Data: 
Venerdì, 18 Dicembre, 2015
Nome: 
Walter Verini

 Grazie, Presidente. Leggendo la mozione del MoVimento 5 Stelle, si trae qualcosa di più di una impressione, quasi una certezza. A loro dei milioni di risparmiatori che hanno visto salvati i depositi, di 7 mila dipendenti che non rischiano più il posto di lavoro, del fatto che quattro istituti bancari locali hanno adesso la possibilità e il dovere di svolgere un'azione incisiva e trasparente per il lavoro, lo sviluppo e la crescita di quei territori; a loro di queste cose che riguardano la vita vera delle persone sembra interessare poco o niente. 
Questi risultati, come è noto sono stati ottenuti grazie al decreto del Governo, senza il quale con il probabile fallimento delle banche avrebbero potuto saltare risparmi e depositi, sarebbero stati minacciati questi posti di lavoro e avrebbero potuto saltare istituti che sostengono le piccole-medie imprese industriali, artigianali e agricole di quei territori e ci sarebbero stati anche pesanti rischi di contagi, ma questo nella mozione non c’è. Su questo i colleghi del MoVimento 5 Stelle volano alto, direi che sorvolano. L'ho letta quella mozione e ho capito che interessa poco loro anche del destino di quelle migliaia di cittadini perbene che hanno perso i propri risparmi. Sono pensionati che si sono fidati della filiale sotto casa e del bancario che conoscevano fin quando era un ragazzino. 
Sono piccolissimi imprenditori, quasi costretti a sottoscrivere quelle obbligazioni in cambio del prestito o del mutuo, e che ora non hanno più quel valore di garanzia mentre mantengono il debito contratto. Sono persone che invece a noi del PD interessano molto: sono cittadini in carne ed ossa, non quelli delle vostre consultazioni virtuali e spesso taroccate nella rete (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Non parlo di investitori istituzionali, di chi conosce i rischi degli investimenti: ci riferiamo a persone vere, della realtà della Toscana, del Ferrarese, delle Marche e dell'Abruzzo, della mia Umbria. 
Il Governo si è messo da subito al lavoro per cercare una soluzione a queste situazioni, e lo ha fatto in un sentiero stretto e difficile, in mezzo ai rigidi vincoli delle regole europee; ma lo ha fatto, e i primi 100 milioni del Fondo interbancario previsti dalla stabilità 2016 per risarcire coloro che si trovano in queste situazioni, che sono stati colpiti, sono un risultato di grande importanza. Tutto sarà fatto con rigore e trasparenza; ed è di grande valore concreto e simbolico, come ha annunciato ieri il Presidente del Consiglio Renzi, la proposta di affidare all'Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone la gestione degli arbitrati. È una proposta importante, così come è importante quella di sostenere una Commissione di indagine parlamentare che affianchi, ovviamente senza sovrapposizioni, il lavoro della magistratura. 
L'hanno detto il Presidente Renzi e il Ministro Padoan, l'hanno ripetuto i vertici del mio partito: non c’è niente da nascondere. Se c’è chi ha sbagliato, anche penalmente, sarà chiamato a pagare, come già avvenuto, con sanzioni amministrative già comminate ad amministratori passati di quegli istituti: tutti, compreso chi è stato vicepresidente per soli otto mesi, senza eccezione alcuna. E se emergeranno ulteriori responsabilità nella gestione degli istituti e nella stessa azione da parte degli organi di vigilanza, chi ha sbagliato pagherà: senza però processi sommari, senza caccia alle streghe; e sono sicuro di poter dire già adesso che se dopo tutte le verifiche, dopo gli esiti degli arbitrati, le risorse stanziate non fossero sufficienti, non lasceremo soli questi cittadini, e Governo e Parlamento faranno ancora la propria parte. 
Ma ai colleghi del MoVimento 5 Stelle questo sembra non interessare: siete stati subito accecati da una logica partitica e da un obiettivo, colpire il Governo, montare inesistenti conflitti di interessi nei confronti del Ministro Boschi, per colpire, con lei, l'azione dell'Esecutivo, le riforme, lo stesso Presidente del Consiglio. Lo avete fatto con cinismo e spregiudicatezza, perché l'obiettivo era accendere il rogo, non risolvere i problemi. Persino un osservatore obiettivo come il giornalista e storico Paolo Mieli ha dovuto dire all'onorevole Di Maio che le sue fantasie non reggevano neanche come costruzione letteraria e come romanzo. 
Certo è stata una bella gara tra il cinismo e la spregiudicatezza dei 5 Stelle e i livelli toccati dai leghisti come Salvini e Buonanno. Tutti noi siamo stati e siamo ancora profondamente colpiti, angosciati dalla tragedia di Civitavecchia, dove il pensionato Luigino D'Angelo, ferito nel cuore e nella dignità dalla perdita dei risparmi della sua vita, ha scelto di compiere un drammatico gesto; ma non avremmo mai immaginato che si sarebbe giunti al livello di attribuire all'avversario politico la responsabilità di quel tragico gesto. Questa non è lotta politica: questa è barbarie (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), che viene da personaggi che rappresentano partiti, fra l'altro, che le mani in pasta con le banche le hanno messe davvero (vedi CredieuroNord), e che hanno gestito come hanno gestito i fondi dei finanziamenti pubblici ai partiti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). 
