La norma contenuta nell'articolo 18 del provvedimento in esame è puramente demagogica. Con il pretesto di maggiore rigore sull'utilizzo di sostanze stupefacenti, in realtà il Governo fa tutt'altro. Vieta la produzione e commercializzazione di prodotti utilizzati in numerosi settori industriali ed agricoli. Migliaia di aziende italiane che danno lavoro a tantissime persone, giovani in particolare, saranno distrutte, messe fuori legge da una norma incomprensibile. Peraltro oltre al danno rischia di aggiungersi la beffa, perché la giurisprudenza europea ha già vietato questo tipo di normative nazionali che impediscono la vendita dei prodotti in oggetto derivanti dalla canapa realizzati da imprese europee. Potremmo trovarci di fronte al paradosso di poter avere in Italia prodotti europei ma non più quelli italiani. Altro che tutela del Made in Italy.
“Fermatevi, tornate indietro. Se non volete ascoltare noi abbiate l’accortezza di ascoltare le associazioni di settore e le organizzazioni agricole che vi chiedono di non introdurre il divieto di produzione e di commercializzazione della cannabis light che ha consentito di avviare una importante filiera economica con un fatturato annuo di oltre 500 milioni di euro e decine di migliaia di posti di lavoro, soprattutto giovani imprenditori. Chiediamo al governo stralciare la norma che ha introdotto il divieto per favorire un ulteriore approfondimento e poter valutare con le parti sociali. Rimuovete il furore ideologico che ha animato la vostra folle scelta, non potete affossare un comparto produttivo di eccellenza, parte integrante del Made in Italy. Da domani con il vostro emendamento il mercato oggi legale sarà occupato dalla malavita organizzata con ben altre finalità. Continuate a voltare le spalle agli interessi del Paese”.
Lo ha dichiarato in Aula, durante la discussione del Ddl Sicurezza, Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera.
“Voi state immaginando di colpire le madri che commettono dei reati, ma non capiamo la ratio, perché con la mano sinistra colpite la rea e con la mano destra colpite anche i minori, che sono sottoposti a tutela universale. Nel momento in cui avete la capacità di individuare etnicamente chi colpire, state facendo eugenetica, voi decidete scientificamente quale etnia vada colpita”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, durante l’esame dell’emendamento che prevede la sospensione della pena per le detenute madri e le donne in gravidanza.
“Collega Pittalis – ha aggiunto Ricciardi rivolgendosi al deputato di Forza Italia, vicepresidente della commissione Giustizia - capisco la posizione politica di Forza Italia, ma a un certo punto dovrete decidere che fare perché se siete al governo non vi potete identificare come il partito del diritto postumo, postdatato. Quando sei al governo hai l'onere e il dovere e l'onore di governare e di disciplinare la norma nell'immediato. Non puoi assumere una posizione sulla stampa e dire che sei contrario e poi a un certo punto piegarti alla ragione del potere. Perché se è così, voi dovete avere il coraggio di dire che siete un partito liberale, che siete un partito di centrodestra, che siete l'elemento più moderato di questa maggioranza, ma che, purtroppo, siete vittime dell’estrema concezione del diritto di questa maggioranza. E noi le daremo solidarietà, a Lei e a tutto il gruppo di Forza Italia”.
Forza Italia oggi ha scelto di barattare il suo emendamento, vagamente migliorativo, per smontare in coerenza con le altre forze di maggioranza, un pezzo del nostro ordinamento giuridico, cioè che le madri incinte e i bambini piccoli in carcere non ci dovrebbero stare. Un bambino che passa la sua infanzia in carcere non impara a parlare e dice solo “apri” e “chiudi”. Un bambino che passa la sua infanzia in carcere non impara a camminare sull'erba e perde l'equilibrio la prima volta che lo metti su un prato e viene sottoposto a una deprivazione sensoriale, relazionale e affettiva senza precedenti e semplicemente inimmaginabile. Vorrei che oggi ci ricordassimo che questo orrore sta per essere consentito semplicemente per assecondare un'esigenza propagandistica principalmente della Lega, come ci ha spiegato, molto chiaramente, l'onorevole Matone in Commissione. Stiamo scegliendo di togliere questa garanzia che il nostro ordinamento giuridico garantiva per colpire le madri rom, punendo il soggetto e non punendo la condotta e scegliendo il soggetto da punire su base etnica. Oggi è una buona lezione di come non fare una legge.
Così Rachele Scarpa, deputata Pd, intervenendo in Aula.
“Nella scorsa legislatura, con soli sette voti contrari, dopo una discussione lunga e partecipata in commissione, venne approvata dalla Camera la Legge Siani che divenne un punto fondamentale di quella scorsa stagione legislativa. Tant’è che venne mandata subito al Senato e purtroppo solo la caduta del governo impedì che diventasse legge definitiva. Rivolgo la mia solidarietà ai colleghi Russo e Pittalis di Forza Italia. Penso siano sinceri quando ricordano Berlusconi e le sue parole. ‘Quella per i diritti civili è una battaglia che in un Paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti. Da liberale ritengo che attraverso un confronto ampio e approfondito si possa raggiungere un traguardo ragionevole di giustizia e di civiltà’. Queste sono le parole di Berlusconi. Oggi quelle parole sono state gettate al vento. Perché quella che era una norma di civiltà oggi viene calpestata. Per la Forza Italia di oggi e per Tajani la civiltà si ferma sull’uscio di Palazzo Chigi”.
