04/04/2023 - 19:30

“Buon lavoro alla presidente e a tutto l’ufficio di presidenza”

“Oggi in commissione di Vigilanza si è concluso un importante lavoro che dà finalmente avvio ai lavori. Per quanto ci riguarda, siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto e auguriamo alla presidente e a tutto l’ufficio di presidenza gli auguri di buon lavoro. Il nostro impegno per garantire equilibrio dell’informazione e indipendenza del servizio pubblico sarà determinato e costante, convinti che questo debba essere il ruolo della commissione e di tutti i suoi componenti”.

Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione di Vigilanza Rai Stefano Graziano.

04/04/2023 - 17:10

“Buon lavoro alla presidente e a tutto l’ufficio di presidenza”

“Oggi in commissione di Vigilanza si è concluso un importante lavoro che dà finalmente avvio ai lavori. Per quanto ci riguarda, siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto e auguriamo alla presidente e a tutto l’ufficio di presidenza gli auguri di buon lavoro. Il nostro impegno per garantire equilibrio dell’informazione e indipendenza del servizio pubblico sarà determinato e costante, convinti che questo debba essere il ruolo della commissione e di tutti i suoi componenti”.

Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione di Vigilanza Rai Stefano Graziano.

21/03/2023 - 21:23

“Questa legge nasce da una proposta approvata dal governo Draghi e con l'apporto fondamentale dei ministri Speranza e Orlando a cui va il nostro ringraziamento. La riteniamo una legge di civiltà e di maturità a cui ha dato un contributo fondamentale la forza politica a cui appartengo che ha sempre difeso la cultura del Welfare pubblico, della cura, dell'assistenza e del diritto a una vita dignitosa in ogni età della vita, una cultura del rispetto che trae origine e nutrimento dalla nostra Costituzione. Papa Francesco ha detto che un Paese si giudica da come gli anziani vengono trattati e da quale posto riserviamo loro nella nostra società”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Ilenia Malavasi, della commissione Affari Sociali, nel suo intervento in dichiarazione di voto finale sul ddl Anziani ("Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane"), annunciando il voto di astensione del Gruppo del Pd.

“E’ importante garantire – ha aggiunto l’esponente Pd - la presa in carico della condizione di fragilità delle persone anziane in una cornice più generale di norme a tutela di tutti coloro che si trovano in una condizione di non autosufficienza che riguarda milioni di persone. Una riforma così importante deve mettere a sistema una vera integrazione tra il Servizio Sanitario Nazionale, il sistema sociale e socio assistenziale per rimettere al centro il diritto alla cura per tutti e garantire le stesse prestazioni in tutto il territorio nazionale,  superando divari e ingiustizie. Purtroppo in questo disegno di legge manca la definizione della platea delle persone a cui ci rivolgiamo, mancano le risorse (una riforma di questo tipo non si può fare a risorse invariate), manca il riconoscimento della figura del caregiver, manca il riconoscimento del lavoro di cura e del valore della cura, mancano criteri chiari per l'accreditamento di soggetti publici e privati, terzo settore compreso, che erogano servizi domiciliari di cura e assistenza, manca una definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. Di tutto questo non c'è traccia.  Avremo certamente preferito un confronto tra maggioranza e opposizione anche per apportare qualche miglioria che riteniamo necessaria, ma non c’è stata alcuna apertura. Non è un buon modo di lavorare”.

“Una riforma così importante – ha concluso Malavasi – ha bisogno di più risorse per attuare le misure previste dalla legge e garantire continuità di cure e di assistenza.  Nessuna delega in bianco dunque ma una vigilanza ferrea. Ci saremo per dare il nostro contributo per una buona attuazione ai principi della delega e per verificare che ci siano le risorse necessarie e garantire l'uniformità e l'universalità dei diritti e l'unità del Paese”.

20/03/2023 - 15:35

“Il vizio della destra degli editti contro i giornalisti si ripresenta con puntualità. Per un episodio già chiarito, FdI, addirittura in una nota di Gruppo, pretende l’epurazione di Lucia Annunziata. Un metodo inaccettabile che si unisce alla ormai evidente occupazione degli spazi informativi. Non è ammissibile piegare il servizio pubblico alla volontà di una maggioranza, qualunque essa sia. Dalla prima nota ufficiale dei componenti Fdi della commissione di Vigilanza ci saremmo aspettati che si unissero alle nostre richieste di convocare la commissione stessa, visto che a 5 mesi dall’insediamento di questo parlamento la maggioranza ne ha finora impedito l’insediamento. Dov’è il loro senso delle istituzioni? Sono solo capaci di fare liste di proscrizione?

