Data: 
Giovedì, 11 Febbraio, 2016
Nome: 
Laura Garavini

Doc. IV, n. 15-A

 

Grazie Presidente, Onorevoli colleghi, con il voto che ci apprestiamo ad eseguire tra poco veniamo oggi chiamati ad autorizzare o meno l'uso di intercettazioni da parte del Tribunale di Napoli nei confronti di un ex collega: Marco Pugliese, deputato all'epoca dei fatti. 
Intervengo come componente della Giunta per le Autorizzazioni, a nome del Gruppo del Partito Democratico, per invitare l'Aula a votare a favore della autorizzazione all'uso delle intercettazioni in questione. 
Ricordo che la Costituzione parla chiaro in merito ai compiti che ci competono. 
Non spetta a noi addentrarci in considerazioni di merito. Non compete a noi giudicare se il collega sia autore o meno di determinati reati. 
Il nostro unico compito consiste nel verificare due cose: 
che le intercettazioni siano state raccolte in modo casuale e non con l'obiettivo precipuo di perseguire o nuocere il parlamentare. (Detto in altri termini spetta a noi verificare che le intercettazioni non siano state raccolte in modo pretestuoso) 
che l'uso processuale di queste intercettazioni sia necessario ed indispensabile per la soluzione delle indagini stesse.

Se viceversa le intercettazioni non fossero state casuali, allora il giudice avrebbe dovuto chiedere preventivamente l'autorizzazione alla Camera, interrompendo eventuali intercettazioni già in corso. In caso di intercettazioni casuali invece, come in questo caso, ne va chiesta l'autorizzazione a posteriori, per poterne utilizzare la registrazione ai fini dell'indagine). 
Dall'attenta analisi della documentazione (fornitaci dalla Autorità giudiziaria su nostra espressa richiesta) ci sentiamo di escludere entrambi i rischi Innanzitutto riteniamo che le intercettazioni siano avvenute in modo casuale. Infatti sono state realizzate in un arco temporale molto ristretto (solo due mesi e mezzo) e non sembra essere emerso nessun rapporto di particolare vicinanza tra l'ex collega Pugliese e l'altro indagato coinvolto nelle intercettazioni. 
Per quanto poi riguarda la necessità dell'uso delle intercettazioni per la soluzione della inchiesta, il giudice del Tribunale di Napoli ha espressamente sottolineato quanto esse siano indispensabili per l'esito delle indagini. 

(Tutto sommato è superfluo illustrare il contesto in cui sono state raccolte le intercettazioni in questione. Comunque ne do una breve illustrazione, giusto a titolo informativo.) 
Marco Pugliese, deputato all'epoca dei fatti, risulta indagato per concorso esterno in associazione a delinquere e truffa aggravata. Viene accusato di avere richiesto ad arte ad un centro fisioterapico ormai inesistente l'emissione di certificati, attestati e fatture false, per potersi avvalere, per sé e per i propri famigliari, di rimborsi da parte del Servizio sanitario integrativo della Camera dei Deputati. L'ammontare dei rimborsi risulta essere di 3.960 euro. 
Il centro che avrebbe emesso tali documenti è la Fisiodomus Srl, un centro fisioterapico, dichiarato fallito, che avrebbe continuato ad emettere documentazione illecita, onde simulare un'attività che consentisse loro il recupero crediti nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale. 
Ma... ripeto... noi qui oggi non siamo tenuti a nessun tipo di valutazione sul merito della colpevolezza o meno dell'ex collega. 
Gli elementi raccolti in Giunta sul caso di Marco Pugliese ci hanno invece indotto alla conclusione che le intercettazioni siano state raccolte in modo casuale e che l'indagine, nel periodo in cui sono state captate le intercettazioni, non avesse come oggetto lo stesso Pugliese. 
Ecco perché abbiamo votato unanimemente per la autorizzazione al ricorso alle intercettazioni. Voto che mi sento di proporre a tutta l'Assemblea, qui oggi, a nome del Partito Democratico.

(Testo integrale)