Infine, nella mozione 5 Stelle ci sono due termini chiave, «ombra» e «sospetto», non c’è niente di concreto. Maria Elena Boschi, come è noto, non è mai intervenuta sulle questioni legate alle vicende bancarie quando il Consiglio dei ministri se n’è dovuto occupare; e quando se ne occupò – lo ricordo per inciso –, il Consiglio dei ministri lo fece per commissariare le banche e mandare a casa gli amministratori, tra i quali c'era, da soli otto mesi, anche Pier Luigi Boschi. Dove sta, in buona fede, il conflitto di interesse ? Ed è davvero offensivo per qualsiasi media intelligenza il solo pensare, come sta scritto, che l'intera compagine governativa avrebbe potuto essere interagita o influenzata dal Ministro al fine di perseguire interessi personali e famigliari; Ministro che – sia detto per inciso – ha perfino perso una sia pur minima quota di risparmio personale, come altri azionisti o obbligazionisti. 
Già, ma avete scritto: basta il solo sospetto. Ci dispiace per voi, ma non ve lo faremo accendere questo rogo, perché lo respingiamo al mittente questo attacco al Ministro; alla quale (lo ha già fatto il collega Andrea De Maria), non ne ha bisogno, ma anch'io voglio esprimere la solidarietà umana, oltre che politica, perché in questi giorni in molti attacchi abbiamo toccato con mano anche un sapore volgare e maschilista (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), che qualifica chi lo interpreta, che evidentemente male sopporta che in molti ruoli importanti, anche nella politica e nelle istituzioni, possano esserci donne capaci e competenti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). E anche per questo ci stupisce e ci colpisce che un gruppo come quello di SEL abbia attaccato il proprio vagone a questo treno, che corre lungo il binario morto della speculazione, della propaganda e della cultura del sospetto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). 
Ma la verità – ed è l'ultimo concetto che voglio dire, per tornare ad un aspetto concreto del tema banche – è che chi ha scritto la mozione non sa cosa significa banca del territorio. Non si deve guardare in faccia a nessuno, lo ripetiamo: vogliamo che tutte le indagini di qualsiasi tipo e le inchieste portino due cose, verità e giustizia, accertando responsabilità di tutti, ma sapendo anche che un fascicolo aperto, un avviso di garanzia non sono una sentenza di condanna, ma semmai atti dovuti a garanzia di eventuali indagati. Ma detto questo, noi conosciamo le banche del territorio: sappiamo che è naturale che nei consigli di amministrazione abbiano seduto e siedano esponenti e rappresentanti di categorie produttive, di associazioni e di forze sociali. Così è avvenuto anche in quelle banche; ed è naturale che esponenti, che so, di Coldiretti o Confartigianato, di Confindustria o Confapi abbiano partecipato in prima persona agli organismi che sovrintendono alla vita di quegli istituti, al loro rapporto con il territorio. Così è stato anche ad Arezzo, e per uno di questi amministratori, da sempre dirigente di un'associazione che rappresenta le imprese agricole, e che è anche padre di una ragazza che diventa nel tempo esponente di Governo. 
Il tema, semmai, è far sì che una gestione come quella che ha portato al dramma degli obbligazionisti non si ripeta, il tema è far sì che l'Europa consenta all'Italia di definire provvedimenti che consentano al sistema bancario italiano di far fronte anche al carico di circa 200 miliardi di sofferenze causate dalla crisi di questi anni. Il tema è quello di rendere sempre più trasparente e solido il sistema bancario del Paese, continuando su riforme di sistema, e dovremo fare anche quella che riguarda il credito cooperativo. L'Italia ha bisogno di un sistema bancario solido e trasparente, con meccanismi di vigilanza rigorosi ed efficaci. 
Qualche anno fa, in presenza di una situazione del debito pubblico e dello spread davvero drammatica, i Governi non fecero come la Spagna e la Germania, che impiegarono consistenti aiuti di Stato per consolidare il sistema bancario. Non c'era altra scelta ? Fu un errore ? Può darsi. Quello che so è che certe forze di opposizione a prescindere avrebbero protestato contro eventuali interventi pubblici; ma discutere, come dicevo, per rendere più solido e trasparente il sistema bancario è un conto, anche per ridare fiducia ai cittadini che l'hanno persa, questa fiducia: speculare sulle tragedie, strumentalizzare rabbia e disperazione, presentare mozioni di sfiducia ad personam come questa conto Maria Elena Boschi è propaganda, che respingiamo con grande convinzione.