12/06/2025 - 19:00

“Serve una regolamentazione giuridica semplice ed efficace sull’intelligenza artificiale, non una normativa che, come il decreto sicurezza, limita i diritti invece di tutelarli”. Lo ha dichiarato Chiara Gribaudo (PD), vicepresidente del partito, intervenendo oggi alla Camera dei Deputati al convegno “Intelligenza artificiale e rapporti di lavoro – Attualità e prospettive”.

“L’IA può salvare vite e migliorare le condizioni di lavoro, ma può anche diventare uno strumento di controllo e di esclusione. Per questo – ha aggiunto – non possiamo permettere un’introduzione unilaterale nei luoghi di lavoro, senza il coinvolgimento delle rappresentanze e senza tutele chiare”.Gribaudo ha sottolineato la necessità di “garantire responsabilità umana, informazione trasparente e diritti”, richiamando anche l’impegno dell’UE e dell’Agenzia europea per la sicurezza sul lavoro sul tema della transizione digitale. “Solo governando questa trasformazione – ha concluso – l’intelligenza artificiale potrà essere davvero al servizio di un lavoro dignitoso e sicuro”.

Tra i relatori anche l’avvocato Stefano Margiotta, docente all’Università degli Studi Roma Tre, che ha contribuito al dibattito con un approfondimento giuridico sul disegno di legge C-2316 e l’articolo 11.

 

12/06/2025 - 16:49

“L’Istat certifica una stabilità nei dati sulla disoccupazione, ma il vero tema è la qualità dell’occupazione: i contratti a termine continuano ad aumentare, segnale di un lavoro povero, precario, spesso occasionale. Si tratta di un’occupazione a basso valore aggiunto, che non garantisce diritti né sicurezza. Mentre in Spagna il contratto a tempo indeterminato è tornato a essere la regola, in Italia il governo continua ad alimentare la precarietà”. Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, che in un’intervista sui canali social dei deputati dem sottolinea come l’esecutivo “sia diventato il principale agente di instabilità del lavoro: l’utilizzo estensivo di voucher, contratti a termine e lavoro in somministrazione mina la forza contrattuale dei lavoratori e aggrava le condizioni di insicurezza”.

Sul fronte della sicurezza, Scotto contesta le affermazioni della ministra Calderone: “Collaborare con l’opposizione significa, prima di tutto, eliminare il massimo ribasso negli appalti, chiudere la stagione dei subappalti a cascata e investire risorse vere nella sicurezza sui luoghi di lavoro. Ma soprattutto significa scegliere il lavoro stabile contro la precarietà, che è una delle cause principali delle morti sul lavoro, come certifica l’Inail”.

Critico anche il giudizio sulla cosiddetta “patente a crediti” per le imprese edili: “È uno strumento inefficace. Basta una semplice autocertificazione, e i controlli sono ridotti al minimo: nei primi sei mesi solo il 2,7% delle imprese è stato verificato, su 800mila patenti rilasciate solo 21 sono state sospese. In un Paese dove muoiono tre lavoratori al giorno, 1100 nell’anno precedente significa che non siamo davanti a una soluzione, ma a un’illusione”.

 

12/06/2025 - 16:48

“L’Ufficio Parlamentare di Bilancio lo ha confermato: la riforma dell’IRPEF voluta dal centrodestra non alleggerisce il carico fiscale, ma lo aumenta per buona parte del ceto medio. È esattamente ciò che il Partito Democratico denuncia fin dall’inizio di questa legislatura: una riforma sbagliata, che penalizza i contribuenti e contribuisce all’aumento della pressione fiscale, in aperta contraddizione con le promesse elettorali del governo Meloni”. Così Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

