“No a criterio altimetrico per revisione Imu per gli agricoltori delle aree interne, quelle collinari e quelle montane. Revisione che penalizzerebbe questi territori già svantaggiati per la loro posizione naturale”. Lo chiede il deputato Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura, in un’interrogazione al ministro delle Finanze, condivisa da tutto il gruppo Pd, sulla presunta bozza di decreto interministeriale secondo cui sarebbe applicato un criterio di esenzione dell’IMU per i terreni agricoli dei comuni montani basato su tre fasce altimetriche.
Oliverio spiega: “Secondo questa bozza di decreto rimarrebbero tutelati totalmente solo i comuni con un’altitudine superiore ai 600 metri, mentre l’esenzione parziale comprenderebbe i comuni tra i 281 e i 600 metri di altitudine e gli altri, i non montani, dovrebbero pagare un IMU completa su tutti i terreni. Sembra che nelle intenzioni del Governo sarebbero esentati solo 1.578 comuni, altri 2.568 avrebbero un’esenzione parziale, limitata ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali. Negli altri comuni, invece, pagherebbero tutti. Se questo è vero si darebbe un segnale contradditorio e incomprensibile, oltre che nei confronti dell’articolo 44 della Costituzione, anche rispetto ai principi sulla tutela delle aree interne previsti dal diritto europeo oltre che agli obiettivi che lo stesso Governo sta perseguendo con la propria azione politica, soprattutto per quanto riguarda l’equità fiscale, la certezza della quantificazione delle imposte, la lotta al dissesto idrogeologico ed il rafforzamento della coesione sociale.
L’eventuale cambiamento in corso d’opera e alla fine dell’anno delle regole fiscali riguardanti l’agricoltura, per altro in modo retroattivo, in quanto l’IMU in questione dovrebbe essere versata entro il 16 dicembre 2014, e contro lo Statuto del Contribuente, costringerebbe i contribuenti ad una corsa contro il tempo per versare un’imposta mai pagata in precedenza per inconfutabili previsioni normative”.
“Chiedo quindi di al Governo – conclude il deputato Pd - di intraprendere iniziative, anche di natura normativa, volte a prevedere misure alternative rispetto a quelle previste”.