Data: 
Martedì, 17 Febbraio, 2015
Nome: 
Matteo Richetti

A.C. 2803-A

Grazie Presidente. Vorrei tentare di inquadrare questo provvedimento da un'angolatura un po’ diversa rispetto a quella che ho sentito utilizzare fino qui, nel senso che c’è quasi un atteggiamento teso a giustificarsi del perché si fa questo provvedimento, quando io credo che questo Parlamento, con le Commissioni che hanno istruito questo provvedimento, abbia dato non solo buona prova di sé – e poi entrerò nel merito non dettagliato non dei singoli provvedimenti, ma delle questioni che si affrontano – ma possa andare orgoglioso di questo provvedimento, principalmente per due motivi. 
Il primo: arrivava dal Governo un provvedimento tecnicamente di proroga termini, un decreto-legge fatto fondamentalmente di tecnicalità e questo Parlamento ci ha messo dentro, con una certa irruenza, i bisogni delle persone. Voglio dire che molto spesso anche questo un po’ strisciante livello di sudditanza psicologica che abbiamo non tiene conto del fatto che in quest'occasione – qualche collega ogni tanto usa termini meno nobili, io provo a metterla giù come riesco – è ampiamente prevalsa l'attenzione ad interessi generali, rispetto a quella ad interessi particolari. 
Io l'ho già detto questa notte e questa mattina in Commissione rivolgendomi all'onorevole Crippa. Credo davvero che questa volta una maggioranza che ha l'onere di portare in fondo i provvedimenti e un'opposizione che ha responsabilmente il dovere possibilmente di migliorarli, anche di contrastarli duramente laddove non è d'accordo, abbiano preso forma. Può sembrare una premessa banale, ma io credo che faccia una sostanziale differenza. Lo dico perché, appunto, rispetto a quelle tecnicalità di proroghe termini grazie alla Commissione ed al contributo di tanti parlamentari – alcuni emendamenti arrivavano dall'opposizione, altri, come quello già citato dai relatori, forse il più importante, relativo all'inquadramento dei minimi e delle aliquote contributive INPS per le partite IVA, hanno conosciuto proposte da quasi tutti i gruppi politici –, in questo provvedimento si sono messe questioni relative al sistema delle imprese, che elencherò senza entrare nel dettaglio, e questioni relative al lavoro. 
Presidente, voglio fare una sottolineatura particolare delle situazioni di disagio. Infatti, quando si affronta il tema degli sfratti, quando si affronta il tema della cassa integrazione, quando si puntella il tema dei contratti di solidarietà, si guarda a quelle famiglie che vivono situazioni di maggiore difficoltà. 
Inoltre, si è guardato alle questioni relative al sistema delle autonomie locali – anche su questo il lavoro di molti parlamentari ha contribuito a migliorare il testo – e, non ultimo, al sistema della scuola, dell'università e della ricerca, perché troppo spesso ce lo ricordiamo nei nostri dibattiti e nelle nostre iniziative, ma non è banale consentire quello che è passato sotto la definizione di recupero rispetto alla fuga dei cervelli e non è banale consentire che chi sta lavorando presso l'università con un assegno di ricerca lo possa continuare a fare, laddove le università sono in presenza di risorse, ma non di quegli strumenti amministrativi che consentono di prorogare quel tipo di rapporto. Quando scappa un assegnista, quando scappa un ricercatore, scappa un potenziale dal Paese. Quindi, questi sono elementi sui quali questo Parlamento deve continuare la discussione e deve, dal mio punto di vista, portare in approvazione un provvedimento. 
Come dicevo, a me fa davvero molto piacere che, anche in queste ore, al termine del lavoro della Commissione, ci sia da parte di diversi gruppi parlamentari, anche dell'opposizione, la corsa – lo dico senza elementi di giudizio – ad intestarsi un provvedimento o a ritenere che il proprio lavoro sia stato fondamentale ad ottenere quel risultato. 
Bene, molto bene, perché quando si è qui dentro si lavora per gli interessi del Paese, non della propria parte. Ognuno ci ha messo del suo non dico per risolvere un problema, perché io credo che garantire ai giovani, che hanno un rapporto di lavoro non subordinato, una posizione contributiva previdenziale certa non è un errore al quale recuperare. Si deve recuperare rispetto al fatto che in questo tempo imporre l'innalzamento delle aliquote avrebbe prodotto minori risorse nette in disponibilità delle persone. Ma quel cammino non va interrotto. La costruzione di posizioni previdenziali certe, autonome e autosufficienti è una cosa, con le dovute gradualità ovviamente, da mettere in campo. 
Ed è anche per questo che abbiamo lavorato a questa proroga. Fatemi dire che il contributo di tutti è fondamentale. Se non si trovano le coperture, un provvedimento non si fa. Pertanto, devo dire che in questo rapporto tra maggioranza e opposizione si può legittimamente attaccare e incalzare il Governo, ma, se il Governo non avesse aperto questa disponibilità, il solo lavoro parlamentare non sarebbe stato sufficiente (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). 
E bisogna anche dirci che quando si governa e si fa il complicato mestiere della maggioranza si è di fronte ad un altro problemino, cioè che quando si ha un euro non lo si può promettere a tre persone differenti. Anche a me piacerebbe dire che con quell'euro aumento le pensioni, risolvo la disoccupazione, lo uso per le famiglie bisognose. Ma ne ho uno di euro. Quando si hanno delle risorse a disposizione bisogna guardare negli occhi il Paese e spiegargli che si preferisce far fronte a contratti di solidarietà, disoccupazione, sfratti, partite IVA piuttosto che l'IVA sui pellet (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). 
