“Da quando si è insediato, il Governo ha attaccato e indebolito il Sud in ogni azione. Dal progetto di autonomia differenziata secessionista della Lega, ai tagli del reddito di cittadinanza e dei fondi per la non autosufficienza, dalla cancellazione dei 13 miliardi di euro del Pnrr di investimenti dei Comuni per le periferie, al taglio di 500 investimenti in ospedali e case di comunità previsti sempre nel Pnrr, fino al definanziamento di 300 milioni di euro dello stesso Pnrr per valorizzazione dei beni confiscati alla mafia. Tutte misure che stanno producendo o rischiano di produrre un impatto drammatico in particolare nel Mezzogiorno”.
Lo dichiara il deputato democratico Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue.
“Come se nulla fosse – continua De Luca - il Governo approva un Decreto che si occupa del Sud solo nel titolo ma che nella sostanza rappresenta l'ennesimo atto ostile nei confronti del Meridione. Si blocca e complica l'utilizzo delle risorse FSC, circa 26 miliardi di euro, e si cancella l'attuale strumento delle Zes prendendo in giro il Paese con l'idea di un'unica Zes in tutto il Sud. La verità è che resta solo il titolo di questo strumento che viene completamente depotenziato è svuotato. Un becero gioco delle tre carte. Una vera e propria truffa ai danni dello sviluppo del Mezzogiorno e quindi dell'intero Paese. Continueremo la nostra battaglia in Parlamento e nelle piazze per bloccare i disastri della destra”.
Dichiarazione di Sara Ferrari, dell’ufficio di presidenza gruppo Pd Camera
“Siamo soddisfatti di aver contribuito a migliorare il testo del governo con le raccomandazioni della commissione femminicidio: dalla formazione obbligatoria dei diversi professionisti che prendono in carico le donne e del personale della giustizia alle misure cautelari più’ gravi se il braccialetto non funziona. Abbiamo inoltre evitato che la violenza sessuale fosse trattata con il semplice ammonimento. Ci aspettiamo ora la stessa collaborazione da parte del governo per la prevenzione primaria, quella scolastica rinviata a successiva norma e perché nel bilancio si trovino i finanziamenti che qui non ci sono. La sicurezza delle donne lo merita.”
“Con i nostri emendamenti abbiamo provato a migliorare un decreto che anziché parlare di coesione e sviluppo, crea solo una grande illusione. L’illusione nei confronti delle imprese che vorranno usufruire dei vantaggi che offrono le Zes, ma che al momento, non hanno alcuna copertura economica. Per non parlare delle tante piccole e medie imprese che verranno tagliate fuori da una norma insensata che prevede una soglia minima di investimento pari a 200mila euro. Avevamo chiesto inoltre di avere nuove assunzioni per la nostra pubblica amministrazione, così come la stabilizzazione degli attuali lavoratori precari che hanno acquisito importanti conoscenze. Ma questo decreto, oltre a non affrontare nessuna delle importanti questioni che riguardano il Sud continente anche due articoli che il Pd ritiene assolutamente inaccettabili. Due articoli in materia di immigrazione che non solo aumentano fino a diciotto mesi la possibilità di trattenere in un Cpr chi fugge da guerra e povertà, ma che definisce addirittura tali strutture quali siti per la difesa e la sicurezza nazionale. Per queste ed altre ragioni ci siamo opposti e continueremo ad opporci ad un provvedimento che è contro il Mezzogiorno, mentre dovrebbe rappresentare una grande occasione di sviluppo e crescita del nostro Paese. Ma da un governo che sostiene un progetto come quello dell’autonomia differenziata, c’era da aspettarselo”.
Lo scrivono in una nota i componenti della commissione Bilancio della Camera.