Lo dichiara il deputato democratico Vinicio Peluffo, componente della commissione di Vigilanza Rai.

19/03/2023 - 16:36

"Maurizio Gasparri è senza vergogna, strumentalizza un episodio, peraltro già ampiamente chiarito e risolto da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione ‘Mezz'ora in più’ su Rai3 dopo un’intervista con la ministra alla famiglia e pari opportunita' Eugenia Roccella,  per allungare le manacce sui vertici di Viale Mazzini e disvelando qual è l’unico interesse del centrodestra: occupare la Rai. Le sue frasi ‘la stagione di ricambio dei vertici Rai diventa urgente perché c'è un abuso costante di cui l'Annunziata è soltanto l'emblema più grave, più vetusto, più fazioso. Ora basta’, non lasciano dubbi ad altre interpretazioni. Il tutto dopo che l’Osservatorio di Pavia, così come l’Agcom, ha denunciato l’occupazione della maggioranza di centrodestra degli spazi informativi di Tg1 e Tg2. Anziché intimidire i giornalisti del servizio pubblico Gasparri convincesse i suoi sodali di centrodestra a lasciar convocare finalmente la commissione di Vigilanza Rai, che ha molto lavoro da svolgere per difendere il servizio pubblico dagli assalti della destra”. Lo dichiara il deputato dem Vinicio Peluffo, componente della commissione di Vigilanza Rai.

18/03/2023 - 10:52

“Dopo i dati dell’Agcom, che hanno ripetutamente evidenziato l’invasione del governo e della maggioranza nei Tg di Rai1 e Rai2, anche i dati pubblicati dall’Osservatorio di Pavia certificano quello che è sotto gli occhi di tutti: una presenza tutta schiacciata a favore di governo e maggioranza. A gennaio e febbraio il Tg1 ha messo a disposizione al governo e alla maggioranza poco meno del 70 per cento del parlato, con il 51,8 distribuito fra premier, ministri e sottosegretari e il 15,2 tra i vari esponenti del centrodestra. Il Tg3 mantiene invece un equilibrio riservando a governo e centro destra il 54,4 per cento del parlato. Le opposizioni sono quasi del tutto imbavagliate, sul Tg1 parlano il 17,3 per cento e sul Tg2 il 22,7 per cento. Come se non bastasse la maggioranza fa ostruzionismo sulla convocazione della commissione di Vigilanza Rai che deve ancora essere convocata per poter iniziare il proprio ruolo istituzionale di controllo e indirizzo sul rispetto del pluralismo nel servizio pubblico. Questo stato di cose è inaccettabile e porta la precisa responsabilità della maggioranza di governo, la destra conferma la propria intolleranza al rispetto delle regole democratiche”. Lo dichiarano i deputati dem, Stefano Graziano e Vinicio Peluffo, componenti della commissione di Vigilanza Rai.

07/03/2023 - 19:15

“Oggi, durante l’audizione in commissione Difesa del comandante generale dell'Arma dei carabinieri, generale di Corpo d'armata Teo Luzi, ho annunciato la presentazione della proposta di legge a mia prima firma e sottoscritta da tutti i deputati democratici della commissione Difesa, Anna Ascani, Nicola Carè, Andrea De Maria e Piero Fassino, per la rivalutazione delle pensioni del comparto delle forze armate. Lo scopo della proposta è quello di adattare l’attuale normativa pensionistica alle specificità del personale del comparto difesa e sicurezza (Forze armate, compresa l’Arma dei Carabinieri, Forze di polizia e Corpo dei vigili del fuoco) per coloro i quali coloro accedono alla pensione così da poter godere del massimo contributivo previsto al raggiungimento dell’età pensionabile”. Lo dichiara in una nota il deputato dem Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera. 

