Signora Presidente, colleghi, intervengo per dichiarare il mio voto contrario alla legge. È una decisione difficile, come è stata quella di non votare la fiducia, ma inevitabile, visti contenuti e metodi imposti dal Capo del Governo per la sua approvazione. Il Porcellum, con le famigerate liste bloccate, fu approvato non da una generica classe politica, come talvolta si sente dire, ma dalla destra di Berlusconi, a maggioranza. Fu poi la Corte costituzionale a giudicarlo illegittimo, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente i parlamentari. Ora la legge di cui il Premier pretende l'approvazione sottrae nuovamente questo potere ai cittadini per riconsegnarlo per la maggior parte dei deputati ai capi dei partiti. Una legge, dunque, che ha lo stesso impianto del Porcellum – proporzionale più premio, con i correttivi rivolti a evitare censure di incostituzionalità, vedremo se adeguati – e che non ricostituisce il rapporto elettore/eletto. Dopo il Porcellum, che ha scavato un fossato tra cittadini e Parlamento, è necessario riconsegnare totalmente ai primi la scelta dei propri rappresentanti. Sarebbe stato possibile farlo, senza intaccare la capacità della legge di produrre un Governo stabile. Sarebbe possibile persino ora, con una legge che disciplini le primarie per i capilista. L'abbiamo proposta, con molti colleghi del PD: dal governo finora nessuna risposta, ma attendiamo.
Vi è poi un errore catastrofico nel metodo: la legge elettorale disegna le regole valide per tutti, l'essenza della rappresentanza, il modo con il quale i cittadini affidano ai propri rappresentanti l'esercizio della volontà popolare, ha rilevanza costituzionale. Ebbene, se queste regole vengono decise da chi è espressione del 20 per cento degli elettori (è questa la condizione attuale), si consuma sostanzialmente un arbitrio. Ci ricordiamo le violente critiche espresse in quest'Aula – penso anche a molti attuali colleghi del PD – dinanzi alla scelta di Berlusconi di approvare il Porcellum a colpi di maggioranza ? Ora il Governo fa la stessa cosa, anzi, un po’ peggio, vista la ferita inferta a questa Camera con il voto di fiducia. È possibile pensare che la doppia morale non danneggi indelebilmente, dopo la libertà del Parlamento, la credibilità del Partito Democratico ? Approvare una legge elettorale con questi contenuti e senza un consenso ampio è un errore molto grave. Un elemento che dovrebbe essere unificante è massimamente divisivo e sarà giusto proporre l'abrogazione delle norme che riconsegnano ai capi dei partiti la nomina dei deputati. Questo Parlamento – ho finito – avrebbe potuto chiudere la questione della rappresentanza democratica e delle regole del gioco. Invece, se approverà questa legge, la sta drammaticamente riaprendo. Per questo il mio voto non può che essere contrario.
Dichiarazione di voto a titolo personale
Data:
Lunedì, 4 Maggio, 2015
Nome:
Marco Meloni