19/05/2025 - 15:08

“Con il ddl Caccia questo governo si accanisce contro gli animali selvatici con la sua furia ideologica e di propaganda, regalando la natura ai cacciatori: è l'ennesima vergogna”. Lo dice in una nota la deputata Pd Eleonora Evi sul ddl Caccia, sottolineando che “l’idea che la caccia possa essere anche solo lontanamente considerata una pratica che contribuisce alla tutela della biodiversità è semplicemente grottesca, fuorviante e malsana”.
“Ciononostante – continua l'esponente dem - l'esecutivo propone un disegno di legge per smantellare definitivamente quello che rimane della legge a tutela della fauna selvatica. Calpesta la Costituzione e se infischia delle infrazioni europee già in corso e quelle che verranno: tanto a pagare saranno tutti i cittadini non certo Lollobrigida o Meloni”. “Verrà concesso di sparare addirittura in spiaggia e in molte altre aree demaniali, assistendo ad una dregulation selvaggia sui richiami vivi, con grande soddisfazione di bracconieri. Il Pd non starà a guardare: questo attacco brutale e vergognoso va fermato”, conclude Evi.

19/05/2025 - 14:57

Appello a tutte le forze politiche per intervenire rapidamente in parlamento

È stata presentata questa mattina alla Camera la proposta di legge a prima firma di Marco Furfaro, responsabile Welfare del Partito Democratico e capogruppo in Commissione Affari Sociali. Il testo, dal titolo “Disposizioni in materia di tutela della salute riproduttiva e di riproduzione medicalmente assistita”, rappresenta un passo importante per la riforma della legge 40, ormai ampiamente superata dalla giurisprudenza e dall’evoluzione scientifica. Una proposta solida, nata da un lungo e approfondito lavoro di confronto con la comunità scientifica, medica e con le realtà civiche, che negli ultimi anni hanno sollecitato con forza un intervento legislativo strutturale.
“La genitorialità non è un privilegio, ma un diritto – ha dichiarato Furfaro –. Non è accettabile che per diventare genitori si debba affrontare una battaglia legale o prendere un aereo per andare all’estero. La Corte Costituzionale ha lanciato un sasso nello stagno chiedendo al Parlamento di discutere e intervenire. Del resto, la legge 40 era nata vecchia e necessita oggi di un aggiornamento.
Lancio un appello a tutte le forze parlamentari: è il momento di avviare un esame serio e costruttivo, guidato dalla scienza, non dai pregiudizi ideologici. Abbiamo il dovere di dare risposte concrete a milioni di persone che affrontano un percorso a ostacoli. Non intervenire è indegno per un Paese civile.”
Il testo — che recepisce le proposte della SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana) — definisce principi e diritti fondamentali, rafforza norme centrali come quelle sul Servizio Sanitario Nazionale, sull’interruzione volontaria di gravidanza e sul ruolo dei consultori. Garantisce il riconoscimento della soggettività delle persone coinvolte nei percorsi di PMA, tutela il nato e il nascituro, chiarisce le regole sulla crioconservazione, sulla donazione alla ricerca, e consolida il ruolo della comunità scientifica nella definizione delle politiche pubbliche in materia di salute riproduttiva.
“La proposta – ha aggiunto Furfaro - rappresenta anche una risposta chiara ai moniti della Corte Costituzionale, ribadendo il dovere del Parlamento di affrontare con serietà una questione che riguarda la salute, i diritti e la dignità di migliaia di persone”. Durante la conferenza stampa di presentazione è intervenuta anche Marina Sereni, responsabile Sanità del Partito Democratico, che ha sottolineato: “Troppe famiglie – ha detto Sereni - si trovano ancora intrappolate nei limiti della legge 40: dai LEA non applicati alle liste d’attesa interminabili, fino ai costi proibitivi. La procreazione medicalmente assistita deve essere riconosciuta come un diritto esigibile nel sistema sanitario pubblico e resa accessibile in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Ma per farlo servono risorse, personale e una strategia seria per rilanciare i consultori — che dovrebbero essere uno ogni 20.000 abitanti, mentre oggi ne abbiamo uno ogni 35.000 — e per affrontare le vere cause della denatalità, come la precarietà, la carenza di servizi e il mancato sostegno alle giovani coppie.”
“Il Partito Democratico – conclude Furfaro – chiede  alla maggioranza e al Governo di assumersi finalmente la responsabilità di agire: non è credibile invocare la natalità senza intervenire concretamente sulla salute riproduttiva, sull’equità di accesso e sulla qualità dell’assistenza. La proposta elaborata da SIRU, sostenuta da operatori, organizzazioni scientifiche e civiche, è un testo maturo, serio e ambizioso. È il momento di aprire una discussione parlamentare vera, all’altezza del tema e delle numerose persone coinvolte”.

