Data: 
Giovedì, 21 Aprile, 2016
Nome: 
Walter Verini

A.C. 2892-A

Grazie, Presidente. Io credo che anche l'intervento del relatore di minoranza in qualche modo confermi l'opportunità della proposta che il presidente di gruppo in Commissione, Marotta, ha rivolto, cioè la proposta che ha rivolto all'Aula sia quella di un approfondimento ulteriore in Commissione. Infatti, temi delicati come questo, e noi siamo pronti a discutere la proposta di Ermini, la proposta che il PD, attraverso Erminia, ha formulato è una proposta che ha a cuore davvero la difesa della sicurezza, però la vuole sottrarre dalla propaganda elettorale. 
Ricordo che un mese fa, quando. Presidente, chiederei un po’ di silenzio, per cortesia. 
Un mese fa ci alzammo per chiedere di spostare in Aula la discussione e l'approvazione del nostro provvedimento proprio per l'ostruzionismo della Lega, perché la Lega trasformava – e lo vediamo anche oggi – in spettacolo un tema delicatissimo. Noi abbiamo fatto un buon lavoro in Commissione. Perché la sicurezza, ripeto, che sta a cuore davvero ai cittadini, non può essere affrontata dimenticando ogni proporzionalità tra offesa e legittima difesa, non può essere affrontata con una logica da far west, che è quella a cui sembrano indirizzate certe proposte come quelle della Lega Voglio ricordare, Presidente, una frase di un signore, che disse appena un anno fa: no, non sono un eroe, né un modello da imitare, né tanto meno un simbolo, lo dico subito, la gente non deve sparare in mio nome, né in Veneto né in Sicilia, solo l'idea mi fa paura, non è che adesso ognuno si deve sentire autorizzato a sparare, se no cosa facciamo, il far west ? Bene, questo era il benzinaio Graziano Stacchio, che visse un'esperienza drammatica, sparò e uccise un rapinatore che teneva con mitra, sotto scacco, una ragazza e che aveva rapinato più volte quella cosa. Queste parole dovrebbero far riflettere, perché, vedete, la necessità di un ulteriore approfondimento dentro una cornice che non è quella del «occhio per occhio, dente per dente» ci trova favorevoli a queste condizioni, altrimenti noi siamo pronti per votare, ma riteniamo che sia giusto approfondire questo tema con la delicatezza e con lo spirito di discussione che ci ha animato. 
Voglio ricordare, infine, che noi siamo davvero per la sicurezza, però, sarà questione di gusti, però noi – che comprendiamo le paure, anche quelle percepite, anche quelle indotte da parte dei cittadini – vorremmo vivere in un mondo dove non ci siano né muri da innalzare, né armi da imbracciare. Ecco, è un mondo molto diverso da quello a cui, per ragioni elettorali, con le felpe o leT-shirt d'ordinanza, la Lega sembra guardare. La sicurezza è una cosa seria e non la possiamo lasciare a Salvini.