Oggi in Commissione Giustizia alla Camera si è compiuto un passo avanti importante. Con l’emendamento approvato all’unanimità da tutti i gruppi parlamentari alla pdl proposta del Partito Democratico si introduce il concetto fondamentale di consenso nel reato di violenza sessuale. Grazie a chi ha lavorato per questo risultato, frutto di un confronto costruttivo che rafforza la tutela delle troppe donne ancora vittime di violenza nel nostro Paese.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Resto molto colpita di come il ministro Valditara sia sorpreso dalla legittima correlazione tra la violenza sulle donne e l'educazione sessuale nelle scuole. Offende le opposizioni invece di rispondere nel merito e farci capire se anche per lui c'è una strettissima correlazione e che è necessario investire sull'educazione all'affettività per evitare quella violenza che determina troppe morti di donne. Il governo ha addirittura difficoltà a pronunciare la parola 'affettività' o la definisce come un mostro da evitare. Educazione e rispetto reciproco sono gli obiettivi su cui lavorare. Lo stesso rispetto che oggi il ministro Valditara non ha dato all'Aula di Montecitorio”. Lo dichiara la deputata Pd, Michela Di Biase durante la discussione del ddl sul consenso informato alla Camera.
“Sono gravi e irresponsabili le parole e le accuse rivolte dal Ministro Valditara ai rappresentanti delle opposizioni. Vorrei ricordare al ministro Valditara quanto è scritto nel comma 4 del testo originario del suo disegno di legge: 'per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria sono escluse in ogni caso le attività didattiche e progettuali nonché eventuali attività aventi ad oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità'. Ebbene, il governo sta vietando nelle scuole di fare quei progetti che le stesse scuole stanno facendo da anni sull'educazione sessuale”. Lo dichiara la deputata e capogruppo Pd in Commissione Cultura, Irene Manzi rivolgendosi al ministro Valditara durante la discussione sul ddl sul consenso informato. “Le Indicazioni nazionali che il ministro ricorda fanno riferimento esclusivamente alla trasmissione di conoscenze relative alla conoscenza dell’apparato riproduttivo, ma questo non è sufficiente – sottolinea la parlamentare -come ci ricordano l’organizzazione mondiale della Sanità e l’Unesco vanno affrontate tematiche quali la consapevolezza di sé, la capacità di costruire relazioni rispettose e competenze per proteggersi e prendere decisioni informate, educazione alle emozioni, alle relazioni”.
“Valditara esca dalla dimensione della propaganda, cominci ad ascoltare la voce che arriva dalle scuole e dalle famiglie e stia al merito delle questioni. Il governo vieta attività qualificanti all'interno delle scuole e se ne deve assumere politicamente la responsabilità”, conclude Manzi
“A due anni dalla morte di Giulia Cecchettin, suo padre Gino ci ricorda che la soluzione al femminicidio non può essere l’aumento delle pene. Lo abbiamo visto in questi anni, la repressione da sola non ferma la violenza. Eppure questo Governo, davanti a oltre 90 femminicidi nel 2025, continua a voltarsi dall’altra parte, ignorando che la vera prevenzione nasce dall’educazione affettiva, dal rispetto e dalla parità tra i generi.”
Lo dichiara Sara Ferrari, deputata del Partito Democratico e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. “La scuola non è un campo di battaglia ideologico, è il luogo in cui si costruiscono i cittadini di domani. Lo Stato deve quindi garantire pari opportunità a tutti e non imporre una visione oscurantista. Questo disegno di legge non rafforza affatto l’alleanza tra scuola e famiglia, anzi la mette in discussione. Le contrappone invece di unirle, minando quella fiducia reciproca che è la base dell’educazione e della crescita dei nostri ragazzi. Come ricordano anche gli organismi internazionali, l’educazione al rispetto e all’affettività deve partire dalla giovane età, perché è solo intervenendo presto che si possono prevenire stereotipi, discriminazioni e comportamenti violenti. Questo ddl, permettendo ai genitori di vietare l’educazione sessuale ai propri figli, li priva di un diritto alla piena educazione e li lascia soli davanti ai social e al web” conclude la deputata Dem.
