29/04/2025 - 14:01

“Le parole di Sergio Mattarella vanno ascoltate fino in fondo. Hanno il pregio di raccontare le cose cosi come sono, senza troppi giri di parole. E di richiamare tutti a fare la propria parte. Salari e stipendi così bassi minano la tenuta sociale e generano la fuga di migliaia di giovani dal paese. Svuotandolo di futuro e di speranza. Occorre agire subito: sono due anni e mezzo che chiediamo con tutte le opposizioni in Parlamento con atti di indirizzo e proposte legislative l’istituzione di un salario minimo legale in attuazione piena del dettato costituzionale. Dal Governo sono arrivati solo no  ideologici. Accompagnati peraltro da un immobilismo senza precedenti - tant’è che è arenata da più di un anno la delega sui salari in senato. Oggi l’Istat certifica che dal 2021 i salari reali hanno perso l’8 per cento del potere d’acquisto: significa che ci sono milioni di persone che devono decidere se mangiare o mandare i figli a scuola. Basta chiacchiere: siamo pronti a confrontarci in qualsiasi momento per lavorare ad alzare le retribuzioni sia attraverso la forza della norma sia sostenendo i rinnovi contrattuali di più di cinque milioni di lavoratori. Serve un nuovo patto per la qualità del lavoro e della produzione. Con meno di questo il declino è inevitabile”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro, Arturo Scotto.

 

29/04/2025 - 13:45

“Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non possono cadere nel vuoto. Quando il Capo dello Stato afferma che ‘le famiglie non reggono il costo della vita’, è un dovere della politica ascoltare e agire di conseguenza. Il Governo smetta di voltarsi dall’altra parte e approvi subito la nostra proposta sul salario minimo.”

Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, tornando a sollecitare l’esecutivo Meloni su una misura che da troppo tempo attende una risposta.

“La nostra proposta – continua Gribaudo – è chiara, concreta, urgente, sostenuta da milioni di lavoratori e lavoratrici poveri e da tutte le opposizioni.“

“Il Governo – conclude – ha scelto finora di affossare questa misura, accampando scuse e promesse mai mantenute. Ma il tempo è finito. Se davvero si vuole contrastare la povertà lavorativa e sostenere chi fatica di più, si cominci dal salario minimo. Le parole del Presidente Mattarella siano un monito per tutti.”

 

27/04/2025 - 15:06

"L’Eurostat conferma un dato già abbondantemente noto: il 10 per cento dei lavoratori a tempo pieno in Italia sono poveri. In alcuni casi poverissimi. Rispetto a Francia e Germania, dove le percentuali di povertà lavorativa sono nettamente inferiori, c’è un tabù che il governo Meloni non vuole rompere: si chiama salario minimo. Dopo due anni e mezzo di sabotaggio della proposta delle opposizioni chiediamo un ripensamento. Il no ideologico della destra a questa misura non solo non ha rilanciato una stagione di rinnovi contrattuali - sono quasi sette i milioni di lavoratori in attesa di rinnovo - ma ha allargato ulteriormente la fascia di occupati il cui potere d’acquisto è totalmente falcidiato. Chiediamo che il salario minimo torni di nuovo nell’agenda dibattito parlamentare: abbiamo raccolto oltre centomila firme come opposizioni per una legge di iniziativa parlamentare. E’ una vergogna che non sia stata ancora calendarizzata. Di cosa ha paura Giorgia Meloni?" Così in una nota il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo PD in Commissione Lavoro, commentando i dati dell'Eurostat sulla povertà in Italia.

24/04/2025 - 11:51

“Persino il Cnel è costretto ad ammettere nel suo rapporto annuale che l’emergenza italiana è il lavoro giovanile e femminile. Che ci colloca in coda alla classifica di tutta Europa. Chiediamo al governo meno trionfalismi e più fatti. Servono risposte su salari, a partire dal salario minimo, e l’eliminazione delle leggi sulla precarietà del lavoro. Anche per questo l’appuntamento referendario dell’8 e 9 giugno è decisivo: si può invertire finalmente la rotta. Il lavoro povero non può essere la condanna di intere generazioni”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

16/04/2025 - 14:58

"Il governo Meloni continua a ripetere che sul tema dei salari è stato fatto molto. Peccato che i dati ci dicano tutt’altro: tra i Paesi del G20, l’Italia è tra quelli con la più bassa crescita salariale nel lungo periodo. E intanto, sette milioni di lavoratori e lavoratrici aspettano ancora il rinnovo del contratto. Il Partito Democratico chiede al governo di assumersi finalmente le proprie responsabilità. E’ ora di rinnovare subito quei contratti”. Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, sui social dei deputati dem.

