11/12/2025
Silvia Roggiani
Fornaro
2-00736

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:

   in data 3 ottobre 2025 i consiglieri comunali del Partito Democratico e della lista civica Bareggio2013, pari a 6 membri su 17 del consiglio comunale di Bareggio (Milano), hanno presentato regolare richiesta, protocollata al n. 23750, per la convocazione di un Consiglio comunale in adunanza aperta sul tema: «TARI e rifiuti: perché paghiamo di più? Ci rivolgiamo alla giunta comunale per fare chiarezza»:

   ai sensi dell'articolo 39 del decreto legislativo n. 267/2000 (Tuel), il presidente del consiglio comunale è tenuto a convocare il consiglio entro 20 giorni quando lo richieda almeno un quinto dei consiglieri, senza possibilità di valutarne il merito, salvo che l'oggetto sia illecito;

   nonostante tale obbligo e che l'oggetto della richiesta, il sistema tariffario Tari e la relativa incidenza economica sulle famiglie, costituisca materia di interesse pubblico locale, il presidente del consiglio comunale di Bareggio ha respinto la richiesta, motivando nel merito che la materia è «di interesse nazionale»;

   il 16 ottobre 2025, i consiglieri comunali hanno quindi trasmesso istanza al prefetto di Milano per l'attivazione del potere sostituivo prefettizio previsto dall'articolo 39, comma 5, del Tuel;

   a partire dal 22 ottobre 2025 si è avviata una interlocuzione tra la prefettura di Milano e il comune di Bareggio e successivamente il presidente del consiglio comunale ha ribadito la volontà di non convocare il consiglio comunale in adunanza aperta;

   il Ministero dell'interno, con parere n. 98460 del 2020, ha chiarito che il prefetto può esercitare il potere sostitutivo non solo nei casi di inerzia, ma anche quando presidente del consiglio comunale respinga formalmente la richiesta;

   la mancata convocazione del consiglio comunale in adunanza aperta, pur a fronte della richiesta validamente presentata da uh quinto dei consiglieri, rappresenta un grave vulnus alle forme di partecipazione popolare e al corretto funzionamento delle istituzioni democratiche locali;

   ad oggi, nonostante due mesi di interlocuzioni, la prefettura non ha ancora assunto una decisione in merito –:

   per quali ragioni la prefettura di Milano non abbia ancora esercitato il potere sostitutivo previsto dall'articolo 39 comma 5 del Tuel, nonostante la chiarezza del quadro normativo, la documentazione trasmessa e il parere del Ministero dell'interno del 2020, nonché quali iniziative si intendano assumere affinché, nel rispetto della legge, previa diffida, il consiglio comunale di Bareggio venga convocato nella forma richiesta da un quinto dei consiglieri comunali, garantendo così l'effettivo funzionamento degli istituti di partecipazione popolare.

Seduta del 16 gennaio 2026

Illustrazione di Silvia Roggiani, risposta Sottosegretario di Stato per l'Interno, replica di Silvia Roggiani

SILVIA ROGGIANIGrazie, Presidente. Grazie anche al Sottosegretario Molteni che oggi è qui a rispondere. a

Intanto, una brevissima premessa, io non userò tutto il tempo, anche perché la richiesta è specifica. La premessa che mi sento di dover fare è che credo che sia un momento in cui la partecipazione, la viviamo tutti e riguarda tutte le forze politiche, si è abbassata così tanto. Abbiamo visto elezioni dove, anche le alle ultime regionali, hanno partecipato meno del 50 per cento degli aventi diritto; vediamo sempre più distanza dalla politica e penso che la cura degli strumenti di democrazia e partecipazione debba riguardarci davvero tutti in quest'Aula. Lo dico nel riguardo, ovviamente, di chi oggi siede al Governo, ma anche di chi, per conto dello Stato, deve garantire i diritti delle cittadine e dei cittadini anche laddove questi invece non vengono poi garantiti, nonostante le leggi che li dovrebbero tutelare.

