Data: 
Martedì, 31 Marzo, 2026
Nome: 
Laura Boldrini

Grazie, Presidente. Anche noi ci uniamo a questa richiesta. Siamo scioccati, Presidente, da quello che sta avvenendo in Israele, dove la Knesset ha approvato una legge che prevede la pena di morte per i condannati per terrorismo, ma solo se palestinesi. Allora, Presidente, di fronte a questo, di che cosa possiamo parlare, se non di uno Stato di apartheid? Esiste al mondo uno Stato in cui la pena di morte è prevista per un gruppo, un'etnia, un gruppo specifico e non per un altro? Parliamo, dunque, di un sistema di apartheid messo in campo dal Governo Netanyahu e dai suoi ministri.

Ecco, vede, negli ultimi giorni abbiamo assistito a quello che non potevamo immaginare potesse accadere: il cardinale Pizzaballa - è stato già detto dal collega Grimaldi - non ha potuto dire la messa nella Domenica delle Palme. Ma ricordo anche che, nel periodo sacro del Ramadan, i musulmani non hanno potuto avere accesso alla Spianata delle Moschee, alla moschea al-Aqsa e anche questa è stata una violazione della libertà religiosa. Come si fa a parlare di democrazia, di Israele come l'unica democrazia del Medio Oriente? Mi sembra la cosa più sbagliata e più impropria che si possa dire.

Il Governo Netanyahu sta portando questo Paese in un baratro autoritario. Ci sono manifestazioni di chi è contro la guerra di Netanyahu - le guerre di Netanyahu, perché sono tante - che vengono represse. Ci sono le stesse associazioni per i diritti umani israeliane che denunciano le torture ai danni dei palestinesi nelle carceri israeliane. L'organizzazione B'Tselem ha fatto un rapporto raccapricciante sulle forme di tortura che si chiama Welcome to Hell, benvenuti all'inferno. Chi è che destabilizza il Medio Oriente se non questo regime guerrafondaio che Benjamin Netanyahu alimenta con guerre e con distruzione? Perché non bastava aver commesso un genocidio a Gaza, non bastava annettere la Cisgiordania, bisognava invadere anche il Libano, bisognava bombardare anche la Siria, bisognava bombardare anche l'Iraq e bisognava bombardare anche l'Iran.

Allora, noi vorremmo sentire voci chiare e forti e, invece, dall'Unione europea c'è un laconico, rispetto alla pena di morte solo per i palestinesi… “è un passo indietro”. Un passo indietro? Ma questa Unione europea, che non vuole sanzionare il Governo Netanyahu e che invece impone giustamente - aggiungo io - 19 pacchetti a Putin, non è stata in grado di mettere una sanzione nei confronti di Benjamin Netanyahu. È per questo che poi le persone si ribellano, le persone rifiutano questa complicità e scendono in piazza. Lo abbiamo visto per le manifestazioni su Gaza, gli scioperi generali contro quel genocidio e l'abbiamo visto, pochi giorni fa, nella manifestazione No Kings.

No King s vuol dire: no guerre, Presidente, non nel nostro nome e noi del Partito Democratico saremo sempre dalla parte della pace, saremo sempre lì a difendere la pace, perché, vede, di fronte a un mondo in cui si impone l'uso della forza come soluzione di ogni controversia, bisogna essere chiari e non avere alcuna ambiguità. Noi diciamo, chiaro e forte, “no” alla guerra, “no” al suprematismo e “no” alle discriminazioni. Questo è quello in cui crediamo e questo è quello che porteremo avanti.