Data: 
Lunedì, 6 Luglio, 2015
Nome: 
Franco Vazio

Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli abusi sessuali e i maltrattamenti sui minori sono una piaga diffusa e, purtroppo, in aumento e rappresentano una pagina vergognosa per un Paese civile. 

Se il 90 per cento di queste violenze avviene in ambito familiare, come tutti i dati indicano (Telefono Azzurro, Save the Children, Cismai), il rimanente 10 per cento riguarda altri episodi che si registrano in ambito educativo, scolastico, sanitario, parrocchiale e nelle comunità per minori. 
Sono 100 mila i minori allontanati dalla famiglia per ragioni di abuso sessuale e violenza. 
Purtroppo, si tratta di un fenomeno in gran parte sommerso, taciuto per vergogna o per paura da parte delle vittime, che è tanto più grave perché coinvolge quelle figure di adulti di cui i minori si fidano e che dovrebbero favorire la loro crescita e prendersi cura di loro. 
I danni gravissimi nello sviluppo dei minori abusati producono ferite emotive che si ripercuotono su tutta la loro esistenza e condizionano anche l'età adulta e le relazioni affettive successive, minando irreversibilmente la fiducia negli altri e la possibilità di sviluppare autostima e progettualità esistenziale. 
Gli abusi in danno dei minori ospitati nella cooperativa agricola «il Forteto» nel Mugello si inseriscono in questo triste quadro e risultano doppiamente gravi, perché vanno ad aggiungersi alle esperienze negative pregresse, che avevano portato all'allontanamento di questi minori dalla famiglia, spesso proprio per ragioni di violenze e abusi sessuali: quindi, dove sarebbe stata necessaria un'azione di educazione e assistenza, si è verificata un'ulteriore sofferenza.
Oltre a una decisa condanna nei confronti di questi eventi, è necessario lavorare in una prospettiva di prevenzione, per evitare che il minore si senta tradito proprio da coloro ai quali è affidato per essere accudito e tutelato. 
Tra le azioni da mettere in campo si colloca sicuramente in primis il monitoraggio del fenomeno per un'azione efficace di prevenzione e contrasto. A tale scopo la Commissione parlamentare sull'infanzia e l'adolescenza ha già attivato, dal 2015, un'indagine conoscitiva sulla situazione delle comunità per minori. 
Quanto accaduto nella struttura per minori «il Forteto» ha già mobilitato da tempo l'attenzione delle istituzioni: è il caso di ricordare che il consiglio della regione Toscana, nella legislatura appena conclusa, ha istituito una commissione d'inchiesta per fare luce senza riserve su questi fatti gravissimi: un importante ed accurato intervento di ispezione e di controllo, anche attraverso l'invio di ispettori qualificati, che ha consentito alla commissione di concludere i suoi lavori con una relazione poi votata all'unanimità. 
Ora il consiglio regionale, appena eletto, ha già raccolto l'adesione di tutti i gruppi per l'istituzione di una nuova commissione d'inchiesta, al fine di completare il lavoro proficuamente iniziato nella precedente legislatura. 
Il Partito Democratico, anche da ultimo, ha sottolineato la necessità di far luce su questi gravi episodi e di segnare una cesura con il passato, indicando altresì la necessità di un controllo costante per prevenire il ripetersi di simili comportamenti. 
Sono anche gli esiti processuali, che hanno visto il tribunale di Firenze, in data 19 giugno 2015, pronunciare per questi fatti una sentenza con pene pesantissime, che ci indicano di prendere la strada di una profonda discontinuità e ci allertano sulla gravità di fatti che interrogano le nostre coscienze. Ciò nonostante dobbiamo, tuttavia, avere ben chiaro che, pur condannando questa e le altre eventuali comunità per minori dove siano avvenuti ed avvengano abusi e violenze, non si deve dimenticare che le comunità per minori svolgono un ruolo socio-educativo decisivo per il recupero di questi ragazzi. 
Se è giusto non chiudere gli occhi e monitorare il corretto lavoro educativo svolto nelle comunità, non si devono neanche generalizzare responsabilità, così come avviene nel testo della mozione, che sono e devono rimanere personali, né indurre l'opinione pubblica a credere che questi episodi siano frequenti e non invece che rappresentino in effetti tristi e gravi esperienze legate a rari episodi. Ciò tanto più ora, che siamo a conoscenza di indagini condotte dalla procura della Repubblica di Firenze, volte a comprendere quali controlli vennero eseguiti da parte dei soggetti e degli enti competenti in merito agli affidi dei minori che negli anni furono disposti presso la comunità «il Forteto».
La grande maggioranza degli educatori di comunità, infatti, svolge, con eccezionale generosità e altissima professionalità, il proprio lavoro, offrendo, con una dedizione davvero encomiabile, risposte educative autentiche a questi ragazzi. Generalizzare, lanciare parole e sospetti nel dibattito non rende merito al lavoro e all'impegno di costoro: non va fatto e non lo vogliamo fare. Occorre, invece, impegnare le istituzioni e la politica per costruire efficaci modelli di controllo, per intercettare precocemente questi fenomeni e, quindi, mettere i minori in condizione di protezione. 
Questo, però, non autorizza un uso strumentale a fini politici di una singola situazione, sia per le ragioni di cui ho detto in precedenza, sia perché un dibattito strumentale e finto non aiuta a costruire un percorso di verità e di efficace contrasto a un fenomeno tanto grave quanto triste per i soggetti abusati. Senza considerare che, nell'ambito della struttura finita sotto processo, nello specifico, ci sono anche tanti operatori ed educatori per bene che hanno, nel tempo, saputo conquistare la fiducia dei giudici e dei servizi sociali e, quindi, azioni denigratorie generalizzate potrebbero non solo colpire la loro professionalità e dignità, ma anche mettere a rischio le loro prospettive di lavoro. 
Infine, per quanto attiene alla richiesta di impegno rivolta al Governo di commissariare la cooperativa agricola, proprio perché tale valutazione rientra tra le attività che competono al Governo, la formulazione utilizzata manifesta tutta la sua strumentalità. Le valutazioni dovranno essere svolte e gli approfondimenti dovranno essere compiuti con tutta l'urgenza e l'attenzione che il caso merita e richiede. Il Governo è certamente conscio di tutto ciò e pertanto il sapore della mozione in punto appare come un'indebita forzatura collocata all'interno di un processo valutativo assai delicato, che non può e non deve essere condizionato dagli umori della politica, ma invece condotto con tutta la sapienza, l'indipendenza e la trasparenza possibili. 
Con queste riflessioni e queste osservazioni chiudo il mio intervento, auspicando che il Parlamento voglia imboccare senza indugio la strada della verità e dell'efficacia, lasciandosi alle spalle strumentali e inutili polemiche che certamente non aiuteranno alcuno, né potranno neppure indurre sollievo a chi quei terribili abusi ha subito.