Un brevissimo recap - come si direbbe oggi sui social, ma anche fuori - di quello che è accaduto. In data 3 ottobre del 2025, la lista civica a Bareggio 2013 e la lista del PD, 6 consiglieri su 17 hanno sottoscritto una richiesta di un consiglio in adunanza, quindi un consiglio comunale aperto, sul tema della Tari, ovviamente in ottemperanza all'articolo 39 del TUEL che lo prevede, che nel caso di un quinto dei consiglieri che chiedono un consiglio comunale aperto, il Presidente del consiglio comunale si è attenuto entro 20 giorni a convocarlo, hanno atteso questa data. Tuttavia, dopo 20 giorni, anzi prima per dire la verità, il Presidente del consiglio comunale ha fatto sapere che non avrebbe convocato il consiglio comunale aperto perché il tema era di carattere nazionale. Conoscete meglio di me l'articolo 39 del TUEL che non fa minimamente menzione a questo, ma solamente al fatto che il consiglio comunale aperto non può non essere convocato nel caso sia illegittima o illecita la richiesta che viene fatta, cosa ovviamente di cui non stiamo parlando. Quindi, in data 16 ottobre, i consiglieri comunali si apprestavano a scrivere al prefetto per chiedere, anche qui come previsto e anche confermato da un parere del Ministero degli Interni, il parere numero 98460 del 2020, di esercitare i poteri sostitutivi, nel caso di mancata convocazione del consiglio comunale. Ripeto le date perché penso che sia utile: la data della lettera al prefetto è il 16 ottobre 2025. Io, poi, a seguito del fatto che il prefetto non ha risposto a questa missiva per un sacco di tempo, non solo è stato chiamato al telefono, non da me, ma dai consiglieri - lo specifico perché, in consiglio comunale, qualcuno ha detto che io avrei esercitato pressioni sul prefetto - non ho mai telefonato al prefetto, anche se avrei in effetti potuto farlo. Poi mi sono domandata che, forse, prima di fare l'interpellanza, avrei potuto anche telefonare al prefetto, ma non l'ho fatto; non l'ho fatto perché i consiglieri comunali avevano tentato, secondo me in modo assolutamente regolare e corretto, dopo la lettera, di mettersi in contatto e non ci erano riusciti. A seguito del deposito della mia interpellanza, il prefetto ha scritto, in data 17 dicembre, sono passati quasi 2 mesi, e ricordo che il TUEL dice 20 giorni, e la richiesta prima era il 3 ottobre, quindi, le date sono un po'importanti. Il prefetto ha scritto per chiedere al Presidente del Consiglio di valutare la legittimità della richiesta e quindi nel caso, ovviamente, di procedere alla convocazione del consiglio comunale.

Oggi è il 16 gennaio e, quindi, oramai di mesi ne sono passati - avoglia si direbbe - e ancora il consiglio comunale non è stato convocato.

C'è stata una seduta del consiglio comunale di Bareggio, dove il presidente del consiglio avrebbe detto: sì, sì, ma adesso capiamo, nel caso il prefetto eserciterà i suoi poteri sostitutivi.

Io ora ascolterò, Sottosegretario, la sua risposta e quello che vorrei ribadire qui è: aiutiamoci un po' tutti a non creare dei vulnus democratici, cioè non penso che nessuno di noi abbia né paura di avere dei momenti di confronto, non debba averli e, nel momento in cui alla cittadinanza viene offerta un'occasione in più per poter approfondire le scelte che siano fatte sia a livello locale, ma anche a livelli più alti, io penso che tutti noi dobbiamo prestarci.

