Grazie, Presidente. L'incresciosa saga del caso Almasri - nota agli italiani come l'umiliante genuflessione del Governo italiano dinnanzi a un tagliagole libico - si arricchisce oggi di un'altra pagina vergognosa. Non è bastato al Governo concedere il salvacondotto dal processo penale ai Ministri Nordio e Piantedosi e al Sottosegretario Mantovano. Oggi, in quest'Aula, il Governo e la destra pretenderebbero di lavorare per concedere il salvacondotto dal processo anche all'ex capo di Gabinetto Bartolozzi, che è accusata del reato di false dichiarazioni davanti ai giudici: una clamorosa estensione dell'immunità che è concessa soltanto, per legge costituzionale, ai Ministri o a chi ha agito in concorso con i Ministri. Per questo diciamo “no”: un “no” convintissimo.
Questa pagina, così oscura, oggi è nota agli italiani e ha dimostrato la debolezza e l'umiliante comportamento del Governo italiano. Non c'è bisogno di fare un altro passo verso il baratro. Ora, i fatti sono molto chiari. Gli italiani conobbero del criminale libico Almasri perché seppero che la DIGOS di Torino lo aveva arrestato; ma poi videro delle foto, qualche ora dopo, che ritraevano il criminale abbracciato dai suoi sodali a Tripoli e, dietro di lui, un aereo battente bandiera italiana; il Governo fece quello che sa fare: si inabissò per alcuni giorni e decise di scomparire, ma la vicenda non si è chiusa e i fatti poi sono emersi, malgrado le menzogne e le reticenze del Governo.
Ricomparve, dopo qualche giorno, la Presidente del Consiglio, che attaccava il Tribunale dei ministri, dicendo che aveva aperto un'indagine: quel Tribunale dei ministri che, poiché i membri sono sorteggiati, nel corso della campagna referendaria era diventato anche il punto di riferimento della Presidente Meloni, ma che, perso a suon di milioni di voti il referendum, è tornato ad essere il nemico del Governo che era già stato qualche mese fa. I Ministri Nordio e Piantedosi vennero a mentire in Aula e si dimostrarono campioni mondiali dell'unico titolo di cui sono capaci: due bravissimi Azzeccagarbugli, ma non dissero la verità, che è emersa grazie all'indagine del Tribunale dei ministri.
Che cosa era successo? Un patto diabolico, un disegno diabolico tra i membri del Governo, che avevano deciso di liberare e riportare in Libia l'Almasri. In che modo? Nordio sarebbe scomparso per più di 48 ore, imponendo alla corte d'appello di disporre la scarcerazione per decorrenza dei termini; ma il Ministro Piantedosi doveva fare immediatamente il provvedimento di espulsione, perché, se Almasri fosse rimasto sul territorio nazionale, sarebbe stato nuovamente arrestato e consegnato alla Corte penale internazionale. Dunque, fece il provvedimento di espulsione, ma, poiché il Governo non riesce ad espellere così facilmente le persone, c'era bisogno di qualcosa di più: il Sottosegretario Mantovano che mettesse a disposizione il volo di Stato. Ed ecco fatto: in poche ore Almasri è a Tripoli ad abbracciare i suoi sodali ed è sfuggito alla giurisdizione penale internazionale.
Questi sono i fatti gravissimi e sono emersi grazie all'indagine del Tribunale dei ministri. Quest'Aula si è già umiliata stabilendo che avessero diritto all'immunità i membri del Governo perché avrebbero agito - hanno detto gli esponenti della maggioranza, solo quando i fatti sono diventati noti - perché hanno tutelato un preminente interesse costituzionale. Ma l'interesse costituzionale è arrestare i criminali non liberarli; l'interesse costituzionale è rispettare gli obblighi internazionali, non violarli, da parte di quel Governo che diceva che avrebbe inseguito gli scafisti nel globo terracqueo e poi, appena ne ha avuto uno tra le mani, lo ha ricondotto in Libia laddove commette i suoi crimini. Un Governo così debole anche davanti a un criminale libico, non può che essere debolissimo davanti al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che scatena la guerra nel mondo.
Ma non è bastato tutto questo. Oggi c'è bisogno di dare l'immunità anche all'ex capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, straordinaria presenza della campagna referendaria, che è riuscita in pochi secondi a oscurare un video di 13 minuti sui social network della Presidente Meloni che diceva agli italiani: non vi preoccupate, non facciamo questa riforma per colpire la magistratura. E nelle stesse ore la Bartolozzi dichiarava: votate sì e ci spazziamo di mezzo la magistratura. Lei si è dimessa, finalmente, ma non basta. Di cosa ha paura il Governo? C'è bisogno di dare anche l'immunità? Se ha commesso un reato ne risponderà in sede penale, se non lo ha commesso si definirà in quella sede, ma non c'è alcun diritto di estendere l'immunità - che è circoscritta ai Ministri o a chi ha agito in concorso con i Ministri - a un ex capo di gabinetto, perché altrimenti affermeremmo in questa sede una ferita clamorosa al principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Questo Governo ha disseminato il codice penale di reati e pretende che gli italiani rispettino tantissime norme. Non può, questo stesso Governo, dire agli italiani: rispettate le numerosissime norme penali. Noi siamo liberi di violarle quando vogliamo, noi Ministri e i nostri collaboratori. Non c'è alcuna giustificazione per sollevare un ulteriore conflitto. La dottoressa Bartolozzi deve difendersi nella sede alla quale è chiamata. Per questi motivi, diciamo “no” al conflitto di attribuzione.