“L’impennata dei costi dei carburanti sta scaricando i suoi effetti peggiori sull’intera filiera economica, colpendo duramente il carrello della spesa e la capacità produttiva delle nostre aziende. Davanti a questa emergenza, la destra continua a fuggire dalle proprie responsabilità, preferendo la propaganda di giornata a interventi strutturali che potrebbero realmente dare ossigeno al Paese. È inaccettabile che, mentre i cittadini vedono erosi i propri risparmi, il Governo rimanga a guardare senza attivare strumenti efficaci di sterilizzazione dell'accisa o di sostegno diretto ai settori più esposti. Non si può governare un Paese a colpi di slogan mentre l’inflazione morde i beni di prima necessità. Chiediamo che l'Esecutivo smetta di occuparsi di temi marginali e torni alla realtà: servono misure concrete per calmierare i prezzi dell'energia e dei trasporti. La mancanza di una strategia seria su questi dossier non è solo un errore politico, ma una colpa che ricade direttamente sulle spalle degli italiani, che oggi pagano il prezzo di un'approssimazione che Palazzo Chigi non può più permettersi di nascondere.”
Così Vinicio Peluffo, vicepresidente in commissione Attività produttive della Camera.
“Il caro carburanti continua a correre e il governo resta fermo. Dopo aver fatto trapelare una possibile apertura alla proposta sulle accise mobili avanzata dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, da Meloni e il suo esecutivo non è arrivata alcuna decisione. Siamo al punto di partenza, mentre cittadini e imprese continuano a pagare il prezzo degli aumenti. Una situazione che rischia di aggravarsi nelle prossime settimane: il rialzo di benzina, energia e trasporti è destinato infatti a scaricarsi anche sul costo dei beni di prima necessità, con un’ulteriore pressione sui bilanci delle famiglie. Per questo chiediamo al governo di uscire dall’immobilismo e intervenire subito per contenere il caro carburanti, invece di alimentare polemiche e distrazioni che nulla hanno a che vedere con i problemi concreti degli italiani. L’Italia è dentro un vero e proprio shock energetico, con un boom dei prezzi che colpisce carburanti ed energia. Proprio per questo non servono parole e buone intenzioni, servono azioni concrete e risposte immediate per proteggere famiglie e imprese”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Affari europei della Camera che chiude dicendo che “la Presidente del Consiglio è incapace di contrastare il boom di prezzi dei carburanti e bollette”.
“I prezzi dei carburanti continuano a salire e, dopo essersi detti disponili a confrontarsi sulla proposta avanzata dal Pd e da Elly Schlein sulle accise mobili, dal governo filtra un assordante silenzio. Per giorni parole e nessuna scelta, mentre nel frattempo cittadini e imprese continuano a pagare il conto. E dopo due settimane ancora nessuna decisione. E nel frattempo l’aumento del costo dei carburanti, dei trasporti e dell’energia rimbalza sui beni di prima necessità, con ulteriore mazzata sulle famiglie. Invece di attaccare la magistratura, invece di parlare di stupratori e pedofili in libertà se vince il No, Giorgia Meloni ci dica cosa vuole fare per aiutare le famiglie e le imprese del nostro paese”. Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo Pd alla Caamera dei deputati e al Senato.
“Questa volta a dire stop al progetto del Ponte sullo Stretto è stata la Ragioneria generale dello Stato. Non si tratta di un’autorità indipendente ma di una amministrazione dello stato alle dirette dipendenze del governo. E proprio la Ragioneria ha messo nero su bianco quello che il Partito Democratico denuncia da tempo: il continuo e ingiustificato lievitare dei costi legati al progetto”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato del Partito Democratico, capogruppo dem in commissione Trasporti e segretario regionale del Pd Sicilia.
