Data: 
Lunedì, 13 Aprile, 2015
Nome: 
Khalid Chaouki

A.C. 1803-A

Grazie Presidente, finalmente siamo qui, in Aula, per affrontare quello che è un provvedimento che questo Parlamento in I Commissione ha discusso sotto la pressione di numerose associazioni dell'Italia intera, del mondo, che quel 3 ottobre 2013 ci fece tutti svegliare con una tragedia. Una tragedia che, a differenza di tante altre, si verificò davvero a pochissimi metri dalle coste di Lampedusa. Una tragedia che era preannunciata, ma che fu un vero schiaffo in faccia rispetto al silenzio, all'indifferenza che ci fu prima rispetto a tante altre vittime nel Mediterraneo. 
Una tragedia, quella del 3 ottobre 2013 che, appunto, ci fece contare 366 morti, almeno 20 dispersi e ci lasciò di fronte a 155 superstiti, di cui 41 bambini. Quella fu davvero una giornata tragica, non solo per il nostro Paese, non solo per l'Europa, ma per il mondo intero. Fu una giornata, quel 3 ottobre 2013, che in qualche modo interrogò, forse per la prima volta in modo così forte, tutte le nostre coscienze e interrogò la storia del nostro Mediterraneo. Ci mise di fronte a una condizione di morti, di dispersi, di migliaia di persone che per tanti anni morivano nel silenzio assoluto nel Mediterraneo e che con i numeri di questa tragedia, i numeri di quel 3 ottobre, portò a un risveglio delle coscienze che si tradusse poi, anche, in una risposta forte, una risposta politica dell'allora Governo Letta a cui dobbiamo rinnovare il ringraziamento per quel gesto forte. 
Dopo le solite visite che in genere si fanno, si tende a dimenticare, invece, dopo quelle visite istituzionali, a cui abbiamo partecipato noi stessi insieme alla Presidente Boldrini, il Presidente Letta, insieme alle massime autorità europee, dopo quelle visite, dopo aver visto quegli sguardi dei superstiti e quelle bare che ancora oggi tornano nella nostra memoria, decise di far partire un'operazione come quella di Mare Nostrum che, davvero, rappresenta oggi e rappresenterà per sempre una medaglia al petto del nostro Paese nella storia del Mediterraneo. 
Allora la giornata di oggi è finalmente l'inizio di questa discussione in questo Parlamento, sperando di votare al più presto possibile quello che è finalmente il riconoscimento formale da parte della Repubblica italiana della giornata del 3 ottobre quale Giornata del ricordo. 
Una giornata che ricordi non solo le vittime del 3 ottobre a Lampedusa ma che ricordi tutte le vittime dell'immigrazione; una giornata che deve servire per tenere viva questa memoria per tutte le future generazioni di questo Paese ma anche per ragionare del nostro futuro; una giornata che serva, soprattutto in questo momento di discussione, a volte troppo ideologica e a volte strumentale rispetto ai temi dell'immigrazione, a portare un po’ più di consapevolezza rispetto alle sfide di fronte alle quali ci pongono questi flussi di persone, che sono essere umani e non numeri e non semplicemente merce da spostare da una parte o dall'altra; una giornata che deve servirci non solo a ricordare giustamente nel silenzio e nel dolore quei morti, quei giovani morti, spesse volte tante donne, bambini e giovani che hanno lasciato e sono stati costretti a lasciare i loro Paesi, in balia di guerre, in balia di persecuzioni e in balia della fame, per cercare un futuro di speranza, ma che deve servirci a renderci conto di quanto non si possa più ritornare ad essere indifferenti, come lo siamo stati in passato e come purtroppo continuiamo ad esserlo oggi. È un'Europa che fatica ancora a trovare un senso unitario nell'affrontare le politiche riguardo all'immigrazione ma, soprattutto, anche quel volto di solidarietà, di umanità e di accoglienza di cui si necessita, soprattutto in queste ore drammatiche in cui migliaia di persone continuano a fuggire dal crimine e dal terrorismo dell'ISIS, fino ad arrivare alla persecuzione delle minoranze cristiane in Nigeria, in Kenya e a quello che accade nel Corno d'Africa fino alla vicina Libia e al caos che tutti noi conosciamo. 
