23/02/2026
Anthony Emanuele Barbagallo
Stumpo, Speranza, Ascani, Bakkali, Carè, Di Stanzo, De Luca, Manzi, Scotto, Peluffo, Scarpa, Gianassi, Furfaro, Graziano, De Micheli, Gnassi, Boldrini, Ferrari, Merola, Fossi, Mauri
2-00782

 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'interno, il Ministro del turismo, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:

   l'Etna, vulcano attivo più alto d'Europa e sito riconosciuto dall'Unesco quale patrimonio mondiale dell'umanità, costituisce una delle principali polarità turistiche del Mezzogiorno, con picchi di presenze particolarmente elevati nel periodo invernale;

   a partire dal 23 gennaio 2026 e per tre fine settimana consecutivi, in concomitanza con precipitazioni nevose ampiamente prevedibili nella stagione invernale, si sono verificate gravi criticità nella gestione della viabilità di accesso alle aree di Etna Nord ed Etna Sud, con centinaia di autovetture rimaste bloccate per oltre sette ore lungo le arterie di collegamento e nei parcheggi in quota;

   tale situazione è risultata, secondo numerose segnalazioni, riconducibile al mancato o intempestivo impiego dei mezzi spazzaneve e spargisale di competenza della città metropolitana di Catania, nonché all'assenza di un adeguato presidio preventivo della viabilità nelle prime ore della giornata, quando l'afflusso veicolare era già consistente;

   l'assenza o insufficienza dei controlli sulla dotazione obbligatoria di catene da neve o pneumatici invernali, sia a Etna Nord sia a Etna Sud, avrebbe consentito l'accesso a veicoli non idonei, aggravando il blocco della circolazione e determinando una situazione di concreto pericolo per l'incolumità pubblica;

   centinaia di persone, tra cui minori e soggetti fragili, sono rimaste per ore all'interno dei veicoli in condizioni climatiche rigide, con difficoltà nell'attivazione dei soccorsi e con il rischio di tensioni e turbative dell'ordine pubblico, in un contesto caratterizzato da elevata concentrazione di persone e assenza di percorsi alternativi di deflusso;

   le criticità descritte evidenziano carenze nella programmazione degli interventi invernali e nel coordinamento tra enti territoriali, gestori della viabilità e autorità di pubblica sicurezza, che stanno causando gravi danni economici alle strutture ricettive, costrette ad annullare le prenotazioni, e danni di immagine;

   permangono, inoltre, gravi disfunzioni nel sistema di trasporto pubblico extraurbano: a Etna Nord risulta agli interpellanti non ancora rinnovata la concessione per il servizio di trasporto verso le aree sommitali, per il mancato rilascio dei pareri di competenza da parte dell'Ente parco dell'Etna, nonostante la valutazione di incidenza ambientale sia vigente;

   a Etna Sud, il servizio di trasporto pubblico, affidato all'Azienda siciliana trasporti (Ast), risulta agli interpellanti connotato da sistematiche cancellazioni di corse, irregolarità negli orari e gestione approssimativa dei flussi, specie nei periodi di maggiore affluenza, con episodi che evidenziano non solo un'organizzazione gravemente carente, ma anche criticità nel rapporto con l'utenza, tali da compromettere gli standard minimi di qualità e affidabilità richiesti a un servizio pubblico essenziale;

   l'insufficienza del trasporto pubblico determina un incremento esponenziale del traffico privato, con ulteriore aggravio delle condizioni di sicurezza e maggiore esposizione al rischio di blocchi e criticità nella gestione dell'ordine pubblico;

   è stata segnalata, inoltre, la presenza di guide abusive e soggetti non autorizzati che, soprattutto in concomitanza con i disservizi del trasporto pubblico, propongono il trasferimento verso il Rifugio Sapienza con mezzi privati, operando in modo informale e apparentemente tollerato, con evidenti profili di abusivismo, concorrenza sleale e potenziale rischio per la sicurezza dei passeggeri, costretti ad affidarsi a vettori privi di garanzie circa requisiti professionali, coperture assicurative e condizioni dei mezzi;

   le descritte disfunzioni, reiteratesi per più settimane consecutive, appaiono sintomatiche di un deficit strutturale di pianificazione e coordinamento istituzionale in un'area ad alta complessità ambientale e a elevatissimo afflusso turistico, tale da richiedere una regia unitaria sotto il profilo della sicurezza pubblica –:

   se siano a conoscenza dei gravi fatti esposti in premessa e delle specifiche omissioni alla base di tale situazione, con particolare riferimento: all'inefficacia dei servizi di sgombero neve e spargisale e alla carenza di controlli sulla dotazione invernale dei veicoli presso i versanti Etna Nord ed Etna Sud, ai disservizi cronici dell'Azienda siciliana trasporti (Ast), tra corse cancellate e mancato rispetto degli orari, alla paralisi amministrativa dell'Ente parco dell'Etna, anche in relazione al mancato rinnovo del nulla osta per il servizio di trasporto pubblico extraurbano a Nord;

   quali iniziative urgenti di competenza, anche di carattere ispettivo, intendano adottare in ordine a eventuali responsabilità amministrative e per prevenire ulteriori criticità per l'ordine e la sicurezza pubblica e se, a tal fine, ritengano doveroso promuovere, col coinvolgimento delle prefetture e del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, un coordinamento stabile per l'adozione di un piano strutturato e permanente di gestione della stagione invernale sull'Etna, che garantisca presidi preventivi, protocolli rigorosi di controllo dei flussi, il tempestivo impiego dei mezzi antineve e adeguati piani di emergenza per il deflusso in caso di blocchi veicolari;

   quali iniziative di competenza intendano promuovere, in raccordo con la Regione Siciliana e con gli enti locali competenti, per garantire il diritto alla mobilità e alla fruibilità in sicurezza del vulcano a cittadini e turisti, assicurando l'immediato ripristino e lo svolgimento regolare del servizio di trasporto pubblico extraurbano verso Etna Nord e la regolarità e il necessario potenziamento del servizio verso Etna Sud per adeguarlo ai periodi di maggiore afflusso, nonché quali iniziative di competenza si intendano assumere contro il fenomeno delle guide abusive e del trasporto abusivo e non autorizzato che, traendo alimento dai citati disservizi pubblici, determina gravi profili di illegalità e concreti rischi per la sicurezza.

Seduta del 27 febbraio 2026

Illustrazione di Anthony Emanuele Bargaballo, risposta della Sottosegretaria di Stato agli Affari esteri, replica di Anthony Emanuele Barbagallo

ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO, Grazie, signor Presidente. Con questa interpellanza urgente chiediamo di conoscere la condotta del Governo rispetto alle gravi inadempienze, a nostro giudizio, per manifesta incapacità ed inadeguatezza da parte degli organi preposti, nella fruizione turistica del vulcano Etna. Gravi inadempienze che riguardano sia gli enti titolari delle strade, quindi la Città metropolitana, sia le aziende che devono farsi carico del servizio di trasporto pubblico, quindi l'Azienda siciliana trasporti, e anche naturalmente l'ente Parco dell'Etna per quanto riguarda gli aspetti autorizzatori e concessori di propria competenza.

Come vedremo anche nel corso dell'illustrazione, a nostro giudizio, c'è stata anche un'evidente negligenza da parte degli enti preposti anche alla tutela e al controllo dell'ordine pubblico. Come sa il Governo, l'Etna è il vulcano più alto d'Europa e uno dei pochi posti al mondo in cui si può sciare guardando il mare. La fruizione nel periodo invernale è particolarmente attesa dai turisti, tenuto conto che, anche alla luce delle ormai note previsioni del meteo, è facile prevedere quando nevica e quindi organizzare i fine settimana sull'Etna.

A partire dal 23 gennaio, per tre fine settimana in cui era prevista neve ed ha nevicato copiosamente, tutti gli operatori e le strutture turistiche ricettive erano pronte con il pienone ad accogliere i turisti, invece abbiamo assistito inopinatamente a un mancato spazzamento delle strade e ad un mancato utilizzo dei mezzi spargisale da parte della città metropolitana. Un inadempimento evidente e grave che abbiamo denunciato prontamente e che ha comportato, da un lato, la necessità di cancellare le prenotazioni per tutte le strutture ricettive sul vulcano e, dall'altro lato, anche un grave disagio per l'ordine e la sicurezza pubblica perché tanti turisti, tanti visitatori sono rimasti bloccati sulle strade del vulcano per ore e ore, 7-8 ore in macchina bloccati sulla neve con la presenza anche in macchina di bambini, persone fragili e anziani. Questo fatto così grave si è determinato sia ad Etna Nord che ad Etna Sud.