“Altro che manovra a misura di Sud! Le parole della Presidente Meloni sono l’ennesimo esercizio di propaganda vuota e falsa di un Governo che nei fatti sta smantellando ogni politica di sviluppo e coesione per il Mezzogiorno. I numeri del disastro fatto finora parlano chiaro: 3,7 miliardi di euro tagliati ai fondi per la perequazione infrastrutturale, oltre 5 miliardi tolti alla decontribuzione per il lavoro al Sud. La manovra va oltre. Secondo le ultime stime riportate dal Sole 24 Ore e dalla Svimez, si cancellano oltre 2,4 miliardi di euro al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione destinato alle regioni del Mezzogiorno. Sulle Zone Economiche Speciali poi assistiamo ad un capolavoro. Per questa misura tanto sbandierata, ricordiamo alla Premier che le risorse stanziate ammontano a 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Ci sembrano altri tagli dunque. Mentre Meloni si vanta di “superare l’assistenzialismo”, nella realtà priva i nostri territori degli strumenti essenziali per lavoratori, giovani e imprese così da competere ad armi pari. È una contraddizione vergognosa. Questa non è una manovra a misura di Sud: è l'ennesimo attacco al Sud. Noi continueremo a batterci, in Parlamento e nel Paese, perché il Sud non sia più trattato come un'area da abbandonare, ma come una risorsa strategica per l’Italia intera”.
“Non ci fermiamo: avevamo promesso un tour di presentazione in giro per l’Italia e lo stiamo portando avanti per presentare una proposta di legge che prevede maggiori diritti e tutele per i rider. Proseguiremo fino a che la Legge non verrà approvata, vogliamo una norma di civiltà che tuteli anche questi lavoratori e lavoratrici”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia. Domani a Firenze l’appuntamento è a Casa Rider, in via Matteo Palmieri 11, dove l’Onorevole presenterà la PdL con Roberta Turi, segretaria nazionale di Nidil Cgil, Mattia Chiosi, della segreteria Nidil Cgil Firenze con delega ai rider, e Dario Danti, assessore al Lavoro di Firenze.
“Quest’estate era il caldo, ora con l’arrivo della brutta stagione saranno le piogge: in entrambi i casi, ai rider dobbiamo garantire sospensione delle consegne e tutele economiche, perché non si può lavorare rischiando la propria vita” conclude Gribaudo.
“Quest’estate era il caldo, ora saranno le piogge e le intemperie invernali: il lavoro dei rider va tutelato in ogni stagione. La proposta della legge Griseri Prisco è depositata da dicembre 2024, ora siamo in attesa che venga calendarizzata e discussa in Parlamento o diventare un emendamento alla Legge di Bilancio per individuare le risorse necessarie al periodo di sperimentazione dell'ammortizzatore. Proprio per smuovere le acque abbiamo deciso di promuoverla sui vari territori, in particolare nelle strutture che hanno scelto di mettere a disposizione i propri spazi per i rider”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico e prima firmataria della Proposta di Legge Griseri Prisco, che verrà presentata a Firenze il 12 novembre. L’appuntamento è alle ore 11 presso Casa Rider, in via Matteo Palmieri 11. Insieme all’onorevole ci saranno Mattia Chiosi, membro della segreteria Nidil Cgil Firenze con delega ai rider, Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil, l’assessore al Lavoro di Firenze Dario Danti e alcuni lavoratori.
“Anche a fronte del grande numero di incidenti che coinvolgono i rider, e uno dei motivi principali sono gli eventi climatici estremi, abbiamo un assoluto bisogno di tutele aggiuntive per far lavorare in sicurezza queste persone. Ora inizia il periodo delle piogge e a maggior ragione ci sarà bisogno di una regolamentazione chiara per garantire la sicurezza sul lavoro” dichiara Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil.
“Da Salvini ancora propaganda sulla pelle dei bambini. Non hanno risolto un solo problema di sicurezza e se la prendono con i minori. Sono parole vergognose, che calpestano i diritti di donne incinte e dei minori in carcere, detenuti senza colpe”. Così la capogruppo Pd nella Commissione parlamentare per l’infanzia e e adolescenza, Michela Di Biase.
“Arriva un segnale importante da Roma contro il disastroso ddl caccia tanto voluto da governo e maggioranza, chini alle pressioni della peggior lobby armiero venatoria, un ddl che stravolge la attuale legge che protegge la fauna selvatica e regola l’attività venatoria in Italia senza alcuna base scientifica, senza una analisi di ciò che in questi 30 anni ha funzionato e cosa no, senza un confronto con la società civile e per mezzo di blitz e forzature in parlamento. Un ringraziamento doveroso all’assemblea capitolina che, approvando la mozione che critica la riforma Lollobrigida, leva una voce forte contro la deregolamentazione selvaggia della caccia”. Lo dichiara la Deputata del PD Eleonora Evi.