"Un caso emblematico – prosegue l’esponente Pd - è quello del contratto dei metalmeccanici. Il governo non ha mosso un dito per riportare Federmeccanica al tavolo della trattativa, ignorando le richieste di adeguamento salariale che servirebbero a proteggere i lavoratori dall'inflazione.

Parliamo di un governo che ha negato il salario minimo a 3,5 milioni di lavoratori poveri, lo stesso governo che programma una riduzione del potere d’acquisto per 3 milioni di dipendenti pubblici, negando il recupero del 15% di inflazione nei rinnovi contrattuali. Così si manda un messaggio chiaro e gravissimo a migliaia di giovani: il lavoro pubblico non è per loro. Non stupisce che mezzo milione di laureati, in dieci anni, abbia lasciato l’Italia".

"E il problema – conclude Scotto - è ancora più drammatico per le donne e i giovani, le cui condizioni occupazionali restano indietro. Aumentano i contratti precari, intermittenti, a termine. Aumenta il lavoro povero, e diminuiscono le ore lavorate. Tutto questo è il frutto di leggi sbagliate che incentivano la precarietà. Per questo serve una svolta vera. Il Partito Democratico sostiene l’abrogazione, anche tramite referendum, di quelle norme che alimentano la precarizzazione del lavoro e comprimono i salari. Serve un mercato del lavoro più giusto, stabile, che restituisca dignità e prospettive alle nuove generazioni e a chi oggi fatica ogni giorno senza vedere riconosciuto il proprio valore".

 

 

05/04/2025 - 13:33

“Per Meloni i dazi sono sbagliati, ma non una catastrofe. L’opposto di quanto dicono imprese e sindacati. Che chiedono protezione immediata. A partire dalla tutela del potere d’acquisto. Finora la destra ha detto no al salario minimo. Oggi è più chiaro perché è urgente introdurlo”. Lo scrive su X Arturo Scotto capogruppo PD in commissione lavoro di Montecitorio.

03/04/2025 - 11:25

“Trump ha lanciato una sfida esistenziale all’Ue. L’America sceglie la strada isolazionista con i dazi: quando gli imperi declinano diventano pericolosi per sè e per gli altri. La reazione unitaria dell’Ue è necessaria e urgente. Occorre evitare che a pagare il prezzo siano i lavoratori e le imprese. Bisogna rilanciare la domanda interna a partire da una politica salariale in controtendenza rispetto agli ultimi decenni, un nuovo next Generation Eu per investimenti pubblici di qualità e misure a protezione della nostra manifattura per evitare che si moltiplichino le delocalizzazioni. Il governo Meloni non ha mosso un dito per evitare la fuga di giovani cervelli dal nostro Paese, laureati in particolare, continuando a negare misure di contrasto alla precarietà e il salario minimo. Non si può reagire all’aggressività dell’Amministrazione repubblicana con le politiche economiche di sempre. Occorre una svolta. Servono statisti, non zerbini di Trump”. Cosí il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

26/03/2025 - 17:26

“Pochi minuti fa è arrivata la risposta ufficiale del Ministero dell'Università che conferma come, al momento del conseguimento della laurea triennale della Calderone, l'Università Link non era riconosciuta in Italia e quindi i titoli della ministra non risultano nell'anagrafe degli studenti del Ministero dell'istruzione: Calderone non ha dunque conseguito nessun diploma triennale valido. Per il PD, Marina Elvira Calderone non passerà alla storia per essere la prima ministra laureata la domenica, bensì per essere la ministra della precarietà. In pochi mesi è riuscita a liberalizzare i contratti a termine, ad allargare i voucher, ad eliminare il tetto del lavoro somministrato e soprattutto a negare il salario minimo legale. La ministra non risponde alle domande che le poniamo, non ci spiega come si sia laureata all'Università Link, né delle le tasse pagate, né sulla validità del titolo di studio triennale. Preferisce fare quello che le p più comodo: la vittima”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo PD in Commissione Lavoro, in replica alla ministra Calderone durante il question time alla Camera sulla sua laurea all'Università Link.