Quindi chiediamo al Governo - questa è una prima parte significativa dell'attività parlamentare, dell'attività ispettiva - se è a conoscenza di questi fatti e se sono stati individuati i responsabili. Era previsto un turno? C'erano delle reperibilità? E - come dire - più che di reperibilità, si dovrebbe parlare di turni ordinari da parte della Città metropolitana e di chi è responsabile di questi servizi. Queste negligenze fanno seguito a quello che è accaduto dal 24 dicembre al 10 gennaio, quando c'è stata un'eruzione dell'Etna che procedeva - come riportano le cronache della stampa - a due metri l'ora - quindi una colata che certamente non avrebbe arrecato pericoli per l'ordine e la sicurezza pubblica - e in quel caso, inopinatamente da parte di coloro che hanno specifiche responsabilità, è stato messo in essere un vero e proprio stato poliziesco; sono state bloccate le auto addirittura ai piedi dell'Etna. C'è stato un copioso dibattito sulla stampa con interventi significativi di vulcanologi prestigiosi, di associazioni che si occupano della tutela della fruizione dell'Etna, contestando apertamente queste scelte che poi sono culminate addirittura con la multa degli escursionisti.

Quindi, paradossalmente, quando si dovrebbe garantire l'accesso alla fruizione del vulcano, gli enti preposti non spazzano le strade e non organizzano neanche la verifica del controllo delle catene, perché questo di Etna nord è stato uno dei fatti che ha innescato il blocco delle auto: cioè, la Polizia stradale, anziché procedere dalle 6,00 del mattino alla verifica del controllo delle catene, ha iniziato a farlo alle 7,30-8,00 del mattino, causando a Etna Nord un grave ingorgo. Restano sullo sfondo poi altre due problematiche, quelle relative al servizio pubblico. A Etna Sud oggi si accede con una sola corsa, che parte dalla stazione centrale di Catania e arriva fino ad Etna Sud, al rifugio Sapienza a 2.000 metri. Abbiamo documentato, anche depositandolo al servizio ispettivo, numerosi reclami da parte non soltanto dei cittadini, ma anche di turisti stranieri che vedono all'andata riempirsi subito l'autobus e, appena si riempie l'autobus, subito procacciatori e faccendieri che propongono a dieci volte il costo del biglietto per salire sull'Etna e al ritorno, signor Presidente, una cosa inaudita: l'autobus, anziché ripartire in orario, riparte dieci minuti prima, lasciando a 2.000 metri famiglie, bambini, turisti stranieri che si vedono costretti a pagare i noleggi, i conducenti privati a un prezzo che arriva anche a 20 volte in più del biglietto.

È una vergogna che abbiamo denunciato in ogni sede e su cui chiediamo al Governo non soltanto di fare chiarezza, ma anche di individuare i responsabili. Concludo con la vicenda che riguarda l'ente Parco dell'Etna, che è chiamato a sovrintendere, a garantire la fruizione del vulcano, a rilasciare i nulla osta e le autorizzazioni del caso e invece, come accade a Etna Nord, quindi per l'accesso a Piano Provenzana, in questo momento ancora non è stato rinnovato il servizio di trasporto pubblico extraurbano per arrivare a Etna Nord. È una cosa allucinante: in uno dei siti UNESCO, che rappresentano uno dei maggiori attrattori d'Europa, oggi dall'aeroporto, da Taormina non c'è un servizio di collegamento extraurbano autorizzato perché il Parco - come dire - ancora non autorizza e con una procedura cervellotica ritiene non in più in vigore la VIncA, che invece, come abbiamo esposto in atti, è ampiamente vigente ed efficace.

Resta sullo sfondo anche il tema di un pullulare di guide abusive, faccendieri che si aggirano per procacciare affari o per accaparrare turisti o visitatori, che certamente non rende onore a uno dei siti turistici, più interessanti e più belli da vedere al mondo. In conclusione, quindi, mi rivolgo al Governo e chiediamo: se siano a conoscenza di questi fatti gravi che abbiamo esposto; se e come intende il Governo rimuovere le criticità che hanno comportato l'inefficacia dei servizi di sgombero della neve e dei mezzi spargisale, anche perché siamo in presenza di servizi pubblici, servizi pubblici che devono essere garantiti e non certo in presenza di favore che si devono fare ai turisti; come intende rimediare rispetto alle vicende che in questo momento non garantiscono un efficiente servizio di trasporto pubblico sia ad Etna Nord, sia ad Etna Sud.

