Esame e votazione di questioni pregiudiziali
Data: 
Lunedì, 11 Gennaio, 2016
Nome: 
Alessandro Naccarato

A.C. 3513

Signor Presidente, la presentazione di questioni pregiudiziali basate sulla presunta incostituzionalità dei decreti-legge di proroga di termini è ormai diventata un elemento costante dell'attività parlamentare di alcuni gruppi di opposizione e tali pregiudiziali vengono presentate e illustrate ogni anno con le stesse motivazioni e gli stessi contenuti, spesso addirittura con le stesse parole degli anni precedenti.  Lo ha appena ricordato l'onorevole Tancredi: fa un certo effetto sentire i gruppi della Lega e del PDL, in particolare, sostenere l'incostituzionalità del milleproroghe, dopo che per anni lo hanno utilizzato senza nessun tipo di problema. 
  Evidentemente tra opposizione e Governo cambiano i criteri con cui si valutano i provvedimenti. 
  In realtà la giurisprudenza costituzionale si è pronunciata in più occasioni affermando la coerenza dei decreti di proroga di termini con i requisiti previsti dall'articolo 77 della Costituzione e allora sarebbe utile riflettere – lo dico soprattutto alla Presidenza – in sede di revisione dei Regolamenti della Camera sull'utilizzo delle questioni pregiudiziali, che spesso rischiano di essere indebolite di significato senza un'adeguata revisione. 
  Venendo ora alle pregiudiziali – non entro nel merito del decreto-legge n. 210 che verrà discusso nei prossimi giorni – mi limiterò, come prevede l'ordine del giorno, ad esaminare gli aspetti di costituzionalità del provvedimento. 
  I presentatori muovono due tipi di contestazioni: il decreto sarebbe in contrasto con l'articolo 77 della Costituzione, perché privo dei requisiti di necessità e urgenza, e il decreto sarebbe in contrasto con l'articolo 15 della legge n. 400 del 1988, legge di attuazione costituzionale, perché recherebbe norme eterogenee. 
  Gli argomenti dei presentatori sono infondati e sono smontati e superati da ultimo dalla sentenza n. 22 del 2012 della Corte costituzionale, che fornisce interessanti e utili valutazioni in relazione a un decreto-legge con caratteristiche identiche a quello di cui stiamo discutendo. 
  In quella sentenza la Corte stabilì che il riconoscimento dell'esistenza dei presupposti fattuali di cui all'articolo 77, secondo comma, della Costituzione deve essere collegato ad un'intrinseca coerenza delle norme contenute in un decreto-legge, o dal punto di vista oggettivo e materiale o dal punto di vista funzionale e finalistico, e precisò che l'urgente necessità del provvedere può riguardare una pluralità di norme accomunate dalla natura unitaria delle fattispecie disciplinate ovvero anche dall'intento di fronteggiare situazioni straordinarie, complesse e variegate, che richiedono interventi oggettivamente eterogenei afferenti quindi a materie diverse, ma indirizzati all'unico scopo di approntare rimedi urgenti a situazioni straordinarie venutesi a determinare. Inoltre la Corte, accettando la denominazione dei decreti di proroga entrata nel lessico parlamentare comune con l'espressione «decreti milleproroghe», rafforzò ulteriormente il ragionamento e scrisse che i cosiddetti «decreti milleproroghe» che, con cadenza ormai annuale vengono convertiti in legge dalle Camere, sebbene attengano ad ambiti materiali diversi ed eterogenei, devono obbedire alla ratio unitaria di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal Governo e dal Parlamento o di incidere su situazioni esistenti, pure attinenti ad oggetti e materie diversi, che richiedono interventi regolatori di natura temporale. 
  In pratica, secondo la sentenza, i presupposti di straordinaria necessità e urgenza e di omogeneità di contenuti vanno collegati all'intrinseca coerenza delle norme presenti nel decreto o dal punto di vista oggettivo o dal punto di vista finalistico e funzionale. Il decreto può introdurre quindi una pluralità di norme unite dalla volontà di affrontare situazioni straordinarie riguardanti diverse materie e quindi richiedenti iniziative eterogenee, se tali iniziative sono indirizzate a trovare soluzioni urgenti a situazioni straordinarie. In pratica un decreto-legge può contenere misure su contenuti diversi con uno scopo unitario ed è proprio il caso del decreto-legge n. 210 che stiamo esaminando. 
  Per queste ragioni il gruppo del Partito Democratico valuta il decreto-legge coerente con i presupposti indicati dall'articolo 77 della Costituzione, ritiene infondate le questioni pregiudiziali e voterà per respingerle (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).