“Se Ruby è la moglie di Mubarak allora ha ragione la ministra Calderone: il suo percorso universitario è ordinario. Paragonarsi ad un normale studente lavoratore è quantomeno ardito: la ministra non portava pizze con la bicicletta per pagarsi gli studi ma era il presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro e nel board di Finmeccanica. Perché quindi non risponde nel merito a semplici domande?”, conclude Scotto.

 

26/03/2025 - 17:25

"Secondo Onu da un lato e Istat dall’altro, siamo oggi non solo il Paese con il peggior crollo dei salari reali di tutto il G20 e con una conseguente perdita del potere d’acquisto dell’8,7% tra il 2008 e il 2024, ma anche quello in cui cresce la quota di coloro che vivono a rischio di povertà o esclusione sociale, che è passata dal 22,8% del 2024 al 23,1% di oggi. Due dati drammatici e impietosi che dimostrano una realtà evidente: il Paese è palesemente in una profonda crisi che non fa che peggiorare. L’assurdo, in questo, è che non solo il Governo nega l’evidenza, ribaltando totalmente la realtà, ma anche che anziché intervenire per fronteggiare la povertà fa tutto ciò che è in suo potere per aggravarla: ha cancellato il reddito di cittadinanza, tagliato il welfare, bloccato il salario minimo e trasformato i diritti in privilegi per pochi.  In un Paese dove un quarto della popolazione rischia la povertà e la distanza tra chi ha tanto e chi ha poco continua ad aumentare, servirebbero investimenti straordinari sul lavoro, sul salario minimo, sul sostegno alle famiglie. E invece ci ritroviamo con una politica economica che protegge i forti e abbandona chi è più fragile. Apra gli occhi Giorgia Meloni. Al Governo c’è lei e la sua responsabilità è intervenire per frenare questo dissesto sociale, non aggravarlo".

Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

26/03/2025 - 13:27

“La favola di Giorgia Meloni è stata smascherata per quella che è: propaganda. La realtà, purtroppo, presenta un quadro ben diverso da quello raccontato dal suo Governo e i dati ISTAT pubblicati oggi ci dicono che nel 2024 il reddito delle famiglie italiane è diminuito in termini reali e che le diseguaglianze di reddito si stanno allargando”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, in merito al report pubblicato questa mattina dall’ISTAT in cui si attesta che nel 2024 il 23,1% della popolazione in Italia è a rischio povertà.

“È l’esempio lampante del fallimento delle politiche economiche e sociali portate avanti da questa destra. Un fallimento che si accompagna all’andamento generale dell’Italia e da cui Meloni non può più nascondersi. Servono strategie chiare e rispetto per tutte le famiglie italiane che necessitano di un cambio di rotta. È la dimostrazione che i dati riportati dal Governo come un successo sull’occupazione in realtà parlano di occupazione povera, che le persone sono povere nonostante lavorino e che va quindi affrontato seriamente il tema dei salari. È solo di pochi giorni fa il report che dimostra che l’Italia è l’ultimo Paese tra quelli del G20 per i salari. Forse il Governo dovrebbe fare un mea culpa: la legge sul salario minimo va approvata subito” conclude la parlamentare dem.

