìpi o comportamenti propri delle associazioni criminali di tipo mafioso o di componenti delle medesime” anche attraverso serie, produzioni cinematografiche, libri e canzoni.

 

11/12/2025 - 15:35

Un appello ai sindaci di tutta Italia per conoscere casi di criticità nell’attuazione del PNRR Scuola e richiamare il governo a interventi immediati. I deputati PD Anna Ascani, Simona Bonafè, Piero De Luca, Ilenia Malavasi, Irene Manzi, Andrea Rossi hanno organizzato oggi una conferenza stampa alla Camera dei deputati per richiamare l’attenzione su un’emergenza che riguarda la missione del PNRR destinata alla costruzione di scuole nuove, moderne, sicure e sostenibili. A partire dalle testimonianze dei territori: i sindaci di Città di Castello in Umbria, di San Polo d’Enza in Emilia Romagna, di Barberino Tavarnelle e San Gimignano in Toscana hanno raccontato i problemi che si trovano a fronteggiare, con edifici demoliti in attesa di lavori sospesi per ritardi, gravi inadempienze o fallimenti delle ditte appaltatrici. Episodi che rischiano di essere la punta dell’iceberg di un problema ben più ampio.

“Quando si tratta del PNRR il governo celebra successi, ma la realtà è fatta di territori in difficoltà con scuole ridotte in cumuli di macerie, contratti rescissi e nessuna garanzia di riuscire a completare i lavori entro i termini stabiliti. Nonostante gli aggiornamenti tempestivi al ministero dell’Istruzione e del Merito niente è stato fatto. Lanciamo un appello ai sindaci per raccogliere i casi problematici e impegnare l’esecutivo a trovare una soluzione per non sprecare un’occasione straordinaria per studentesse e studenti”, ha dichiarato Anna Ascani.

Irene Manzi ha aggiunto: "La Missione del PNRR, che punta a sostituire circa 195 scuole obsolescenti, rischia di fallire. Nonostante i propositi iniziali, i cantieri sono in grave ritardo e questo rischia di condizionare pesantemente il raggiungimento degli obiettivi. La scuola italiana, fondamentale per il nostro futuro, è ancora una priorità solo a parole. È ora che il governo prenda misure concrete per evitare che l'intero progetto di ristrutturazione delle scuole venga compromesso, mettendo a rischio un investimento così importante".

Piero De Luca ha sottolineato: "Con questa conferenza stampa vogliamo accendere un faro su una criticità estremamente preoccupante del PNRR: i ritardi nel completamento delle nuove scuole programmate, con la spesa ferma al 50% del miliardo destinato a questi interventi. Il Governo deve assumersi la responsabilità di mettere in campo azioni straordinarie per salvaguardare investimenti strategici per la sicurezza, la qualità educativa e il futuro delle nuove generazioni. Perdere questi fondi sarebbe davvero imperdonabile”.

“Quando un'opera finanziata con fondi del PNRR non può essere completata nei tempi previsti per cause comprovate e non imputabili alla stazione appaltante, è dovere dello Stato intervenire. Grazie a un emendamento del PD al DL 25/2025, sono stati stanziati 20 milioni di euro per il 2025 proprio per affrontare queste situazioni. Ma i decreti attuativi interministeriali non sono ancora stati emanati e le risorse disponibili appaiono largamente insufficienti. Il governo acceleri l’emanazione dei decreti attuativi e preveda stanziamenti adeguati per garantire che nessun comune sia costretto a rinunciare a progetti strategici”, ha aggiunto Simona Bonafè.

“Il PNRR avrebbe dovuto rappresentare un'opportunità storica anche per rinnovare l'edilizia scolastica. Tuttavia, a meno di tre anni dal lancio, i cantieri sono fermi, con scuole demolite e lavori non completati. Inadempienze e ritardi nei processi burocratici stanno mettendo a rischio milioni di euro di fondi europei, con un danno diretto alla sicurezza e al futuro educativo di migliaia di studenti. La gestione di questo investimento da parte del governo è stata davvero superficiale", ha concluso llenia Malavasi.