Ovviamente, lo faremo ciascuno dal proprio punto di vista. Probabilmente, in quel consiglio comunale emergeranno due visioni diverse, come del resto emergono anche qua in Parlamento, ma poi quelle stesse visioni diverse vengono messe alla prova del consenso. Anche questo è fare politica, ciascuno di noi immagina delle risposte per la cittadinanza ai problemi che si pongono ogni giorno diverse, altrimenti non siederemmo da lati opposti del Parlamento, non ci saremmo organizzati in partiti alternativi, come peraltro la nostra Costituzione ci invita a fare. Quindi, mi auguro che la sua risposta possa essere una risposta positiva e mi auguro davvero che, alle cittadine e ai cittadini di Bareggio, possa essere data questa opportunità di approfondire un tema che li riguarda da vicino, in un momento tra l'altro in cui le tasse e in generale il costo della vita sono molto aumentati, e quindi di conoscere il perché di alcune scelte, che siano nazionali, che siano locali. Può essere davvero importante.

NICOLA MOLTENISottosegretario di Stato per l'Interno. Grazie, Presidente. Gli onorevoli interpellanti richiamano l'attenzione sulla mancata convocazione da parte del presidente del consiglio comunale di Bareggio di una seduta aperta del consiglio comunale riguardante il tema della TARI locale. La questione è seguita dalla Prefettura di Milano che ha avviato una fitta interlocuzione con l'amministrazione comunale sulla quale mi soffermo in sintesi.

Lo scorso 16 ottobre sei consiglieri comunali del comune di Bareggio hanno trasmesso alla citata prefettura un esposto per lamentare il diniego opposto dal presidente del consiglio comunale all'istanza di convocazione di una seduta aperta dell'assemblea consiliare avente ad oggetto: “Tariffa rifiuti: perché paghiamo di più? Ci rivolgiamo alla giunta comunale per fare chiarezza” presentata dai medesimi.

Il diniego è stato motivato facendo leva su diversi aspetti: la competenza statale in materia tributaria con riguardo alla TARI e la conseguente assenza di una specifica rilevanza locale della questione; la circostanza che il consiglio comunale aveva già deliberato in materia di tariffe, senza che la relativa deliberazione fosse stata successivamente impugnata; la possibilità per i cittadini di rivolgersi a uno sportello TARI appositamente istituito dal comune; l'assenza di osservazioni formulate in sede di discussione della proposta di deliberazione e di ricorsi presentati innanzi all'autorità giudiziaria.

I consiglieri esponenti, ritenendo comunque necessaria una discussione pubblica sull'argomento, hanno invocato l'esercizio del potere sostitutivo del prefetto per la convocazione del consiglio comunale, evidenziando come al presidente del consiglio competerebbe unicamente la verifica formale della richiesta da parte del prescritto numero di consiglieri e non una valutazione sull'oggetto della stessa.

La prefettura ha, pertanto, avviato interlocuzioni col segretario generale del comune, al fine di acquisire i necessari elementi di approfondimento. Il segretario generale del comune, in relazione alla vicenda, ha rappresentato che l'ordine del giorno proposto dalle minoranze consiliari era già stato oggetto di esame nelle sedute della Commissione finanze del 9 e del 16 aprile 2025. Il medesimo ha ritenuto rispettate le disposizioni del regolamento del consiglio comunale in materia di adunanze aperte, evidenziando come, nel caso di specie, gli aumenti TARI riguardassero singoli avvisi individuali e non profili di carattere generale.

All'esito di tale riscontro, la prefettura ha richiesto al segretario generale del comune di comunicare ai consiglieri esponenti le motivazioni poste a fondamento del diniego.

Il successivo 27 ottobre, i consiglieri hanno reiterato la richiesta di intervento prefettizio in esercizio del potere sostitutivo, integrando l'originario esposto con ulteriori elementi.

A seguito di una nuova richiesta istruttoria formulata dalla prefettura, il segretario generale, nel confermare quanto già rappresentato, ha precisato che, ai sensi del regolamento del consiglio comunale, i consiglieri richiedenti, al fine di ottenere la convocazione ordinaria del consiglio, avrebbero dovuto almeno allegare una proposta di deliberazione, corredata dai prescritti pareri preliminari.

Anche in tale occasione, la prefettura invitato il segretario generale a partecipare ai consiglieri esponenti le ulteriori motivazioni poste a fondamento del diniego, ricevendo assicurazione dell'avvenuta comunicazione.

