"Una pagina nera della Rai a Domenica In. Il servizio pubblico che teme gli artisti e la loro voce, che tenta la censura in modo scomposto, smette di essere tale. Ghali e Dargen, con un messaggio di pace, hanno mostrato tutta la debolezza di questo sistema di potere". Lo scrive su X il deputato dem Alessandro Zan, responsabile Diritti del Partito Democratico.
“Ieri TeleMeloni ha colpito ancora. È andato in scena, in diretta nazionale e nel palco più famoso d'Italia, forse uno dei momenti più bassi della Rai: l’ambasciatore israeliano che accusa Ghali di incitamento all’odio per aver detto 'Stop al genocidio', Mara Venier che zittisce Dargen mentre parla di persone migranti, che redarguisce i giornalisti con un 'mi mettete in difficoltà' riferito alle domande fatte ai due cantanti, ed infine la vergogna vera. La presentatrice che legge un comunicato del Direttore della Rai in cui si solidarizza unicamente con Israele, dimenticandosi delle decine di migliaia di uomini, donne e bambini uccisi dalle bombe israeliane, dalla fame, dalla sete e per le mancate cure, si sono dimenticati di tutti quei civili che sono sistematicamente massacrati a Gaza. La Rai è ormai diventata il megafono del Governo di Giorgia Meloni e i suoi vertici sono inevitabilmente schierati con esso. Dopo la vergogna di ieri il Direttore Sergio dovrebbe dimettersi, perché un servizio pubblico che rinnega la verità, la libertà di informazione e, soprattutto, la pace, non lo si può più definire tale".
Lo dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi.
“Una grande partecipazione a conferma delle ragioni di questo sit in per l’indipendenza del servizio pubblico, per la libertà di stampa, per il diritto alla corretta informazione. Il servizio pubblico non è la tv di Palazzo Chigi. Questo principio non è chiaro al governo che sta sistematicamente usando le reti Rai per farsi propaganda con giornalisti sviliti a megafono della propaganda governativa”. Così il capogruppo democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano, al temine del sit-in sotto la Rai.
“È molto grave che il servizio pubblico televisivo abbia violato le regole deontologiche e la normativa sulla privacy”. Lo sottolinea in una interrogazione parlamentare la deputata dem, Ouidad Bakkali, che chiama l'Amministratore Delegato, Roberto Sergio a spiegare dei servizi sull’abbandono del neonato al pronto soccorso dell’ospedale di Aprilia.
“Le immagini trasmesse ‘in esclusiva’ dal Tg1 e poi da Rainews - sottolinea Bakkali - sono risultate lesive delle norme riguardante la privacy e anche delle basilari regole deontologiche che riguardano la professione giornalistica, tanto che è intervenuta addirittura l’Autorità garante per la protezione dei dati personali invitando i media ad astenersi dalla ulteriore diffusione delle immagini, che ritraggono una donna in un assoluto momento di fragilità umana e per questo sono altamente impattanti per quanto concerne la dignità stessa della donna”.
Per quali ragioni - chiede la deputata della commissione di vigilanza Rai - il servizio pubblico non ha rispettato le più basilari regole deontologiche e la normativa della privacy e quali iniziative intenda conseguentemente assumere affinchè tali episodi non si ripetano coniugando dovere di cronaca con tutela della dignità delle persone”.
“Il 7 febbraio saremo sotto la sede Rai a difesa del servizio pubblico che deve restare libero nella sua funzione di informare correttamente i cittadini. Stiamo assistendo a una deriva pericolosa con il governo che detta ogni giorno alle redazioni temi e tempi. Il caso del servizio del tg1 sugli aiuti agli anziani è solo l’ultimo di un lungo elenco. La Rai non è e non può diventare il megafono della propaganda elettorale della presidente Meloni” così la deputata democratica, Ouidad Bakkali.
“Il servizio pubblico non è la tv di Palazzo Chigi. Questo principio non è chiaro al governo che sta sistematicamente usando le reti Rai per farsi propaganda.
Non possiamo sottovalutare. Ogni giorno assistiamo ad attacchi al giornalismo d’inchiesta, all’occupazione dei tempi e degli spazi televisivi, a telegiornali ‘cuciti su misura’ che mettono in discussione la corretta informazione. L'operazione di disinformazione sugli aiuti agli anziani è purtroppo solo l’ennesimo episodio.
Per tutto questo, il partito democratico sta mobilitandosi e, insieme alle associazioni a difesa della libertà di stampa e per la corretta informazione, saremo il 7 febbraio in sit-in sotto la sede della Rai. Un primo appuntamento che servirà a denunciare quanto sta accadendo in Italia, dove il servizio pubblico è nelle mani del governo” così il deputato democratico, Andrea Casu.
“Che tristezza Unirai che scrive sotto dettatura del direttore Chiocci o di qualche ministro giornalista per difendere l’indifendibile. Invece di tutelare l’autonomia dei giornalisti, siamo agli attacchi frontali ai componenti della commissione di vigilanza. Ricordiamo a Unirai che il partito democratico non vuole “dettare” nulla alle redazioni, pretendiamo invece che sia rispettata la corretta informazione e che non si interpreti il servizio pubblico come la tv del governo e della sua propaganda. Ecco perché i vertici devono venire in vigilanza ed ecco perché oggi abbiamo annunciato un sit-in sotto la Rai a difesa della libera e corretta informazione pubblica”. Così i componenti della commissione di vigilanza Rai.
“Cosa sta accadendo a Rai News? Dopo l’ennesima interruzione della diretta parlamentare, proprio durante l’intervento della segretaria del partito democratico, chiediamo al direttore Petrecca di riferire con urgenza in commissione di vigilanza su quanto accaduto oggi e sulle modalità con cui il canale all news del servizio pubblico segue le dirette parlamentari”. Lo scrivono in una nota i componenti democratici nella Commissione parlamentare di vigilanza Rai.