Noi proponiamo - come dire - un banale ma necessario coinvolgimento sia delle prefetture interessate, ma anche del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica perché i fatti che abbiamo visto in queste settimane hanno anche comportato un rischio concreto per l'ordine e la sicurezza pubblica, come abbiamo già esposto e, soprattutto, c'è anche una vicenda che riguarda l'efficacia, l'efficienza della pubblica amministrazione che francamente non può essere calpestata così come abbiamo visto che è accaduto nelle ultime settimane e negli ultimi mesi.

MARIA TRIPODISottosegretaria di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale. Grazie Presidente, grazie all'onorevole interpellante. In via preliminare, si ritiene opportuno precisare che le questioni sollevate attengono prevalentemente alle competenze del Ministero dell'Interno, del Turismo e della regione siciliana. Pertanto, si rappresenta quanto segue sulla base degli elementi forniti dalle citate amministrazioni. Con particolare riferimento ai servizi di trasporto pubblico regionale e locale, si rammenta che le funzioni di programmazione, organizzazione e amministrazione del settore sono state conferite alle regioni territorialmente competenti ai sensi del decreto legislativo n. 422 del 19 novembre 1997. Ne consegue che gli aspetti operativi e gestionali concernenti l'Azienda Siciliana Trasporti ricadono integralmente nell'ambito delle competenze della regione siciliana.

Per quanto attiene alla gestione delle infrastrutture viarie di collegamento con le aree dell'Etna Nord e dell'Etna Sud, si rappresenta che tali arterie non rientrano nella rete stradale di competenza statale, bensì sono affidate alla gestione degli enti territoriali competenti, cui spettano le attività di manutenzione e amministrazione.

Partendo dal quesito relativo al presunto deficit di pianificazione e coordinamento istituzionale in un'area ad alta complessità ambientale e ad elevato afflusso turistico, il prefetto di Catania. sentito per il tramite del Ministero dell'Interno. e la regione siciliana hanno rappresentato che già in data 13 gennaio presso la locale prefettura si è riunito il Comitato operativo viabilità, con la partecipazione di tutte le amministrazioni competenti, al fine di esaminare la viabilità etnea in relazione agli eventi nevosi e di aggiornare il piano speditivo già adottato negli anni precedenti.

In tale sede è stata definita la configurazione dei presidi e dei cosiddetti “cancelli” sui versanti nord e sud del vulcano, modulati in funzione dell'intensità delle nevicate e delle esigenze operative e presidiati dalle Forze dell'ordine e Corpo forestale della regione siciliana, con servizi di controllo sulla verifica degli pneumatici e delle catene da neve a bordo degli autoveicoli.

Inoltre, a seguito di specifiche riunioni tenutesi presso la prefettura di Catania e in attuazione della Pianificazione invernale per la gestione della viabilità - Piano neve 2025-2026, il questore di Catania ha emanato un'ordinanza con la quale, a partire dal 24 gennaio e per ogni fine settimana, sono stati predisposti servizi straordinari di ordine e sicurezza pubblica finalizzati alla gestione della viabilità e al monitoraggio degli afflussi veicolari sulle strade che adducono al vulcano Etna.

Per quanto concerne i mezzi spalaneve e le risorse impiegate, la città metropolitana di Catania ha rappresentato che la dotazione strumentale e la dislocazione sul territorio risultano sostanzialmente invariate rispetto alla precedente stagione invernale e che gli interventi sono stati garantiti con continuità, anche oltre l'orario ordinario, in caso di emergenza. Ad ogni modo, il Dipartimento di Protezione civile della regione siciliana ha comunicato che, nell'ottica del potenziamento dei presidi e della dotazione strumentale, ha provveduto a finanziare l'acquisto di mezzi spazzaneve e spargisale per i comuni di Maletto, Maniace, Nicolosi e Ragalna.

