13/04/2026
Stefano Vaccari
De Maria, Guerra
3-02612

Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la Vantive-Gambro Dasco è in vendita. Questa la svolta che è emersa dal tavolo regionale, convocato dalla regione Emilia-Romagna, che doveva segnare una prospettiva diversa per il sito di Medolla e che invece ha registrato l'annuncio di vendita dello stabilimento di Gambro-Dasco/Vantive;

   all'incontro i vertici di Vantive hanno annunciato la volontà dell'azienda, di proprietà del fondo Carlyle, di vendere il sito di Medolla. A chi e quando non è dato sapere. Né se la vendita riguarderà tutto il sito o parte di esso. Questo dopo che nel corso del primo incontro del tavolo regionale, a dicembre 2025, l'azienda si era impegnata a consegnare entro il 31 marzo 2026 un piano industriale, atteso da mesi, degno di questo nome;

   il fondo Carlyle, dopo appena un anno dal suo insediamento ufficiale, ha deciso di non investire un euro sul sito di Medolla: questo a dispetto dei tanti annunci che si sono susseguiti nel corso dei mesi sul rilancio dello stabilimento. Una nostra precedente interrogazione inevasa chiedeva conto a novembre 2025 dell'azione del Governo. Una posizione inaccettabile che interessa un sito storico, per tutta l'area nord modenese e per tutto il biomedicale italiano: un'azienda simbolo, che non può essere abbandonata in questo modo per l'incapacità di progettazione industriale di un fondo che ragiona esclusivamente con una mera logica di profitto;

   le istituzioni locali, insieme ai lavoratori, si stanno mobilitando per invertire questa rotta, mettendo in campo ogni forma di mobilitazione utile, il sostegno di tutti gli interlocutori istituzionali, compreso il Ministero delle imprese e del made in Italy, che non può ignorare il comportamento così spregiudicato dell'azienda che sta mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro;

   dopo l'incontro in regione è stato approvato all'unanimità un pacchetto di 40 ore di sciopero, con le prime 8 ore fissate per la giornata di mercoledì 18 febbraio 2026 –:

   quali iniziative di competenze urgenti i Ministri interrogati intendono intraprendere, d'intesa con la regione e le organizzazioni sindacali, al fine di individuare soluzioni condivise per evitare la chiusura dello stabilimento di Gambro-Dasco/Vantive e per garantire la ricerca di eventuali nuovi acquirenti ed un piano industriale di rilancio e la salvaguardia dell'occupazione e della competitività di un comparto strategico per l'economia regionale e per l'occupazione della Bassa Modenese

Seduta del 14 aprile 2026

Risposta della Sottosegretaria di Stato per le Imprese e il made in Italy, risposta di Stefano Vaccari

FAUSTA BERGAMOTTO, Sottosegretaria di Stato per le Imprese e il made in Italy. Grazie, Presidente. Allora, desidero innanzitutto rassicurare l'Aula che il Ministero delle Imprese e del made in Italy segue con la massima attenzione la vicenda dello stabilimento di Medolla, riconoscendone il valore strategico per il comparto biomedicale e per l'intero territorio della bassa modenese.