Così la responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani, intervenendo nell’Aula della Camera nel dibattito sul Decreto Sicurezza, in particolare sull’emendamento che prevede la sospensione della pena per le donne incinta e le detenute madri.
"Il ddl sicurezza è un viaggio nella galleria degli orrori. Un vero provvedimento monster. Dopo aver vietato a lavoratrici e lavoratori di protestare perché se fanno un blocco stradale vanno in galera da sei mesi a due anni, oggi tocca ad una norma da brividi, che mette in carcere le donne incinte o con figli neonati. E lo ritengono giusto perché fatto contro le donne Rom. Lo dicono chiaramente esponenti di spicco della Lega a cominciare dal leader del partito: una norma che discrimina su base etnica. Una barbarie degna di una democratura, non certo accettabile per una democrazia liberale in cui non sono pensabili leggi che puniscono specifici gruppi sociali, men che meno in un paese che ha subito la vergogna delle leggi razziali. Vogliono trasformare l'Italia in una democratura sul modello Orbàn o su quello Putin, dove è normale discriminare su base etnica.
Una scelta che spinge l'Italia all'angolo e la colloca tra le democrazie illiberali: altro che patrioti!
Una deriva contro cui continueremo ad opporci". Lo ha dichiarato, intervenendo nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Votando contro l'emendamento che prevedeva di mantenere la sospensione della pena per le donne incinta e le detenute madri Forza Italia ha barattato l'interesse superiore dei minori, previsto dal diritto internazionale, con la tenuta del governo". Lo ha detto la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase intervenendo stamattina durante l'esame degli emendamenti al ddl Sicurezza.
"In tre anni - ha aggiunto rivolta ai deputati di Forza Italia - siete passati dal votare a favore alla legge Siani, che prevedeva di sospendere la pena alle donne incinta e alle madri di bambini fino a tre anni, fino al voto di oggi. Cosa è cambiato? Temiamo che siano intervenuti i ricatti dei vostri alleati di Governo, ed è preoccupante per il futuro" ha evidenziato la deputata Pd."L'emendamento del relatore che proponete è irrilevante semplicemente perché esiste già una legge, approvata dal Partito Democratico, per il monitoraggio delle misure detentive" ha sottolineato la deputata Di Biase.
"Rendetevi conto, avete fatto peggio del ventennio fascista, anche il codice Rocco prevedeva la sospensione della pena per le donne incinta e per le madri di bambini al di sotto dei sei mesi di età" ha concluso Di Biase.
"Il ritiro dell'emendamento di Forza Italia, successivo alla presentazione di un emendamento ridicolo dei relatori, conferma il cedimento del partito guidato da Tajani, che, dopo una serie di dichiarazioni pompose durante l'estate, ha sacrificato i propri valori sull'altare della tenuta della maggioranza". È quanto afferma Federico Gianassi, capogruppo democratico nella commissione giustizia della Camera, criticando duramente la linea assunta da Forza Italia sulla norma sulle detenute madri contenute nel ddl sicurezza.
"Siamo davanti a un evidente passo indietro di Forza Italia – prosegue Gianassi – attendiamo adesso di vedere come si comporteranno nel voto di domani. Quella sarà l’occasione per capire chi si oppone realmente a una norma crudele che condanna bambine e bambini al carcere e chi, al contrario, sta sfruttando questo delicato argomento per portare avanti speculazioni politiche".
C’è una svolta a destra nel paese e passa per il decreto sicurezza. Si vuole reprimere ogni espressione di dissenso e si aggravano le pene per tutte le manifestazioni di critica. Norme gravissime che colpiscono i valori sostenuti e tutelati dalla Costituzione. Forza Italia, che aveva espresso un minimo disaccordo liberale, si è rimessa in riga e lascia bambini di meno di un anno in carcere con le madri. È in gioco la libertà delle persone, una deriva pericolosa e inaccettabile.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Una norma crudele che ribalta i principi del nostro ordinamento giudiziario. Governo e maggioranza criminalizzano l’infanzia” così la Responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani interviene sull’articolo del ddl sicurezza sulle detenute madri dopo la presentazione di un nuovo emendamento da parte dei relatori. “Con queste norme - aggiunge - viene criminalizzata l’infanzia e le bambine e i bambini dovranno espirare le pene delle loro madri. Per tutta l’estate, Tajani ha detto che, per rispondere allo spirito del fondatore di Forza Italia, il partito si sarebbe impegnato per norme di civiltà come lo ius scholae e l’abolizione del carcere per i bambini. Parole vuote: per Forza Italia la civiltà finisce sulla porta di Palazzo Chigi”.