Con specifico riferimento agli eventi segnalati dall'onorevole interpellante, occorre evidenziare che nel periodo compreso tra il 19 e il 21 gennaio scorso, la Sicilia orientale, e in particolare l'area etnea, è stata interessata da una violenta perturbazione atmosferica, che ha determinato intense precipitazioni piovose e abbondanti nevicate sui rilievi montani, con accumuli che in alcuni tratti hanno raggiunto altezze comprese tra 1,5 e 2 metri. In tale contesto, gli enti proprietari delle infrastrutture viarie - città metropolitana di Catania e comuni interessati - hanno adottato numerose ordinanze contingibili e urgenti per l'interdizione temporanea della circolazione sulle principali arterie di accesso alle zone sommitali del monte Etna, su entrambi i versanti, al fine di garantire la sicurezza della circolazione e la tutela della pubblica incolumità.

Inoltre, preso atto della eccezionalità dell'evento, sono state attivate ditte esterne con pale ed escavatori ed è stato concordato l'impiego di mezzi a turbina-Fresia di ANAS, forniti su richiesta della città metropolitana di Catania.

Con tale impiego di risorse, è stato possibile aprire, dal pomeriggio di venerdì 23 gennaio, la strada Mareneve nel tratto tra Linguaglossa e Piano Provenzana e dal successivo 25 gennaio anche il tratto fino a Fornazzo, rendendo l'arteria interamente fruibile.

Residue criticità si sono registrate esclusivamente in tratti di competenza comunale, in particolare nel territorio del comune di Linguaglossa e nel piazzale di Piano Provenzana, anch'esso di competenza comunale; in tali ambiti è stato comunque assicurato il supporto della città metropolitana di Catania.

Sul versante sud, grazie anche all'impiego di mezzi aggiuntivi, è stato completato nel pomeriggio del 25 gennaio lo sgombero della strada provinciale 92 fino al piazzale del Rifugio Sapienza. Nella giornata successiva si è intervenuti nell'area dei crateri Silvestri, caratterizzata da un significativo accumulo di neve, e si è quindi proceduto alla riapertura dei collegamenti verso Zafferana - Salto del Cane e lungo la citata strada provinciale 92 da Piano del Vescovo. Nei giorni seguenti è stato inoltre fornito supporto per la pulizia dei parcheggi di competenza del comune di Nicolosi.

Parallelamente, la città metropolitana di Catania, in raccordo con i comuni interessati - in particolare Linguaglossa e Nicolosi - ha assicurato supporto logistico agli operatori economici, al fine di consentire l'accesso alle aree sommitali e favorire la tempestiva ripresa delle attività turistico-ricettive. Superata la fase emergenziale, le operazioni sono proseguite senza soluzione di continuità per garantire la piena percorribilità delle arterie di competenza. Si ribadisce, in ogni caso, che le criticità riscontrate sono state determinate da un evento nevoso di carattere straordinario ed eccezionale.

Successivamente, in data 31 gennaio, l'apertura degli impianti di risalita della stazione sciistica di Etna Nord ha determinato un rilevante afflusso di visitatori nelle località di Piano Provenzana, nel comune di Linguaglossa, anch'essa interessata da nuove e intense precipitazioni nevose.

L'elevata concentrazione di veicoli nelle aree montane ha comportato, soprattutto nei fine settimana, momenti di traffico particolarmente intenso che, nonostante le oggettive difficoltà operative legate alla conformazione delle strade a doppio senso di marcia, sono stati gestiti dalle Forze di Polizia impiegate sul territorio con un notevole dispiegamento di personale e mezzi.

Nel complesso, gli enti e le amministrazioni coinvolte hanno operato in stretta sinergia, adottando misure tempestive ed efficaci per la rimozione della neve e per il ripristino della viabilità nel più breve tempo possibile, con l'obiettivo di consentire l'accesso alle aree sommitali dell'Etna e favorire la rapida ripresa delle attività turistiche, compatibilmente con l'evoluzione di eventi meteorologici di carattere eccezionale.

