A.C. 68-B ed abbinate
Grazie, Presidente. Come ricordava il relatore, il collega Zaratti, su questa legge c’è stato un ampio lavoro in Parlamento e un confronto con l'esterno, con il Ministero, con l'ISPRA, con le agenzie regionali, con gli interessi che ruotano intorno al tema della tutela dell'ambiente e, nel primo passaggio, questa legge fu approvata all'unanimità alla Camera. Devo dire, primo elemento di rammarico, ci arriva dopo due anni con modifiche marginali; poteva accadere magari anche l'inverso, ma è chiaro che il bicameralismo perfetto a volte ostacola l'approvazione di leggi che sono molto attese nel Paese. Questa legge – lo diceva di nuovo il collega Zaratti – è l'altra gamba di un processo di riforma del sistema, dell'interdizione delle illegalità e di garanzia dal punto di vista ambientale, che ha segnato un primo passo importante con l'approvazione della legge sugli ecoreati. Anche questo è un testo unificato, una legge a prima firma mia, una legge a prima firma del collega Bratti, una legge a prima firma del collega De Rosa, che ha visto – ripeto – un lavoro comune. Siamo a tempo e forse è giunto il tempo anche di fare un primo bilancio della legge sugli ecoreati, perché condivido di nuovo quello che diceva il collega Zaratti: anche questa legge è un primo passo e bisognerà lavorare sui finanziamenti per le agenzie, soprattutto per le agenzie regionali, però possiamo intanto capire cos’è successo con la legge sugli ecoreati perché anche lì ci fu un dibattito. Ebbene, a un anno dall'approvazione, quella legge che ha introdotto dei cambiamenti molto importanti nel sistema penale italiano – ricordo che prima di quella legge l'inquinamento ambientale veniva spesso perseguito come un reato che si chiamava «getto pericoloso di cose»,mentre il disastro ambientale era perseguito come reato che si chiamava «disastro innominato» – a distanza di un anno, quella legge è stata applicata più di mille volte. Un bravo funzionario, Gianni De Podestà, un ispettore della Forestale ha detto: prima scrivevamo le nostre informative di reato con la matita, magari spuntata; ora con la nuova legge, le facciamo con la penna stilografica, cioè c’è stato un aumento della capacità di contrastare l'illegalità, con anche le aggravanti specifiche per l'illegalità collegata alla malavita organizzata, che rende oggi più difficili – e in questo senso svolge anche un'azione preventiva – casi drammatici che ci sono stati nel nostro Paese, nella Terra dei fuochi, a Bussi, a Casale Monferrato; sono sicuro che la collega Cominelli ricorderà anche la Caffaro di Brescia, e vorrei ricordare che fra pochi giorni saranno quarant'anni dal disastro di Seveso, che colpì l'Europa, tant’è vero che la direttiva che è stata emanata dopo è stata chiamata «direttiva Seveso» appunto perché quel disastro fece capire che c'era qualcosa che andava cambiato.
Questa legge è l'altra gamba. La legge sugli ecoreati è una legge che interviene sulla repressione e quindi anche sulla prevenzione dei reati in campo ambientale, questa legge interviene sui controlli e punta a un rafforzamento, a un coordinamento e a una maggiore trasparenza del sistema delle agenzie, crea un sistema delle agenzie. Noi abbiamo visto in questi anni un problema molto serio; spesso iniziative magari importanti, ma sicuramente molto forti, si sono confrontate con strutture dello Stato deboli: penso alla vicenda dell'Ilva, penso alla vicenda dell'ENI, penso alla vicenda della Total, penso a tanti casi in cui le agenzie regionali, peraltro molto disomogenee sul territorio nazionale non erano in grado di confrontarsi con interessi forti e quindi perdevano di credibilità e quindi diventava difficile fare le scelte, perché se poi le istituzioni e i cittadini non possono fidarsi delle strutture pubbliche diventa più difficile fare le stelle. La struttura di questa legge, che punta a creare questo sistema, a introdurre degli standard che valgono per tutti i cittadini, per tutte le imprese e per tutto il territorio nazionale, come appunto i livelli essenziali delle prestazioni tecniche e ambientali, a creare un sistema informativo nazionale ambientale che serve per tante politiche – aggiungo a quelle che ha detto già il collega Zaratti, per esempio, anche il consumo di suolo, perché spesso noi non abbiamo dei dati omogenei sul territorio nazionale – alla creazione di una rete di laboratori che sfruttino al meglio le competenze presenti in tutt'Italia e che consentano anche di monitorare l'apertura di nuovi fronti problematici (penso, ad esempio, al dibattito che c’è adesso sull'utilizzo del glifosato, che oggi è monitorato solo da alcune agenzie regionali e non da altre), insomma in questa maniera noi tendiamo a dare omogeneità a questo sistema.
Vorrei dire anche una cosa molto importante: di recente, più volte, il Presidente Mattarella e anche molti altri hanno ricordato l'importanza della semplificazione; siamo assolutamente d'accordo – diceva Tacito: «moltissime sono le leggi in una repubblica molto corrotta» – semplificare è importante in tutti i settori e lo è anche in campo ambientale, ma una premessa alla semplificazione è la certezza della pena, la certezza dei controlli, la trasparenza dei controlli, perché se c’è una semplificazione senza questo pezzo, diventa deregulation, che è un'altra partita, quella che non serve all'Italia, non serve all'economia pulita, non serve in qualche maniera a sfidare il futuro, perché noi non potremmo fare le scelte che servono al futuro, che favoriscono un'economia più avanzata, più a misura d'uomo, che favoriscono la green economy e un'economia più competitiva, se la gente non si fida delle istituzioni dello Stato.
Questa legge serve in ultima analisi a ricreare questo sistema di fiducia, a ridare forza ai controlli, a ridare anche dignità a questi controlli, perché è proprio dalla dignità e dalla forza di questi controlli che può venire un processo di semplificazione, che può venire un'azione che è volta a produrre un'Italia che sfida il futuro. C’è un articolo per me molto importante e spesso sottovalutato della nostra Costituzione, l'articolo 54, che invita, anzi obbliga ad adempiere alle funzioni pubbliche con disciplina e onore. Se c’è un campo in cui questo articolo è importante, tra gli altri, è proprio questo. Questa legge serve appunto a dare forza, ma anche a dare onore al sistema dei controlli e ai tecnici che in questo sistema lavorano, perché questa è una premessa per un futuro migliore. Non è soltanto un'azione difensiva, non è soltanto per salvaguardare l'ambiente o la salute, ma è un'azione per costruire un'Italia migliore. Io formulo l'auspicio, d'accordo anche con il relatore, immagino con i colleghi della Commissione, che, pur sapendo che bisognerà fare altro in futuro per dare corpo a questa legge, si riproduca alla Camera quel voto unanime che ha accompagnato l'approvazione della legge al primo passaggio. Del resto, la legge è rimasta sostanzialmente invariata, anzi diciamo la verità: poteva anche rimanere così com'era e l'avremmo già approvata da abbastanza tempo, ma l'approvazione unanime chiaramente darebbe il segno di una legislatura che in questo settore, con la legge sugli ecoreati, con questa legge sulle Agenzie e io spero anche con delle misure più innovative e forti nel campo di una nuova economia, dà all'ambiente la centralità che merita.