Data: 
Martedì, 11 Febbraio, 2025
Nome: 
Debora Serracchiani

Grazie, Presidente. Sullo stesso argomento, come lei ricordava, mi consenta di leggere quello che dichiarava il Ministro Nordio il 20 marzo del 2023, in occasione dell'incontro tenuto a Londra fra tutti i Ministri della Giustizia dei Paesi aderenti alla Corte penale internazionale nata, appunto, come veniva ricordato, a Roma: “L'Italia ribadisce con forza il proprio supporto all'Ucraina” - perché in quella circostanza si parlava dell'Ucraina - “e il pieno sostegno all'attività della Corte penale internazionale, indipendente ed autonoma”. Continuava il Ministro: “L'importanza che Kiev (…)”, quindi, addirittura, invitava il Ministro Nordio l'Ucraina a ratificare lo Statuto di Roma, come fondamentale riconoscimento del ruolo della Corte penale internazionale. “Il codice permetterà anche ai nostri magistrati e alle nostre Forze dell'ordine di avere ancora più strumenti per migliorare l'assistenza alla Corte penale internazionale nelle indagini sui crimini commessi. Lo Statuto di Roma richiama il dovere di ogni Stato di esercitare la giurisdizione penale nei confronti di coloro che sono responsabili di crimini internazionali”.

Ora, il Ministro qui parlava anche del codice penale per i crimini internazionali. Il Ministro Nordio noi non sappiamo dove sia finito, quel Ministro Nordio. Abbiamo appreso qui, nella vicenda Almasri, come la posizione sia stata quantomeno surreale. Abbiamo appreso che il nostro Governo, che prima ricordava quanto fosse importante la Corte penale internazionale, ha deciso di non sottoscrivere un atto - tra l'altro sottoscritto da più di 79 Paesi - che invitava, appunto, il Presidente Trump a rivedere la propria posizione nella quale sanzionava la Corte penale internazionale.

Ora, noi non vorremmo - ci sembra di capire questo - che l'Italia agisca, rispetto agli Stati Uniti, con una sorta di relazione familiare o relazione interpersonale tra la Presidente del Consiglio ed il Presidente Trump, quando su questi temi ci si deve muovere non solo come Unione europea ma anche nel rispetto di quelle norme fondamentali, come lo Statuto di Roma, che noi tanto convintamente abbiamo voluto e sottoscritto proprio in questa città.

Ebbene, Presidente, per questi motivi, noi chiediamo che la spiegazione su questo punto, come sugli altri punti di cui abbiamo già dibattuto la scorsa settimana, veda un'informativa urgente della Presidente del Consiglio. Noi vorremmo sapere intanto, Presidente, dov'è finita la Presidente del Consiglio. Ci piacerebbe capire se la Presidente del Consiglio, finalmente, ci darà voce e notizia della sua posizione, visto che viene tirata in ballo ormai da giorni e da settimane, ma è totalmente scomparsa dai radar, e direi anche dai social. Questo ci preoccupa, ci preoccupa come Paese, perché non vorremmo che questa disattenzione, questa distrazione, proprio in passaggi così delicati, richiedesse, invece, la presenza della Presidente del Consiglio e anche una certa assunzione di responsabilità da cui, evidentemente, rifugge.

Per cui, Presidente, ancora una volta, ci rimettiamo a lei affinché venga dato questo messaggio, con forza, anche al Presidente della Camera. È giunto il momento che la Presidente del Consiglio si decida a venire in Parlamento e a dire che cosa pensa di tutte queste vicende e della responsabilità politica che l'Italia si sta assumendo con decisioni che non solo non sono condivisibili, ma che isolano e mettono l'Italia da una parte, e non è la parte giusta della storia.