Presidente, colleghi, il Partito Democratico respinge con grande convinzione la mozione di sfiducia al Ministro Maria Elena Boschi presentata questa mattina. Lo facciamo certo per ragioni di merito su cui poi interverrò, ma prima di tutto denunciandone la strumentalità e, in tanti dei suoi sostenitori dentro e fuori il Parlamento, la faziosità. La mozione di sfiducia ad un Ministro della Repubblica è un atto significativo che deve essere fondato su fatti e circostanze che poi magari si possono condividere o meno sul piano del giudizio politico, qui siamo davanti, invece, ad una mozione di sfiducia del tutto infondata nel merito e sostenuta da una vera e propria campagna di delegittimazione che usa argomenti spesso discutibili e persino sessisti contro un esponente delle istituzioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico); per vederlo basta stare pochi minuti sui social network. Per questo, per prima cosa, voglio esprimere solidarietà e vicinanza, umana prima ancora che politica, a Maria Elena Boschi da parte di tutto il Partito Democratico (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Solidarietà di tutti i democratici e le democratiche per le modalità e gli argomenti della campagna in atto contro di lei e sostegno convinto per il suo lavoro serio, appassionato e determinato in un ruolo di Governo così importante e significativo. Voglio dire a chi ha presentato la mozione di sfiducia – tramite la Presidenza, ovviamente – che così non si fa altro che delegittimare il dibattito democratico tra posizioni legittimamente diverse, anche sul tema certo delicato ed importante delle norme sul sistema bancario, riducendolo ad un'inaccettabile aggressione alle persone che sostituisce il confronto di idee. Quando nel dibattito parlamentare, come a volte è accaduto, non si è determinati di fronte a situazioni con queste caratteristiche, magari in buona fede o per realpolitik, si commette sempre un errore, sul piano della credibilità delle istituzioni e dello sviluppo del libero dibattito democratico. Nel merito della vicenda si può essere molto rapidi, perché il merito, se lo si guarda oggettivamente, è piuttosto chiaro. In primo luogo, votando a favore della mozione di sfiducia si attribuirebbe al Ministro Maria Elena Boschi qualche forma di omissione o comportamento scorretto, ma non vi è traccia di niente di tutto questo; poi, non vi è alcuna traccia di favoritismo verso qualcuno, mentre Pier Luigi Boschi ha dovuto pagare una multa di più di 140 mila euro, le azioni di Banca Etruria di proprietà della famiglia sono state azzerate, la banca è stata commissariata. Dico, certo, che vi è il tema della normativa sul sistema bancario ed anche la preoccupazione di tanti cittadini, così come le situazioni di difficoltà di correntisti di istituti di credito come Banca Etruria. Oggettivamente si tratta di temi che non c'entrano nulla con la mozione di sfiducia di oggi, infatti il Ministro Boschi si occupa nel Governo, con grande capacità, di tutt'altre materie; non si è mai occupata di queste vicende (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Ma ritengo giusto fare anche su questo alcune sottolineature e alcune valutazioni, visto che quelle preoccupazione e quelle difficoltà – così come la situazione di sofferenza umana e sociale di tanti cittadini, che merita la grande la massima attenzione, fino ad arrivare a strumentalizzare la morte di una persona – sono state utilizzate per sostenere l'attacco politico al Governo e al Ministro Boschi.
Quindi, a questo proposito, voglio sottolineare che il Governo e la maggioranza che lo sostiene sono in primo luogo intervenuti per salvare i correntisti (1 milione di cittadini) e poi 7 mila posti di lavoro, relativi ai quattro istituti bancari di cui è stato chiesto il commissariamento. Abbiamo già detto, lo ha fatto anche il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che siamo pronti a sostenere la proposta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta che analizzi quanto accaduto nel sistema bancario negli ultimi anni; trasparenza e chiarezza anche nella giusta retrospettiva temporale non ci fanno certo paura, anzi le auspichiamo. Ora bisognerebbe confrontarsi, più che su un'inutile e strumentale mozione di sfiducia che viene presentata oggi, sul come garantire al meglio i contrattisti di fronte a sofferenze di istituti bancari – in questa direzione va anche l'idea di un coinvolgimento dell'Autorità nazionale anticorruzione, che ha ben operato in casi precedenti di grande rilievo, pensiamo ad Expo – e su come sostenere gli investitori più deboli economicamente e socialmente nei casi di crisi come quello in atto. Su questo, come è noto, siamo al lavoro, a partire dalla legge di stabilità. Accanto all'azione della politica e delle istituzioni, poi, auspichiamo che le autorità preposte, a partire dalla magistratura, individuino e perseguano tutte le eventuali responsabilità su tutti i piani, nell'interesse di tutti i cittadini e dei risparmiatori e anche nell'interesse pubblico generale del Paese, sapendo tutti noi, per farci un discorso di verità, che una cosa sono i casi (certo non pochi) di risparmiatori in buona fede, che oggi sono gravemente danneggiati, e altra sono i casi di chi consapevolmente ha fatto investimenti più rischiosi di altri conoscendone le caratteristiche. Ora, però, non tanto di sistema bancario stiamo parlando ma, come ho detto all'inizio di questo intervento, di un attacco strumentale immotivato a un Ministro che ha ben lavorato per il Paese e che va respinto con decisione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Da questo tipo di attacchi non ci facciamo spaventare. Siamo chiamati a guidare il Paese in un momento molto difficile della sua storia, fra sfide internazionali e crisi economica. Lo stiamo facendo con determinazione, con una forte azione di riforma e cambiamento, anche discutendo fra noi, a volte persino in modo aspro, ma uniti e determinati nel Partito Democratico a essere all'altezza della nostra responsabilità verso l'Italia e gli italiani. Siamo orgogliosi dei risultati che tutti insieme abbiamo raggiunto e soprattutto vediamo che finalmente vi sono primi ma importanti segnali di ripresa economica e, cosa ancora più importante, di ripresa dell'occupazione e dell'occupazione a tempo indeterminato. Polemiche e strumentalizzazioni non ci fermeranno, non fermeranno un impegno determinato e collettivo per fare quelle riforme che il Paese attende da anni, per ridare fiducia agli italiani, per portare l'Italia fuori dalla crisi. Nel respingere oggi la mozione di sfiducia al Ministro Boschi confermiamo il sostegno di tutto il Partito Democratico al Governo guidato da Matteo Renzi e ancora di più la nostra determinazione a fare fino in fondo il nostro dovere per l'Italia e per gli italiani, senza farsi sviare da strumentalizzazioni e polemiche. Noi vogliamo costruire e guardare avanti, lasciamo ad altri strumentalità e polemiche inutili. Gli italiani sanno ben giudicare cosa serve di più al Paese.
Data:
Venerdì, 18 Dicembre, 2015
Nome:
Andrea De Maria