 

15/05/2025 - 19:00

"Di nascosto e senza nessun tipo di informazione questo decreto colpisce violentemente anche i giovani e le giovani italiane senza cittadinanza che sono arrivate in Italia da giovanissimi.
Centinaia le pratiche ferme negli uffici di stato civile e che saranno rigettate ufficialmente se non si correggerà questo punto nel passaggio alla Camera e che riguarda i figli minori di stranieri naturalizzati italiani che non potranno avere la cittadinanza. Il ministro Tajani dice che finalmente la cittadinanza sarà concessa se vi sarà un legame autentico con l’Italia: ecco questo decreto infrange il sogno di tantissimi giovani arrivati in Italia in fasce o piccolini che non potranno diventare italiani a seguito della naturalizzazione dei propri genitori". Lo dichiara la deputata Pd, Ouidad Bakkali sull'approvazione del Dl Cittadinanza al Senato.
"L’attenzione - continua l'esponente dem - è stata concentrata giustamente sull’impatto che questo decreto avrà sulla comunità degli italiani all’estero e questo governo ne ha approfittato per colpire duramente i minori, bambini e adolescenti con background migratorio cresciuti in Italia, che qui studiano, che qui praticano sport". "Un governo pavido, che ha nascosto e ignorato questa conseguenza drammatica sulla vita di un pezzo importante di popolazione giovanile italiana. Volevano punire questa campagna referendaria, i suoi protagonisti e lo hanno fatto nel modo più meschino possibile", conclude Bakkali.

 

15/05/2025 - 17:27

“È curioso sapere come il ministro Tajani finalmente interrompa la sua afonia per congratularsi dell'approvazione del dl cittadinanza al Senato, che fa di tutto tranne che 'restituire dignità a un diritto fondato su un legame autentico con l'Italia'. Non riesco a capire come possa continuare a voler spezzare le radici degli italiani all'estero o come, trovandosi in giro per l'Europa, potrà spiegare ai nostri cittadini residenti in Belgio, Germania, Svizzera, Francia e Regno Unito che non sono più italiani per la cieca lungimiranza del suo governo. Invece di esultare, spero Tajani rinsavisca velocemente prima che il provvedimento arrivi alla Camera”. Così in una nota il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, commenta le dichiarazioni del ministro Tajani dopo l'approvazione del dl cittadinanza al Senato.

15/05/2025 - 16:48

Non sono serviti per fermare i trafficanti di essere umani, né come deterrenza. I centri in Albania sono il fallimento totale di un Governo che ha buttato un miliardo di euro prendendo in giro gli italiani. Grazie alle deputate e ai deputati del partito Democratico, andati sul posto a svelare e a mostrare il costoso bluff.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

15/05/2025 - 15:15

“Era febbraio 2024 quando il parlamento ha licenziato il protocollo con l'Albania per la realizzazione dei centri. Dopo poco più di un anno il governo presenta un nuovo decreto che modifica radicalmente l'accordo precedente. Il governo ammette di avere fallito e che il modello presentato dalla Presidente del Consiglio come il sistema che ci avrebbe copiato tutta l'Europa è stato un enorme flop: un modello di spreco di risorse. Il Pd è stato facilmente profeta di quello che sarebbe successo: un progetto che non serviva a nulla se non alla propaganda del governo, pagata a caro prezzo dai contribuenti italiani”. Lo ha dichiarato la deputata Pd, Simona Bonafè nella dichiarazione di voto alla fiducia posta dal governo sul cosiddetto Dl Albania.
“I numeri – sottolinea l'esponente dem - non sono piegabili alla narrazione quotidiana del falso successo del governo: anche nella versione originaria i centri avrebbero potuto trattenere al massimo il 2% dei migranti che arrivano in Italia. Invece di ammettere il fallimento, il governo prima si accanisce contro i giudici, poi facendo il gioco delle tre carte, crea una lista dei 'Paesi sicuri' e infine, sposta le competenze della convalida dei trattenimenti alla corti d'appello, distorcendo il sistema giudiziario”.
“Con questo decreto, in Albania arriveranno migranti trasferiti dai Cpr italiani in attesa di essere espulsi. Ma dov’è l’ effetto deterrenza? Parlavate di lotta contro i trafficanti di esseri umani per tutto il globo terracqueo e l'unico criminale che è stato trovato in Italia, Almasri, è stato riportato a casa con gli onori di Stato. I tanti soldi spesi per un fallimento annunciato, andavano spesi per la sanità pubblica e per abbattere le liste d'attesa e per fare vere politiche di cooperazione con i Paesi dai quali i migranti partono”, conclude Bonafè.