“Stiamo parlando di spese per consulenze, incarichi e attività che si moltiplicano in mille rivoli e che la stessa Ragioneria – aggiunge l’esponente Pd - fatica ormai a quantificare con chiarezza. Non si capisce bene perché questi costi continuino ad aumentare e per quali ragioni. Alla luce di queste osservazioni, il progetto è stato costretto a tornare nuovamente all’esame del Consiglio dei ministri. Matteo Salvini ha passato l’intera legislatura annunciando date per l’inizio dei lavori che puntualmente non sono state rispettate. Oggi è costretto ad ammettere di non essere più in grado di indicarne una”.
“Per quanto ci riguarda – conclude Barbagallo – è sempre più evidente che il Ponte sullo Stretto non sarà un tema di questa legislatura. Tra ritardi e promesse non mantenute, siamo di fronte a un’opera che secondo i calcoli del Partito Democratico è già costata quasi un miliardo di euro tra spese di progettazione susseguitesi negli anni, incarichi tecnici, consulenze e indennità varie. Un progetto che e' il simbolo degli sprechi e dell’inadeguatezza del governo Meloni-Salvini, e su cui continueremo a dare battaglia”.
“Dalle parole del ministro Pichetto Fratin sembra che tutto va bene, nonostante i prezzi alle stelle dei carburanti a seguito dell'escalation militare in Medio Oriente. Per il ministro è tutto nella norma e le famiglie e le imprese stanno pagando bollette basse, ma è chiaro che non è così. La realtà è totalmente diversa e servono azioni immediate e aggiuntive al decreto bollette che finora è stato un vero fallimento. È necessario un nuovo provvedimento che metta mano sulle accise sui carburanti e che dia sostegno alle famiglie, alle imprese e a diversi settori fondamentali come l'agricoltura, la pesca e la logistica dei trasporti. I costi sono raddoppiati, i portafogli sono vuoti e le persone non arrivano a fine mese”. Lo dichiara il deputato e Capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani in replica al ministro Pichetto Fratin durante il Question Time alla Camera.
“Il ministro Pichetto Fratin non ci risponda un'altra volta con la favola del nucleare: servono risposte immediate e non tra quindici anni, se, quando e forse ci sarà il nucleare. La risposta è ora con l'efficientamento energetico e con seri investimenti nelle fonti rinnovabili e non con la litania che tutto va bene, perché non è così”, conclude Simiani.
“Il superamento dei due euro al litro per il gasolio e della soglia di 1,8 euro per la benzina è un segnale molto preoccupante che conferma come l’Italia sia entrata in una nuova fase di shock energetico. Il boom dei prezzi si sta già scaricando direttamente sulle tasche di cittadini e imprese. Di fronte a rincari così rapidi servono interventi urgenti e immediati per contenere gli aumenti ed evitare fenomeni speculativi. Non si può restare fermi mentre salgono i costi dei trasporti, della logistica e di interi settori produttivi come agricoltura e pesca.
Meloni chiarisca subito quali misure intende adottare per proteggere famiglie e imprese e garantire sicurezza energetica. Il governo si dia una svegliata: non sono accettabili ulteriori rinvii mentre i prezzi alla pompa continuano a salire.”
Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione attività produttive della Camera e deputato del Partito Democratico.
“Le modifiche al decreto Infrastrutture richieste dalla Ragioneria dello Stato confermano la sonora bocciatura e tutte le incertezze che continuano a pesare sul progetto del Ponte sullo Stretto. A questo punto il governo dovrebbe prenderne atto e accantonarlo definitivamente: siamo all’accanimento terapeutico”. Lo dichiarano Marco Simiani e Anthony Barbagallo, capigruppo Pd nelle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera.
“Il fatto che le procedure debbano essere portate avanti senza nuovi oneri per la finanza pubblica, utilizzando solo le risorse già disponibili, evidenzia le difficoltà di un’opera che continua a cambiare tempi e prospettive. Più che a un reale avanzamento assistiamo a un vero accanimento su un progetto che resta fermo tra rinvii e continui aggiustamenti”, aggiungono. “Il governo smetta con annunci e propaganda e concentri le risorse sulle infrastrutture davvero necessarie: ferrovie moderne, manutenzione della rete stradale e trasporto pubblico efficiente, a partire dal Mezzogiorno”, concludono.