 

11/12/2025 - 15:17

 Nella discussione in commissione sul ddl PMI, la maggioranza ha bocciato il nostro emendamento che prevedeva risorse per rafforzare il distretto tessile di Prato, proprio mentre il comparto moda e le tante aziende nel territorio pratese affrontano una delle fasi più difficili degli ultimi anni. È una scelta incomprensibile e dannosa: Prato è uno dei poli manifatturieri più importanti d’Europa, produce lavoro, innovazione ed export, ma il Governo decide di lasciarlo senza strumenti adeguati. A parole difendono il Made in Italy, nei fatti negano interventi concreti per sostenere imprese che rispettano le regole, investono in qualità, sicurezza sul lavoro, transizione ecologica e digitale. Il distretto non chiede eccezioni, ma che lo Stato riconosca il suo valore strategico. Noi continueremo a riproporre queste misure in ogni sede utile: perché lasciare sola Prato significa indebolire un intero settore e perdere un pezzo di futuro industriale del Paese”.

Lo dichiarano Marco Furfaro e Christian Di Sanzo, deputati del Partito Democratico.

 

10/12/2025 - 19:32

“Il Ddl Concorrenza è un provvedimento povero, privo di contenuti riformatori e incapace di incidere sugli ostacoli regolatori e amministrativi che frenano la concorrenza in Italia. Non solo ignora le raccomandazioni europee, le segnalazioni dell’Autorità garante della concorrenza e gli impegni del Pnrr, ma trascura anche le esigenze concrete di famiglie e imprese. La verità è che il governo Meloni ha paura di decidere, non vuole aprire, non vuole modernizzare. Preferisce la rendita alla competizione, l’attesa al cambiamento, la propaganda alle riforme. Il nostro giudizio è dunque severo. La concorrenza non è una parola astratta: è un diritto dei cittadini, è uno strumento di giustizia sociale ed economica, è un fattore di crescita e di innovazione”.

Così in una nota il deputato dem, Alberto Pandolfo, in cui spiega le ragioni del voto contrario del Gruppo Pd al Ddl Concorrenza.

“Le nostre proposte - aggiunge - avevano un tratto comune semplice ma essenziale: considerare la concorrenza come un impegno concreto di sviluppo, una promessa di libertà e progresso. Il nostro voto è contrario perché questa non è la legge che l’Italia merita, che le famiglie si aspettano, non è che le imprese chiedono e che servirebbe per attuare il Pnrr e per competere in Europa. Continueremo a proporre riforme vere, a difendere i consumatori, a batterci per mercati più aperti, trasparenti e giusti”.

 

10/12/2025 - 18:30

“L’ordine del giorno approvato dal governo sulle gravissime carenze sanitarie in Sicilia – e in particolare nella provincia di Enna – rappresenta un primo passo, ma non certo una soluzione. Dopo anni di promesse mancate e continui depotenziamenti dei nostri ospedali, non basta più registrare generiche disponibilità: servono atti immediati, risorse certe e un’inversione di rotta netta rispetto a una politica che sta condannando le aree interne alla marginalità. La sanità siciliana vive un’emergenza strutturale, resa ancora più drammatica dai tagli previsti nella nuova rete ospedaliera regionale. Per questo abbiamo chiesto un impegno chiaro del Governo contro la carenza di personale e per garantire servizi essenziali che oggi non sono più assicurati”: è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino sulla discussione del Decreto Economia svolta oggi, mercoledì 10 dicembre, nell’Aula di Montecitorio.
“Il tempo delle dichiarazioni è finito. Adesso vigileremo con la massima determinazione affinché gli impegni assunti non rimangano lettera morta. La provincia di Enna, dove la mobilità sanitaria passiva supera il 35 per cento e dove interi reparti sono stati chiusi o ridotti all’osso, non può più aspettare. Pretendiamo risposte concrete, perché il diritto alla salute non può essere un privilegio riservato ai territori più fortunati, ma deve valere per ogni cittadino, anche nelle comunità più fragili dell’entroterra siciliano”: conclude.

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