Lo scorso 10 novembre, i consiglieri interessati hanno trasmesso ulteriori elementi di valutazione, contestando le argomentazioni da ultimo addotte dal segretario generale e precisando di non aver allegato alcuna proposta di deliberazione in quanto il consiglio comunale, riunito in adunanza aperta, non sarebbe legittimato all'adozione di deliberazioni.

A seguito di ciò, la prefettura ha richiesto ulteriori elementi conoscitivi al presidente del consiglio comunale e al segretario generale del comune che lo scorso 17 novembre hanno illustrato le motivazioni del proprio operato e le ragioni per le quali non si è ritenuto di procedere alla convocazione dell'Assemblea in seduta aperta, richiamando: la valutazione discrezionale attribuita al presidente del consiglio comunale ai sensi dell'articolo 36 dello statuto comunale, l'assenza di un interesse collettivo rilevante, nonché la presenza, in ambito comunale, di uno sportello TARI dedicato.

Più di recente, lo scorso 2 dicembre, i consiglieri esponenti hanno preso atto delle predette argomentazioni, insistendo, tuttavia, nella richiesta di riscontro all'originaria istanza di esercizio del potere sostitutivo prefettizio.

Da ultimo, la prefettura, con nota indirizzata alla presidenza del consiglio comunale del comune di Bareggio e alla segreteria generale, e per conoscenza ai consiglieri esponenti, ha rappresentato l'esigenza di dare seguito all'istanza di convocazione del consiglio comunale in seduta “aperta” formulata dai consiglieri comunali entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della predetta nota, significando che in difetto la stessa prefettura si riserva di adottare provvedimenti sostitutivi ai sensi dell'articolo 39, quinto comma, del Testo unico enti locali.

Il comune ha informalmente preannunciato alla prefettura di Milano la prossima convocazione del consiglio comunale.

SILVIA ROGGIANI, La ringrazio, Sottosegretario. Tuttavia, corre l'obbligo di dire che tra il 17 dicembre e il 16 gennaio, 10 giorni li moltiplichiamo per 3, cioè nel senso che: benissimo che la prefettura abbia chiesto il 17 dicembre di fare la convocazione entro dieci giorni. Siamo al 16 gennaio, quindi, io me la aspetto dopo che questa discussione è arrivata in quest'Aula, dopo che anche lei ha ribadito che intanto la richiesta era legittima. Mi ha fatto molto piacere che lei abbia ricostruito un po' tutta la vicenda, perché penso che questa ricostruzione fatta da lei - che io non ho fatto - racconti bene quanto siano stati adottati, insomma, dei cavilli: no ma questo non riguarda il locale, riguarda il nazionale. Tra l'altro, anche mi viene da dire - ora cercherò una parola un po' più corretta di quella che mi verrebbe, su cui mi sto censurando - con la collaborazione del segretario comunale - ecco uso questa, mi sono censurata sull'altra - che forse, invece, avrebbe semplicemente dovuto sostenere la richiesta dei consiglieri comunali ai sensi dell'articolo 39 del TUEL e raccomandare che non bisogna avere paura dei momenti di confronto pubblico, lo dicevo anche prima.

Quindi, io mi auguro adesso che, dal momento che questa discussione l'abbiamo fatta nell'Aula del Parlamento, arrivi finalmente la convocazione, che avrebbe già dovuto essere arrivata. Se non arriva la convocazione nella giornata odierna - perché oggi è arrivata qui la discussione, sono passati quasi 30 giorni - da parte del presidente del consiglio comunale, mi auguro che la prefettura svolga il suo ruolo. Per noi è molto importante, è molto importante che può sapere di poter contare sul fatto che, nel momento in cui qualcuno si arroga dei diritti che non ha o di interpretare in un modo scorretto le leggi, ci sia lo Stato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), in questo caso rappresentato dalla Prefettura, che garantisce che le leggi invece vengono rispettate. Contiamo su di lei.