“Interrogazione PD a Meloni e Piantedosi”
È inaccettabile e molto grave il comportamento del viceministro ai Trasporti Galeazzo Bignami che mercoledì scorso, in occasione dell’incontro a Forlì tra la Presidente Ursula Von der Leyen e la premier Giorgia Meloni, ha duramente attaccato e accusato di incompetenza il dirigente del servizio pubblico per aver consentito ad una pacifica manifestazione degli alluvionati dell’Emilia Romagna di avvicinarsi nei pressi del Comune e sarebbe persino giunto a contattare il Ministro dell'Interno per lamentarsene. Abbiamo presentato una interrogazione parlamentare come Gruppo PD per chiedere alla presidente del Consiglio e al ministro Piantedosi se non ritengano che il comportamento del viceministro sia andato non solo oltre le proprie competenze, ma soprattutto oltre i limiti costituzionali e se intendano censurare pubblicamente tale atteggiamento irrispettoso della libertà di manifestare e del delicato lavoro delle forze dell'ordine.
Così la vicecapogruppo dei deputati PD Simona Bonafè e i deputati dem Ouidad Bakkali e Andrea Gnassi.
Oggi al tg1 delle 13.30 sono andati in onda 60 secondi di retorica pura per un omaggio non ai morti, ma ai giovani di Fratelli d’Italia. In 40 anni non s’era mai visto piegare il servizio pubblico alla propaganda di una forza politica, ma la destra che occupa i tg non ha più freni: non inchieste ma racconti edificanti di una patria che fuori dalla tv viene sacrificata ogni giorno sull’altare dell’interesse di parte: quello della peggiore destra del dopoguerra”.
Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati e al Senato.
Misura è colma, subito audizione in Vigilanza
“Con il servizio di oggi del Tg1 su una manifestazione organizzata dal movimento Gioventù nazionale, definita non politica e elevata a evento patriottico culturale, la Rai ha toccato il fondo. Dopo gli allontanamenti selettivi di autorevoli professionisti, dopo il crollo degli ascolti, dopo la messa in mora di un serio piano di investimenti per il rilancio del servizio pubblico, siamo adesso alla bassa propaganda mascherata da servizi culturali. Il Direttore Chiocci venga a spiegare in vigilanza Rai se ha cambiato ruolo e se è diventato il portavoce dei movimenti giovanili di destra che hanno sede in via della Scrofa”.
Così i parlamentari dem in commissione di vigilanza Rai commentano il servizio che il Tg1 ha messo in onda oggi nell’edizione delle 13.30 su un’iniziativa, definita non politica, organizzata dal movimento giovanile di Fratelli d’Italia. “La misura è colma -
concludono - chiedo l’immediata audizione di Chiocci”.
“Come denunciato recentemente durante l’audizione in commissione trasporti della Camera dei Deputati dall’assessore Patanè la Capitale riceve solo il 3,5 % del fondo nazionale trasporti pur rappresentando il 7% dei chilometri totali: uno squilibrio evidente che rende sempre più insostenibile il servizio pubblico nella Capitale e necessita di correttivi immediati. La mozione del Partito Democratico, a prima firma Baglio Tempesta e Zannola, approvata oggi all’unanimità in assemblea capitolina anche grazie al voto di tutte le opposizioni è un’ottima notizia per il paese perché rappresenta l’unità che nelle Istituzioni dobbiamo sempre puntare a costruire sul tema cruciale del rilancio del tpl, la rimodulazione dei criteri di assegnazione del fondo nazionale che lo finanzia, la necessità del rinnovo dei contratti per lavoratrici e lavoratori e del miglioramento della qualità del servizio per tutte le cittadine e i cittadini. Nel percorso che dobbiamo compiere per garantire a livello nazionale a tutte e a tutti il diritto a una mobilità sostenibile e sicura la capitale deve essere messa nelle condizioni di essere locomotiva e non fanalino di coda.
Dichiara Andrea Casu, deputato Pd e primo firmatario della risoluzione del Partito Democratico per il Trasporto Pubblico Locale in discussione nella commissione trasporti della Camera dei deputati
Schillaci batta un colpo, ormai è commissariato da Fitto
"Governo irresponsabile, con la revisione del Pnrr taglia drasticamente i fondi alla sanità e compromette tutto il servizio sanitario nazionale. Con i tagli previsti, che riguardano personale e strumentazione tecnica, gli ospedali dovranno aspettare fino al 2026 per nuove tecnologie diagnostiche come Tac e risonanze magnetiche di ultima generazione, e ecografi digitali.
Una scelta scellerata che avrà conseguenze molto gravi: si indebolisce il servizio sanitario pubblico senza più equità di trattamento e diritto alla cura previsto dalla nostra Costituzione; e si crea precarietà e differenze tra territori e tra possibilità economiche delle persone. Chiediamo al ministro Schillaci di battere un colpo davanti a queste decisioni che hanno il sapore di un suo vero e proprio commissariamento da parte del ministro Fitto". Lo ha detto il deputato del Pd, Gian Antonio Girelli, componente della commissione Affari sociali di Montecitorio.
“Oggi la Rai compie 70 anni. Da quando è nato il servizio pubblico radiotelevisivo la tv è entrata nelle case degli italiani portando l’informazione, le notizie sull’Italia e sul mondo, la democrazia. La Rai deve tornare ad essere patrimonio del Paese.
A condizione che si ripristini il pluralismo che oggi purtroppo non si vede”. Lo dichiarano i componenti Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.