I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, il Ministro delle imprese e del made in Italy, per sapere – premesso che:
la vicenda dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto costituisce da anni una grave emergenza industriale, ambientale e sanitaria del Paese, simbolo di un modello produttivo che ha sacrificato la salute dei cittadini, la qualità dell'ambiente e del lavoro;
la popolazione tarantina continua a subire le conseguenze di un inquinamento e di un danno sanitario ampiamente documentati, mentre migliaia di lavoratori diretti e dell'indotto vivono da anni in una condizione di precarietà strutturale, segnata dal ricorso reiterato alla cassa integrazione;
il sito industriale risulta interessato da un disastro ambientale di proporzioni straordinarie, con obblighi di risanamento e bonifica che ad oggi non risultano né completati né adeguatamente programmati;
in questi giorni, attraverso dichiarazioni a mezzo stampa, è emersa la volontà del fondo statunitense Flacks Group di acquisire l'ex Ilva, annunciando un piano di investimenti pari a circa 5 miliardi di euro, una produzione di 4 milioni di tonnellate annue e un bacino occupazionale di 8.500 addetti, con prospettiva di crescita fino a 10.000 unità;
tuttavia, al momento, non risultano resi pubblici né il piano industriale nel dettaglio, né il cronoprogramma degli investimenti, né tantomeno un piano vincolante di eliminazione delle fonti fossili e abbattimento delle emissioni e bonifica ambientale;
il soggetto interessato all'acquisizione appare essere connotato prevalentemente come operatore finanziario e non come soggetto industriale dotato di comprovata esperienza nel settore siderurgico, circostanza che impone una verifica rigorosa circa l'affidabilità industriale, ambientale e occupazionale del progetto;
nelle stesse dichiarazioni viene evocata la possibilità di un ingresso dello Stato nella compagine societaria, con potenziali oneri a carico della finanza pubblica, senza che siano state chiarite le condizioni, i rischi e le garanzie per l'interesse nazionale;
nel frattempo, Acciaierie d'Italia S.p.A. ha richiesto la proroga della Cassa integrazione guadagni straordinaria per circa 4.450 lavoratori, di cui oltre 3.800 a Taranto, a decorrere dal 1° marzo 2026 per ulteriori 12 mesi, prolungando una situazione sociale già insostenibile;
in data 20 febbraio 2026 si è verificata l'ennesima emissione anomala di colore rossastro proveniente dall'altoforno 4, episodio grave e allarmante del quale non risultano ancora chiarite né la natura né le conseguenze sulla salute pubblica e sull'ambiente, così come risulta priva di adeguata valutazione sanitaria la riattivazione dell'altoforno 2 che, a soli due giorni dalla messa in marcia, in data 23 febbraio 2026, ha provocato un ulteriore e preoccupante evento emissivo;
in data 19 febbraio 2026 le principali associazioni industriali di categoria hanno formalmente richiesto chiarimenti ai commissari straordinari di Acciaierie d'Italia S.p.A. in merito all'esclusione dalla proposta transattiva di numerose imprese creditrici, tra cui aziende titolari di crediti anche assistiti da operazioni di reverse factoring e già ammessi al passivo con prededuzione ai sensi dell'articolo 2-quater del decreto-legge n. 4 del 2024;
tale situazione rischia di generare un grave squilibrio economico e una disparità di trattamento tra creditori;
in data 25 febbraio 2026 il Tribunale di Milano, sul procedimento per inibitoria proposto da residenti nel comune di Taranto, ha disapplicato parzialmente l'Aia 2025 ed ordinato la sospensione a decorrere dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto, in data 2 marzo 2026 all'interno dello stabilimento di Taranto, si è verificata l'ennesima morte sul lavoro, la seconda morte dall'inizio dell'anno di un operaio dell'indotto –:
quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare, per quanto di competenza, a tutela della salute pubblica e dell'ambiente, con particolare riferimento all'episodio emissivo del 20 febbraio 2026, e se siano state attivate immediatamente tutte le verifiche tecniche, sanitarie e ambientali necessarie, rendendone pubblici gli esiti;
se non ritenga indispensabile sospendere o limitare le attività degli impianti maggiormente impattanti fino alla piena verifica delle condizioni di sicurezza ambientale, sanitaria e per l'incolumità dei lavoratori dello stabilimento;
se non ritenga necessario avviare con urgenza un confronto istituzionale strutturato e calendarizzato con il potenziale acquirente Flacks Group, al fine di acquisire e rendere pubblici:
a) il piano industriale dettagliato;
b) il piano occupazionale e le garanzie per i lavoratori diretti e dell'indotto;
c) il piano ambientale, il piano vincolante di eliminazione delle fonti fossili e di bonifica del sito;
d) il cronoprogramma degli investimenti e le relative coperture finanziarie;
quali valutazioni abbia effettuato circa l'affidabilità industriale, finanziaria e ambientale del soggetto acquirente, e quali condizioni stringenti intenda porre a tutela dell'interesse pubblico in caso di ingresso dello Stato nel capitale;
quali misure intenda adottare per garantire la piena tutela dei livelli occupazionali, riducendo il ricorso agli ammortizzatori sociali e assicurando prospettive di lavoro stabili e dignitose;
quali iniziative di competenza intenda assumere per tutelare le imprese creditrici e l'intero indotto, evitando disparità di trattamento tra crediti prededucibili e scongiurando il rischio che le risorse disponibili risultino insufficienti in sede di riparto finale;
se non ritenga necessario garantire la massima trasparenza sull'intera operazione di cessione dell'ex Ilva, assicurando il coinvolgimento delle istituzioni territoriali, delle parti sociali e delle comunità locali;
quali criteri, parametri e indirizzi strategici intenda adottare nella definizione delle modalità di cessione degli stabilimenti ex Ilva di Taranto, Genova, e Novi Ligure, con particolare riferimento alla salvaguardia dell'unitarietà industriale del gruppo, ora Acciaierie d'Italia, alla tutela dei livelli occupazionali lungo l'intera filiera e alla piena sostenibilità ambientale e sanitaria degli impianti, nonché quali strumenti di governance intenda attuare;
quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare rispetto alle prescrizioni dell'Aia 2025 disapplicate dal decreto cautelare ad esempio: monitoraggio PM10 E PM2,5, regime wind days, installazione serbatoi contenenti sostanze pericolose, temperatura minima di combustione delle torce alle quali sono avviati i gas di affinazione dell'acciaio, completa intercettazione delle emissioni diffuse in fase di trasferimento del coke, in relazione alle quali non sono stati previsti termini di esame e di realizzazione dei relativi interventi di ambientalizzazione e dunque in funzione acceleratoria della loro esecuzione;
quali misure urgenti il Governo intenda adottare per scongiurare altre morti all'interno dello stabilimento determinate anche a causa dell'assenza di manutenzione degli impianti.