“In un contesto economico internazionale già critico – aggiunge l’esponente dem – con la frenata del Pnrr, l’inasprimento dei dazi da parte degli Stati Uniti e la fragilità dell’economia italiana, il governo continua a raccontare un Paese che non esiste. Mentre gli altri Paesi programmano il futuro con serietà, l’esecutivo Meloni preferisce rifugiarsi nella propaganda, ignorando la realtà dei dati e delle difficoltà. Siamo alla quarta modifica del PNRR, dopo che il governo aveva promesso di rivoluzionarlo rispetto alla versione Draghi. Ma la verità è che il livello organizzativo e la capacità di attuazione non sono neanche lontanamente paragonabili. Molti obiettivi non sono stati raggiunti e i dati che il governo sbandiera sono gonfiati: si basano sull’assegnazione di gare e contratti, ma non c’è alcuna certezza che le opere verranno effettivamente completate entro il termine del 31 dicembre 2026. Il rischio concreto è che le imprese vadano pagate e l’Europa non rimborsi l’Italia.”

“Un grande Paese come l’Italia – conclude Pagano - dovrebbe affrontare questa fase convocando maggioranza e opposizione attorno a un tavolo. Il Pnrr è nato grazie a un lavoro condiviso, con l’ex governo Draghi, e oggi va salvaguardato. Se perdiamo quei fondi, insieme a quelli strutturali europei, ci condanniamo a una crescita nulla. E se non si crea ricchezza, si distribuisce solo povertà. Il Pd è disponibile al confronto, ma il governo preferisce ignorare i problemi e ostentare sicurezza. A loro diciamo: non è in gioco una carriera politica, è in gioco il destino di milioni di cittadine e cittadini”.

 

12/06/2025 - 15:43

“Oltre mille morti sul lavoro nel 2024, malattie professionali in aumento, infortuni tra studenti in crescita. I numeri parlano chiaro: sul tema della sicurezza non bastano più le parole, servono fatti. Non è più tollerabile un mondo del lavoro fatto da precarietà e insicurezza. Il sistema ispettivo resta sottodimensionato e il caporalato non si combatte davvero se non si investe con adeguati investimenti nei controlli”. Lo ha ribadito oggi in Aula il deputato Pd Mauro Laus, intervenendo sulla relazione della ministra Calderone per la sicurezza sul lavoro.

“Invece di proseguire con strumenti già depotenziati, come la patente a punti in edilizia – ha sottolineato l'esponente dem - il governo dovrebbe smetterla con leggi vetrina o slogan. La precarietà non è solo un problema di diritti, ma un fattore che mette a rischio la vita stessa dei lavoratori. Chi vive nell’incertezza non può lavorare in sicurezza. Un Paese che non protegge chi lavora, è un Paese che non ha futuro”, ha concluso Laus.

 

12/06/2025 - 14:21

“Faremo, lavoreremo, stanzieremo: queste sono le parole della ministra Calderone oggi in Aula come se in questi due anni e mezzo fosse stata altrove, la ministra del Lavoro di un altro Paese. Le morti sul lavoro sono un dramma che va affrontato come una vera emergenza nazionale perché la sicurezza è il metro della civiltà di un Paese. E in questo l'Italia non è all'altezza. Non è cortesia il fatto che Calderone sia a Montecitorio, ma è grazie alla proposta del Pd che il governo è tenuto a riferire ogni anno in Parlamento sulla sicurezza sul lavoro”. Lo ha detto il deputato Marco Sarracino, responsabile coesione territoriale del Pd, intervenendo sulla relazione della ministra Calderone per la sicurezza sul lavoro.

“Il metodo voluto dal governo – continua l'esponente Pd - si basa sulla svalutazione del lavoro da un lato e sulla compressione dei diritti dall'altro ed è incurante della condizione di milioni di lavoratori. Meloni dichiarò che il suo governo sarebbe stato di 'chi lascia fare e chi vuol fare', ma lo ha fatto sdoganando tutto: le tasse come un pizzo di Stato, il lavoro senza tutele, l'impresa senza regole, addirittura la vita umana come un costo da tagliare”. “Così non si può andare avanti, la sicurezza non può essere un tema isolato in un Paese dove si lavora tanto e si guadagna troppo poco, dove i salari sono fermi da decenni, dove intere generazioni vivono nella costante precarietà o vanno all'estero perché non si sentono rispettati. Il lavoro deve dare dignità, ma il governo Meloni toglie la speranza”, conclude Sarracino.

