Pagano e Simiani: l’amichettismo è la cifra di questa legislatura
"Il decreto emergenze e PNRR, che sarà approvato la prossima settimana dalla Camera, contiene al suo interno norme che confermano la volontà del governo di commissariare gli enti per nominare persone considerate vicine alla maggioranza. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, e la cifra di questa legislatura pare essere ormai conclamata nell’amichettismo a tutti i livelli” Così i capigruppo democratico nelle commissioni Bilancio e Ambiente della Camera, Ubaldo Pagano e Marco Simiani che spiegano: “è il caso dell’ACI, che con le nuove norme sarà commissariata, facendo decadere la recente elezione del presidente, scelto dagli iscritti con una percentuale superiore al 90%. Il governo non accetta di non avere voce in capitolo e si prepara a prendere il controllo di un’istituzione presente capillarmente in tutta Italia. E sono tante le voci di chi considera che la nuova governance è stata già ‘prenotata’ per il figlio del presidente del Senato, Geronimo La Russa. Questo sarebbe un ulteriore segnale di un metodo di gestione della cosa pubblica molto grave perché antepone gli interessi di parte a quelli dei cittadini”.
“Gli attacchi dei lupi o dei canidi, come dimostrano anche gli ultimi episodi nella Maremma toscana, vanno arginati rapidamente e con efficacia: rappresentano da tempo un evidente problema di sostenibilità economica delle imprese zootecniche che hanno spesso una rilevanza fondamentale nel presidio territoriale e nella tenuta sociale di interi territori. Se il problema lupo non viene gestito la specie non può essere tutelata”.
Lo dichiarano Marco Simiani e Stefano Vaccari, rispettivamente capigruppo Pd nelle commissioni Ambiente ed Agricoltura della Camera.
“Per questi motivi - aggiungono - abbiamo presentato una serie di emendamenti al Ddl sulle aree montane ed interne attualmente in discussione a Montecitorio per attuare concretamente azioni di prevenzione e ristori. Servono misure all’altezza della gravità e risorse adeguate al fine di garantire risarcimenti equi e immediati per i danni diretti e indiretti subiti dalle imprese, nonché per sostenere gli investimenti per la prevenzione degli attacchi dei predatori. Si tratta di norme - concludono - già presenti nella nostra proposta di legge presentata da tempo in Parlamento e i cui contenuti sono stati apprezzati e condivisi anche da altri Paesi come la Francia”.
Oggi, giovedì 13, ore 15 – Sala Berlinguer, Via Uffici del Vicario 21, Roma
Oggi, giovedì 13 febbraio alle ore 15, nella Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa promossa da Laura Boldrini (PD) e Marco Grimaldi (AVS) a cui parteciperanno: Maysoon Majidi (attivista curdo-iraniana, assolta la scorsa settimana dal Tribunale di Crotone dall’accusa di essere una scafista); Parisa Nazari (attivista iraniana del movimento Donna, Vita e Libertà); Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia).
“Viviamo un tempo al contrario, in cui vengono arrestate le vittime e liberati i carnefici. Questa conferenza stampa sarà un'occasione per denunciare le politiche del governo che trasformano i migranti in bersagli, anziché tutelarli, e per riaffermare la necessità di un approccio equo e umano alla gestione dei flussi migratori” dichiarano in promotori Laura Boldrini e Marco Grimaldi.
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Per gli uomini è obbligatoria la giacca.
“Il Partito democratico vota contro questo provvedimento che modifica la disciplina della Fondazione Ordine costantiniano di San Giorgio di Parma. La criticità principale riguarda l’articolo 3 del testo, relativo agli organi della Fondazione, poiché il governo e la maggioranza hanno deciso di intromettersi pesantemente nelle nomine a discapito delle richieste che giungevano dal territorio. Infatti, a differenza delle aspettative che c’erano, non vi è stato alcun dialogo, né ascolto e si è deciso con un colpo di mano, in un mondo al contrario, quello dell'autonomia differenziata, e in una mancanza totale di rispetto per gli enti locali, di decidere d’imperio, con nomine decise unicamente dalla presidenza del Consiglio. Non solo il sindaco e il presidente della provincia non potranno nominare nessuno, ma non verranno nemmeno consultati. Si tratta di una scelta miope e arrogante. Da un lato si sventola la bandiera dell’autonomia differenziata, dall’altro si decide senza alcun confronto con il territorio, con l’obiettivo di controllare in modo ridicolo anche le nomine di una fondazione che ha una vocazione locale. Ci troviamo dinnanzi ad una volontà di potere egemonico, ad una ingordigia di potere utile solo per piazzare qualche amico, negando ogni rappresentanza alle comunità locali, che vengono completamente espropriate. Una direzione di marcia che purtroppo sta ormai contraddistinguendo questo governo e questa maggioranza, che non si occupa dei bisogni dei cittadini, ma di occupare poltrone per ampliare il loro ‘effimero’ potere”.