“Le scelte identitarie del governo di Giorgia Meloni sono tutte contro il Sud. Hanno cancellato il reddito di cittadinanza, sono contrari al salario minimo, mettono in campo l'autonomia differenziata e stanno trasformando il Pnrr da grande opportunità a un vero e proprio campo di battaglia. Se prendiamo queste scelte e le caliamo nei confronti del Mezzogiorno, rendiamo la situazione del Sud quasi una situazione irreversibile. Per noi invece il Sud è la più grande occasione di sviluppo e cambiamento del nostro Paese”. Lo ha detto il deputato dem Marco Sarracino, responsabile coesione territoriale e Sud per il Partito Democratico, intervistato sul sito web dei deputati Pd.
“Nel Mezzogiorno – ha aggiunto l’esponente Pd - c'è anche un problema legato alle piccole e medie imprese. Nel decreto Sud la soglia minima di investimenti per le imprese è 200 mila euro. Ma in questi anni nelle Zes (Zone economiche speciali), in particolare nella Regione Abruzzo, si è verificato che il 90 per cento degli investimenti delle imprese fossero inferiori a 200 mila euro. Il decreto crea una grande illusione, ma non ci sono coperture finanziarie, rimandate alla Legge di Bilancio, e ci sono dei tetti che non potranno assolutamente essere rispettati dalle imprese”.
“Il Partito Democratico - ha concluso Sarracino – ha fatto un grande lavoro di ascolto. Ci siamo dati un nuovo metodo per rendere protagonisti innanzitutto i territori e i nostri circoli, i nostri amministratori, con il coinvolgimento anche delle imprese e dei sindacati con cui stiamo dialogando e con i quali abbiamo costruito una serie di emendamenti. E’ un nuovo metodo del Partito di Elly Schlein nel quale crediamo molto. Se noi vogliamo parlare di Pnrr, della Zes unica e delle grandi opportunità del nostro Sud, dobbiamo assolutamente rafforzare la capacità amministrativa delle nostre amministrazioni pubbliche. Purtroppo però in questo decreto, anche rispetto a questo non c'è assolutamente nulla”.
“Accogliendo il nostro emendamento è stato fatto un importante passo avanti contro la violenza di genere, un fenomeno non emergenziale ma strutturale, profondamente radicato nella nostra società e che per essere contrastato ha bisogno di interventi multiformi. Per questo abbiamo apportato il nostro contributo correggendo e modificando il testo del governo per garantire alle donne maggiore tutela e sicurezza. Con questo emendamento abbiamo chiesto che venisse escluso dall’applicazione dell’ammonimento un reato grave come la violenza sessuale. Un passo importante che accoglie una richiesta arrivata da chi ogni giorno sul territorio si occupa di sostenere e supportare le donne vittime di violenza. La violenza sessuale è uno fra i reati più gravi contro le donne e quindi pensiamo che siano reati che debbano essere ascritti da subito alla sfera penale escludendo un semplice ammonimento che li derubrica e magari pregiudica anche la tutela delle donne. Con questo emendamento e con altri correttivi che abbiamo contribuito ad inserire nel testo, a partire dalla formazione degli operatori, ne esce un testo, ancora incompleto, ma migliorato per quanto riguarda la tutela delle donne". Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd, durante l’esame del ddl per il contrasto della violenza sulle donne.
Dichiarazione di Paola De Micheli, deputata Pd
“A cosa serviranno questi incentivi? Perché se nelle modalità possiamo aver trovato qualche accomodamento, ancora non è chiaro per cosa li utilizzerete . E le verifiche che sono state giustamente introdotte per cosa si faranno? Per il raggiungimento di quali obiettivi: solo quelli tecnici, numerici, o si faranno sul raggiungimento di precise politiche industriali , di transizione e di modernizzazione del nostro sistema produttivo?”
Così Paola De Micheli, annunciando il voto di astensione del gruppo del Partito Democratico alla delega in materia di revisione degli incentivi alle imprese. “ Riorganizzare gli incentivi sulla base dei criteri previsti è sicuramente urgente, come è urgente garantire chiarezza, trasparenza e semplicità . Ma è importate – ha proseguito De Micheli- garantire anche la parità di genere e introdurre il processo della loro verifica se questi hanno davvero raggiunto gli obiettivi. Noi del Pd vi abbiamo chiesto di introdurre il codice degli incentivi, per noi assolutamente strategico “. Nel corso della dichiarazione di voto, l’esponente Dem , rivolgendosi alla maggioranza ha chiesto di sapere “qual è il ruolo dello Stato che questo governo ha in mente rispetto alle imprese e quindi rispetto all’utilizzo delle risorse pubbliche. Manca – per De Micheli- la definizione di una prospettiva del nostro sistema industriale.