“L’indagine pubblicata oggi da Greenpeace Italia rivela, ancora una volta, condizioni inaccettabili negli allevamenti intensivi di suini, con carcasse abbandonate, ratti che accedono ai box, ferite non curate, mutilazioni e fiumi di liquami che minacciano falde e territorio.
Tale quadro conferma quanto più volte denunciato: il modello degli allevamenti intensivi è non solo eticamente insostenibile ma anche pericoloso per l'ambiente e la salute. È tempo che le istituzioni smettano di girarsi dall’altra parte.
In qualità di prima firmataria della proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”, ribadisco oggi con forza la necessità urgente e inderogabile di calendarizzare il suo esame in Parlamento. L'obiettivo è chiaro:
porre un freno immediato all’espansione degli allevamenti intensivi, ridurre drasticamente il numero di animali allevati con questo sistema, avviare una reale transizione verso modelli di allevamento compatibili con la tutela degli animali, dell’ambiente e della salute pubblica e fornire strumenti per sostenere una riconversione verso produzioni alimentare senza sofferenza. La Commissione Agricoltura tiri fuori dai cassetti questa proposta di legge affinché non resti un ennesimo documento in attesa, ma diventi strumento concreto di cambiamento su cui confrontarsi. Le responsabilità sono chiare: non possiamo più accettare che il “Made in Italy” si regga su pratiche di sofferenza e che umiliano la dignità animale, che distruggono territorio e generano rischi sanitari”. Lo dichiara Eleonora Evi, deputata del Pd, prima firmataria della proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”.
“Disposizioni per la tutela della fertilità, il sostegno alla natalità e l’inserimento della preservazione della fertilità e della diagnosi pre-impianto nella legge 40/2004 nei Lea”, è il titolo della proposta di legge che verrà presentata questa mattina alle ore 10 presso la Sala Conferenze Stampa di Palazzo Montecitorio dai deputati e dalle deputate del Pd, Gian Antonio Girelli, Ilenia Malavasi, Silvio Lai, Sara Ferrari, Ubaldo Pagano e Giovanna Iacono.
Oltre ai firmatari parteciperanno alla conferenza l’avv. Maria Paola Costantini, la dottoressa Laura Pisano presidente della Onlus ‘L’Altra Cicogna’, la dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, ginecologa, esperta in riproduzione medicalmente assistita unitamente a rappresentanti di enti e organizzazioni del settore.
Obiettivo principale della proposta è inserire la preservazione della fertilità tra le politiche di tutela dei diritti alla genitorialità e alla procreazione attraverso il Servizio Sanitario nazionale estendendo tale preservazione mediante crioconservazione degli ovociti per ragioni non sanitarie ma sociali a tutte le donne italiane, superando le attuali disparità regionali e garantendo l’accesso indipendentemente dalle condizioni economiche. Necessità che è stata già colta dalla Regione Puglia, che nel 2024 ha approvato la legge regionale n. 42 del 31 dicembre 2024, recante ‘Norme in materia di preservazione della fertilità per fini sociali’. Attualmente nei Livelli Essenziali di Assistenza, definiti nel 2007 e aggiornati nel 2024, è prevista unicamente la crioconservazione per le pazienti oncologiche, mentre restano escluse tutte le situazioni in cui la finalità è quella di tutelare preventivamente la propria fertilità in assenza di una patologia.
“Disposizioni per la tutela della fertilità, il sostegno alla natalità e l’inserimento della preservazione della fertilità e della diagnosi pre-impianto nella legge 40/2004 nei Lea”, è il titolo della proposta di legge che verrà presentata domani mattina alle ore 10 presso la Sala Conferenze Stampa di Palazzo Montecitorio dai deputati e dalle deputate del Pd, Gian Antonio Girelli, Ilenia Malavasi, Silvio Lai, Sara Ferrari, Ubaldo Pagano e Giovanna Iacono.
Oltre ai firmatari parteciperanno alla conferenza l’avv. Maria Paola Costantini, la dottoressa Laura Pisano presidente della Onlus ‘L’Altra Cicogna’, la dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, ginecologa, esperta in riproduzione medicalmente assistita unitamente a rappresentanti di enti e organizzazioni del settore.