Così la deputata democratica, Ilenia Malavasi, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo Pd alla Ddl Modifiche alla disciplina della Fondazione Ordine costantiniano di San Giorgio di Parma.
“Il Valzer di Meloni e Salvini sulle nomine nelle Ferrovie non si arresta. Le risposte fornite oggi in audizione dall’AD FS alla nostra precisa domanda sullo stato dell’arte delle procedure di nomina dei nuovi vertici confermano che sono ancora in corso le interlocuzioni con il Mef per motivarla. A distanza di 20 giorni del cda del 24 gennaio dopo un’interpellanza in aula e un’audizione in commissione siamo ancora in alto mare senza nessun riscontro documentale in grado di fugare i fortissimi dubbi sul conflitto con i principi dell’ordinamento nazionale ed europeo di cui all’articolo 11 comma 7 del dlgs 15 luglio 2015 n. 112 che prevede che debbano ricorrere almeno 24 mesi prima di una nomina tra chi gestisce l’infrastruttura ferroviaria e chi ne usufruisce, principio valido per qualsiasi impresa e in particolare per Trenitalia che è il player principale del nostro paese. Ammesso e non concesso che sia possibile dimostrare che come sostenuto oggi in audizione a partire dal momento della nomina nello scorso Maggio 2023 l’attuale AD di RFI si sia spogliato di tutte le responsabilità gestionali proprie di un direttore generale. L’unica certezza è che il balletto sulle nomine nelle Ferrovie continua così come il caos e i disservizi per passeggeri e lavoratori. La questione che poniamo non riguarda le qualità delle persone coinvolte ma il rispetto delle norme e la difesa dell’interesse nazionale a fronte di scelte incomprensibili che possono generare danni per le Ferrovie e per il Paese”. Così il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, Andrea Casu.
“Il Partito Democratico voterà a favore del ripristino dei nuovi Giochi della Gioventù, manifestazione concepita nel 1968 e le cui prime finali, allo Stadio dei Marmi qui a Roma, risalgono al 29 giugno 1969. Il merito, la genesi e anche il modello che oggi noi riproponiamo nasce grazie alla visione di un dirigente sportivo che si chiamava Giulio Onesti, figura centrale nella storia dello sport italiano e che partecipò attivamente alla lotta contro il regime fascista. La sua esperienza e il suo impegno lo portarono a ricoprire il ruolo di presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano dal 1946 al 1978. Doveva liquidarlo, il Coni, e invece lo trasformò, con una capacità di auto-riforma radicale, facendo diventare il Coni in un'istituzione autorevole e autonoma. Ci piacerebbe rivederla anche oggi quella capacità di riforma e quel rispetto profondo per l’istituzione. La visione di Giulio Onesti contribuì a fare dell'Italia una potenza sportiva internazionale, lasciando un'eredità indelebile nella storia sportiva e civile del Paese. Oggi, unendo proposte di legge tra cui anche la mia, ripristiniamo una manifestazione che riempie i ricordi di persone in pensione o prossime alla pensione e ne siamo lieti, ma questo non ripaga il debito di attenzione che questo Paese ha accumulato nel corso dei decenni nel rapporto fra scuola e sport”.
Così il deputato democratico e responsabile Sport del Pd, Mauro Berruto, intervenendo in Aula per annunciare il voto favorevole del Gruppo al Ddl Giochi della Gioventù.
“Siamo felici che i nuovi Giochi della Gioventù accolgano un’indicazione frutto di un nostro emendamento al testo base, che farà in modo che fra le discipline proposte alle scuole nei nuovi Giochi della Gioventù ci saranno anche il sitting-volley, il baskin e il rafroball, ovvero quelle discipline sportive dove ragazzi e ragazze normodotati possono competere insieme a ragazzi e ragazze con disabilità motorie, mentali, sensoriali (visiva, uditive) perché questa è la nostra idea di scuola, una scuola capace di tenere insieme abilità e talenti diversi, raccogliere la ricchezza delle differenze e senza lasciare indietro nessuno”.
Così il deputato democratico e responsabile Sport del Pd, Mauro Berruto.
