“Se Salvini pensa di risolvere il problema convocando nuove riunioni al Ministero per continuare a fare danni come ha fatto fino a oggi la situazione non potrà che peggiorare. Ammetta il suo fallimento e lasci la parola al Parlamento dove nelle prossime settimane saranno convocati tutti i rappresentanti del trasporto pubblico non di linea per valutare come riformare il settore per garantire un servizio pubblico più efficiente senza precarizzare la condizione dei lavoratori” così il
responsabile economia, finanze, impresa e infrastrutture della segreteria nazionale del Pd, Antonio Misiani, e il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, Andrea Casu, intervengono sullo sciopero dei taxi “Un’ulteriore conferma del fatto che Salvini non sa governare ed é il peggiore ministro della storia repubblicana: con lui tutti i settori, dal trasporto pubblico locale, alle ferrovie ai porti, sono ormai in fibrillazione”.
“A noi sembra più che altro che sia il ministro Salvini ad inventare e non i giornali, considerando il clamoroso ritardo nelle opere pubbliche e tenendo conto del fatto che guarda caso il dl è stato subito rinviato con la scusa dei balneari, del ponte sullo stretto e via dicendo. La verità è che il ministro Salvini ieri ha preso una bella batosta e ora si sta arrampicando sugli specchi cercando di distogliere l’attenzione del pubblico e dei cittadini dal vero problema: le opere pubbliche non sono state fatte e Lega e Fdi sono in perenne disaccordo”. Lo dichiarano i deputati del Pd Andrea Casu e Marco Simiani, rispettivamente vicepresidente della commissione Trasporti e capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera.
“Nell’Italia di Giorgia Meloni la sicurezza è una priorità solo a parole ma ormai è chiaro come la propaganda e le strette securitarie della destra non stiano fermando la violenza. Gli ultimi drammatici episodi certificano il fallimento degli strumenti attivati fino a oggi dall’esecutivo per garantire la sicurezza dei cittadini. Non riguarda solo la Stazione Termini o la Capitale, ma tutto il paese. L’ordine e la sicurezza pubblica sono responsabilità del Governo nazionale e devono riguardare tutto il territorio senza più buchi neri: forze dell’ordine e enti locali non possono essere lasciati soli, senza risorse adeguate, a fronteggiare l’emergenza”. Lo dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti di Montecitorio.
"La sicurezza dei trasporti non può più essere affrontata con norme frammentate e approcci emergenziali: serve una visione unica, moderna e fondata su dati scientifici. Per questo motivo abbiamo depositato una proposta di legge per definire in modo chiaro e trasparente i livelli di rischio accettabili per tutti i sistemi di trasporto e per le relative infrastrutture, superando l’attuale divisione per settori e allineando finalmente l’Italia agli standard europei e internazionali più avanzati in materia di sicurezza". Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani.
"L’aumento della complessità dei flussi di traffico, l’invecchiamento delle infrastrutture e l’ingresso massiccio di tecnologie digitali e di intelligenza artificiale impongono regole nuove e strumenti di controllo più efficaci. Questa riforma, elaborata grazie alla collaborazione con il professor Fabio Croccolo già dirigente del Mit e direttore di Ansfisa, introduce criteri uniformi di valutazione del rischio, rafforza il monitoraggio lungo l’intero ciclo di vita delle opere, razionalizza le investigazioni indipendenti e promuove una cultura della prevenzione e della responsabilità. Si tratta di una scelta necessaria per proteggere cittadini e operatori, garantire innovazione sicura e costruire un sistema di trasporti più affidabile e resiliente per il paese", conclude il dem.
“Anche oggi guasti e inconvenienti tecnici sulla Roma Firenze con forti rallentamenti su tutta la linea fino a Bologna. Il conto totale dei minuti di ritardo, che nei primi 3 anni di Governo Meloni ha già superato i 2 anni, cresce anche nel 2026 ma continua a non essere comunicato complessivamente per consentire al Ministro Salvini di negare la realtà. I problemi devono essere affrontati, non nascosti: continueremo a chieder conto al Governo di tutte le ore di ritardo e dei disagi e disservizi che puntualmente li accompagnano.” Lo dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della Commissione trasporti, pubblicando sui social network una immagine del tabellone di oggi delle partenze di Bologna Centrale, con ritardi fino a 115 minuti.