“L’emendamento presentato dai relatori al ddl sicurezza sulle detenute madri è pura fuffa che può servire, forse, a cercare di lavarsi la coscienza ma non elimina lo scandalo di una norma crudele che mette in discussioni le basi del nostro diritto e mina un principio sacrosanto per cui le bambine e i bambini non devono stare nelle carceri”. Così la capogruppo democratica nella commissione affari costituzionali della camera, Simona Bonafè commenta la presentazione di un nuovo emendamento dei relatori che ha sostituito quello di Forza Italia e che prevede che il governo ogni anno dovrà relazionare al parlamento sullo stato di attuazione delle nuove norme contenute nel ddl sicurezza. “Tajani e molti esponenti di Forza Italia hanno dichiarato a più riprese per tutta l’estate la contrarietà alle norme sulle detenute madri. Prendiamo atto che erano solo parole vuote. È da ieri che il parlamento è bloccato su questo tema, ma dopo ore di riunione la montagna ha partorito il topolino”.
"Questo governo vuole tappare la bocca a chi protesta in modo pacifico, come fa Putin a Mosca. Alle lavoratrici e ai lavoratori che scendono in piazza per difendere il loro lavoro, agli attivisti che protestano per la crisi climatica e non sono ascoltati voi rispondete mandandoli in carcere. Il disegno di legge sicurezza, tra le altre misure repressive, introduce il carcere per chi fa un blocco stradale usando solo il proprio corpo. Una pena che, paradossalmente, non viene applicata se il blocco si fa con un cassonetto, con un'auto, con un trattore. Quello che stiamo discutendo alla Camera è un testo liberticida e antidemocratico che punisce chi manifesta per difendere pacificamente i propri diritti e lo fa cercando di attirare l'attenzione mediatica, dell’opinione pubblica e di un governo che, invece, li ignora e, anzi, li incarcera. Questo governo di ultra destra intollerante verso il dissenso avrebbe mandato in galera Ghandi, ma anche Danilo Dolci e Aldo Capitini, i padri del pensiero non violento italiano". Lo ha dichiarato, intervenendo nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Operai Whirpool sarebbero finiti in galera per due anni
“Con l’approvazione dell’articolo 14 del Dl Sicurezza si introduce una norma liberticida. Gli operai della Whirlpool di Napoli che per tre anni hanno tenuta viva una vertenza difficilissima per salvare trecento posti di lavoro hanno fatto ben dieci blocchi stradali a cui hanno partecipato centinaia di persone. Hanno bloccato porto, aeroporto, strade e ferrovie. Con questa norma sarebbero finiti in galera per due anni. E’ una follia trasformare il dissenso in un illecito penale. Soprattutto perché in questi mesi ministri, deputati ed esponenti politici di tutti gli schieramenti sono stati in fabbrica per dare solidarietà ai lavoratori. Votando questa norma sarebbero dovuti andare a trovarli in galera. C’è da preoccuparsi davanti a un autunno molto difficile dove crolla la produzione industriale ed esplode la Cassa integrazione. Pensano di risolvere i conflitti con il carcere?”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Ci troviamo in una situazione di assenza di espressione dei pareri del governo sugli emendamenti. Come si intende andare avanti con i lavori? Eravamo stati facili profeti già ieri e purtroppo non stiamo rispettando il principio del buon andamento dell’Aula. La situazione si sta tramutando in un teatrino, francamente anche un po’ umiliante. Auspichiamo, signor presidente, di non ascoltare di nuovo il silenzio del governo. Ma chiediamo di sapere come il governo, la maggioranza, i relatori, e i due presidenti di commissione intendano proseguire”.
Così Federico Fornaro, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sull’ordine dei lavori durante la discussione sul Decreto Sicurezza.
“Un'immagine conta più di mille parole e l'immagine della prima vittoria della nostra nazionale di pallavolo femminile alle Olimpiadi, accompagnata a tanti altri podi e gare olimpiche e paraolimpiche è la rappresentazione di un'Italia migliore, aperta dove non ci sono differenze. Questa Italia è anche in ogni settore giovanile sportivo e nelle scuole dove ragazzi e ragazze hanno colore della pelle, religione, provenienza geografica differenti. Perché questi ragazzi che vivono e studiano in Italia non sono italiani?”. Lo dichiara il deputato dem Mauro Berruto intervenendo in Aula di Montecitorio sul ddl Sicurezza
“Il Pd – continua Berruto - propone un emendamento al ddl Sicurezza proprio sullo ius scholae: il completamento di un ciclo scolastico di 5 anni per poter richiedere la cittadinanza italiana. Lo ius scholae è una promessa di speranza, una risposta ai ragazzi al loro desiderio di appartenere, la possibilità di essere riconosciuti per quello che i realtà già sono: italiani nella mente, nel cuore e nella cultura”. “La maggioranza voti questo emendamento pensando di spiegare questo voto ai propri figli e nipoti con coerenza”, conclude Berruto.