“Il nostro Servizio Sanitario Nazionale è sotto attacco da parte di questa destra, che taglia fondi e favorisce la sanità privata. Noi invece vogliamo rafforzarlo, garantendo un diritto alla salute davvero universale. Servono almeno 5,5 miliardi in più all’anno per portare la spesa sanitaria italiana alla media europea e affrontare le criticità: assumere personale, ridurre le liste d’attesa, migliorare le condizioni di lavoro e valorizzare le professioni sanitarie.
Con la pdl a prima firma Elly Schlein proponiamo un piano straordinario per investire sulla sanità di prossimità, sulla salute mentale e sul benessere psicologico. Giorgia Meloni smetta di sprecare risorse in operazioni discutibili come i centri in Albania e investa per salvare il SSN, come chiedono le cittadine e i cittadini italiani”.
Lo dichiara in una nota la deputata dem Ilenia Malavasi, componente della commissione Affari sociali.
“Intervenendo all’assemblea della Cisl, Giorgia Meloni ha parlato dei rischi dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla tenuta di milioni di posti di lavoro. Un allarme che condividiamo e dunque la prendiamo in parola. Un intervento semplice che può fare già domani è approvare la nostra proposta di legge sulla settimana corta. La riunione del comitato dei nove, che si sarebbe dovuta svolgere oggi pomeriggio in commissione Lavoro per fare il punto sulla Pdl per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario presentata unitariamente dalle opposizioni, è stata però rinviata a domani mattina. Dopo tre mesi dalla discussione generale in Aula, la maggioranza continua ancora a prendere e perdere tempo. Reputiamo inaccettabile questo atteggiamento. Molti Paesi nel mondo, in ultimo la Spagna, hanno già adottato tale misura che vede d’accordo la stragrande maggioranza degli italiani. Una cosa deve essere chiara a FdI, Lega e Fi: non accetteremo un ennesimo rinvio. Siamo pagati per votare le leggi, non per metterle su un binario morto com’è stato con il salario minimo e come, evidentemente, la maggioranza vuole fare anche questa volta”.
Lo dichiarano con una nota i capigruppo della commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto (Pd), Valentina Barzotti (M5s) e Franco Mari (Avs).
Proposta di legge giace inerte da mesi al Senato, Governo intervenga
"Come ormai è stato ampiamente documentato, per milioni di cittadini, studenti e lavoratori che studiano o lavorano in Italia lontano dal proprio comune di residenza è praticamente impossibile recarsi alle urne. Nelle ultime elezioni europee del giugno 2024, grazie ad una normativa sperimentale introdotta con il dl n. 7 del 2024, gli studenti fuori sede hanno potuto votare. Però questa norma è ancora provvisoria. Noi invece chiediamo al ministro dell'Interno l'approvazione di una norma a carattere permanente che preveda l’estensione del voto dei fuori sede anche a coloro che per ragioni di lavoro si trovano al di fuori del comune di residenza, poiché riteniamo urgente che anche i cittadini italiani che lavorano all'estero siano messi nelle condizioni di poter votare. L’AC 115, trasformato per volere del Governo in una delega e approvato alla Camera dei deputati, giace inerte da mesi al Senato, nonostante le ripetute rassicurazioni del Governo". Lo dichiara la deputata del Pd, Marianna Madia, prima firmataria di una interrogazione in commissione Affari costituzionali di Montecitorio, insieme alle colleghe Silvia Roggiani, Chiara Gribaudo e Lia Quartapelle.
"In attesa dell’approvazione di una normativa di sistema - prosegue la nota - appare urgente estendere quantomeno la possibilità di voto dei fuori sede anche per i referendum che si svolgeranno nel 2025, estendendo tale possibilità anche ai lavoratori fuori sede. Chiediamo quindi al Ministro interrogato come intenda proseguire la sperimentazione anche per i referendum che si svolgeranno nel 2025, e se non ritenga opportuno e urgente estenderla anche ai lavoratori fuori sede".
"Stanziare risorse adeguate per acquistare una nave dissalatore; al fine di garantire l'acqua in Sicilia e venire incontro anche alle necessità di approvvigionamento idrico delle piccole isole della Regione": è quanto chiede un emendamento della deputata Pd Maria Stefania Marino al Decreto Emergenze attualmente in discussione a Montecitorio.