“La decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di imporre l’esercizio provvisorio dei bilanci 2026 alle Autorità di sistema portuale rappresenta un atto gravissimo, che paralizza i porti italiani e ne compromette la capacità di sviluppo proprio in una fase cruciale per la competitività del Paese”, così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo PD alla Camera e componente della Commissione Trasporti, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme a Barbagallo, Bakkali, Casu, Morassut, Pandolfo e Pastorino.
“Con la limitazione della spesa mensile a un dodicesimo degli stanziamenti previsti per ciascun capitolo – prosegue Ghio – viene di fatto impedito alle Autorità portuali di realizzare investimenti, avviare nuove opere, bandire gare e attuare le strategie di medio e lungo periodo già approvate nei bilanci. È una compressione senza precedenti dell’autonomia e della funzione di questi enti. Siamo di fronte a un vero e proprio commissariamento delle Autorità di sistema portuale, che impedisce ai nuovi presidenti dei Porti di esercitare pienamente il mandato ricevuto. Una riforma che arriva subito dopo la nascita di Porti d’Italia S.p.A. e l’ipotesi di utilizzare gli avanzi delle Autorità di sistema come dotazione finanziaria iniziale. Così i porti rischiano di essere trasformati in una semplice cassaforte, sottraendo risorse a territori, lavoratori, imprese e comunità locali”.
“Il Governo chiarisca immediatamente – conclude Ghio – se questa scelta sia funzionale ad accantonare risorse per la nuova società nazionale, a scapito dello sviluppo dei porti italiani. La portualità è un’infrastruttura strategica del Paese e non può essere piegata a una logica centralistica che mortifica l’autonomia, blocca gli investimenti e indebolisce la competitività del sistema logistico nazionale”.
“Di male in peggio. Con l'anno nuovo arriva una nuova 'tassa' da parte del governo Meloni: parlo dello Spid di Poste, finora gratuito, che diventa a pagamento dal 1 gennaio 2026. Piu volte in questi mesi con diversi atti parlamentari abbiamo chiesto al governo di fermare un accanimento a dir poco ingiustificato: ogni cittadino italiano dovrà pagare 6 euro per avere il suo Spid con Poste italiane”. Lo dichiara in una nota il capogruppo Pd in Commissione Trasporti, Poste e Comunicazioni, Anthony Barbagallo.
“Come Pd – sottolinea il parlamentare dem - abbiamo anche chiesto di tutelare le famiglie meno abbienti con Isee sotto i 30 mila euro per conservare la gratuità dello Spid. Continueremo ad incalzare il governo in tutte le sedi anche in ordine al mancato o ritardato trasferimento delle risorse del Pnrr ai gestori dell'identità digitale che inevitabilmente sta generando un aumento dei costi per l'utente finale e, quindi, il cittadino. Lo stesso si dica per i forti ritardi per la carta d'identità elettronica”.
“Siamo preoccupati e francamente stanchi che a pagare dell'incapacità del governo Meloni siano sempre le famiglie, le imprese e i professionisti. Lo Spid è di interesse pubblico e un compagno di viaggio indispensabile per la vita quotidiana delle persone. Per questo deve restare gratuito”, conclude Barbagallo.
«Non possiamo accettare una riformulazione che ci ha chiesto di valutare un incremento “ulteriore” delle risorse per il trasporto pubblico locale quando, nei fatti, la manovra di bilancio le taglia. Sarebbe una presa in giro nei confronti della lingua italiana oltre che del Parlamento e, soprattutto, dei cittadini».
Lo dichiara Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, intervenendo in Aula sull’ordine del giorno relativo al potenziamento dei finanziamenti per il TPL.
«Con il nostro atto – prosegue Casu – abbiamo chiesto impegni concreti: guardare all’esperienza spagnola di Pedro Sanchez, dove dal prossimo gennaio sarà possibile viaggiare con un abbonamento nazionale a 60 euro e a 30 euro per gli under 26; rifinanziare strutturalmente il Fondo nazionale trasporti, riportandolo almeno ai livelli reali del 2009, erosi dall’inflazione; ripristinare le risorse per le metropolitane di Roma, Milano, Napoli, Brescia; garantire tutte le risorse che servono per coprire le spese legate al rinnovo del contratto a 110 mila lavoratrici e lavoratori del trasporto pubblico; investire seriamente sulla sicurezza stradale».