 

15/05/2025 - 14:40

La destra ha prodotto il più costoso spot elettorale della storia sulla pelle dei migranti

“Il governo si rifiuta di fare una relazione dettagliata sui soldi pubblici sprecati in questi anni per realizzare le strutture in Albania, ad oggi praticamente inutilizzate e trasformate in tutta fretta in Cpr”. Lo dichiara il deputato del PD Marco Simiani che ha presentato un ordine del giorno al Dl Albania che è stato rifiutato.
“Si parla di centinaia di milioni di euro dei contribuenti gettati al vento e di personale delle Forze dell’Ordine bloccato inutilmente fuori dall’Italia: risorse che il governo ha il dovere giuridico e morale di rendicontare. Mentre famiglie ed imprese sono in sofferenza a causa dei costi energetici, la destra ha prodotto il più costoso spot elettorale della storia sulla pelle dei migranti”, conclude Marco Simiani.

 

15/05/2025 - 12:46

“Vorrei raccontare quello che è stato detto a noi ieri, che eravamo proprio in missione in Albania, da un ragazzo che vive in Italia da vent’anni, parla benissimo l’italiano, ha la fidanzata a Bologna e ci ha detto che ha l’impressione di stare in un canile: quando devono pulire la gabbia dove viviamo - ha detto il ragazzo - ci spostano in un’altra gabbia. Puliscono dove siamo e poi ci rimettono in gabbia. Ecco, io mi sento come un cane. Credo di non meritare di essere trattato come un cane, perché vivo in Italia da vent’anni, ho lavorato nei campi, ho raccolto pomodori. Ho una fidanzata italiana; ci hanno portato con le fascette in un viaggio che è durato 13 ore, non sono potuto neanche andare al bagno e oggi mi chiedo quando potremo tornare in Italia che riteniamo sia la nostra terra, quando potremo tornare a lavorare e soprattutto perché siamo qua - e lo diceva con gli occhi smarriti di chi non capisce perché si merita tutto questo. Tutto ciò per noi è una vergogna, oltre che uno spreco assoluto di risorse”. Lo ha detto intervenendo in Aula Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, dichiarando di sottoscrivere l’odg a prima firma della collega Ilenia Malavasi al Dl Albania.

14/05/2025 - 18:35

“Mentre votiamo l’ennesima fiducia, questa volta al decreto sull'immigrazione irregolare, prendiamo atto che sui Cpr in Albania c’è un solo dato certo: esercitare il controllo democratico sul loro ‘funzionamento’, si fa per dire, è praticamente impossibile. Accessi agli atti negati, informazioni non date, tentativi di violazione arbitraria delle prerogative parlamentari, numeri e storie delle persone ricostruite solo grazie all’impegno di quei parlamentari che si sono recati fisicamente a verificare ciò che avviene. Un vero abisso del diritto in violazione della Costituzione. Nel Cpr di Gjader, ad esempio, nei primi 13 giorni abbiamo contato sul registro eventi 35 segnalazioni, di cui oltre la metà erano gesti di autolesionismo o tentativi di suicidio. Calcolatrice alla mano, dall’inizio della mastodontica operazione, ottobre 2024, sono state portate in Albania: 16 persone a ottobre, 9 a novembre e 49 a gennaio poi tornate in Italia. In sette mesi di attività sono transitate 157 persone in tutto. Di cosa parliamo? Restano agli atti solo le dichiarazioni trionfalistiche, gli spauracchi sui giudici comunisti, la foto delle persone ammanettate, le ridicole percentuali sui rimpatri. Il risultato finale è un buco nero che tutto risucchia e fagocita insieme al miliardo di euro dei contribuenti italiani anche i diritti delle persone. Noi a questa presa in giro crudele e vergognosa non ci stiamo e non ci staremo mai”.