Allora, Presidente, vorremmo che questa giornata diventi davvero un momento di riflessione nazionale; un momento, come prevede il testo del provvedimento, pedagogico, anche per far sì che in tutte le scuole italiane, in tutte le università, in tutte le biblioteche si possa riflettere su cosa accadde quel giorno e soprattutto su quello che riguarda le storie drammatiche di migliaia di profughi, di rifugiati che ancora oggi vivono davvero nella solitudine, in campi profughi come quello di Yarmouk, oggi sotto attacco, dove gruppi di terroristi, gruppi armati, non fanno distinzione tra civili inermi e fazioni in guerra. 
Vorremmo che questo 3 ottobre rappresenti anche per il nostro Paese un sussulto di rinnovata civiltà e di rinnovato senso di una storia, quella storia grande che ha fatto il nostro Paese che si è tradotta nell'operazione Mare Nostrum e che si è tradotta con lo sforzo straordinario che quello stesso 3 ottobre misero in campo decine di volontari, la popolazione di Lampedusa, che da qui dobbiamo ricordare sempre di ringraziare, nonché il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, la Capitaneria di porto e tutte le forze positive di questo Paese, non solo in Sicilia ma in tutta l'Italia, che hanno dimostrato, a partire da quel 3 ottobre e ancora oggi, un senso davvero di umanità, che è molto più grande delle polemiche e delle strumentalizzazioni a cui assistiamo, ahimè, anche oggi. Vogliamo che il 3 ottobre possa essere anche da lezione per chi, come noi qui, ha una funzione legislativa, perché di fronte a decisioni anche politiche difficili e complicate possa ricordarsi quelle bare, possa ricordarsi quei volti dei superstiti, possa ricordarsi che non possiamo distinguere i morti sulla base delle loro nazionalità, sulla base dello loro etnie, sulla base delle loro storie, perché i morti sono tutti uguali, e quei morti devono farci riflettere su come oggi purtroppo la vita non ha più forse un prezzo uguale dappertutto. 
Vogliamo che quel ricordo, il ricordo del 3 ottobre, questa giornata che vogliamo istituire come giornata nazionale per ricordare le vittime dell'immigrazione, possa essere anche per bandire l'indifferenza. Papa Francesco, visitando Lampedusa nel luglio 2013, disse «no alla globalizzazione dell'indifferenza»; allora penso che, oltre ovviamente al grande messaggio straordinario che questo Papa ha saputo dare anche da quell'isola, abbiamo il compito e il dovere di dire «no all'indifferenza», rispetto a un'Unione europea che troppo spesso, ahimè, vediamo troppo distante da questo nostro bacino del Mediterraneo. La vediamo troppo attenta a calcoli egoistici rispetto invece alla priorità assoluta che deve essere nel cuore di tutti noi che è quella di preservare la vita delle persone, prima ancora che ovviamente prevenire i flussi dell'immigrazione, i flussi dei profughi e dei richiedenti asilo. Una giornata del 3 ottobre che deve bandire l'indifferenza, ma che deve anche rinnovare in noi un'attenzione particolare rispetto a una società civile ricca, grazie alla quale siamo anche qui oggi in Parlamento. Per cui ringrazio certamente il Comitato 3 ottobre, che è stato protagonista di una raccolta firme change.org che ha portato appunto poi questa legge a essere depositata, ad essere calendarizzata, ad essere appunto già votata in I Commissione ed essere oggi qui da noi in Aula. Questo dimostra appunto che la società civile nel nostro Paese rimane un elemento importante, protagonista, come appunto questa legge qui oggi racconta, un percorso che è nato dal basso, è nato da quei volontari che hanno appunto assistito ai superstiti, è nata appunto da un gruppo di parlamentari che si è recato poche ore dopo in quell'isola per piangere insieme ai superstiti e per prendersi un impegno di fronte a quella tragedia non solo con il popolo di Lampedusa, che era stanco ed è stanco di vedere morte sulla sua bellissima terra, ma un impegno che ci siamo presi appunto con il nostro Paese, con la nostra storia e soprattutto con quel mondo che oggi da quel giorno in poi ormai conosce appunto la parola Lampedusa. Allora, appunto, un grazie particolare al Comitato 