“Il nostro ordinamento – aggiunge Graziano - in particolare con la legge 4 novembre 2010 n.183, riconosce la specificità del ruolo e dello stato giuridico di tale personale, in relazione alla peculiarità dei compiti, alle limitazioni personali che ne derivano e ai requisiti di efficienza operativa richiesti. Tale personale risulta però svantaggiato sul versante previdenziale, in conseguenza dell’introduzione del metodo di calcolo contributivo perché, anche restando in servizio fino al massimo di età previsto dal proprio ordinamento, questo personale non riesce a raggiungere i coefficienti di trasformazione più favorevoli, che la legge fissa al raggiungimento di età avanzate. Questa circostanza, aggravata dalla mancata istituzione di alcuna forma di previdenza compensativa, crea una situazione di estremo svantaggio per il personale del comparto nel momento del pensionamento, dopo una carriera professionale dedicata alla difesa dello Stato e dei suoi cittadini. Si tratta quindi di intervenire con una norma di equità contributiva, equiparando il coefficiente di trasformazione indicato per il pubblico impiego al momento di accedere al pensionamento per limiti di età”.

06/03/2023 - 19:54

“Una irritualità che sorprende e preoccupa. L’incontro reso noto da palazzo Chigi fra la presidente Meloni e l’ad Rai Fuortes, ufficialmente per discutere del bilancio dell’azienda, è una novità di cui non si capisce la ragione a meno che non si tratti della volontà di esercitare un controllo della presidenza del consiglio sull’azienda che in realtà ha come azionista il ministero dell’Economia. Peraltro ancora non si è insediata la commissione di Vigilanza, organismo parlamentare che è chiamato ad esercitare il controllo. Un ulteriore episodio che rafforza la nostra valutazione sulla volontà di governo e maggioranza di occupare spazi nel servizio pubblico, come purtroppo abbiamo già avuto modo di denunciare”.

Lo dichiara il deputato democratico Vinicio Peluffo

19/02/2023 - 13:10

“Ancora una volta il Tg1 e il Tg2 dimostrano di non comprendere bene cosa voglia dire svolgere il ruolo di ‘servizio pubblico’ e di preferire quello di ‘trombettieri’ della destra. Nell’edizione di ieri sera i due Tg della Rai sono riusciti nel complicato compito di nascondere le divisioni all’interno della maggioranza, nel giorno in cui era stata costretta addirittura a dimettersi una sottosegretaria di Fdi condannata per peculato, con pena confermata nel terzo grado di giudizio. Si conferma quanto segnalato nei dati Agcom, che certificano un evidente squilibrio nell’informazione, e anche ciò che avevamo già denunciato come Partito Democratico: ci troviamo davanti ad una vera e propria occupazione da parte della destra dell’informazione Rai, con passerelle televisive dei suoi esponenti e cori di ‘osanna’ per le scelte politiche assunte dal governo Meloni. Una ragione in più per chiedere un rapido insediamento della commissione di Vigilanza Rai. Non c’è più tempo da perdere”.

Così il capogruppo del Pd in commissione Attività produttive, Vinicio Peluffo.

17/02/2023 - 18:06

“A Maurizio Scaparro dobbiamo un enorme grazie: per le tante meravigliose pagine di teatro che ci ha regalato come regista e come critico, e anche per un’idea di cultura come servizio pubblico aperto a tutti, fondamentale per il benessere della società. Questa visione democratica di politiche culturali, specie in un tempo come il nostro, in cui teatro e industrie creative faticano a trovare investimenti pubblici adeguati, resta un’eredità da custodire con cura e una missione decisiva per il Paese. Alla famiglia e a tutti i suoi affetti un grandissimo abbraccio”.

Così Nicola Zingaretti, deputato del Partito Democratico della commissione Cultura.

22/01/2023 - 11:54

“Era già evidente facendo zapping sulle principali edizioni del tg1 e tg2 dove immancabilmente compaiono i volti degli esponenti del centro destra e dove si va ben oltre la copertura dell’azione di governo. È una vera occupazione senza precedenti della maggioranza di governo degli spazi d’informazione del servizio pubblico
Per chi non se ne fosse accorto, lo dicono chiaramente i dati agcom ripresi oggi sui quotidiani. Dati che certificano la situazione gravissima è inaccettabile in cui versa l’informazione nei tg di rai1 e rai2”. Lo dichiara il deputato democratico Vinicio Peluffo, capogruppo in commissione Attività produttive alla Camera.