La maggioranza si accontenta di un maquillage senza visione.
"La nostra astensione è un atto di dignità politica. In prima lettura il Pd aveva votato a favore, come atto di responsabilità istituzionale, nella speranza che il passaggio al Senato potesse trasformare una timida manutenzione ordinaria in una riforma capace di guardare al futuro. Abbiamo trovato invece una chiusura totale, pregiudiziale e sorda. Un metodo che ignora il dialogo necessario per qualsiasi modifica costituzionale". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato del Pd Federico Fornaro, componente della Commissione Affari costituzionali, annunciando il voto di astensione del Gruppo del Partito Democratico sul provvedimento di modifica dello Statuto della regione Trentino-Alto Adige.
“Nel merito - ha sottolineato l’esponente dem - gli emendamenti presentati dal Pd sono stati sistematicamente bocciati dalla maggioranza: il mancato riconoscimento formale dell'Euregio, realtà già operativa su trasporti, sanità, cultura e ricerca; il trasferimento dalla Giunta al Consiglio provinciale della competenza a impugnare le leggi statali in contrasto con lo Statuto, un vulnus democratico che riduce l'autonomia a un affare di maggioranza e il rifiuto di inserire norme sulla parità di genere nelle istituzioni, un no ideologico e anacronistico”.
“Sul metodo - ha concluso Fornaro - questa riforma è figlia di un accordo blindato tra i vertici delle Province e il governo. Si è scavalcato il Parlamento, si sono ignorati i territori, si sono zittite le opposizioni. L'autonomia speciale è uno strumento di coesione. Votatela voi la vostra riforma senza anima. Noi continuiamo a stare dalla parte della partecipazione, della trasparenza e della dignità dei territori".
“Sul Ponte sullo Stretto il governo Meloni e il ministro Salvini continuano a collezionare solo rinvii, correzioni e stop tecnici. L’ennesima conferma arriva dalle modifiche al decreto infrastrutture richieste dalla Ragioneria Generale dello Stato, che certificano ancora una volta l’improvvisazione che regna al Mit”.
“Dopo mesi di propaganda e annunci, il governo è costretto a precisare nero su bianco che tutte le procedure per il ponte dovranno essere realizzate ‘senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica’. In pratica, Salvini dovrà arrangiarsi con le risorse già disponibili del suo ministero, mentre il progetto continua a slittare e il decreto dovrà tornare in Consiglio dei ministri.”
“È il paradosso di un’opera che sta bloccando oltre 13 miliardi di euro di risorse pubbliche, che serve solo alla propaganda del Governo e che continua a vivere solo nei comunicati stampa e nei post social del ministro. Come Partito Democratico continueremo a chiedere al Governo di destinare le risorse stanziate per il Ponte per affrontare le vere emergenze del paese.”
Così una nota del responsabile infrastrutture del Pd, il senatore democratico Antonio Misiani e del vicepresidente della Commissione trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“Apprendiamo da La Stampa che Peter Thiel sarà a Roma dal 15 al 18 marzo per una serie di incontri riservati. In un momento così delicato dal punto di vista internazionale e nel pieno del dibattito pubblico nel nostro Paese, alla vigilia del referendum, il Governo non può far finta che questa vicenda non lo riguardi”.
Lo ha dichiarato Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e deputato del Partito Democratico, intervenendo oggi in Aula per chiedere una informativa urgente del Governo sulla questione.
“Parliamo di una figura che è stata definita il ‘re della sorveglianza di massa’ e che non ha mai nascosto la volontà di ampliare la propria influenza anche nei Paesi europei. Dopo tappe in Giappone e Francia, la sua presenza a Roma per quattro giorni non può essere considerata una vacanza o un semplice viaggio d’affari e richiede un chiarimento immediato da parte del Governo”.