3 ottobre, un grazie particolare a tutti i comuni italiani, a tutte le istituzioni pubbliche, private e no profit che, a partire da quella giornata, hanno promosso decine di iniziative nei territori, hanno raccolto migliaia e migliaia di firme per sollecitarci appunto a dare dignità a quella tragedia, ricordarla appunto in modo definito, formale, istituzionale a partire da questo Parlamento. Un grazie particolare anche alla Presidente di questa Camera, alla Presidente onorevole Laura Boldrini, che si è spesa sicuramente più di altri per far sì che quei temi e soprattutto quella tragedia non venisse mai dimenticata. Presidente, noi crediamo appunto che il nostro Parlamento possa rappresentare, come in queste situazioni, anche un momento di condivisione che vada al di là delle differenze politiche, pensiamo che un momento del ricordo come quello del 3 ottobre debba davvero servirci anche a ritrovare una comune identità. Ed è l'identità della nostra storia, della comune storia mediterranea, è l'identità appunto che fa sì che oggi, con tutte le difficoltà che ci sono, decine di comunità locali cercano di offrire il massimo in questa condizione anche di difficoltà economiche e di difficoltà anche oggettive. È stato il tema dell'accoglienza dei profughi, dei minori non accompagnati a far sì che comunque le comunità locali, i nostri piccoli comuni, le tante associazioni, il ruolo della Chiesa possano in qualche modo dare testimonianza di una straordinaria umanità che sia da lezione per tutti noi il ricordo di questa giornata per dire che l'Italia non è solo, ahimè, qualche parentesi negativa di cattive politiche nel passato, di difficoltà oggettive oggi nel garantire un'accoglienza dignitosa ma che il ricordo di questa giornata ci porti appunto a dire che forse dovremmo anche recuperare un certo orgoglio nel dare anche un insegnamento di umanità che forse altri Paesi anche europei non hanno saputo dare. Noi non ci fermeremo e non vogliamo fermarci solo a un ricordo in Italia di quella giornata, a livello del Consiglio d'Europa la nostra delegazione presieduta dal collega Nicoletti ha fatto approvare un documento, una mozione a Strasburgo che ricordi appunto quella giornata del 3 ottobre, è stata promossa una mostra in quelle aule che raccontano un po’ appunto un'identità europea molto più ampia, la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre. Vogliamo appunto che questo ricordo di quella giornata diventi anche un ricordo europeo, proprio nel segno di una politica europea vera di accoglienza ma anche di gestione dei flussi dell'immigrazione e di politiche appunto assistenza al rifugiati a livello europeo. 
Vogliamo, appunto, condividere con il Parlamento europeo, dato che il Presidente Schulz fu tra i primi a visitare Lampedusa dopo quelle giornate tragiche del 3 ottobre, e vogliamo consegnare idealmente, da questo Parlamento al Presidente Martin Schulz e a tutti i gruppi parlamentari europei, anche lì, un messaggio, un ricordo europeo, un ricordo di tutto il continente. E allora, forse in quel momento riusciremo davvero a trasmettere insieme il dramma di quella tragedia, ma soprattutto la speranza che questa Europa possa davvero diventare patrimonio comune, patrimonio di tutta l'Europa, per far sì che si possa tradurre, poi, in politiche serie di prevenzione di quelle morti, perché quelle morti, ahimé, continuano e vanno inquadrate, ma soprattutto ci dev'essere un lavoro serio di prevenzione per evitare che quelle tragedie possano verificarsi un'altra volta. Io concludo dicendo che, come Partito Democratico, siamo davvero orgogliosi di essere stati tra i promotori, insieme al collega Paolo Beni, che è stato primo firmatario, e insieme ai tanti che hanno visitato quell'isola e che si sono battuti per far sì che questa giornata possa diventare effettivamente un patrimonio comune. Confidiamo che ci possa essere una discussione veloce in quest'Aula e che si possa, finalmente, approvare questa giornata, finalmente fissa nel calendario del nostro Paese e, finalmente, impressa nella memoria di tutti i cittadini di oggi, soprattutto per i nuovi cittadini del futuro.