A.C. 2184-A
Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, componenti del Governo, prima di iniziare vorrei ricordare al collega Iaia, suo tramite, Presidente, che è attesa tra poche ore la posizione della fiducia da parte del Governo su questo provvedimento, quindi, non è il caso di fare la morale all'opposizione perché non entra nel merito dei singoli punti, articolando il proprio giudizio. Se aveste voluto questo, non avreste messo la fiducia e noi su alcuni punti avremmo espresso un voto favorevole. Abbiamo presentato emendamenti in Commissione, abbiamo, come sempre, svolto il nostro lavoro costruttivo. Però, ricorrere costantemente al voto di fiducia, esprimere questa idiosincrasia verso gli argomenti dell'opposizione è il segno del vostro modo di governare e anche della vostra scarsa memoria. Infatti, rivendicate addirittura i risultati del PNRR, da parte di un partito come Fratelli d'Italia, che non l'ha mai votato, quando era all'opposizione, non ha mai partecipato, durante il Governo Conte 2, allo sforzo di affrontare contemporaneamente i problemi della pandemia e della ripartenza dell'Italia, siete sempre stati contro il PNRR e continuate a lavorare perché le risorse non si spendano, come fate anche con questo provvedimento. Quindi, Presidente, ci consentirà, come Partito Democratico, di svolgere il nostro intervento ma anche di precisare che non accettiamo lezioni di cultura di Governo, da parte di chi fatica ad esprimerla. Anche perché oggi discutiamo un decreto che dovrebbe affrontare questioni di massima priorità per il Paese, dalla rigenerazione urbana delle periferie alla lotta alla dispersione scolastica, dall'emergenza climatica idrica all'attuazione del PNRR e al disagio sociale. In realtà, però, è l'ennesimo decreto omnibus, privo di una visione a lungo termine e utile più a produrre titoli dei giornali in rassegna stampa che a dare risposte concrete ai cittadini. Sono, infatti, mesi che il Governo cerca di spostare l'attenzione degli italiani dalla realtà. Mentre le bollette sono in continuo aumento, aumentano i lavoratori in cassa integrazione, i salari reali sono in calo, voi continuate a cercare di spostare l'attenzione dei cittadini, con notizie di distrazione di massa. Ma, in realtà, i fatti arriveranno concretamente a dimostrare la natura restrittiva dei provvedimenti economici del Governo.
Ormai, lo dimostra anche questo provvedimento: se un territorio è colpito da calamità naturali, che sono sempre in aumento, queste calamità naturali diventano delle vere e proprie sciagure, perché i territori colpiti non possono contare più su un rapido e forte intervento dello Stato. Infatti, prima, la vostra lentezza deve capire se, prima di nominare un commissario per intervenire, in quel territorio c'è un amministratore amico o avversario. È successo in maniera clamorosa in Emilia-Romagna, dove per l'alluvione della Romagna, non avete voluto indicare il presidente della regione Emilia-Romagna come commissario e, purtroppo, avete prodotto una paralisi di interventi, che dovevano essere urgenti, non sono stati fatti e hanno prodotto ulteriori alluvioni nell'anno successivo. Questo provvedimento va esattamente in questa direzione, già dal primo articolo, in cui si esautorano i sindaci, gli enti locali, trasferendo i loro poteri a un commissario nominato con DPCM dal Governo, per fare degli interventi importanti ma dentro quartieri che sono amministrati già nelle città e dove si interviene già per contrastare il disagio delle periferie.
Si è fatto l'esempio di Roma ma a Roma con i soldi del PUI (Piani urbani integrati) - per il collega Iaia -, che sono conseguenza sempre dei fondi europei, tanto disprezzati dalla destra in passato, si interviene in quartieri come Tor Bella Monaca, come Corviale, come il Santa Maria della Pietà. Adesso il comune di Roma interverrà, d'intesa col commissario, su Quarticciolo, lo faremo consultando noi le associazioni di volontariato, che voi ieri non avete voluto inserire dentro questo provvedimento, respingendo un emendamento a prima firma della capogruppo del Partito Democratico, Braga, che prevedeva il coinvolgimento delle associazioni di volontariato, dentro la concertazione degli interventi. Come se voi pensaste che si può intervenire nelle periferie delle nostre grandi città contro i cittadini onesti che le abitano ed esponendo le Forze dell'ordine a servizi impropri. Noi diamo piena, forte e chiara solidarietà alle Forze dell'ordine aggredite ancora ieri e non accettiamo nessuna strumentalizzazione del ruolo. Fa la strumentalizzazione chi pensa che si può, con quattro pattuglie mandate un po'allo sbaraglio, affrontare problemi strutturali che, invece, richiedono capacità di rigenerazione urbana, di risanamento ma anche rafforzamento del tessuto sociale, del volontariato, dell'associazionismo e, intorno alle istituzioni, creare fiducia e consenso. Questa è la sintesi del nostro dissenso per le vostre iniziative di commissariamento dei comuni. Siamo sorpresi anche che voi non abbiate imparato dai vostri errori. Avete già sperimentato come questa linea di accentramento rallenta la capacità dei provvedimenti. Viene da pensare che vostro interesse intorno a queste strutture commissariali è solo quello di creare strutture di diretta collaborazione attorno ai commissari nominati da Palazzo Chigi: 27 persone per un commissario, per decidere una spesa da 50 milioni di euro, che è significativa ma, insomma, un qualsiasi assessore di una grande città - con il suo staff, con sei persone, otto persone - gestisce budget di interventi ben più significativi. Quindi, il sospetto è sempre quello, come avete fatto sulle ZES: accentrare per comandare, accentrare per avere mano libera, per assumere strutture di diretta collaborazione ed alimentare quel sottobosco clientelare, che caratterizza spesso la vostra azione di Governo.