In merito al servizio di trasporto pubblico sul versante sud dell'Etna, l'Azienda Siciliana Trasporti ha comunicato, per il tramite della regione, che il contratto di servizio prevede una corsa giornaliera da Nicolosi alle ore 8,30 verso le aree sommitali, con rientro alle ore 16,30; nel periodo di alta stagione, da giugno a settembre con estensione fino a dicembre, è inoltre prevista una corsa aggiuntiva in partenza da Catania. Durante i giorni dell'emergenza alcune corse sono state soppresse a causa dell'ordinanza del comune di Nicolosi che disponeva la chiusura di diverse strade per le avverse condizioni meteorologiche, ma il servizio è regolarmente ripreso dal 4 febbraio. Con riguardo, invece, al trasporto pubblico extraurbano sul versante Etna nord sono in corso le interlocuzioni finalizzate a definire il procedimento per la programmazione dei servizi sul territorio.

In merito al fenomeno delle guide abusive segnalato dall'onorevole interpellante, il Ministero del Turismo ha rappresentato che, nell'ambito della disciplina della professione di guida turistica, oggetto di recente riordino a livello nazionale ai sensi della legge n. 190 del 2023, è impegnato in un costante confronto con la regione siciliana, al fine di garantire un adeguato coordinamento istituzionale tra i diversi livelli di governo in relazione alle figure professionali operanti nel settore turistico.

In particolare, occorre rilevare che la figura dell'accompagnatore turistico è soggetta a un regime di abilitazione di competenza regionale, in conformità alle attribuzioni riconosciute alle regioni dalla normativa vigente, così come altre figure che svolgono attività di supporto alla fruizione turistica e che non rientrano nella regolamentazione nazionale.

In tale contesto, il Ministero del Turismo ha collaborato con la regione siciliana alla pubblicazione degli elenchi delle guide turistiche regolarmente abilitate operanti sul territorio, al fine di agevolare le attività di controllo da parte delle autorità locali e consentire l'immediata identificazione degli operatori autorizzati.

È stato, altresì, reso disponibile il tesserino personale in formato digitale, dotato di QR Code, che permette la verifica in tempo reale dell'abilitazione professionale da parte degli organi preposti ai controlli, supportando le amministrazioni territoriali e le Forze di Polizia nelle attività di vigilanza e di contrasto all'abusivismo.

Resta fermo che, ai sensi dell'articolo 12, commi 8 e seguenti, della citata n. 190 del 2023, nonché degli articoli 24 e seguenti del decreto del Ministro del Turismo n. 88 del 2024, le funzioni di controllo, accertamento delle violazioni e irrogazione delle relative sanzioni amministrative in materia di esercizio abusivo delle professioni turistiche sono attribuite ai comuni territorialmente competenti.

ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO, Grazie, signor Presidente. Non sono soddisfatto. Riteniamo la risposta del Governo una risposta, francamente, deludente e piena di tanti rinvii. Sostanzialmente, la notizia è che il Governo oggi se ne lava le mani dicendo che ci sono competenze dei comuni, competenze della città metropolitana, competenze della regione in ordine al servizio pubblico. Ma ricordo al Governo che siamo in uno Stato di diritto in cui i precetti, i principi di legalità e i servizi pubblici vanno garantiti e il Governo ha una specifica vigilanza in ordine a tutti questi adempimenti in carico alla parte pubblica.

Francamente, lo dico alla Sottosegretaria, in quest'Aula il Governo oggi avrebbe dovuto dire parole di verità, parole di verità anche con riferimento alle specifiche e gravi inadempienze in carico, innanzitutto, alla città metropolitana. Signora Sottosegretaria, quanto ha riportato la città metropolitana, glielo garantisco, è falso. In quest'Aula voi avete riportato una notizia falsa. La città metropolitane e oggi il Governo in Aula avrebbe dovuto dire chi è che, a fronte di quelle nevicate - che sono un fatto normale a 2.000 metri, come sono un fatto normale in tutte le zone montane italiane - avrebbe dovuto essere in servizio in quelle ore della notte o del mattino o del pomeriggio e garantire la fruizione dei mezzi spargisale e la fruizione dei mezzi spazzaneve. E non è vero che è stato un evento imprevedibile, perché era prevedibilissimo, perché da tempo il meteo prevedeva, per quei tre fine settimana, copiose nevicate. Quindi, come nevica sull'Etna nevica anche sulle Dolomiti, sul Cervino, a Bormio. In tutte le località italiane i servizi spazzaneve e spargisale funzionano, non si capisce perché la città metropolitana di Catania, pur avendo in dotazione i mezzi spargisale e spazzaneve, non li faccia funzionare.