 

26/03/2025 - 11:26

“I dati Istat confermano la perdita poderosa di potere d’acquisto dei lavoratori e delle famiglie. Siamo in coda rispetto al resto dell’Europa dove invece i redditi sono stati protetti. Il governo non può girarsi dall’altra parte. E’ il loro fallimento. Un lavoratore su 10 a rischio povertà lavorativa è il 23 per cento a rischio di indigenza. E hanno ancora la faccia tosta di dire No al salario minimo! Lo facciano discutere subito in Parlamento”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

25/03/2025 - 14:56

Bisogna alzare gli stipendi ai lavoratori

“I dati diffusi dall’Oil, ci ripropongono la drammaticità della questione salariale nel nostro paese. Una questione rilevantissima sotto il profilo dell’equità, perché condanna alla povertà tante persone che pure lavorano, e segna differenze profonde e inaccettabili fra italiani e stranieri, fra donne e uomini, fra giovani e meno giovani. Ma altrettanto rilevante sotto il profilo dell’efficienza, perché ci rimanda l’immagine di un paese che cerca di essere competitivo non pagando i lavoratori, specializzandosi in settori a basso valore aggiunto, non valorizzando adeguatamente i titoli di studio, incapace quindi di reggere alla sfida della ricerca e della innovazione.  Giorgia Meloni, nell’agosto di due anni fa, ci aveva detto che lei è per la contrattazione non per il salario minimo, ma il suo governo propone sistematicamente norme che indeboliscono i sindacati più rappresentativi e favoriscono la fuga dai contratti più tutelati, magari attraverso procedure di appalto e subappalto. Si oppone poi all’introduzione di un salario minimo legale che, nei paesi in cui è presente, ha posto un argine alla caduta del potere d’acquisto dei salari più bassi a fronte dell’inflazione. Favorisce quindi, anche per queste vie, lo sfruttamento e la svalutazione del lavoro e il declino economico del paese”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata Pd e responsabile nazionale Lavoro.

 

25/03/2025 - 12:09

"Mentre al Governo litigano per chi bacia di più la pantofola di Donald Trump, i salari in questo paese sono i più bassi del G20. Abbiamo perso il 9 per cento del potere d'acquisto. Uno scandalo. Bisogna alzare gli stipendi e calendarizzare subito il salario minimo". Lo ha detto ai tg Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio.

24/03/2025 - 18:50

“L’Italia ha il risultato peggiore di tutti i Paesi del G20 per quanto riguarda i salari reali, che sono inferiori di 8,7 punti rispetto a quelli del 2008. Nel frattempo il Governo cosa fa? Boccia la legge sul salario minimo, lascia 7 milioni di lavoratori ancora in attesa di contratto e nel pubblico impiego non riconosce il pieno recupero dell’inflazione perduta. Non sono queste le risposte di cui il Paese ha bisogno e i dati emersi oggi dalla ricerca dell’Ilo lo confermano”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, sul Rapporto mondiale sui salari dell'Ilo pubblicato oggi.

“Quanto emerso sul 2024 non è sufficiente: è vero, i salari reali sono cresciuti in media del 2,3%, ma questo non è certo merito delle politiche del Governo, piuttosto dell’inflazione più bassa rispetto agli anni precedenti. Quel dato non basta per compensare il picco del biennio 2022-2023, che non sarà probabilmente mai recuperato - prosegue la deputata Gribaudo - I fondi del Pnrr, che stanno attuando malamente e che non si riuscirà a spendere del tutto perdendo una grande occasione, non dureranno per sempre. Il divario, invece, tra stipendi e costo della vita rimane e ciò si può superare solo con il rinnovo dei ccnl. Invece di passare le giornate a litigare e di sfiduciare i propri ministri, le forze di Maggioranza potrebbero dedicarsi ai reali problemi italiani”.

 

24/03/2025 - 13:37

Serve risposta radicalmente diversa

“Il rapporto mondiale dell’ILO (l’Organizzazione internazionale del lavoro) inchioda l’Italia all’ultimo posto dei Paesi del G20 sui salari. Siamo quelli che hanno perso di più dal 2008: meno 8,7% del valore reale dei salari. Meloni ha poco da festeggiare, l’Italia va indietro con una dinamica salariale negativa. Il vero scandalo di questo Paese si chiama bassi salari e lavoro povero. 7 milioni di lavoratori sono ancora in attesa di contratto, nel pubblico impiego il Governo non riconosce il pieno recupero dell’inflazione perduta, il salario minimo è stato affossato: serve una risposta radicalmente diversa”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

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