«Il Governo – sottolinea Casu – ci ha proposto invece una riformulazione che parla di “valutare ulteriori incrementi”, quando nella legge di bilancio le risorse vengono ridotte. Non solo non si recuperano gli oltre 800 milioni necessari per compensare l’inflazione, ma non vengono nemmeno ripristinati i 120 milioni tagliati rispetto allo scorso anno. È un dato oggettivo: nel capitolo 1315 del MIT il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale diminuisce dal 2025 al 2026».
«Negare questo taglio significa negare la realtà – aggiunge – esattamente come Giorgia Meloni e Matteo Salvini fanno ogni giorno, quando raccontano che tutto va bene mentre pendolari e lavoratori vivono ogni giorno problemi crescenti, disservizi, ritardi e carenze strutturali».
Ha preso in giro gli italiani, difeso i ricchi, tagliato servizi essenziali come sanità, scuola e trasporti. La manovra è un disastro e oggi Meloni festeggia il Pnrr che non ha mai votato. Una destra incoerente e una premier inadeguata. Costruiamo l’alternativa per un paese più giusto.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“E’ veramente uno scandalo. Ancora una volta questo governo è forte con i deboli e debole con i forti. Ma soprattutto sul tema del caro voli dimostra anche oggi che della mobilità dei siciliani e dei cittadini del mezzogiorno non gliene frega nulla. Questa è un’altra delle promesse mancate dal governo Meloni e dalla maggioranza di centrodestra: avevano dichiarato che il caro tariffe aveva le ore contate e invece sono succubi di un algoritmo che favorisce le compagnie aeree, nessuna esclusa, mentre chi ha il dovere di intervenire tace e acconsente”. Lo ha detto il segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, intervenendo oggi alla Camera poco prima della bocciatura dell'ordine del giorno di cui era il primo firmatario.
L’odg – sottoscritto anche dai parlamentari di centrodestra Calderone e Fascina - impegnava il Governo, tra le altre cose a dare piena applicazione al principio di insularità con la possibilità, quindi, di applicare gli oneri di servizio ad un numero più ampio di rotte, frequenze e passeggeri; adottare misure di sostegno dedicate, quali voucher o bonus mobilità, in favore di studenti e lavoratori fuori sede; attivare un confronto con l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con l'ENAC e con le compagnie di trasporto aereo e ferroviario, al fine di valutare l'introduzione di meccanismi di pricing più equi e trasparenti.
“È uno scandalo, è la vergogna del nostro tempo – aggiunge - certificata anche dalla cinematografia. I film che si stanno occupando del caro voli sono campioni d'incassi, ma il Governo continua a essere sordo come - conclude - il parere francamente risibile rispetto a quest'ordine del giorno”.
“La Legge di Bilancio del Governo è una manovra che rinvia le risposte e non affronta le vere priorità del Paese.”
Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico.
“Mancano scelte strutturali sulla sanità pubblica e sulla prevenzione. Al di là degli annunci, non vi è un reale rafforzamento del Servizio sanitario nazionale: come evidenziato anche dalla Fondazione GIMBE, la spesa sanitaria cresce in valori assoluti ma continua a ridursi il suo peso sul PIL, segno di un progressivo definanziamento.”
“Non ci sono risorse adeguate per il trasporto pubblico locale, che è una leva fondamentale per la coesione sociale, per il diritto alla mobilità e per la transizione ambientale. Così come risultano deboli e frammentari gli interventi su ambiente e politiche climatiche.”
“Preoccupa inoltre l’assenza di un vero sostegno agli investimenti produttivi e all’innovazione: le imprese, in particolare le piccole e medie, non trovano in questa manovra strumenti capaci di accompagnare la crescita e affrontare le difficoltà economiche.”
“Completamente dimenticate sono le aree interne e la montagna, che avrebbero bisogno di politiche dedicate per contrastare spopolamento, isolamento e carenza di servizi. Una mancanza grave, che accentua i divari territoriali.”
“Sul fronte sociale, la manovra non offre risposte concrete alle famiglie, ai giovani e alle donne: non vi sono misure strutturali per la casa, per l’occupazione femminile e giovanile, né una visione chiara sul tema delle pensioni, su cui emergono peraltro evidenti divisioni all’interno della stessa maggioranza di Governo.”
“Il Governo ha accolto, seppur con una riformulazione, un nostro ordine del giorno sulla povertà alimentare: un segnale positivo, ma insufficiente se non inserito in una strategia complessiva che affronti lavoro povero, salari bassi e perdita di potere d’acquisto.”
