A.C. 3086-A
Signora Presidente, colleghi, signor sottosegretario, l'accordo che questa Assemblea è oggi chiamata a ratificare è rivolto a rafforzare la collaborazione tra Italia e Austria nel contrasto alla criminalità organizzata, terrorismo, produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti e sostanze dopanti, traffico illecito di armi, munizioni ed esplosivi nonché di sostanze velenose e radioattive, migrazione illegale, traffico e tratta di persone, reati contro il patrimonio, reati economici e riciclaggio, criminalità informatica.
L'accordo, che sostituisce il precedente, siglato a Vienna nel 1986, ha il fine di creare uno strumento giuridico per rafforzare la collaborazione operativa intensificando i rapporti tra gli omologhi organismi dei due Paesi. Sotto il profilo tecnico-operativo l'Accordo si rende necessario per realizzare una cooperazione bilaterale di polizia più aderente alle attuali esigenze di entrambi i Paesi, nei limiti di quanto previsto dai rispettivi ordinamenti giuridici, dagli obblighi internazionali e da quanto stabilito nell'Accordo stesso.
Passando ad illustrare brevemente i contenuti dell'intesa, evidenzio che vengono innanzitutto individuate le autorità competenti alla sua applicazione; sono, poi, individuati gli ambiti di cooperazione, le forme in cui essa si esplicherà e le regole generali per il suo coinvolgimento. È altresì stabilito che la cooperazione tra i due Paesi avvenga attraverso uno scambio sistematico di informazioni e di esperienze, nonché attraverso l'assistenza reciproca nella formazione del personale e nello sviluppo delle sue capacità professionali.
L'Accordo prevede anche alcune forme particolari di cooperazione di polizia, che riguardano le attività di osservazione e inseguimento transfrontaliero, le consegne sorvegliate transfrontaliere, le forme di intervento comuni e il distacco di esperti per la sicurezza, la possibilità di costituire centri comuni e la collaborazione presso di essi, la cooperazione nelle attività di protezione di testimoni e vittime esposte a rischio.
È altresì regolamentata l'attività di cooperazione diretta da svolgere nella zona di frontiera comune, così come la cooperazione nelle attività di rimpatrio di cittadini di Stati terzi destinatari di provvedimenti di allontanamento.
Altre disposizioni riguardano il ricorso a forme di intervento comuni, tra cui i pattugliamenti misti per le attività di prevenzione e contrasto dell'immigrazione illegale. È da rilevare che tutte le attività inerenti il trattamento di dati personali scambiati nell'ambito della collaborazione dovranno avvenire nel rispetto delle rispettive legislazioni e delle convenzioni internazionali in materia, con particolare riferimento alla Convenzione applicativa dell'Accordo di Schengen e alle decisioni connesse al Trattato di Prüm.
Tutto ciò premesso, l'esame del provvedimento ha indubbiamente risentito del clima di incertezza suscitato dalle decisioni di Vienna, assunte nella primavera del 2016, di realizzare una barriera al confine con il Brennero per bloccare il flusso di profughi e migranti diretti dall'Italia verso il nord dell'Europa. L'Austria, già in febbraio, al colmo dell'emergenza migranti delle isole greche, aveva aderito all'iniziativa assunta dai Paesi del gruppo Visegrad – Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia –, volta ad ottenere dalla Macedonia la chiusura dei confini con la Grecia per arginare la nota pista balcanica. Come noto, tale vertenza spiegabile alla luce di cruciali snodi elettorali in Paesi segnati dall'emergere del nazionalismo – ricordiamo che in Austria è previsto per ottobre il ballottaggio per l'elezione diretta del Capo dello Stato, al quale concorre anche il leader della nuova destra Norbert Hofer – è, poi, confluita nell'iniziativa europea relativa all'accordo con la Turchia.
Ad oggi, risulta scongiurato, dunque, il rischio di nuove barriere al confine tra Italia ed Austria, che sono comunque presidiate da ben 2.200 militari austriaci ed appare davvero urgente procedere alla rapida ratifica dell'Accordo. D'altra parte, è notizia positiva di questi giorni il successo di una grande operazione contro un gruppo criminale organizzato coinvolto in una rete capillare di traffico illegale di migranti, portata a termine da Eurojust ed Europol sotto la direzione delle autorità italiane grazie alla collaborazione anche con le autorità austriache.
L'Austria è, inoltre, un Paese di assoluto interesse sul piano della collaborazione nella gestione securitaria delle emergenze, anche grazie ad un interessante modello di strategia di cyber securityfondata sul partenariato pubblico-privato per la prevenzione e il contrasto delle minacce.
Alla luce di quanto fin qui esposto, auspico dunque una valutazione favorevole del provvedimento da parte dell'Aula.