Casu ha ricordato di aver presentato, insieme al collega Giuseppe Provenzano, un’interrogazione parlamentare rivolta alla Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti — Affari Esteri, Difesa, Imprese e Made in Italy e Trasporti — per chiedere piena trasparenza.
“La nostra è una domanda semplice: il Governo è a conoscenza della presenza di Peter Thiel a Roma in queste date? Sono previsti incontri con la Presidente del Consiglio o con membri del Governo?”.
“Chiediamo inoltre di sapere se amministrazioni pubbliche italiane, società partecipate dello Stato o enti pubblici abbiano già in essere rapporti contrattuali, collaborazioni o sperimentazioni con società riconducibili a Thiel, tra cui in particolare Palantir Technologies”.
“È una richiesta di trasparenza che non può essere negata al Parlamento. L’assenza di risposte da parte del Governo sarebbe di per sé una risposta, e sarebbe una risposta molto grave per la direzione che sta prendendo il nostro Paese”.
“Notizie di stampa riportano con frequenza crescente episodi di aggressione ai danni del personale ferroviario, nonché di comportamenti pericolosi e delle condotte delittuose a bordo dei treni, inclusi quelli ad alta velocità; la sicurezza del personale ferroviario e dei passeggeri rappresenta una priorità, che non va trascurata.
Per quanto riguarda i treni ad alta velocità del territorio nazionale non si dispone di un quadro pubblico organico e aggiornato circa la presenza, l'effettiva operatività e il livello tecnologico dei sistemi di videosorveglianza installati a bordo. Chiediamo pertanto al ministro dei Trasporti Salvini quale sia lo stato attuale della dotazione di sistemi di videosorveglianza sui treni passeggeri operanti sul territorio nazionale, al fine di garantire maggiore trasparenza e uniformità sul territorio nazionale”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato Pd primo firmatario di una interrogazione al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, insieme ai deputati Casu, Ghio, Roggiani, Forattini e Mauri.
Studio conferma efficacia Zone 30 e cancella stereotipi di genere odiosi e falsi confermando differenze quasi nulle tra uomini e donne alla guida.
“Il report sulla sicurezza stradale elaborato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione ‘A. Faedo’ (CNR-ISTI) in collaborazione con Octo Telematics dimostra quanto sia fondamentale basare le politiche pubbliche sull’analisi dei dati reali di guida. Lo studio si fonda su una base informativa estremamente ampia: oltre 2,17 milioni di scontri, circa 97.000 sinistri analizzati, 238 milioni di viaggi estratti da 1,93 miliardi di spostamenti registrati da più di 2,3 milioni di veicoli. Tra i risultati più significativi emerge che viene confermata l’efficacia delle zone 30 e che le differenze di genere nei comportamenti di guida sono marginali, con scarti inferiori a 2,1 punti percentuali. Un dato importante che contribuisce a superare antichi e odiosi stereotipi totalmente falsi e conferma che il rischio dipende soprattutto dai comportamenti e dalle scelte normative e tecnologiche che possono intervenire per contrastare le azioni più rischiose. Studi come questo rappresentano uno strumento prezioso per orientare politiche di prevenzione e sicurezza stradale sempre più efficaci”.
Dichiara in una nota Andrea Casu, Deputato Pd e Vicepresidente Commissione Trasporti – Camera dei Deputati.
«La proposta avanzata dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein di utilizzare l’extragettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre le accise va nella direzione giusta e merita di essere accolta dal Governo per dare un segnale concreto e immediato di attenzione e sostegno a tutto il mondo dei trasporti.