Così la deputata democratica, Rachele Scarpa, intervenendo in Aula alla Camera per annunciare il voto contrario del Gruppo al Dl sull'immigrazione irregolare.

 

13/05/2025 - 15:02

“Con i due emendamenti presentati, la proposta del PD è legata a risolvere la grave condizione di astensionismo in Italia. Le ultime elezioni europee del giugno scorso hanno battuto il record negativo di affluenza e per la prima volta nella storia dell'Italia repubblicana in elezioni generali non si è raggiunto il 50%  dei votanti. Con i nostri emendamenti, anche per un ragionamento di economia procedurale e di contenimento dei costi, abbiamo proposto l'accorpamento del voto referendario con il primo turno delle elezioni amministrative”. Lo ha detto il deputato Federico Fornaro, Segretario d'Aula PD, intervenendo durante la discussione sul dl elezioni a Montecitorio.
“La scelta del governo – continua l'esponente dem - di optare per la concomitanza tra referendum e il secondo turno di ballottaggio è sbagliata e non la condividiamo anche perché queste non sono elezioni amministrative che interessano un gran numero di cittadini ma sono relativamente ridotte. Qui non si parla di qualche punto percentuale in più o in meno per il quorum referendario ma di un segnale di attenzione rispetto alla disaffezione e la fuga dalle urne che è un vero problema per le istituzioni a prescindere da maggioranza e opposizione”, ha concluso Fornaro.

13/05/2025 - 11:29

“La grave inadempienza del governo italiano sulla ratifica della riforma del Mes è ormai un caso politico che sta mettendo in pericolo la tenuta finanziaria dell'UE e danneggiando gravemente la credibilità internazionale dell'Italia che non è ritenuta un paese affidabile, capace di rispettare gli impegni. Peraltro lo scaricabarile di Giorgetti sulla mancanza di volontà del Parlamento di non ratificare il Mes è ridicolo. È la maggioranza sovranista di destra ad essere contraria per pure ragioni ideologiche. Il governo continua dunque a giocare col fuoco in modo irresponsabile. Invece di proteggere l’Italia, la sta isolando a livello internazionale, danneggiando peraltro i risparmiatori europei ed italiani che beneficerebbero dell’entrata in vigore del "backstop", ossia il contributo al Fondo di risoluzione unico per le crisi bancarie. Il cappio al collo dell’Italia e dell'Europa, di cui parla Salvini, lo mette il Governo Meloni che sa fare solo propaganda a danno dei nostri cittadini. Noi abbiamo depositato come Partito Democratico una seconda proposta di legge di ratifica della riforma del Mes a mia prima firma. La si calendarizzi immediatamente e si ponga fine alla
narrazione sovranista demagogica e deleteria della destra su questa vicenda." Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.

12/05/2025 - 18:20

“La ministra Bernini chiede, senza alcuna vergogna, di avere i numeri, come se non conoscesse le condizioni di lavoro di chi si occupa della ricerca e non solo in Italia. Si parla di 40mila precari a livello nazionale e di oltre 4mila solo in Piemonte: dopo anni di tagli queste persone chiedono al Governo di venire ascoltate e in cambio ricevono parole vuote e canzonatorie”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, sullo sciopero indetto oggi, 12 maggio, in tutta Italia da parte dei precari e delle precarie dell’università.“La ministra non comprende cosa vogliono? Che si smetta di distruggere con continui tagli dei fondi e dei finanziamenti una delle offerte didattiche più prestigiose e stimate nel mondo, permettendo a chi ci lavora di continuare a garantire nelle accademie di tutta Italia la formazione che gli studenti e le studentesse meritano - prosegue la deputata dem - Il Ddl 1240 firmato dalla ministra Bernini e dal Governo Meloni non fa altro che rendere il perenne precariato l’unica prospettiva di continuità all’interno delle università, dando a questa condizione un carattere istituzionale e consentendo di fatto agli atenei di non assumere mai i precari e le precarie”.