A questa delega manca cioè l’anima , la tensione alla trasformazione verso cosa e in quali tempi”. Per De Micheli “ il governo si deve rendere conto che è in corso uno shopping di medie imprese in Italia da parte gruppi internazionali . Per noi democratici manca una visione e non sono chiari gli obiettivi di politica industriale su cui puntare. Ci sono alcuni dossier – ha concluso De Micheli- come Tim, Ilva, Ita dove si evince una grande confusione da parte del governo, proprio sugli obiettivi di politica industriale . Il rischio è che se non ci sono obiettivi chiari, condivisi e definiti è che le decisioni siano figlie solo di operazioni di forza e la politica industriale non può dipendere solo dalle legittime attività delle lobbies o esclusivamente dalle emergenze . Noi chiediamo – ha concluso l’esponente Dem- che vengano previsti obiettivi precisi su una transizione ecologica e digitale verso nuovi modelli organizzativi , di produzione e sviluppo . Perché noi siamo e saremo dalla parte della modernità e della modernizzazione delle nostre imprese.”
"Il governo Meloni promette di incentivare le rinnovabili ma si oppone alla proposta del Partito Democratico di consentire l'installazione di pannelli fotovoltaici nei terreni edificabili. Siamo di fronte, ancora una volta, a una destra che predica l'autosufficienza energetica del Paese a parole per poi piegarsi al nulla di fatto". Lo dichiarano i deputati Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del Gruppo Pd e Marco Simiani, capogruppo dem in commissione Ambiente, in merito all'ordine del giorno al Decreto sulla Qualità dell'aria respinto dall'Aula.
“In materie significative come qualità dell'aria, ambiente, tutela della salute e mobilità sostenibile ci saremmo aspettati un intervento normativo del governo di ben altre proporzioni e, soprattutto, con un metodo diverso fatto di concertazione, partecipazione e confronto. Serviva alimentare l'iniziativa legislativa condividendola con le parti sociali, le città, le categorie produttive, le associazioni, che su scala diffusa si mobilitano ogni giorno per l'ambiente, per la sostenibilità e, naturalmente, con le regioni, che in materia di tutela della salute, per venire alla pregiudiziale di oggi, hanno potestà legislativa concorrente”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, durante le pregiudiziali di costituzionalità al decreto Qualità dell’Aria.
“Quella in esame – ha aggiunto l’esponente dem - non è altro che una 'proroghetta', che certamente non risolve il problema, anzi, al contrario, serve soprattutto a sostenere, per ragioni elettorali, alcune Regioni inadempienti a non agire, superando le richieste europee con espedienti burocratici. Ma la questione che non possiamo è l'insopportabile violazione della prerogative parlamentari in ordine alla trattazione del testo. Qual è l'urgenza che spinge a comprimere cosi tanto l'esame in commissione ed in Aula se il termine ultimo per la conversione è l’11 novembre? Noi ci opporremo con ogni mezzo, dentro e fuori il Palazzo, per garantire l’esercizio delle nostre prerogative costituzionali”.
“Nel merito del testo – ha concluso Barbagallo - sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti. Nel tempo in cui viviamo, in cui i dati sull'inquinamento sono inconfutabili, servirebbero scelte strategiche di politica industriale e risorse strutturali per il trasporto pubblico locale e per la mobilità pubblica. Dobbiamo restituire al Paese un ambiente più sano, moderno, capace di salvaguardare la salute dei cittadini, capace di essere competitivo nell'attrarre e conservare le competenze. È chiaro ormai che di questo non volete occuparvi. Serve un disegno una visione che questo governo non ha. Serve la spinta verso il green che hanno i paesi europei che producono di più. Serve una risposta convincente per migliorare la qualità dell'aria lontana anni luce dal testo che arriva in Aula oggi”.
