13/01/2026
Rosanna Filippin
Ferrari, Girelli, Porta, Marino, D'Alfonso, Simiani, Laus, Ascani, Romeo, Forattini, Ghio, Lai, Vaccari, Malavasi, Pandolfo, Fossi, Andrea Rossi, Di Sanzo, Curti, Fornaro, Barbagallo, Pastorino
2-00749

 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle imprese e del made in Italy, per sapere – premesso che:

   le Acciaierie Valbruna costituiscono una realtà industriale strategica nazionale nel comparto degli acciai speciali, settore fondamentale per la manifattura italiana e per numerose filiere industriali ad alta intensità tecnologica;

   il gruppo Valbruna impiega complessivamente circa 1.800 lavoratori, di cui circa 600 nello stabilimento di Bolzano e circa 1.200 a Vicenza, rappresentando un presidio produttivo e occupazionale essenziale per i territori interessati;

   la provincia autonoma di Bolzano ha indetto un bando pubblico avente ad oggetto il terreno su cui insiste – o che risulta funzionale – allo stabilimento delle Acciaierie Valbruna, senza che risultino a giudizio degli interpellanti adeguate garanzie circa la salvaguardia della continuità produttiva e occupazionale, poiché tratta un insediamento industriale strategico come una mera questione patrimoniale o amministrativa, prescindendo dalle conseguenze sociali, occupazionali e produttive;

   la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Bolzano e Vicenza, con presidi e iniziative pubbliche, testimonia un conflitto aperto tra le scelte della provincia e il diritto al lavoro, conflitto che non può essere ignorato né normalizzato;

   il settore siderurgico, e in particolare quello degli acciai speciali, è attraversato da una fase di forte vulnerabilità, aggravata da costi energetici elevati, concorrenza extra-UE e mancanza di una strategia industriale nazionale strutturata;

   in questo contesto, le decisioni assunte dalla provincia autonoma di Bolzano appaiono in palese contraddizione con l'esigenza di difendere la base industriale del Paese e rischiano di aprire la strada a processi di dismissione industriale irreversibili;

   il Partito Democratico ritiene che il lavoro non sia una variabile sacrificabile e che le istituzioni, a ogni livello, abbiano il dovere di mettere al centro le persone, le competenze e la dignità del lavoro, non di considerarle un ostacolo alle scelte amministrative;

   l'inerzia o il silenzio del Governo di fronte a tali scelte configurerebbero una resa della politica industriale nazionale e una rinuncia al compito di garantire coerenza tra le decisioni territoriali e l'interesse generale del Paese –:

   se dopo aver attivato l'azione di istruttoria per la valutazione di interesse strategico nazionale e la sua conferma, e dopo il confronto istituzionale tenutosi a Roma in data 4 novembre 2025 con la provincia autonoma, l'azienda e le organizzazioni sindacali, il Governo intenda ora aprire un tavolo permanente di confronto istituzionale con la provincia autonoma, l'azienda e le organizzazioni sindacali, al fine di garantire certezze sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento;

   quali iniziative concrete il Governo intenda assumere per affermare che il lavoro non è una variabile sacrificabile, e che la tutela dell'occupazione deve costituire un criterio prioritario nelle decisioni che riguardano asset industriali strategici;

   quali iniziative di competenza intenda assumere urgentemente il Governo per definire e rendere operativa una politica industriale nazionale per il settore siderurgico e degli acciai speciali, capace di sostenere gli insediamenti produttivi, accompagnare la transizione industriale e difendere l'occupazione qualificata assicurando coerenza tra le decisioni delle autonomie territoriali e gli obiettivi nazionali di reindustrializzazione, transizione produttiva e tutela del lavoro.