"Le misure prese dal governo per contrastare la siccità in Sicilia rischiamo di essere, come recentemente emerso, ampiamente insufficienti soprattutto in vista dell'estate: la piena attivazione dei dissalatori di Gela, Trapani e Porto Empedocle rischia infatti di subire pesanti ritardi. I costi delle navi cisterna sono inoltre troppo alti mentre la tecnologia attuale permetterebbe l'utilizzo di un dissalatore mobile marino capace anche, all'occorrenza, di intervenire negli arcipelaghi delle Regione nei momenti di crisi. Si tratterebbe di un investimento utilissimo per il futuro i cui costi si ammortizzerebbero in pochi anni": conclude.
“Ancora una volta, il governo volta le spalle e ignora il mondo dell’arte. Galleristi e collezionisti chiedono da tempo un adeguamento dell’Iva agli standard europei per dare respiro al settore, ma il Dl Cultura ignora totalmente questa necessità. Le proteste ad Arte Fiera Bologna sono la conferma del forte disappunto di tutti gli operatori di un settore strategico del nostro sistema culturale che l’esecutivo considera irrilevante. Il ministro Giuli non riesce ad offrire risposte concrete: la sua azione è costantemente commissariata da Giorgetti. Nel frattempo, il mercato italiano perde competitività e rischia di essere tagliato fuori dalla scena internazionale”.
Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, commenta la forte protesta delle gallerie presenti a Arte Fiera di Bologna contro il governo per l’Iva dove i padiglioni sono inondati di fischi.
“Oggi abbiamo avuto la prova che con il Governo Meloni non arrivano in ritardo solo i treni ma anche le nomine. I ministri Salvini e Giorgetti si sono lavati le mani sulla palese violazione delle norme europee e nazionali nelle nomine dei vertici delle ferrovie dello scorso 24 gennaio. Invece di fare finalmente chiarezza hanno scelto di trincerarsi dietro al fatto che il Mef deve ancora verificare l’istruttoria del Gruppo FS”. Così il deputato dem Andrea Casu intervenendo in Aula sulla palese violazione delle norme del Dl 112/2015 per la nomina dei vertici delle Ferrovie dello Stato, in una interpellanza presentata insieme ai parlamentari PD della commissione trasporti Anthony Barbagallo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio e Roberto Morassut.” “A rispondere in Aula nessun rappresentante del Mit o del Mef ma solo il sottosegretario alla sovranità alimentare Luigi D’Eramo. È evidente che per il governo agire concretamente per risolvere caos e incertezze per passeggeri e lavoratori, già in grande difficoltà per i guasti e i disservizi quotidiani, non è una priorità”.
“Nonostante gli sforzi compiuti in commissione per cercare di migliorare il testo, la maggioranza ha votato un decreto vuoto, un decreto che prevede zero investimenti e zero risorse, facendo oltretutto un uso improprio di due illustri italiani che hanno contribuito alla cultura nel mondo Olivetti e Mattei. In questo decreto non sono previsti interventi strutturali per il degrado delle periferie, le aree interne. Non ci sono interventi strutturali per le biblioteche, l’editoria, l’audiovisivo. Ci aspettavamo qualcosa di più ma come al solito la maggioranza e il governo fanno solo propaganda e pochi fatti”. Lo dichiara la Deputata del PD, componente della commissione cultura di Montecitorio Giovanna Iacono.
“Ancora una volta, il ministro Giuli con le sue dichiarazioni in Aula ha dimostrato scarso rispetto per il Parlamento. La sua partecipazione ai lavori in Aula alla Camera è stata passiva, così come il suo atteggiamento nei confronti di un testo che non introduce nuove risorse, ma si limita a perseguire obiettivi senza alcun incremento di stanziamenti, restando nei vincoli del bilancio dello Stato e senza alcuna risorsa strutturale. In altre parole, un provvedimento che non avrà alcun impatto concreto sui settori culturali, fatta eccezione per il rifinanziamento dei fondi per le biblioteche, su cui registriamo finalmente un cambio di passo del governo dopo i tagli di questi anni.”
Così in una nota la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, che aggiunge:
“Purtroppo, un provvedimento dedicato ad una figura come Adriano Olivetti vanificato dall’assenza di visione e di prospettiva. E più che difendere il merito del provvedimento, oggi il Ministro ha preferito attaccare le opposizioni, arrivando ad assegnare patenti di merito e a dichiarare testualmente 'Ci rivedremo nelle sedi opportune per le polemiche.' A cosa si riferisce esattamente? Quali sarebbero queste 'sedi opportune'? Per noi continuano ad essere le aule parlamentari e delle Commissioni dove lo aspettiamo per provare- come abbiamo fatto anche con il decreto approvato oggi - a dare una visione ad un ministero ancora in cerca di autore”
Conclude così la democratica Manzi.