Le proposte del Pd
Conferenza stampa con Schlein, Braga, Boccia, Pagano e Sarracino
Oggi, martedì 24 ottobre – - ore 11.30 - Sala Stampa Montecitorio
Oggi, martedì 24 ottobre, alle ore 11.30, presso la sala stampa di Montecitorio, la segretaria del Pd Elly Schlein, insieme ai capigruppo di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia, al responsabile coesione territoriale e Sud Marco Sarrracino e al capogruppo in commissione Bilancio alla Camera Ubaldo Pagano, terrà una conferenza stampa per illustrare gli emendamenti del Partito democratico al dl Sud.
Un governo contro il Sud
Le proposte del Pd
Conferenza stampa con Schlein, Braga, Boccia, Pagano e Sarracino
Domani, martedì 24 ottobre – - ore 11.30 - Sala Stampa Montecitorio
Domani, martedì 24 ottobre, alle ore 11.30, presso la sala stampa di Montecitorio, la segretaria del Pd Elly Schlein, insieme ai capigruppo di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia, al responsabile coesione territoriale e Sud Marco Sarrracino e al capogruppo in commissione Bilancio alla Camera Ubaldo Pagano, terrà una conferenza stampa per illustrare gli emendamenti del Partito democratico al dl Sud.
Educare tutte le generazioni maschili alla cultura del rispetto delle donne e delle loro scelte
"Il Partito democratico è sempre stato in prima linea per contrastare e cercare di stroncare la violenza sulle donne. E' un dovere che sentiamo sempre presente perché non passa un giorno che non ci sia notizia di femminicidio o di qualche donna molestata, solo per il fatto di essere donna. Il femminicidio non è una emergenza, è qualcosa di peggiore. E' un fenomeno endemico, è la punta dell'iceberg, di un sistema sessista e patriarcale. I numeri dell'Istat parlano chiaramente, il Parlamento deve intervenire con urgenza e norme chiare per contrastare i reati contro le donne.
Qual è ancora oggi il tassello mancante che impedisce che le donne non vengano discriminate: la mancanza della conoscenza del fenomeno da parte degli operatori del settore, la mancanza di risorse economiche e finanziarie per la formazione di questi operatori. E il nostro appoggio non è stato accolto come avremmo voluto dalla maggioranza; molti dei nostri emendamenti sono stati respinti, e avremmo voluto che fosse stato fatto molto di più.
Non dimentichiamo che fondamentale è educare tutte le generazioni di maschi alla cultura del rispetto, alla cultura della differenza, alla relazione di genere, fornendo strumenti e metodologie moderne per superare gli stereotipi a cui la nostra cultura purtroppo è ancora legata. Questa legge non sarà sufficiente fino a che non si metterà in campo un nuovo paradigma culturale che parta dal rispetto delle donne, delle loro scelte e della loro volontà. Si doveva fare di più, avremmo voluto che si fosse fatto di più". Lo ha detto la deputata del Pd, Michela Di Biase, intervenendo in Aula sulla discussione generale del ddl 1249 per il contrasto alla violenza sulle donne.
Domani, martedì 24 ottobre, alle ore 13, presso la sala stampa di Montecitorio, la segretaria del Pd Elly Schlein, insieme ai capigruppo di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia, al responsabile coesione territoriale e Sud Marco Sarrracino e al capogruppo in commissione Bilancio alla Camera Ubaldo Pagano, terrà una conferenza stampa per illustrare gli emendamenti del Partito democratico al dl Sud.