Esiste già uno strumento previsto dalla normativa, quello delle cosiddette accise mobili, che consentirebbe di restituire ai cittadini parte delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei prezzi alla pompa. Quando il costo dei carburanti cresce, infatti, cresce automaticamente anche il gettito IVA incassato dallo Stato: è giusto che quell’extragettito venga utilizzato per alleggerire il peso fiscale su famiglie, cittadini e imprese.
Per questo chiediamo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di attivare concretamente subito questo meccanismo. Una scelta di responsabilità e buonsenso, che permette di intervenire subito per contenere il rialzo del costo dei carburanti».
Lo dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera.
interrogazione al Governo su visita a Roma tra il 15 e il 18 marzo
«Secondo quanto riportato da La Stampa, l’imprenditore statunitense Peter Thiel sarebbe atteso a Roma tra il 15 e il 18 marzo per una serie di incontri riservati. Si tratta di uno degli investitori più influenti nel settore tecnologico globale e tra i promotori di Palantir Technologies, società che sviluppa piattaforme avanzate per l’integrazione e l’analisi di grandi quantità di dati utilizzate anche da governi e agenzie di sicurezza. Per questo presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo se siano previsti incontri ufficiali o istituzionali con la Presidente del Consiglio o con membri dell’esecutivo e se amministrazioni pubbliche italiane o società partecipate dallo Stato abbiano rapporti contrattuali, collaborazioni o progetti con società riconducibili a Thiel, a partire da Palantir. Nel contesto della crescente competizione geopolitica e tecnologica sui dati, sull’intelligenza artificiale e sulle infrastrutture digitali è fondamentale garantire la massima trasparenza su eventuali interlocuzioni con grandi operatori tecnologici globali, soprattutto quando si tratta di tecnologie che possono incidere su ambiti sensibili come sicurezza, difesa, sanità, trasporti, infrastrutture e gestione dei dati pubblici».
Dichiarano in una nota Peppe Provenzano responsabile Esteri, Europa, Cooperazione internazionale del Partito Democratico ed Andrea Casu, deputato PD e vicepresidente della commissione trasporti, poste e comunicazioni della Camera.
"Voglio denunciare l'assurda risposta del MIT alla nostra interrogazione per chiedere al governo Meloni di rispondere a una domanda semplice: quanti minuti di ritardo sono stati accumulati dai treni italiani da quando Salvini è Ministro? Ancora una volta non abbiamo ricevuto una risposta, solo una tabella con la media dei treni giorno e le percentuali dei ritardi per l'alta velocità inferiori ai 10 minuti, nel servizio universale inferiori ai 15 e per i regionali inferiori ai 5. Mancano però i minuti accumulati da tutti gli altri: stiamo parlando di quasi un quarto dei treni ad alta velocità, per cui non ci è dato sapere se il ritardo è stato di 11 minuti o di 4 ore". Lo afferma il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti, con un video pubblicato sui canali social dei deputati Pd.
L’esponente Pd denuncia la strumentalizzazione dei dati: "Un modo sbagliato e distorto di veicolare le informazioni, utile solo ad alimentare la propaganda del ministro Salvini, a permettergli di dire che a suo avviso c'è stato un leggero miglioramento tra il 2024 e il 2025. Peccato che, senza sapere il dato complessivo dei minuti di ritardo, questi numeri non significano niente. E che comunque dimostrano che dal 2022 al 2025, da quando Salvini è ministro, anche guardando questa tabella è evidente che la situazione è peggiorata su tutte le linee."
"Non ci arrendiamo. Continueremo a chiedere in ogni sede trasparenza sui ritardi, perché la mancata risposta a questa domanda da parte del ministro Salvini non è solo una mancanza di rispetto al Parlamento e al PD, ma – conclude Casu - a tutti i passeggeri e ai lavoratori che ogni giorno affrontano difficoltà, disagi e disservizi che Meloni e Salvini fingono di non vedere. Non contano i minuti di ritardo, perché per loro le ore rubate alla vita degli italiani non valgono niente".