C’è un evidente problema di rapporti tra il Movimento 5 Stelle e la stampa.
Quando la tribuna non è esclusiva e il contraddittorio ridotto a scambi di cortesia, il sistema va in tilt. E l’unica strada diventa l’insulto e la minaccia.
E’ quanto sta accadendo questi giorni. Il senatore Giarrusso, non nuovo ad insulti e diffamazioni, ha invitato al suicidio un giornalista della testata regionale della Sicilia e oggi il presidente della commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico, chiede di fatto l’allontanamento del direttore del Tg1, Mario Orfeo.
Il problema in realtà non è con la stampa, ma con gli strumenti della democrazia, con i quali è evidente i grillini non riescono a rapportarsi.
Il mandato parlamentare non autorizza nessuno all’arroganza e non mette nessuno al di fuori delle regole. Né le regole di chi è in Parlamento possono essere dettate a Milano dalla Casaleggio.
Se ne facciano una ragione: la libertà di stampa è un pilastro delle società democratiche. L’esercizio è libero, in Rai e ovunque.
La stagione delle epurazioni appartiene al passato e a quella destra miope e pasticciona con la quale da qualche tempo, il Movimento 5 Stelle flirta con simpatia (dai ballottaggi all’uso delle intercettazioni per Berlusconi).
Così Ettore Rosato, Presidente deputati Pd, su Facebook.