“Per ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell'aria nel Paese servivano ben altre misure che un decreto di un solo articolo. Infatti, tra ‘proroghette’ e qualche pannicello caldo, il testo del Dl Aria non contiene novità significative. La salvaguardia dell’ambiente e la contestuale tutela della salute dei cittadini non è dunque una priorità per il governo Meloni che ha prorogato gli attuali limiti vigenti per quanto riguarda le polveri sottili, respingendo tutti gli emendamenti del Pd volti ad ottenere nuovi finanziamenti al trasporto pubblico locale per l’incremento del parco mezzi elettrici di un settore comunque gravemente danneggiato dal vertiginoso aumento del carburante”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, a proposito del Dl Aria approvato ieri in commissioni congiunte Trasporti e Ambiente.
“Come Pd - aggiunge - siamo critici sulla scelta del governo di non accogliere miglioramenti alla norma. E registriamo anche il malumore di alcune regioni del Nord guidate dal centrodestra, con Zaia e Fontana che evidentemente hanno dovuto prendere atto, anche loro, che il governo promette e non mantiene quanto promesso in sede di conferenza Stato-Regioni”.
Dichiarazione on Marco Simiani capogruppo Pd in commissione Ambiente
“Per garantire la qualità dell’aria, ridurre le emissioni nocive e salvaguardare la salute dei cittadini, occorrono interventi strutturali e risorse adeguate: ancora una volta però il Governo Meloni mette una toppa che è peggiore del buco. Nel Dl Aria approvato oggi dalla Commissione Ambiente della Camera ci sono infatti soltanto proroghe agli attuali e pericolosi limiti di polvere sottili, mentre sono stati respinti tutti gli emendamenti del Pd che avrebbero garantito, ad esempio, nuovi finanziamenti al trasporto pubblico locale, fortemente penalizzato dall’aumento dei carburanti, e nuovi stanziamenti per mezzi elettrici”. È quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, che aggiunge: “Nonostante i deputati della maggioranza abbiano soltanto ratificato le decisioni del governo, senza proporre o discutere modifiche migliorative, le Regioni del Nord stanno criticando apertamente le decisioni prese dall’esecutivo. Evidentemente anche i governatori di destra come Zaia e Fontana si stanno rendendo conto di quanto sia pericoloso l’operato di un governo incapace di affrontare i problemi con serietà e le cui scelte non rispettano gli impegni presi in Conferenza Stato- Regioni”. Per Simiani “siamo di fronte ad un governo che mette a rischio la salute dei cittadini e non riesce a garantire la qualità dell’aria come negli altri paesi europei”.
“E’ un dovere costituzionale e per il Legislatore un impegno intrinseco alle sue funzioni quello di promuovere attività lavorative e regolamentare – nel perimetro di riferimento – nuove figure a tutela del mercato, delle imprese e dei lavoratori.
Così vorrei che fosse per il recepimento, in Italia, di quella figura che già gli standard certificativi individuano sotto il nome di HSE (Health, Safety and Environment) manager, autoregolamentata con la UNI 11720:2018.
Il Manager HSE è quella figura professionale in grado di intercettare la domanda di quelle organizzazioni che vedono sempre più l’integrazione tra i temi della sicurezza sui luoghi di lavoro, della salute e dell’ambiente come la modalità più efficiente ed efficace per perseguire la conformità legislativa e le strategie aziendali, in una prospettiva di miglioramento continuo.
Dunque, una nuova professionalità all’interno del mondo aziendale deputata alla gestione complessiva e integrata dei processi e sotto processi in ambito sicurezza, privacy, salute e prevenzione del rischio.
Secondo la norma UNI 11720, il Manager HSE ha due “anime”: supporta l’organizzazione nella gestione operativa e nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi per i lavoratori, per l’ambiente e per il patrimonio aziendale, coerentemente con la legislazione vigente; definisce la strategia aziendale e imprenditoriale, analizzando anticipatamente i rischi per i lavoratori e per l’ambiente derivanti da scelte decisionali alternative.
Da qui un DDL scritto col supporto giuridico di Alessandro Parrotta ed ingegneristico di Rossella Parrotta per presentare un progetto legislativo completo, fattibile e fruibile per le imprese, facendo diventare la figura HSE volano per la crescita aziendale”. Lo ha detto il deputato del Pd, Nicola Carè, aprendo la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge a sua prima firma sul ruolo del manager Hse.