 

12/06/2025 - 14:05

"Non parliamo più di morti bianche, non lo sono, sono morti ingiuste e spesso nascono da una visione distorta del lavoro che mette prima il profitto e dopo la sicurezza, che ancora troppo spesso viene considerata un pezzo di carta, quando dovrebbe essere un patrimonio condiviso e non un onere”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’Inchiesta parlamentare sugli incidenti sul lavoro in Italia, rispondendo alla ministra Elvira Calderone alla Camera.

“Siamo d’accordo che serva formazione e rispetto delle norme, ma dobbiamo chiederci: quale cultura della sicurezza hanno lavoratori sottoinquadrati? Quale cultura hanno lavoratori che magari non parlano la nostra lingua? Quale cultura della sicurezza hanno lavoratori che devono svolgere un lavoro nel minor tempo possibile? - ha proseguito la deputata dem - Vengono mandati allo sbaraglio. Per non parlare poi dei lavoratori irregolari, fuori dai numeri che abbiamo ma che sappiamo perfettamente che esistono”.

“Su appalti e subappalti non avete detto nulla, non avete fatto nulla, solo annunci. Ma è lì che bisogna intervenire, nella catena degli appalti e dei subappalti, dove si annida maggiore precarietà, maggiore insicurezza, minore formazione alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Serve il gratuito patrocinio per i famigliari delle vittime e serve una procura speciale. Non dobbiamo lasciare sole le piccole procure che spesso non riescono a gestire al meglio i procedimenti sugli incidenti sul lavoro, perché se no rischiamo di non dare giustizia ai famigliari, e in quel caso lo Stato perde due volte” ha concluso Gribaudo.

 

12/06/2025 - 13:18

"Nell'ultimo biennio le morti sul lavoro nel nostro paese sono aumentate: i numeri sono purtroppo chiari ed evidenti. Se oggi il Ministro Calderone deve venire in Parlamento per riferire annualmente su una piaga drammatica della nostra società e non limitarsi a parlarne soltanto in conseguenza di eventi terribili è grazie ad una iniziativa del Partito Democratico. Le politiche della destra, nonostante i continui proclami non sono state né incisive né efficaci. Al contrario: svilendo diritti, rifiutando il salario minimo, la settima corta e non definendo responsabilità precise sui subappalti a cascata hanno inevitabilmente promosso un sistema privo di tutele e quindi più pericoloso. Serve un cambio di passaggio che fini ad oggi la Premier Meloni ha promesso soltanto a parole": è quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi a seguito delle comunicazioni del Ministro Elvira Calderone sulla sicurezza sul lavoro, svolte oggi giovedì 12 giugno a Montecitorio.

 

12/06/2025 - 12:34

Vicini alla famiglia del brigadiere Legrottaglie morto mentre svolgeva il suo lavoro. Vicinanza all' Arma dei Carabinieri ogni giorno impegnata nella sicurezza delle nostre città e del paese. Un impegno che non si è arreso neanche di fronte alla tragica morte e ha consentito di catturare i rapinatori.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

11/06/2025 - 19:08

“Quanto sta avvenendo al processo per la morte di Giulio Regeni è una pregiudiziale nelle nostre relazioni con l'Egitto. Grazie allo sforzo delle nostre forze dell'ordine, della magistratura e degli apparati di sicurezza, è stato svolto un lavoro approfondito per capire la verità sulla tortura, il rapimento e l'uccisione di un cittadino italiano all'estero. Il nostro Paese ha chiesto la collaborazione delle autorità giudiziarie dell'Egitto, collaborazione che non c'è mai stata. Tant’è che il processo si svolge a Roma senza gli imputati e senza la collaborazione delle autorità dove quegli orrendi crimini sono stati compiuti. Noi riteniamo che sia un danno all'interesse nazionale che il governo stipuli un nuovo accordo, pur se tecnico, con le autorità di un paese che non collabora su una questione centrale che ha a che fare con la vita di un nostro concittadino. Ancora una volta per la maggioranza è più importante la politica commerciale dei principi”.