“Questa Legge di Bilancio – conclude Girelli – manca di una visione di sviluppo equo e sostenibile. Servivano scelte coraggiose su sanità, lavoro, trasporti, ambiente e coesione territoriale. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché queste priorità tornino al centro dell’agenda politica.”
“La Lega si arrampica sugli specchi. Salvini aumenta i pedaggi e gli uffici stampa del Carroccio, e cosa ancora più grave quello istituzionale del Ministero dei trasporti, cercano di far partire la controinformazione per scaricare le responsabilità sulla Corte Costituzionale. Salvini aumenta le tasse ed è cintura nera di scaricabarile: chiodi, manine, chi più ne ha più ne metta. Abbiamo visto sulle pensioni cosa è successo. La Lega, invece di attaccare il PD, dovrebbe vergognarsi per il continuo tradimento delle promesse elettorali fatte agli italiani” così una nota dei deputati del Pd della commissione Ambiente della Camera replica alla nota della Lega.
“Salvini un tempo faceva le sceneggiate ai caselli per non pagare i pedaggi autostradali; oggi, invece, approva l’ennesimo rincaro: una fregatura bella e buona per milioni di italiani. Un capolavoro del peggior ministro dei Trasporti della Repubblica italiana, che ha tradito una per una tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Da quando siede al Ministero, i treni accumulano ritardi quotidiani e i pedaggi continuano ad aumentare: un vero e proprio accanimento contro le tasche dei cittadini. Come sempre, oggi la colpa viene scaricata sulla Corte Costituzionale. C’è sempre qualcun altro da incolpare, mentre la verità è sotto gli occhi di tutti: Salvini è politicamente incapace e sta facendo pagare il prezzo dei suoi fallimenti agli italiani con la Salvini-Taxi”. Così il capogruppo Pd nella commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
«Ormai anche i comunicati del Mit certificano il totale fallimento di Matteo Salvini come Ministro dei Trasporti. Stavolta, nel goffo e ignobile tentativo di mascherare la sua incapacità e di scaricare sulla Corte Costituzionale la responsabilità dei rincari sulle autostrade, che peseranno dal primo gennaio sulle tasche di tutti i cittadini che si metteranno in viaggio, si infligge un’altra mazzata all’autotrasporto, già alle prese con la stangata contenuta nella manovra del Governo Meloni-Salvini, tra aumento delle accise sul diesel e nuova tassa nazionale di 2 euro sui pacchi. Ma è colpa dei giudici se Salvini non sa fare il Ministro? Se tutto quello che prova a fare lo fa male e ottiene sistematicamente il risultato contrario di quello che aveva dichiarato di voler raggiungere? Anche stavolta a pagare il conto salato di avere nel Governo Meloni il peggior ministro dei Trasporti d’Europa saranno cittadini e lavoratori». Così il vicepresidente della Commissione trasporti e il capogruppo Pd in commissione e ambiente, Andrea Casu e Marco Simiani.
“La chiusura dal primo gennaio delle scale mobili di Potenza da viale Marconi a Piazza XXIII agosto, dovuta alla scadenza del termine di proroga per i necessari interventi di revisione, determinerebbe un corto circuito nel sistema del trasporto pubblico della città e un aumento del traffico e dei livelli di inquinamento. Il Pnrr ha rappresentato un’occasione mancata per intervenire sulla riqualificazione complessiva della mobilità cittadina e la Regione Basilicata ad oggi non offre alcuna garanzia di intervento per evitare il blocco del funzionamento di una struttura, inaugurata dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, frequentata quotidianamente da centinaia di utenti. Il termine di proroga concesso da ex Ustif oggi Ansfisa è trascorso senza che nessuna amministrazione competente intervenisse per stanziare le necessarie risorse per gli interventi richiesti. Chiediamo ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, Matteo Salvini e Gilberto Pichetto Fratin, quali iniziative intendano assumere per scongiurare la chiusura delle scale mobili cittadine di Potenza e assicurare alla comunità la piena funzionalità di un mezzo di trasporto pubblico ecologico che supporta la mobilità quotidiana di cittadini, lavoratori studenti e pendolari”.
Così, in un’interrogazione al governo, i deputati democratici Vincenzo Amendola e Marco Sarracino, responsabile Aree interne del Pd.