"Sulle pensioni il Governo deve avere ben chiare le priorità, altrimenti c'è il rischio di interventi-spot costosi, inefficaci e non strutturali. Intanto, dobbiamo essere certi che il tema venga inserito nel Documento di Economia e Finanza che sarà varato domani dal Consiglio dei ministri: la volontà espressa anche dal Presidente del Consiglio di voler intervenire sulla previdenza con alcune correzioni, deve avere un riscontro nel DEF".
Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"In caso contrario si farebbe una scelta grave ed incoerente. La priorità - spiega - per noi, è la flessibilità. Anticipare fino a 4 anni il momento dell'uscita dal lavoro consegue due risultati: salva dalla povertà i lavoratori che perdono l'occupazione dopo i 60 anni; apre le porte delle aziende ai giovani grazie all'aumento del turnover. Quanto al bonus di 80 euro per le pensioni basse, se dovesse realizzarsi, dovrebbe tenere conto dei contributi versati. Una misura indifferenziata produrrebbe nuove diseguaglianze".
"Infine, il Governo chiarisca come intende risolvere il problema dell'uniformità di trattamento delle pensioni di anzianità posto dall'Europa (attualmente occorrono 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini). Noi proponiamo di abbassarli a 41 per tutti: in caso contrario, l'innalzamento di un anni dei contributi delle donne cancellerebbe di colpo tutti i buoni propositi di miglioramento del sistema previdenziale", conclude.