“Oggi queste persone scioperano con una dignità che dovrebbe essere d’esempio per tutta la politica. Quello che ci viene chiesto è semplice: diritti e tutele per chi svolge un ruolo così importante in una democrazia” conclude Gribaudo.

 

 

12/05/2025 - 16:34

“Dopo l’approvazione in Aula del nostro ordine del giorno, che impegnava il Governo a ripristinare i 55 milioni tagliati dal contributo “Loco e Carri” salvati grazie ai nostri emendamenti al Dl Pnrr dello scorso anno, e dopo le dichiarazioni del Viceministro Rixi in audizione, che aveva espresso la posizione favorevole del MIT al “ripristino della misura sui locomotori” assistiamo a un preoccupante passo indietro. Infatti, nonostante il MIT, rispondendo alla nostra interrogazione, abbia ribadito un generico impegno a “sostenere il settore ferroviario delle merci e della logistica” non c’è stata alcuna rassicurazione per quelle imprese che hanno investito 700 milioni in nuovi locomotori non inquinanti. Si continua a parlare di “monitoraggio per l’individuazione tempestiva di norme volte al rifinanziamento” senza adottare nessun intervento concreto. Non ci arrendiamo. Di fronte al disinteresse evidente del Ministro Salvini per questo settore, come Partito Democratico continueremo a portare avanti la nostra azione parlamentare per chiedere conto degli impegni presi nei confronti degli operatori del trasporto ferroviario delle merci” così sui social il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, il deputato democratico, Andrea Casu.

 

09/05/2025 - 14:31

“Il cosiddetto decreto sicurezza, che arriverà la prossima settimana in commissione, non rende più sicure le nostre città: è solo propaganda del governo Meloni. Non è istituendo 14 nuovi reati, reprimendo il dissenso o arrivando a tenere perfino i bambini in carcere che si garantisce la sicurezza dei cittadini”. Lo dichiara il deputato Andrea Casu della presidenza del Gruppo Pd, intervistato ai microfoni di Rai Tg Parlamento.

“Per noi la sicurezza è importante – ha concluso Casu - ma per questo governo evidentemente no. Il Pd ha depositato circa 500 emendamenti per contrastare un provvedimento sbagliato e daremo battaglia in commissione e in Aula”.

 

09/05/2025 - 10:41

“Il cosiddetto ‘dl Sicurezza’ del governo Meloni è l’ennesimo atto di pura propaganda, privo di qualsiasi reale urgenza o necessità per il Paese. Dopo mesi di stallo parlamentare, a un anno e mezzo dal varo in CdM, il governo ha deciso di trasformare in un decreto un disegno di legge che stava già per essere approvato in via definitiva. Non per esigenze concrete, ma per motivi interni di equilibrio tra Fratelli d’Italia e Lega. Una scelta arbitraria e opportunistica, frutto della solita logica da campagna elettorale permanente”. Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico, intervistato sui canali social dei deputati dem.

“Si tratta di un decreto panpenalista – prosegue l’esponente Pd – con ben 14 nuovi reati e un generale inasprimento delle pene, che però non producono alcun effetto reale sulla sicurezza dei cittadini. Anzi, si colpiscono fasce fragili,come le madri detenute, e si cerca di comprimere il diritto al dissenso, come dimostra la norma sul blocco stradale che prevede pene fino a 2 anni per chi protesta. Nel mirino anche le misure sulla canapa industriale: un settore che vale 2 miliardi di euro e dà lavoro a 30.000 persone, in gran parte giovani, viene sacrificato per una narrazione completamente falsa sugli stupefacenti. In realtà si mette in ginocchio un pezzo sano dell’economia italiana solo per ottenere un titolo di giornale”.

“Il Partito Democratico – conclude Mauri - è contrario nel merito e nel metodo. Siamo al lavoro per contrastare il decreto in ogni sede possibile. È evidente che i numeri in Parlamento contano, ma noi non ci arrendiamo e continueremo a batterci con determinazione. Questo decreto va cambiato radicalmente: non c’è una norma che vada nella direzione giusta per aumentare davvero la sicurezza. Si può e si deve fare molto di più, a partire dal garantire condizioni dignitose per le forze dell’ordine e investimenti sociali sui territori. Noi continueremo a chiedere soluzioni serie, non spot elettorali”.

 

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