A.C. 3892
Presidente, siamo abituati a prendere atto che l'argomento delle banche, che è un argomento così particolare, così difficile, così sensibile per l'economia di questo Paese, venga preso per polemica politica, per lanciare qualche tweet teso ad impaurire i cittadini italiani.
Sappiamo che il compito di questo Governo, in questa fase così particolare, è un compito arduo, e gli argomenti che trattiamo da diversi messi in quest'Aula sono davvero molto delicati, però se c’è qualcosa che i cittadini italiani sono stanchi di sentire e di ascoltare è tutto quello che distorce la verità, è tutto quello che non appartiene allo sforzo che questo Governo e la maggioranza stanno cercando di fare nella direzione giusta. Anche questo provvedimento di legge, che ha avuto uno spazio molto largo al Senato – e sappiamo che spesso capita che nella discussione dei decreti-legge la seconda Camera non abbia tantissimo spazio o uguale spazio per l'approfondimento – introduce degli istituti nuovi nel nostro ordinamento. Certamente la novità spaventa, non c’è dubbio, ma sono istituti, insieme a quelli che abbiamo già introdotto nei mesi passati, che tendono a trovare un punto di equilibrio tra l'esigenza di tutelare gli imprenditori e i cittadini nei confronti del sistema creditizio e di sostenere lo stesso sistema, perché è nell'interesse dell'intero Paese e della nostra economia. Molto spesso si continua a dimenticare che dietro le banche non ci sono avidi banchieri, avidi speculatori, ma c’è un esercito di persone in carne ed ossa che ha dato alle banche tutti i risparmi di una vita e che, quindi, quando parliamo di banche, dobbiamo cercare di comprenderne il significato più profondo. Anche questo provvedimento è un provvedimento molto innovativo, che senz'altro introduce degli istituti che possono sembrare anche forti, dal punto di vista giuridico, ma cercano sempre di trovare quel punto di equilibrio tra l'esigenza generale del nostro sistema economico e la tutela di tutti i risparmiatori e di tutti i cittadini italiani.