Così la deputata democratica e vicepresidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle, intervenendo in Aula per annunciare il voto di astensione del Gruppo all’accordo con l’Egitto sul trasporto internazionale di merci per mezzo di veicoli trainati.

 

11/06/2025 - 16:27

Il presidente dell’INPS Fava oggi ha parlato di un passo avanti verso un ‘welfare generativo’, illustrando il progetto INPS in rete per l’inclusione. Ma le scelte concrete dell’Istituto vanno nella direzione opposta: tagliano fuori il Terzo Settore e smantellano un sistema di cura e inclusione costruito negli anni con professionalità e responsabilità”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico, commentando le dichiarazioni del presidente INPS e il contenuto del nuovo bando “Home Care Premium” 2025–2028.

“Il bando, anche dopo le modifiche che hanno ripristinato i servizi infermieristici e sociosanitari – prosegue Lai – esclude di fatto le cooperative sociali che da anni garantiscono assistenza domiciliare qualificata alle persone non autosufficienti, interrompendo così non solo la continuità dei servizi ma anche la rete di protezione che queste realtà assicuravano, con personale formato e tutelato”.

Lai sottolinea come il nuovo impianto, che affida il servizio direttamente a singoli professionisti, metta a rischio la sicurezza dei lavoratori, la copertura assicurativa per utenti e operatori, e incentivi il dumping contrattuale, penalizzando chi rispetta i contratti collettivi nazionali e tutela i propri dipendenti.

“L’INPS – conclude il deputato dem – non può invocare parole come ‘fiducia’, ‘inclusione’ e ‘valore sociale’ mentre nel suo bando HCO 2025-28 promuove un modello che marginalizza i soggetti collettivi del welfare, svuota le reti di cura e mette in crisi interi comparti del Terzo Settore, come denunciato in queste settimane dalle imprese cooperative e dalle organizzazioni dei lavoratori. Chiediamo una nuova revisione del bando e un confronto serio con le parti sociali per costruire davvero un welfare partecipato e generativo, non a parole ma nei fatti”.

 

11/06/2025 - 14:01

“Ancora una volta GIMBE da i numeri, quelli veri, che partendo dall’analisi del fallimento del provvedimento teso a risolvere la criticità delle liste d’attesa, rimanda ad una fotografia sempre più sbiadita di quel che è stato il SSN.
Il numero drammaticamente in crescita di chi rinuncia alla cura, la manifesta disorganizzazione del servizio, la mancanza di forza per dettare regole nel rapporto pubblico privato, la separazione e differenziazione in 21 modelli territoriali, sono criticità che non possono più attendere. È necessario immettere più risorse, prevedendo di togliere dalla spesa la parte della prevenzione per prevederla in investimento. È necessario riportare la strategia e la regia a livello nazionale, le regioni ne organizzino l’applicazione sui territori.
È indispensabile partire con una grande opera di prevenzione dove educazione, diagnosi precoce, salubrità ambiente e sicurezza sul lavoro, medicina di genere, screnning, vaccini e percorsi terapeutici corretti sono al centro dell’impegno. Non si tratta di mero scontro politico, che pur c’è, si tratta di impedire che il principio universalistico di diritto alla cura non venga smantellato, creando diseguaglianza crescente e generando criticità sanitarie future per tutte e tutti. Perché la salute o è un bene collettivo o diventa una povertà collettiva, non esiste l’individualismo o la singola tutela, esiste la comunità in cui viviamo”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli deputato pd e vicepresidente della commissione parlamentare di inchiesta sul Covid.

06/06/2025 - 16:40

“Ciò che dispiace davvero, o forse preoccupa maggiormente, è che il ministro delle Imprese e del Made in Italy si sia affrettato a contestare le mie affermazioni senza nemmeno prima confrontarsi con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a cui, come lo stesso Mimit segnala nella nota, ho personalmente inviato la richiesta di accesso agli atti, proprio perché di sua stretta competenza”.

