“Grillo sapeva, Di Maio aveva informazioni dirette, i vertici M5s siciliani erano a conoscenza. Ma allora, caduta la ridicola trincea della tesi delle firme copiate e non falsificate a Palermo, perché prosegue ancora questa imbarazzante pantomima basata sul comportamento delle famose ‘tre scimmiette’? La deputata regionale che ha compiuto materialmente il reato, insieme ad un’altra trentina di persone coinvolte a vario titolo nelle indagini, ha telefonato nei giorni scorsi al comico-leader per avvertirlo. Poi ha preferito rompere ogni indugio e confessare tutto ai magistrati. Perché nessuno plaude alla sua scelta ed invita chi sa a parlare? Oltre agli atti illegali è proseguita negli anni una lunga sequenza di omissioni e ricatti. Non sarebbe il caso di porre fine a questi silenzi omertosi?”.
Così la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Silvia Fregolent.