Data: 
Martedì, 24 Febbraio, 2026
Nome: 
Eleonora Evi

A.C. 2228

Grazie, Presidente. Per l'ennesima volta affossate una proposta di tutte le opposizioni unite senza neanche farci discutere di questa proposta nel merito. Affossate una proposta concreta, che potrebbe migliorare la vita di milioni di famiglie italiane: un congedo paritario, 5 mesi pagati al 100 per cento per entrambi i genitori, non trasferibile tra loro; riguarderebbe anche chi non è sposato, riguarderebbe anche le lavoratrici e i lavoratori autonomi. Una proposta di giustizia sociale, non diversamente da quanto ha fatto la Spagna con 19 settimane di congedo pagate al 100 per cento per entrambi i genitori, addirittura 32 per le famiglie in cui c'è un solo genitore.

Ma qui no, non vi interessa andare avanti, affossate anche questa. Guardate, la domanda è questa: se ritenete giusto avere 5 mesi di congedo paritario per entrambi i genitori, allora vi fermate e discutete con noi; se non lo ritenete giusto, dovreste almeno spiegare al Paese e a quelle famiglie il perché. Vuol dire sostenere la natalità, la crescita dei figli, l'occupazione femminile, la condivisione del carico di cura e aiutare anche i padri a veder crescere i propri figli.

Guardate, ho ascoltato il presidente Rizzetto, ma ho capito che non ha ben chiara la differenza tra i congedi facoltativi e il congedo obbligatorio. Ce l'hanno chiara, purtroppo, le famiglie italiane, perché proprio oggi, fatalità, è uscito il dato dell'INPS che ricorda che solo il 15 per cento delle giornate di congedo è stato preso dai padri: 2,77 milioni contro 18,8 milioni di giornate chieste dalle donne. Io mi chiedo come la Presidente Meloni, la prima Presidente del Consiglio donna di questo Paese, possa essere contraria a questa legge.

Mi chiedo a che cosa serva una Premier donna, se non si batte per migliorare le condizioni di vita di tutte le altre donne di questo Paese. Avete usato i vostri trucchi per evitare la discussione di merito, avete chiesto una relazione tecnica dalla Commissione, l'avete tenuta ferma per un po' nei cassetti, poi è arrivata tardi e, nel frattempo, voi avete mandato in Aula il provvedimento senza neanche assumervi la responsabilità di nominare un relatore, e quindi di dirci cosa ne pensavate.

Arriva solo stamattina la relazione tecnica, giusto in tempo - guardate che caso - per affossare questa norma, senza nemmeno farcela discutere. Guardate, una proposta che chiede di superare la mera conciliazione, per arrivare ad una vera condivisione. Una proposta che parte da un assunto: dati CNEL e Istat usciti nel marzo del 2025 raccontano che nel 2023 la differenza di tasso di occupazione tra donne e uomini era di 18 punti percentuali, ma, colleghi, quella tra padri e madri con figli minori era di 30 punti percentuali.

Allora voi continuate a ignorare la realtà, che tante, troppe donne, quando mancano misure di sostegno come il congedo paritario, sono quelle che rinunciano a lavorare, e ce lo dicono che la principale causa di rinuncia al lavoro è la difficoltà di conciliazione. L'Italia continua ad avere un record negativo sulle nascite, ma evidentemente non vi interessa. Vi trincerate oggi dietro una scusa tecnica, quella che mancherebbero le coperture, però lo sapete che è solo una questione di volontà politica, perché le avete trovate per fare il ponte sullo Stretto di Messina (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e fare delle prigioni vuote in Albania.

Allora siete ipocriti e non è la prima volta che scegliete di comprimere gli spazi della nostra opposizione e delle nostre proposte unitarie. Lo avete fatto anche sul salario minimo, presidente Rizzetto, lei se lo dovrebbe ricordare, visto che non avete neanche avuto il coraggio di votare contro in quest'Aula, ignorando quei 4 milioni di lavoratrici e lavoratori che sono poveri anche se lavorano in questo Paese. Lo avete fatto sul conflitto di interesse, lo avete fatto sulla spesa sanitaria. Oggi, con tutte le opposizioni unite su questo testo, è ancora più odioso.

Arrivo, Presidente. Volevo portare qui la voce di una lavoratrice autonoma, Irene Marinucci, che, qualche giorno fa, ha raccontato in una toccante testimonianza cosa vuol dire essere una madre, quando rimani incinta e da partita IVA ti vengono a spiegare che hai diritto solo a 1.200 euro di maternità, che le sono arrivati tre anni dopo che ha partorito, e che, quando l'anno dopo è rimasta di nuovo incinta, sperando in un fatturato più robusto, le hanno spiegato che aveva diritto solo a 181 euro.

O le testimonianze di quei padri che dicono che hanno timore di prendere i 10 giorni solo facoltativi, perché hanno paura di ripercussioni negative nella carriera in azienda. Ecco, pensate a loro quando voterete questo emendamento soppressivo di una norma che avrebbe fatto avanzare il Paese. Io vi chiedo di fermarvi e di ripensarci. Ringrazio tutte le opposizioni che hanno scritto insieme e hanno difeso questa norma, e prendiamo l'impegno, quando vi batteremo alle politiche, di vincere e di portare questa norma alle famiglie che ne hanno bisogno in tutto il Paese.

Non affossate questa speranza per le famiglie italiane.