Repliche del relatore e del Governo
Data: 
Lunedì, 28 Settembre, 2015
Nome: 
Roberto Rampi

A.C. 1990-A

Signor Presidente, esercito volentieri la facoltà, perché credo di avere il dovere e – devo dire – il piacere di provare a ricondurre questa discussione a degli elementi di realtà e di concretezza, farla ritornare un pochino nelle questioni di cui stiamo discutendo e farla scendere dalle montagne del Sinai, da dove qualcuno, scendendo con le tavole della legge e portatore della verità, fa un po’ fatica poi a discutere con gli altri che hanno delle opinioni diverse. Sarà l'Aula parlamentare esattamente il luogo dove si esercitano le opinioni differenti. 
Qui la questione in campo è molto semplice. Intanto riconduciamo un paio di dati: ho sentito parlare di 1 miliardo e mezzo di contributi, stiamo parlando di circa trenta volte il miliardo e mezzo, quello di cui invece in realtà stiamo discutendo noi oggi. Quindi, a volte il delirio narcisistico ci permette di raccontarci quello che vorremmo vedere e combattere contro dei grandi cavalieri, che poi in realtà si rivelano essere dei mulini a vento. Ecco, se il MoVimento 5 Stelle vuole combattere contro i mulini a vento, io credo che quest'Aula parlamentare non lo seguirà in questo delirio.
Sta a loro la scelta, sta al proponente, sta al collega Brescia decidere se vuole chiudere qui la discussione o continuare a fare questa discussione in Aula, perché nessuno ha proposto di chiudere qui la discussione. Io lo dico e rimarrà agli atti parlamentari: la mia proposta come relatore è di prendere in esame anche le proposte che vengono dagli altri gruppi; è la democrazia, è una fatica, ma funziona così, si fa bene ad ascoltare la rete, si fa bene ad ascoltare i tanti commenti, bisogna ascoltare anche chi la pensa diversamente da noi e non solo i propri iscritti e i propri militanti, che tutti i gruppi hanno e che tutti ascoltano. Bisogna però ascoltare anche gli altri, perché le leggi passano quando si ha la maggioranza. 
La scelta a cui siamo davanti è se si vuole piantare una bandiera e dire che si combattono cose che non hanno niente a che vedere con quello di cui è oggetto la proposta di legge, o se si vuole uscire da quest'Aula con una riforma radicale e significativa del sistema dell'informazione in questo Paese. La possibilità di uscire con questa riforma è davanti a noi, è una possibilità che il MoVimento 5 Stelle può conseguire: deve scegliere se farlo o se, come altre volte ha fatto, ribadire con forza, con urla e con clamore la propria posizione, che ormai abbiamo tutti conosciuto.