Obiettivo principale della proposta è inserire la preservazione della fertilità tra le politiche di tutela dei diritti alla genitorialità e alla procreazione attraverso il Servizio Sanitario nazionale estendendo tale preservazione mediante crioconservazione degli ovociti per ragioni non sanitarie ma sociali a tutte le donne italiane, superando le attuali disparità regionali e garantendo l’accesso indipendentemente dalle condizioni economiche. Necessità che è stata già colta dalla Regione Puglia, che nel 2024 ha approvato la legge regionale n. 42 del 31 dicembre 2024, recante ‘Norme in materia di preservazione della fertilità per fini sociali’. Attualmente nei Livelli Essenziali di Assistenza, definiti nel 2007 e aggiornati nel 2024, è prevista unicamente la crioconservazione per le pazienti oncologiche, mentre restano escluse tutte le situazioni in cui la finalità è quella di tutelare preventivamente la propria fertilità in assenza di una patologia.
“L’audizione oggi svolta dal Sindaco Gualtieri in Commissione Affari Costituzionali della Camera ha ribadito con chiarezza il sostegno del Campidoglio al ddl costituzionale del Governo, a condizione che siano garantite, attraverso una legge ordinaria da approvare prima della conclusione dell’iter della riforma costituzionale, le adeguate risorse e gli adeguati mezzi per svolgere proficuamente le nuove competenze legislative. È in corso un processo di riforma istituzionale della Capitale che dopo anni consente di vedere una concreta prospettiva di positiva conclusione attraverso un percorso condiviso. Penso che questo risultato e queste prospettive debbano essere consolidate dal Parlamento nel corso della discussione senza spirito di parte né politica né territoriale”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Il Partito Democratico voterà contro questo provvedimento non perché contestiamo l’esigenza di semplificazione che, anzi, riteniamo auspicabile e necessaria. Ma questo Ddl trasforma la semplificazione da strumento di chiarezza e accessibilità a veicolo di accentramento e opacità normativa, attraverso norme che conferiscono deleghe in bianco al governo su tantissime materie e riducono il Parlamento a mero organo di ratifica. Un provvedimento, dunque, con una concezione verticistica e procedurale, per giunta a invarianza di bilancio, che non risolve problemi, non accelera processi, non dà risposte. Non si chiama allora semplificazione, ma presa in giro. C’è solo l’articolo 4 che va nella giusta direzione, quello sulla istituzione della valutazione di impatto generazionale, perché manda un segnale chiaro: il Parlamento si assume la responsabilità di considerare le conseguenze sociali e ambientali delle proprie leggi per chi verrà dopo di noi. Purtroppo però questa legge, dietro il nobile obiettivo della semplificazione, nasconde tutt’altro: una deregolamentazione senza benefici reali”.
Così la vicepresidente del Gruppo Dem alla Camera, Simona Bonafè, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Pd al Ddl Semplificazioni.
“Come denunciato dalle associazioni animaliste sembra che sia in corso l’ennesimo blitz sulla caccia da parte della maggioranza che, con una forzatura delle procedure, vorrebbe inserire parti del DDL Malan, oggi arenato in commissione da oltre 2.000 emendamenti e fortemente criticato da parte dell'opinione pubblica, sotto forma di emendamenti alla legge di bilancio. Se questo fosse confermato sarebbe un sotterfugio, un artificio per continuare il lavoro di deregolamentazione della caccia, una materia che non c'entra nulla con la manovra, senza alcun vero confronto, senza trasparenza, senza valutazioni scientifiche. La maggioranza agisce, ancora una volta anche in questa legge di bilancio come in quelle precedenti, per corrispondere agli interessi della lobby degli armieri e della parte più ambigua del mondo agricolo venatorio, in un clima che riduce il Parlamento a dare copertura a pratiche venatorie illecite e al bracconaggio e in cui aumentano i rischi di incidenti anche mortali, come dimostra il numero dei sinistri. L'unico emendamento in manovra su questo tema su cui convergere tutti dovrebbe riguardare l'aumento di risorse, di donne e uomini dei carabinieri forestali per il contrasto agli illeciti e per il sostegno ai centri di recupero della fauna selvatica. Il PD chiede di investire in conoscenza abbiamo infatti chiesto una dettagliata relazione sullo stato di applicazione della legge 157/92 ascoltando anche le richieste pervenute dall'associazionismo. Anche qui la destra promuove silenzio e ignoranza. Invece siamo di fronte ad una forzatura inaccettabile che denunciamo ai presidenti di Camera e Senato ai quali chiediamo di agire per fermare questa grave iniziativa lesiva dei principi costituzionali e delle procedure democratiche”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.