Allora, Presidente, noi rivendichiamo con forza che le risorse del PNRR sono state frutto dell'iniziativa dei Governi a cui abbiamo partecipato e denunciamo ancora oggi che, su queste risorse, c'è una passività del Governo, una tendenza a rallentare la capacità di spesa.
Noi, è vero che siamo il Paese che ha più risorse del PNRR, grazie a chi le ha ottenute, ma siamo a un livello di crescita ben lontano da quell'1 e 2 per cento, indicato dalla legge di bilancio, mentre altri Paesi, come la Spagna, con meno risorse, stanno mettendo più risorse nell'economia reale e sono a una crescita del 3 per cento, grazie alle risorse del PNRR. Quindi non ci si faccia la morale sulle risorse europee e soprattutto si dica chiaramente che si porta avanti una politica economica del Ministro Giorgetti che rimane una politica restrittiva, che non vuole spendere le risorse che arrivano dai Fondi europei.
Per concludere, Presidente, 2 questioni. Si è fatto riferimento al Giubileo - lo dico al collega del MoVimento 5 Stelle che è intervenuto -: il problema di Roma non sono i tanti cantieri in contemporanea; il problema è il fatto che forse per troppo tempo la città non ha avuto interventi significativi e che, purtroppo, il Giubileo del 2025 è un Giubileo che ha avuto l'avvio della parte delle opere di manutenzione straordinaria della città iniziato forse troppo tardi, perché il DPCM del Governo è del dicembre 2022; solo 2 anni per fare gli interventi, perché era pronto a luglio e il Governo Draghi poi cadde prima di sottoscriverlo e quindi c'è stato un ritardo nella predisposizione del DPCM; nonostante questo la Capitale sarà pronta per gli eventi principali del Giubileo e la norma che dà al Sindaco, nella sua veste di commissario del Giubileo, la possibilità di avvalersi della Protezione civile durante gli eventi del Giubileo è una norma ordinaria, non ha nulla di particolare e non riguarda la parte dei lavori, ma riguarda la parte dell'accoglienza. Certo, la Capitale sarà impegnata nel 2033 da un Giubileo forse ancora più importante dal punto di vista simbolico e per il messaggio universale che la Chiesa e la città manderanno al mondo. Bene, sarebbe bene decidere per tempo di prepararsi a quell'evento con una maggiore capacità di programmazione: sarebbe auspicabile che alla fine del 2025 già si decidesse di avviare il programma degli interventi per il 2033; questo consentirebbe di affrontare non solo tanti interventi di manutenzione straordinaria, ma anche questioni infrastrutturali di cui la Capitale ha bisogno, a cominciare dal completamento della Metro C e dalla progettazione della metro D.
Per concludere sull'acqua, che è uno dei temi trattati da questo decreto, noi riteniamo che si sia perduta l'occasione per affrontare dentro un provvedimento parlamentare la questione dell'emergenza idrica non solo in termini emergenziali, ma anche ponendosi delle domande di fondo su come si fanno gli interventi infrastrutturali sulle questioni idriche che necessitano al Paese. Lo dico in una maniera semplice: forse è arrivato il tempo in cui noi ridiscutiamo i fondamenti della legge Galli sulla gestione idrica e cioè il fatto che le opere straordinarie debbano essere messe a carico delle tariffe in carico ai cittadini; è sicuramente una legge che negli anni Novanta ha svolto una sua funzione di modernizzazione del sistema di gestione delle acque, ma oggi è chiaro che, di fronte alle sfide e alle necessità che il Paese ha dal punto di vista sia dell'approvvigionamento idrico che del contrasto al dissesto idrogeologico del Paese a cui noi siamo particolarmente esposti per la conformazione del nostro territorio, ci sia un grande piano di investimenti pubblici che supporti il rifacimento delle strutture idriche, partendo dalla vergognosa dispersione della risorsa idrica, frutto del fatto che abbiamo tubature vecchie, non mantenute, non manutenute; lo stesso riguarda il sistema delle dighe idroelettriche del Paese, che richiedono grandi investimenti di manutenzione per garantire l'autonomia energetica del Paese e la corretta gestione delle acque dal punto di vista e dei rischi idrogeologici. Quindi, sono provvedimenti che se non ci fosse stata la fiducia forse avremmo potuto discutere e, in qualche caso, anche condividerne singole questioni, ma sostanzialmente, Presidente, è un'occasione perduta per affrontare intorno al tema dell'emergenza idrica una grande discussione che unisca al Paese sulla necessità di investire per la risorsa dell'acqua.