15/12/2022 - 18:30

“Oggi sono sceso in piazza a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità pubblica per difendere con decisione il servizio sanitario nazionale che questa destra sta svilendo. Una piazza determinata che ha chiesto risposte precise ad una maggioranza sempre più arrogante e in confusione. Nella manovra, oltre alle belle parole che ci dispensa il ministro Schillaci, non troviamo né risorse né investimenti sufficienti a sostegno del Ssn. Anzi scopriamo tagli alle prospettive di crescita che ci sembrano assolutamente incomprensibili. Sette medici al giorno scelgono di andar via dal sistema sanitario nazionale per basse retribuzioni e condizioni lavorative sempre più difficili ed entro il 2030 la metà dei medici andrà in pensione, circa 50mila sui 112mila in attività. Servirebbero nuove assunzioni, non solo per il turnover, ma soprattutto per garantire i livelli essenziali di assistenza. Non invertendo la rotta stiamo per assistere al collasso del sistema sanitario pubblico per mano del governo Meloni, che ovviamente verrà scaricato sulle famiglie più in difficoltà e sui ceti popolari. Tutto questo è inaccettabile e siamo sconcertati dal fatto che per l'ennesima volta questa destra, nonostante la pandemia, ci mostra di non avere minimamente chiaro il ruolo fondamentale che riveste la sanità pubblica. Abbiamo presentato emendamenti per aumentare l’organico di medici, pediatri, infermieri. Il governo ascolti le istanze di chi ha salvato il Paese in questi anni di pandemia e non solo”. Lo afferma Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera a margine della manifestazione a piazza Santi Apostoli a Roma, organizzata dai sindacati dei medici, veterinari e dirigenti sanitari.

10/11/2022 - 13:14

“Nell’attuale esecutivo siedono componenti di quel governo Berlusconi, che si è reso protagonista del taglio di 8 miliardi di risorse all'istruzione e di 133mila cattedre. Proprio per questo vigileremo e saremo molto attenti e propositivi, perché questo non accada. Il Pnrr ci ha confermato, ancora una volta, l'importanza e la necessità di investimenti qualificati e ingenti nel settore dell'istruzione, soprattutto stabili e assicurati nella prospettiva. Tassi d’uscita dal sistema di istruzione, livelli di dispersione scolastica e povertà educativa ed economica nel nostro Paese ci impongono un impegno e una riflessione seria e devono essere i temi centrali nell'agenda politica di questo Governo. Il ministro Valditara recentemente ha parlato di una scuola dove si devono affermare i concetti di patria e di autorevolezza. Noi pensiamo che si debba prima ancora impegnarsi per una scuola attenta verso tutta la comunità scolastica, capace di valorizzare i docenti e, per questo, riteniamo che sia ormai improrogabile il rinnovo del contratto di lavoro con risorse significative ulteriori, aggiuntive e adeguate, perché pensiamo e crediamo in una scuola che dia opportunità agli studenti. Opportunità che si legano allo sviluppo e potenziamento del sistema 0/6, per la piena gratuità dei trasporti, per gli interventi di edilizia scolastica, per le mense e per il tempo pieno. Solo se la scuola diventa realmente inclusiva, capace di affrontare il nodo delle diseguaglianze e dei divari territoriali, potendo garantire a tutti non solo uguali condizioni di partenza, ma interventi costanti durante tutto il percorso scolastico, sarà in grado di attuare la sua missione e la sua funzione di servizio pubblico. Solo in questo modo la scuola si fa strumento per l'emancipazione e la crescita del singolo e per lo sviluppo della società. Una scuola nazionale e non regionalizzata, attenzione. Nella nostra risoluzione, presentata ieri in Aula, avevamo fatto una proposta al governo e posto un impegno ben preciso, quello di reinvestire le risorse liberate dalla riduzione della spesa in istruzione conseguente al calo demografico, proprio in questo settore, nel settore della scuola, a beneficio dei giovani e delle future generazioni”.

Lo ha dichiarato nel suo intervento in discussione generale, la capogruppo dem in VII Commissione e responsabile Scuola del Pd, Irene Manzi.

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