Quindi oggi, in quest'Aula, il Governo avrebbe dovuto dire chi è che doveva essere in servizio oppure perché non è stato garantito il servizio. E, a proposito di competenze, c'è una specifica competenza, signora Sottosegretaria, in capo al Governo, ed è quella dell'ordine e della tutela pubblica che, in quei tre fine settimana, le assicuro che non è stata garantita perché sono rimasti per 8 ore in macchina soggetti fragili e bambini; interventi fatti, come dire, con ogni mezzo e con ogni modo da parte di volontari, della Protezione Civile e delle associazioni di volontari per soccorrere persone bloccate in auto per una negligenza specifica da parte di chi è che doveva garantire quei servizi e che non ha garantito.

Oggi il Governo in Aula avrebbe dovuto dire: la responsabilità è di questi signori e per queste ragioni, con un impegno preciso: non accadrà mai più. Non accadrà mai più perché, a fronte dei provvedimenti della Polizia di Stato e di competenza delle prefetture, ma è possibile che con tutti i reclami che ci sono in Altroconsumo, con tutte le corse che saltano ogni mese - l'AST cancella in Sicilia, che si sappia, 1.500 corse al mese -, può essere che la mattina non c'è un poliziotto o un carabiniere che vada alla stazione centrale o vada al rifugio Sapienza per verificare che quell'autobus parta puntuale e prenda tutte le persone, senza lasciare i malcapitati turisti a 2.000 metri? È una cosa possibile questa in uno stato di diritto, o lo Stato si deve piegare ai furbi e ai faccendieri, strizzando l'occhio a questi soggetti che devono guadagnare 100, 200, 300 euro al giorno sulle spalle del malaffare, dei turisti e dei furbetti?

Questo è quello che il Governo avrebbe dovuto dire oggi, e il Governo avrebbe dovuto utilizzare non la formula e la locuzione generica “stiamo adottando tutte le verifiche e le procedure per sollecitare”, avrebbe dovuto scrivere al Parco dell'Etna e dire che è assurdo che il vulcano più visitato in Europa non abbia un servizio di trasporto pubblico extraurbano per portare le persone ad Etna Nord. Sta iniziando la stagione estiva - altro che quella invernale -, e ancora non rilasciano l'autorizzazione di competenza. Ma è degno questo procedimento di uno Stato di diritto?

Quindi, noi siamo basiti. Faremo presente che continueremo a incalzare non soltanto gli organi preposti in tutte le sedi, ma saremo particolarmente vigili sia sulle vicende che riguardano il trasporto pubblico, sia su quelle che riguardano la fruizione.

A proposito della parte finale, quella relativa agli accompagnatori turistici. Io credo che, da questo punto di vista, da parte del Governo ci sia un vero e proprio sviamento. Qua non è in discussione l'aspetto normativo, signora Sottosegretaria, cioè del ruolo degli accompagnatori turistici o delle competenze delle della regione. Qua il tema non è lavarsi le mani e dire: la competenza è della regione. Qua il problema è un altro: c'è un evidente esercizio abusivo della professione da parte di alcuni faccendieri che prendono le persone e le portano in giro sull'Etna, e capita spesso che ci siano interventi del soccorso alpino, persone che si perdono. Quindi, non siamo più nel settore dell'esercizio della professione turistica, siamo nel settore diverso, di competenza specifica del Governo, delle prefetture, che riguarda la tutela dell'ordine pubblico che, evidentemente, per le ragioni ampiamente documentate sulla stampa, sull'Etna, a partire dal 24 dicembre, quando è iniziata l'eruzione, non sono state garantite.

Chiudo dicendo che continueremo nell'assenza dello Stato, perché noi ci aspettiamo che ci sia un esercizio preciso, puntuale e dettagliato sia sui servizi di trasporto pubblico, sia sulle concessioni necessarie che devono essere rilasciate quanto prima, senza perdere tempo, perché siamo in presenza di una specifica omissione: omissione da parte di chi deve rilasciare i pareri per il nulla osta al Parco dell'Etna, omissione da parte della città metropolitana che deve garantire un servizio spazzaneve e spargisale e non deve fare favori a nessuno. In mancanza, noi non soltanto incalzeremo, ma saremo pronti a denunciare in tutte le sedi queste nefandezze che, francamente, i siciliani e gli abitanti dell'Etna non meritano.