Così Ubaldo Pagano deputato del Partito Democratico, in risposta alla nota di smentita del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Oltre a negare l’evidenza, darmi del bugiardo e impartire inutili lezioni - aggiunge - il ministro Urso ha dato piena dimostrazione di quanto ho voluto denunciare: la sua prima preoccupazione non è salvaguardare Taranto, promuovere la decarbonizzazione dell’acciaieria e tutelare i lavoratori, ma utilizzare il dossier dell'ex Ilva per fare campagna elettorale. Un modo assolutamente disgustoso di gestire questa dolorosa questione perché, ancora una volta, si ricatta un’intera comunità obbligandola a scegliere tra lavoro e salute. Il fatto, poi, che il ministro Urso si sia sentito tirato in ballo dalle mie parole malgrado io abbia chiaramente addossato le responsabilità del diniego non a lui ma al governo di cui fa parte - conclude Pagano - dimostra solo tutto il suo imbarazzo nell’essere stato colto in fallo”.

 

06/06/2025 - 09:47

“La sicurezza sul lavoro è una cosa seria. Lo afferma la deputata dem Cecilia Maria Guerra, responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico, intervenendo nel dibattito pubblico sui referendum promossi in materia di diritti del lavoro e cittadinanza, con particolare attenzione al quarto quesito, dedicato alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.

“Il grosso degli incidenti sul lavoro – spiega l’esponente dem – si verifica lungo la catena degli appalti e dei subappalti. E perché accade? Perché si scelgono spesso imprese che offrono minori garanzie in termini di sicurezza e magari pagano anche meno i lavoratori. Questo sistema è inaccettabile”.

 La deputata Pd sottolinea quindi la necessità di introdurre meccanismi di responsabilità solidale: «Chi affida un appalto deve rispondere della qualità dell’impresa a cui assegna il lavoro. Deve essere responsabile in solido del pagamento dell’indennizzo al lavoratore che subisce un incidente. L’indennizzo, almeno, deve essere certo”.

«Per questo – conclude Guerra – dobbiamo votare sì a tutti i referendum, ma in particolare al quarto, quello sulla sicurezza sul lavoro. Perché la vita e la dignità dei lavoratori non possono essere sacrificate sull’altare del risparmio o dell'efficienza a tutti i costi”.

 

06/06/2025 - 09:46

“Giorgia Meloni annuncia che voterà al referendum, ma in realtà non lo farà. È l’ennesima presa in giro da parte di una Presidente del Consiglio che continua a sfuggire a una scelta fondamentale: da che parte stare. Tra un’Italia con più diritti e un’Italia più precaria, tra la sicurezza sul lavoro e l’indifferenza verso chi ogni giorno rischia la vita. Lo dichiara il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico, che aggiunge: “Noi invece sappiamo bene da che parte stare: dalla parte di chi vuole più giustizia sociale, dalla parte di chi chiede più tutele per i lavoratori, dalla parte di chi non si rassegna a un Paese segnato dalla precarietà e dall’insicurezza.

 

«Ecco perché, mentre la destra diserterà le urne – conclude Sarracino – noi ci saremo. Ci saremo per votare cinque sì, per un’Italia più giusta, più sicura, con più diritti”.

 

05/06/2025 - 10:58

“Solo negli ultimi giorni c’è stata più attenzione ai temi del referendum ma sappiamo bene che c’è stata poca informazione, soprattutto sulla tv di Stato. Invito le persone ad andare a votare perché è uno strumento di partecipazione vero. È un cattivo esempio chi ricopre ruoli istituzionali e invita ad andare al mare, poi non lamentiamoci se quando si va a votare per le elezioni politiche l’astensione cresce. I referendum parlano di contrasto alla precarietà del lavoro, più attenzione alla sicurezza e meno burocrazia per la richiesta della cittadinanza, temi cioè che riguardano la vita concreta delle persone”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Sky Start, sul referendum dell’8 e 9 giugno.

 

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