Al riguardo, informo che il Governo si è attivato tempestivamente per garantire la continuità produttiva dell'azienda e tutelare i lavoratori interessati. In particolare, già nelle scorse settimane, è stato avviato un confronto diretto con i vertici aziendali e in data 23 marzo si è svolto, presso il Ministero, il primo tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte. In tale sede, l'azienda ha confermato l'intenzione di intraprendere un percorso di reindustrializzazione, finalizzato all'individuazione di un acquirente solido, qualificato e dotato di una chiara prospettiva industriale, coerente con l'eccellenza che il sito di Medolla rappresenta nel settore dell'emodialisi. È stato inoltre assicurato che, nelle more del processo di cessione, saranno garantiti gli investimenti necessari alla continuità produttiva, anche al fine di preservare l'attrattività del sito. Il Ministero ha ribadito con chiarezza la propria linea: ogni operazione dovrà essere orientata alla tutela dell'occupazione, alla valorizzazione delle competenze e alla salvaguardia del presidio industriale, escludendo logiche meramente finanziarie, ma promuovendo, piuttosto, una soluzione industriale credibile e sostenibile. In questo percorso è fondamentale il pieno coinvolgimento di tutti gli attori, incluse le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, con le quali il confronto è costante e costruttivo. Il tavolo del 23 marzo rappresenta un primo significativo passaggio. Il lavoro proseguirà con continuità. In proposito, tengo ad informare che è già stato calendarizzato un nuovo incontro per il 19 maggio, anche con il coinvolgimento dell'advisor al fine di individuare una soluzione positiva per i lavoratori interessati. Desidero inoltre sottolineare che l'azione del Ministero si inserisce in una più ampia strategia di politica industriale a sostegno del settore biomedicale, già oggetto di specifici tavoli di confronto, anche in sede europea, per rafforzarne la competitività e contrastare dinamiche distorsive del mercato. Come già avvenuto in altre vertenze industriali, anche in Emilia-Romagna l'obiettivo è quello di accompagnare il processo in modo attivo, favorendo soluzioni che garantiscano continuità produttiva, occupazionale e prospettiva industriale.

STEFANO VACCARI, Grazie, Presidente. Ringrazio la Sottosegretaria per la risposta, che ci lascia parzialmente soddisfatti. Sappiamo dell'impegno del Ministero rispetto al percorso che si è avviato, sapevamo dell'incontro del 23 di marzo. Manteniamo, tuttavia, la preoccupazione - come abbiamo espresso già in una prima interrogazione nel novembre del 2025, come altri colleghi hanno fatto anche in quest'Aula - perché la posizione che l'azienda ha assunto e che ha ribadito nell'incontro del 23 marzo era per noi ed è per noi inaccettabile, perché è stata fatta con modalità unilaterali inizialmente. Nell'incontro del 23 di marzo l'azienda ha confermato, per fortuna, che intende uscire dal sito produttivo di Medolla, ma senza azioni unilaterali, concordando un percorso - come la Sottosegretaria ha illustrato -, ma la posizione che inizialmente aveva assunto era per noi inaccettabile.

Stiamo parlando di un sito produttivo che coinvolge circa 500 dipendenti, residenti nei comuni di Medolla e Mirandola, in altri comuni delle province della Lombardia e della provincia di Reggio Emilia. Un sito produttivo strategico per il distretto biomedicale emiliano, romagnolo e italiano, che fornisce al settore sanitario italiano dei dispositivi medici molto importanti, che è stato coinvolto per affrontare la crisi derivante dalla pandemia nel 2020 e negli anni successivi e che ha risposto con grande prontezza a tutte le richieste che sono venute. Tuttavia, questo sito rischia grosso per una scelta di un'azienda che - ahimè - è stata coinvolta anche da processi di finanziarizzazione, sicuramente non positivi. C'è stata all'indomani dell'annuncio una grande mobilitazione di tutte le istituzioni locali in modo bipartisan, senza distinzioni di appartenenza, di tutte le organizzazioni sindacali. La regione Emilia Romagna, come in altre situazioni, guida il percorso anche nel rapporto con il Ministero. Quindi, c'è la necessità che questa azione e questo comportamento così spregiudicato siano governati - come lei, Sottosegretaria, ha giustamente precisato e condivido -, perché a rischio ci sono centinaia di posti di lavoro, il futuro di tante famiglie e non si può rischiare una deriva di questo tipo.

Quindi, bene che ci sia un advisor, che non sia lasciata soltanto nelle mani dell'azienda la garanzia di un processo di continuità produttiva, degli investimenti, ma che sia individuato un soggetto che abbia le spalle robuste per prendere in mano questo sito produttivo, perché non è una questione secondaria. Per mantenere e sviluppare un settore strategico, come quello del biomedicale e dei dispositivi medici, servono soggetti internazionali in grado di poter mettere le risorse, i know-how, le competenze necessarie a dare questa certezza. Per questo, ci auguriamo che l'incontro del 19 maggio porti notizie positive.

Noi, ovviamente, saremo qui a collaborare a questa conclusione positiva, come già successo anche per altre crisi aziendali…

…in Emilia-Romagna e proveremo ovviamente a monitorare la situazione.