Io ero uno dei firmatari di quel provvedimento e credo ancora in chi utilizza metodologie di riscaldamento sostenibili. Su questo molti colleghi del MoVimento 5 Stelle hanno incalzato, giustamente perché c’è una filosofia, non c’è solo un elemento di fiscalità agevolata. Bene, sappiamo che quello è un terreno che deve continuare ad essere d'impegno, ma quando si deve chiudere un provvedimento con risorse certe, ci sono priorità alle quali guardare. 
E, poi, Presidente, non era semplice. Anche qui c'erano diversi emendamenti e si è sempre guardato principalmente alle situazioni di difficoltà. Un tema condiviso da tanti gruppi è stata l'ulteriore proroga dei mutui. Penso alla situazione del terremoto dell'Emilia, alla complicata ricostruzione, che vede tutti i parlamentari impegnati al fianco degli amministratori. Anche qui c'erano molti emendamenti a sostegno dei comuni, a sostegno dell'esenzione fiscale, dell'IMU e abbiamo chiesto, con le risorse disponibili, quale fosse la priorità. Era consentire alle persone di avere ancora davanti a loro più di un anno che non li costringesse a far ritornare alle banche le risorse ricevute. Così come, Presidente, abbiamo cercato di venire incontro ad un sistema di autonomie locali. Lo dico al collega Invernizzi, ma anche un po’ alla sottosegretaria Amici: quando si proroga un termine, non si sconfessa una decisione assunta, perché quando si governa, è un po’ come fare un abito su misura. Si può andare in una grande catena e comprarlo e, se ti va bene la taglia, bene; ma governare fa riferimento all'esperienza, a quella prassi empirica per cui si va in prossimità di un risultato, si chiede ai cittadini uno sforzo, si capisce che mettersi secondo quello che le norme impongono è una questione di tempi, di dimensioni e di modalità. Beh, andare in prossimità a un risultato non è sconfessarlo, ma è dire che teniamo fissi gli obiettivi. Sappiamo che il sistema degli enti locali, il tasso di efficientamento che vogliamo raggiungere passa da forme associate di servizi, da unioni di comuni, dalla capacità di riordinare un sistema che stiamo costruendo a fatica. A fatica, Presidente, perché bisogna riconoscere anche le difficoltà nell'esercizio dell'esperienza di Governo. Ma che non sconfessiamo, dando, però, i tempi di farlo in maniera dovuta. Mi riferisco alla centrale unica per gli acquisti; mi riferisco alla gestione associata delle funzioni da parte degli enti locali; mi riferisco ad un sistema di razionalizzazione della spesa che abbiamo chiesto, che confermiamo, ma che in una richiesta, credo sacrosanta, di boccata di ossigeno, consentiamo di fare in tempi più lunghi e assolutamente più sostenibili. 
E, poi, dicevo delle difficoltà. Sugli sfratti, anche qui, insomma, hanno ragione i colleghi, anche dell'opposizione, che lamentano una discussione difficile da fare, cominciata con audizioni in Commissione, incalzata da un'attività in Aula nei giorni precedenti che ha attraversato il tema delle riforme e che ha anche alzato la tensione dei rapporti tra di noi. Non è stato facile concludere un provvedimento di questa portata e di questa complessità in un clima in cui si è anche dovuto recuperare un dialogo. Sul tema degli sfratti, però, si è fatto da parte di tutti uno sforzo importante perché, anche qui, se ci vogliamo assumere responsabilmente la funzione di legislatori, certo guardiamo con priorità al dramma di chi la casa non può permettersi di perderla, ma guardiamo anche al dramma di chi la casa non la sta affittando e la lascia vuota piuttosto che incorrere in un sistema che non gli dà un elemento di certezza e di garanzia. Pertanto, quando si governa, si guarda a tutti i cittadini e per fare questo nessuno viene messo alla porta. È anche vero, però, che una procedura di sfratto si accompagna. L'abbiamo chiamata «da casa a casa» e abbiamo dato tempo al giudice di prendere una decisione fatto salvo l'elemento di certezza della persona e della famiglia, che è, dal mio punto di vista, una proroga che non fa riferimento a un termine, ma fa riferimento a una condizione. E credo che questo è guardare ai bisogni e alle persone. 
Così come ritengo particolarmente importante il provvedimento che consente a chi era arrivato in fondo alla rateazione con cui restituire ad Equitalia le somme dovute, la possibilità di costruire nuovi piani di rateazione, nuove modalità di rientro delle risorse dovute allo Stato. 
Un'ultima nota riguarda il sistema delle imprese. Non è stato facile, a volte non siamo riusciti a farlo per tutti e a volte colleghi di maggioranza e di opposizione si sono liberamente opposti ad un articolato di un emendamento perché convinti della necessità di un provvedimento, però tutta una serie di procedimenti – antincendio, Sistri: non li cito – stanno anche questi nel solco di chiedere alle imprese uno sforzo di efficientamento, messa in sicurezza, prevenzione degli infortuni, prevenzione di quelli che possono essere i disagi nell'azienda e nella ricettività ma allo stesso tempo di farli con tempi certi. Insomma non voglio fare l'apoteosi del provvedimento. Spero di non avere esagerato con un tono enfatico, ma credo per davvero che il Parlamento questa volta abbia portato in prossimità, come diciamo noi, messo l'orecchio a terra, ascoltato i bisogni e migliorato di gran lunga un provvedimento che credo, Presidente, adesso sia responsabilità di tutti portare a termine e rendere esecutivo(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).